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La Voce di Pistoia
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PODISMO

Continua il momento positivo della “SILVANO FEDI” che marcia alla grande per un 2019 già denso di successi (giunti a quota 45). All’Abetone, biancorossi in grande spolvero alla “Snow Run”, con vittoria di società, 1^ piazza di Manuela Bacci fra le “Ladies”

CHITI SCHERMA

Si è infatti classificata al 9° posto su un lotto di oltre 100 partecipanti provenienti da molti paesi, compresi Giappone, Hong Kong, Stati Uniti e Australia. Il girone di qualificazione chiuso senza sconfitte le ha consentito di ottenere la seconda testa di serie nel tabellone ad eliminazione diretta

BASKET

"La squadra è stata fin da subito informata, ma ha immediatamente compreso che, non potendo avere nessun tipo di controllo su questa situazione, non aveva senso stare a pensarci. E così onestamente è stato -prosegue il coach- e non ho visto da parte dei ragazzi nessun condizionamento sul piano mentale".

CHITI SCHERMA

lla terza prova del circuito nazionale disputatasi a Bologna gli atleti della Chiti hanno portato a casa due vittorie nelle gare di spada. Nella categoria under 40, una sorta di categoria “ponte” fra gli under 23 e gli over 40, si è imposto Marco Gori

BASKET

Alessandro Ramagli con i suoi ragazzi, sarà atteso lunedì sera dal difficilissimo esame contro la capolista Armani Milano. "Sarà una partita in cui servirà grande forza mentale per vivere il match possesso dopo possesso"

MTB

In partenza la griglia d’onore sarà riservata alla partecipazione femminile. Sul palco Premio Speciale alla società con maggior numero di cicliste al via

BASKET

Giornata di vigilia in casa OriOra. I biancorossi completano oggi la preparazione in vista della difficilissima sfida di domani in casa della Reyer Venezia, in un match che sulla carta appare davvero proibitivo

HC PISTOIA

I ragazzi mostrano di aver fatto notevoli progressi grazie alle cure di Mister Treno, sono cresciute le loro capacità tecniche ma soprattutto ampi passi avanti nella tenuta mentale. Grande emozione e soddisfazione nel settore femminile: il gruppo è composto da atlete appassionate e che non si tirano indietro sul lavoro da fare

LIBRI

Nel giorno della Candelora, quando per tradizione il Vescovo  di Pistoia benedice i  pellegrini che si preparano a partire per Santiago di Compostella, c'è stato un incontro nella Libreria "Terra Santa" di Milano

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

POESIA

Il poeta Fabio Strinati dedica alcuni appassionati versi alla nostra città

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

PREMIO CEPPO

Nell’ambito del 63° Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia (patrocinio Mibac), Paola Zannoner è la vincitrice del Premio Ceppo per l’Infanzia e l’Adolescenza 2019. Premiazione l’8 febbraio 2019 a Pistoia

STORIA

Notizie dall'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea di Pistoia e tutte le prossime iniziative

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

MOSTRA

Inaugurazione domenica 27 gennaio alle 16.30 al secondo piano di Villa Bertelli, in collaborazione con la Fondazione Villa Bertelli e con Laura Tartarelli Contemporary Art. Ingresso gratuito. Seguirà il concerto ”Il mio pianoforte”

Non ho bisogno di te, ho voglia di te. vita mia
Non .....
Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
lasciai .....
Dal libro
"PER MIA FORTUNA, AMANDO, MI SONO ROVINATO .....
Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
dove .....
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Filiale di Lucca
Tel. : 0583 330111

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Ho avuto i domiciliari per piccoli problemi con la legge. con .....
Certificazione Internazionale di Yoga della Risata con Andrea .....
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Dal silenzio del mio cuore
AUTORE: Andrea Guidicelli
email: [protetta]

3/1/2014 - 18:30

Siamo anime in volo
che si chiedono perchè,
in un mondo che da solo
pensa di essere un Re.

Siamo pochi e siamo tanti
sulla nave della storia,
navighiamo e andiamo avanti
in un mare di memoria.

Fratelli e sorelle
vi parlo dal cuore,
il silenzio delle stelle
è la voce dell'amore.

Da una finestra io
ho cantato al mondo amore,
alzando gli occhi a Dio
mi s'è illuminato il cuore.

Fratelli e sorelle
perdono e amore,
nel silenzio delle stelle
sono fonti di calore.

UN ABBRACCIO FORTE
NON ARRENDETEVI MAI,
UN ABBRACCIO FORTE
DAL CUOR MIO PER VOI!!!1




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31 dicembre 1975
AUTORE: Anna Saracini
email: [protetta]

31/12/2013 - 6:04

L'ultima bottiglia
di champagne
si diffonde nell'aria
in una schiuma bianca,
festosa........
e le risate
mi arrivano lontano
come in una poesia
stracciate,
come un abito vecchio!

Vorrei unirmi a loro
a te

.........ma non posso!.




In risposta a: del
Regalo di Natale
AUTORE: Alessandro
email: -

24/12/2013 - 12:56

Respirò forte a pieni polmoni e guardò il cielo terso. Come sempre, da qualche tempo oramai, ai suoi occhi esso appariva sbiadito e opprimente. Un vento leggero che odorava di neve annunciava che il Natale ormai imminente si sarebbe tinto di bianco. Aveva chiuso la porta dietro di se, meno stava in casa e meglio era, tanto tutto quello che essa racchiudeva a breve non sarebbe stato più suo. Ripensava ad appena tre mesi prima, era settembre al ritorno delle ferie che la banca dalla quale dipendeva aveva attuata la tanto temuta fusione con un altro istituto di credito ed aveva licenziato senza tanti complimenti il personale in esubero. A niente erano valsi gli anni passati all’interno dell’istituto, l’anzianità, l’esperienza. A nulla era valso l’intervento dei sindacati. Quando la crisi era arrivata ed era stata decisa la fusione, niente e nessuno erano serviti ad assicurargli il posto. Passò rasente i muri, e quasi a nascondersi teneva la testa bassa con la paura di incontrare qualcuno che lo avrebbe fermato per domandargli come andava. Male, male, andava proprio male, per lo meno se fossero stati solo lui e sua moglie si sarebbero arrangiati, ma con i bambini come avrebbero fatto? E la scuola? E i vestiti? E tutto il resto? Perché tutto il resto era tanto. Troppo. Tutto il resto era vitale. Come avrebbe fatto a cinquant’anni a ritrovare lavoro? E poi cosa sapeva fare lui oltre al bancario? E si girava e rigirava nei soliti pensieri senza accorgersi che si stava avviando un passo dopo l’altro verso i cantieri in costruzione alla periferia della città. Difficilmente ai tempi d’oro si era spinto a piedi fino a quel punto, niente lo interessava di quelle zone; lui, da sempre, amava i negozi e le luccicanti vetrine del centro dove, all’uscita dal lavoro, curiosare e fare acquisti, ma adesso era come se fosse stato calamitato da quei posti. Chissà perché! Gli edifici in costruzione erano tutti circondati da recinzioni di latta ondulata che impedivano la vista all’interno. Ad una di esse però mancava un pannello e gli operai avevano provveduto a riempire lo spazio vuoto con delle assi di legno che lasciavano intravedere cosa stava succedendo all’interno del cantiere. Era suonato mezzogiorno ed un gruppo di muratori stava mangiando. Avevano apparecchiato fuori sotto una pensilina, su delle rudimentali assi di legno, vicino in un bidone di ferro stavano bruciando delle cassette da frutta. Ognuno di loro aveva steso il proprio tovagliolo sul quale era posata una gavetta con dentro il cibo. Bottigliette di vino e lattine di birra stavano in bilico sulle tavole instabili. La costruzione di cemento si stagliava contro il cielo mentre mucchi di sabbia e cataste di mattoni coprivano alla vista le baracche e i macchinari del cantiere. L’operaio si accorse della sua presenza, si alzò e gli venne incontro. “Cosa vuole?” L’uomo era un po’ calvo, proprio sulla fronte due schizzi di calcina. La barba non fatta gli dava un che di trasandato, ma due occhi scuri profondi e pieni di vita stemperavano quell’aspetto dismesso e lasciavano trasparire grande dignità. Le parole gli vennero fuori a forza, inaspettate e si sorprese di averle dette “ Cerco lavoro” Una frase buttata là tanto per riparare al suo comportamento di prima, ma forse inconsciamente anche desiderata. “Non abbiamo bisogno di nessuno, ma provi a tornare più tardi forse il “caporale” qualcosa gli trova”. “Grazie” si voltò e riprese a camminare, nella mente i bambini, la moglie, lui, lui forse si sarebbe arrangiato, ma gli altri, come avrebbero fatto, come li avrebbe aiutati? “Senta forse qualcosa da fare c?è” La frase arrivò inaspettata e come colpito da una frustata si voltò. Accelerò il passo dirigendosi verso il muratore. Forse si era consultato con gli altri, o forse, ci aveva ripensato, chissà! “ Pensandoci bene per questo mese il lavoro c’è. L’impastatrice di calcina e il trasporto dei mattoni agli operai, 40 euro il giorno, paga a fine giornata. Se vuole può iniziare subito”. Il pomeriggio passò in fretta, tirava un ventaccio pungente, gli occhi si erano arrossati e le mani dolevano, come le braccia e le gambe, ma aveva di nuovo un lavoro,. La sera l’uomo gli dette 20 euro dicendogli “Domani mattina alle sei e quarantacinque di fronte al cancello, si inizia a lavorare alle sette in punto”. Aveva freddo, così fece un gesto inconsueto per lui: tirò su il bavero della giacca per pararsi il collo. Disse: “A domani”, e si incamminò verso casa senza aver avuto risposta.. Era già buio e le luminarie dei negozi splendevano per le vie della città. Non teneva più lo sguardo basso. Avendo un lavoro gli sembrava di essere simile a tutti gli altri, aveva riacquistato la propria dignità. E poi c’erano quei 20 euro che teneva in tasca. Era solo l’inizio, ma che importava? Quasi cadde inciampando sull’anziano mendicante seduto per terra. Si voltò, e gli occhi dell’altro si fissarono nei suoi. Si leggeva una vita di stenti, trascorsa con lo stesso stato d’animo che lui aveva avuto negli ultimi tre mesi. Solo che il mendicante non aveva un tetto, una moglie ad aspettarlo la sera, il sorriso dei bambini. Si commosse, si chinò e sorrise, intanto le persone continuavano a scivolare veloci lungo il marciapiede fingendo di ignorare la presenza dei due. Strinse forte le mani dell’uomo fino a sentire le sue che dolevano e disse “Buon Natale”. Si rialzò continuando a sorridere e riprese a camminare. L’importante era aver riacquistato la fiducia nel futuro, aver ridato vita alla speranza. Il ripetere un gesto che fino allo scorso Natale era diventato ripetitivo e senza senso, in quel preciso contesto assumeva ben altro significato, diventava l’inizio di qualcosa, quasi un passaggio ad un nuovo modo di vivere. Adesso si sentiva veramente più forte, col cuore via via sempre più leggero. Più forte, più felice. Il mendicante aprì le mani e rimase a guardare meravigliato quei 20 euro pensando a quel tipo strano, giacca e cravatta, sporco di calcina, ma quell’uomo, quello sconosciuto signore era ormai irraggiungibile, ormai rapidamente si era assentato da tutte quelle luci.
Natale 2007




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Natale
AUTORE: MASSIMILIANO FILIPPELLI
email: -

20/12/2013 - 19:27

Brilla nella notte,
una luce non si stanca di illuminare le nostre attese pesanti.
Come vorrei giungere con cuor leggero
sospinto solo dal desiderio,
senza gingilli in mano.
Come vorrei che si udisse un boato
e in un pertugio accogliere la nostra essenza nel calore di una comunione vera.
Non darmi un presepe perfetto o
una celebrazione barocca,
degli auguri formali; fammi stringere fuori dal torpore la vertigine della speranza.
Fammi sentire nel cielo illuminato,
lo scampanellio dei pastori,
lo stupore dei semplici.
Sentire di ricominciare con cuore
rinnovato, perché cavo è il cuore,
levigato da mani di falegname.
Vorrei accoglierti nel mio piccolo spazio, affamato del tuo amore.




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Un uomo vivente
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

17/12/2013 - 9:30

Stanco pensiero,
perché solingo
fingo di nascondere
le mie esitazioni.
Vado avanti,
ma son vivo o cerco di durare?
No,
la vita è dono,
è miseria,
è gioia;
non si spegne nel cuore indolente.
Il tempo anche paziente,
chiede il conto,
chiede tu faccia di te
un Uomo Vivente.




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Come i magi
AUTORE: MASSIMILIANO FILIPPELLI
email: -

13/12/2013 - 11:57

Dipende da te,
facessi del tuo cuore una mangiatoia Dio nascerebbe di nuovo sulla terra. Angelo Silesio
Che la luce risplenda, sul buio dello scoraggiamento, che rifulga come luccichio che sorge dalle viscere della terra, per rompere i macigni del nostro tiepido torpore
(Dio vomita i tiepidi) che alimenti il desiderio di ospitare la Vita che si dona ogni giorno, che faccia sentire il cembalo che tintinna per convertire il cuore.
Luce che sgorga dal nostro abbandono, che rompe le nostre esitazioni, che squarcia la nebbia delle illusioni.
Come i magi che possiamo essere sempre in cammino sui sentieri della ricerca per accogliere l'Amore che ci fa vivere in abbondanza e verità.




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L'ingranaggio siamo noi
AUTORE: MASSIMILIANO FILIPPELLI
email: -

13/12/2013 - 11:46

Si preferisce non vedere chi viene escluso, banalizzando l'ingiustizia con il fatalismo della congiuntura sfavorevole, con la crisi generale(fallimento di un sistema capitalista finanziario, invece di vedere le responsabilità di chi infligge il male provocando l'esclusione. Alcune riflessioni di un testo attualissimo "L'ingranaggio siamo noi" di Christophe Dejours (la sofferenza economica nella vita di ogni giorno). L'autore esprime un'analogia storica in termini di psicodinamica del lavoro e rifacendosi allo studio di Hanna Arendt che coniò il termine banalizzazione del male a proposito del caso Eichmann, "lo specialista" della soluzione finale, fra il nazismo e il liberismo economico. La sofferenza del disoccupato è indiscutibile e alla lunga porta ad un processo di desocializzazione ed esclusione ma anche la sofferenza spesso negata di chi si trova in condizioni lavorative pesanti è analizzata e si preferisce attuare delle strategie di difesa e cinismo virile per prendere le distanze da chi rimane indietro. Insomma lungi dall'accettare fatalisticamente l'esclusione lavorativa portando ad essere supini se invece viene vista l'ingiustizia che è stata arrecata questo porta ad una mobilitazione politica." Tutti noi siamo consapevoli della nostra complicità in quell'ingranaggio micidiale che è la produzione; per rimuovere questa dolorosa coscienza elaboriamo una serie di meccanismi di difesa che rendono indifferenti all'ingiustizia sociale". Alla luce di quello che stiamo vivendo in questo periodo, ci sarebbe da rimettere in discussione nel nostro piccolo le scelte minimaliste che però come battito d'ali delle farfalle possono recare delle conseguenze più grandi. Non si può accettate più come fatalistico la guerra economica diminuendo la solidarietà.




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VENTRE DI NEBBIA
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

12/12/2013 - 7:48

Pistoia, 11.12.2013

Nella bianca nebbia
custodisco i pochi
anni di un bambino
e l'amore di una vita
che alla placenta ritorna.

www.simonemagli.blogspot.it




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Centellinature lavorative
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

8/12/2013 - 17:09

Siamo nel bel mezzo di una crisi strutturale, sistemica di civiltà
nell'erosione di quelle certezze
che si credeva ormai collaudate.
Questo modello di produzione, si trova inceppato da una saturazione di oggetti con il corollario impedimento di consumo, mentre il lavoro reale quello concreto delle persone dagli "operai" in via d'estinzione agli impiegati a quelli nel terziario diventa evanescente, polverizzato dall'esplosione dell'economia finanziaria virtuale. Una generale sfiducia ha pervaso tutti, dal produttore al consumatore dal consiglio d'amministrazione di una cooperativa ai soci dipendenti, dall'imprenditore che delocalizza in terre meno gravose lasciando capannoni inutilizzati o campo aperto ad investimenti stranieri.
La sfiducia, la paura l'avidità mentre la dignità dell'uomo viene
calpestata in nome del profitto, mentre si preferisce assumere per periodi centellinati, tutto viene centellinato alimentando un circolo vizioso di contrazione nella paura, di chiusura nel proprio orticello generando una diffidenza verso il lavoro rubato, i potenziali candidati che vengono dal Sud America, dalla Romania, dall'Albania, dalla Moldavia ecc..
Insomma per dirla in gergo popolare una guerra fra poveri mentre la politica è presa nei suoi problemi di cortile, distante e claustrofobicamente invischiata a perpetuare sé stessa senza avere una incidenza concreta sulla vita delle persone. Nei settori più disparati dalla sanità ai vivai nostrani, viene centellinato il lavoro della persona, sia tramite mediazioni come le agenzie di somministrazione, così che in ospedale vengono assunti molti stranieri nel ruolo di ausiliari di nazionalità Peruviana, perché sono veloci non si lamentano anche in condizioni peggiori; i vivai nostrani ricorrono alle squadre già formate per i picchi di lavoro come carico e scarico di solito formate da lavoratori dell'est.
Questo procedere nel risparmio, nel calcolo razionale porta a non aver più bisogno di uomini per periodi lunghi ove investire in un lavoro
ma brevi intermezzi di fatica, sfigurando l'uomo a mera risorsa economica. O si torna ad un lavoro più umano o il mero calcolo razionale di produzione porterà all'esclusione di sempre più persone.




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DIECI PETTIROSSI
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

8/12/2013 - 13:13

Pontile di Lido, 1/12/13

Le nuvole sono candidi cenci di cielo.
E' dicembre e il cuore si allarga.
Dieci pettirossi si mischiano fra noi
alla ricerca di briciole d'immenso.
Il sole brulica il mare.
Il quadro è splendido
ma io sono solo il pittore
e mi perdo il vivere d'amore.

www.simonemagli.blogspot.it




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IL SACRO DISORDINE
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

30/11/2013 - 13:24

Una caverna sanguinante di dolore
è il mio animo col pugnale
conficcato nel cuore.
Le sue ali sono moncherini di paura
e il corpo è un palazzo
piantato nel cemento.
Poesia sei l'unica compagna
nel baratro della vita.
Vorrei tanto impazzire
per trovare il sacro disordine.

www.simonemagli.blogspot.it




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PIAZZA DELLA PERA
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

29/11/2013 - 5:27

Pisa, 23.11.2013 - Notte Blu

C'è pane per lo spirito:
sotto il palco la gente si scalda
con De André e Vin Brulé.
Ragazzi vestiti come nei settanta
danzano dentro una nuova epoca
sconosciuta pure a loro.
Da scrittore vedo la speranza
dall'entusiasmo di questa sera
immersa nel "senza tempo"
di un'Italia che ancora
sente l'incanto delle proprie musiche
fissate nelle radici
del suo popolo che ha lottato.

www.simonemagli.blogspot.it




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Lentula
AUTORE: Anna Saracini
email: [protetta]

28/11/2013 - 10:07

Lentula

Se penso a te......
vedo un sorriso
uno sguardo dolce
che mi accarezza.

Se penso a te.....
vedo un fiume,
le nostre mani
che si intrecciano

L'acqua le bagna
e la sensazione di freschezza

e' felicita'!

16.nov..........




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il Turista
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

24/11/2013 - 16:46

L'aria era diventata improvvisamente fredda, il cielo screziato di vermiglio tingeva i nuvoloni che sfumavano i tetti e il campanile. C'era passeggio per strada, era giorno di mercato, negozi aperti, bar e vetrine in allestimento quella frenesia che anticipa il clima natalizio. La gente inserrata camminava guardandosi intorno,coppie abbarbicate ,altre smunte, cani sciolti, i soliti gruppetti rom che chiedono la questua laicamente in giro e molta indifferenza. La città di Cino, si animava di un clima che voleva essere come le piccole città provinciali, di dolce cordialità che sterilizza anche le punte di diffidenza mentre si respira un clima rassegnato e stanco, gridi silenziosi che strusciano contro, solitudine travestita da contatti virtuali, manipolazioni cellulari
viste alle vetrine e sfioramenti ascellari. C'è chi si dà un contegno intellettuale, entra nella parte e si astrae dal contesto provinciale, credendosi magari di sorseggiare un caffè a Place de la Concorde o al Cafè de Flore, rimugina in cuor suo mentre cammina sfiora i passanti
si dà arie da altolocato liberal progressista dalla cordialità manierata vista da sinistra che vuole qualcosa sotto sotto. Si perché se uno per un po' se ne và di qua, cioè dalla degna tana, e poi ritorna capirebbe quel senso meschino provinciale pseudoamicale che anima le discussioni mentre ambisce ad una bora che scompigli tutti i loro sensi annacquati e spenti. Ma poi camminando per il centro formicolato nell'ora del mercato s'imbatte negli scorci, nelle stradine già offuscate dall'incipiente crepuscolo, quelle viste da pittori, e allora si rianima si riprende dolcemente e quel senso di spaesamento si dilegua, ritorna lo scalpiccio nei selci del passato, l'umido della pietra della Fortezza, la Piazza del Duomo solitaria e il campanile che campeggia solenne con le luci della sera; IL SILENZIO che si rapprende sul palazzo dei VESCOVI, i tesori dei passaggi e le voci della storia di personaggi che da qui son passati. I carri, i barrocci i mestieri d'una volta si fermano per un momento e salutano il turista, il naufrago di oggi ricordandogli del tempo qui abitato ,di quello che è stato.




In risposta a: del
IL SOLE E' TUTTO
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

22/11/2013 - 11:54

Il sole è un bambino
che scalpita per nascere,
è l'eternità,
è la vita che esplode,
è il senso,
è il viaggio, il ritorno,
la magia, l'attesa,
il sole è tutto.

www.simonemagli.blogspot.it




In risposta a: del
IN FONDO ALL'INFINITO
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

19/11/2013 - 16:13

L'autostrada che viaggia
Le stelle già accese nel crepuscolo
Una canzone immortale alla radio
Le nuvole sono fumi immobili
all'orizzonte.
Il brivido mi prende
nell'impotenza di uomo.
Vorrei arrivare in fondo all'infinito
e morire in questa sera come tante.

www.simonemagli.blogspot.it




In risposta a: del
La Vita
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

18/11/2013 - 19:13

La vita è una fontana che zampilla nel deserto,
è una prodigiosa cascata di miracoli quotidiani,
un stretta di mano quando meno te l'aspetti,
un arcobaleno che fiorisce nel cuore, l'inatteso che bussa alla porta.
La vita è un cuore che ama,
il palpito con il ritmo delle stagioni, la frescura di una pineta nel frinire delle cicale,
gli aghi di pino che senti sotto i piedi, lo sciabordio spumeggiante del mare e l'orizzonte di scaglie lucenti che ti ammiccano, il cielo azzurro che ti sovrasta e l'aria che dà fiato al tuo sentire.
La vita, un amico ritrovato, un abbraccio donato, un bacio sentito
una zattera di comunione nei flutti dell'abbandono,
il coraggio che ti viene parlando a chi ti vuol bene.
La vita è il lavoro che ti sostiene, il pane e il vino sulla tavola, la convivialità che celebra la festa.
La vita è l'umiltà di un gesto,
aver bisogno di te, senza paura
mostrarsi per quello che si è.
La vita è la parola che ti penetra dentro e ti trasforma anche con le tue resistenze, per divenire più pane che si spezza, più umile pane che si dà
nutrimento per l'altro.




In risposta a: del
Leo
AUTORE: Anna Saracini
email: [protetta]

15/11/2013 - 5:41

Il tuo nome
risuona come un eco
nel labirinto del mio corpo
e si annida
fra la testa e il cuore.
Le tue braccia
avvolgenti
come piume d'aquila
prendono il volo,
librano nel cielo
in mille volteggi.
Si aprono le ali infinite e voliamo.

Un solo respiro
in un immenso azzurro..........




In risposta a: del
SETE DI VITA
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

12/11/2013 - 21:51

SPLENDE UNO SPICCHIO DI SOLE,
UN CHICCO DI MELOGRANO
SUCCOSO FRA LE DITA
UNA PAROLA CHE TRACIMA
DAL CUORE

SONO ARSO DI QUEL SORSO
UNA VENTATA D'ACQUA
SORGIVA SUL VUOTO
QUELLO STARE ALLA FINESTRA

DILANIA LA PANIA CHE INVISCHIA
QUEL VOLO, IL CIELO ATTENDE IMMOTO
SOLO LE NUVOLE SI SPOSTANO IN CORO.

LA VITA CHE BUSSA A PUGNO CHIUSO
SULLE ATTESE DELLA PORTA SPRANGATA
QUELLA CORRENTE CHE SOTTO MI PORTA
QUEL DEBOLE BALBETTARE

LA VITA CHE SPALANCA LA TUA PAURA
CHE SCOMPIGLIA LE CARTE
NUOVO E TREMANTE
ANCORA TESO E PROTESO

SPORGI IL TUO DESIDERIO
SLEGA LA TUA BANDIERA
ANCORA SUL GRIGIORE DI UNA STRADA
SIA MANTO E FIERA

NON SI DISSECCA QUELL'ARSURA
NEI POZZI SPENTI DELL'ABITUDINE
CAMMINO SULLE CREPE ARGILLOSE
E SUCCHIO IL CHICCO DI MELOGRANO.




In risposta a: del
Frammento
AUTORE: anna saracini
email: -

9/11/2013 - 5:53

Il nostro incontro.......
un soffio d'ali!

Le nostre parole
dolci sussurri!

Dopo........niente!




In risposta a: del
Feldoz
AUTORE: Anna SaraciniF
email: -

9/11/2013 - 5:44

Ti rivedo professore
alto, imponente
con gli occhiali d'oro.

Io, piccola, indifesa
un gran ciuffo di capelli neri
e niente piu'!

Diventare maturi
diventare grandi
e sapere.........
Mi hai insegnato la vita
tu
con leggere parole
a volte
impercettibili
a volte forti
che scuotevano dentro!

Ti ricordo professore!
Vorrei tornare indietro
seppure per un'ora......
......per raccontarti la mia storia
e quanto pesa la maturita'!




In risposta a: del
SILENZIO
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

8/11/2013 - 16:32

Se ci fossero meno luci accese
si starebbe più per mano.
A bisbigliarci amore nell'oscurità.

www.simonemagli.blogspot.it




In risposta a: del
IL PROBLEMA DELLE RELAZIONI AD OGGI (07.11.2013)
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

8/11/2013 - 15:09

Stasera sento il dolore del mondo, che è sempre più chiuso in se stesso. Si vive il quotidiano come automi spinti dall'inerzia e lo spirito è denutrito come un bimbo del terzo mondo. Ci manca sempre qualcosa, non si sa cosa, non si sa come mai: pochi riescono a vivere di sé. Sarà che la società è piena di modelli e vorremmo adottarli un po' tutti, ma c'è sicuramente altro: perché ci concediamo meno nelle relazioni? Da dove nascono le radici del nostro individualismo?
Io credo che alla base di tutto ci sia la paura di scoprirci diversi da come siamo abituati a sentirci e di non piacere agli altri, di ricevere giudizi negativi che andrebbero ad intaccare i vari canoni di perfezione che la nostra mente cerca continuamente (e vanamente!) di creare proprio a causa della sociofobia.

www.simonemagli.blogspot.it




In risposta a: del
Il rapporto che ci salva dalla paura
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

2/11/2013 - 11:54

Il giorno dei morti, si addensa
in noi il ricordo dei nostri cari,
di quella soglia e dei loro corpi dei loro sguardi. Quel senso greve che ci pesa nel cuore quando varchiamo il cancello dei cipressi, e sentiamo improvviso e lacerante il monito dell'urgenza della vita, contro la fragilità e
l'ineluttabilità di quell'appuntamento che ci nascondiamo.
Quando sentiamo in noi l'inautentico che stride con la verità del nostro essere.
Questo mese mesto, raggrumato nel suo sentire umido dove si contrae la vita, nei suoi spogli alberi cangianti, quelle foglie che dolcemente cadono come feriti da una postazione di guerra, come grappoli maturi d'uva, come sogni infranti, come carezze sospirate.
Con il bavero rialzato si cammina per proteggersi dal cielo grigio
questo cielo che ci ricorda quel tempo trascorso, quello dei nostri cari, che la Vita ha senso nel vivere semplicemente, nell'amore. Nessun uomo è passato vanamente sulla terra, tesoro prezioso e unico, ineffabile volto per illuminare i passi di un altro, per tendere la mano.
La Vita è rapporto, e acquista senso nelle nostre relazioni che si nutrono a vicenda; (la morte si sconta vivendo) se non imparo ad incontrare l'altro, se non mi apro all'appuntamento con l'altro
Ho imparato a mie spese che l'unica strada è sempre "Mai senza l'altro" per citare un famoso libro di M de Certau,
e che "l'Altro non è l'inferno"
ma l'unica possibilità che abbiamo per non morire in vita e che forse quello che ci spaventa di più nella morte è la mancanza di rapporto con chi non c'è più.
Lo voglio credere anche nel dubbio che "Più forte della morte è l'Amore" unico farmaco dell'immortalità, unica medicina per divenire uomini che vivono nella beatitudine.




In risposta a: del
BO N. 29
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

31/10/2013 - 6:48

Bologna afa sotto i portici
Bologna inquinata pure te
Bologna oggi ho paura e non mi abbracci,
mi sento solo e non mi guardi
Son stato in cima a ringraziarti
Bologna che ti prende?
Sono un cantore esistenziale,
me l'hanno scritto sul giornale
Però volevo innamorarmi, almeno oggi
innamorarmi!

www.simonemagli.blogspot.it




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