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La Voce di Pistoia
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CALCIO A 5

Sul campo è stata la formazione del Pistoia CO&SO 2 a vincere, anzi a stravincere, la finale del toreno di calcio a 5 “Un gol per la solidarietà e la fraternità”.

CLUB SCHERMA AGLIANA

Per Pisaneschi si tratta di una splendida conferma che lo consacra tra i migliori della categoria, Genovesi sorride per il ritorno a risultati di grande spessore dopo una stagione difficile condizionata da frequenti infortuni

UNVS

L'unione Nazionale Veterani dello Sport sezione di Pistoia, mercoledì scorso, ha confermato Francesca Bardelli alla guida del gruppo, che si appresta così a compiere il terzo mandato consecutivo

MTB


È pronta la maglia ufficiale della Granfondo edizione numero 8, si può ordinarla online.

SCHERMA

La scherma pistoiese è “sbarcata” per la prima volta nella palestra scolastica dell’istituto Anna Frank dove si è disputato il trofeo Pegaso riservato alle categorie under 14. “Un impianto ottimo per gare di questa tipologia _ ha detto il presidente della Chiti Luca Magni.

HC PISTOIA

I giovani di Pistoia terminano i nazionali indoor con un onorevole 4^ posto, ma per quanto hanno fatto vedere avrebbero meritato sicuramente qualcosa in più

PODISMO

Dopo i 274 successi colti nel 2016 (tra cui 2 titoli mondiali, 8 titoli italiani, 13 regionali e 93 provinciali), si è rimessa in moto l’attività del gruppo podistico “Silvano Fedi” Pistoia

Pistoia Volley la Fenice

Pistoia Volley la Fenice in collaborazione  con H2Sport organizza “Genitori a bordo campo”, iniziativa incentrata sul rapporto genitori e figli che praticano un’attività sportiva che prevede tre incontri con esperti

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

FESTIVAL DEL GIALLO

Trame oscure, traffici segreti, spionaggio e controspionaggio. Torna per il settimo anno consecutivo il Festival del Giallo quest’anno inserito nel palinsesto degli eventi di Pistoia, Capitale Italiana della Cultura (www.pistoia17.it)

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

NATURART

Sabato 4 marzo, alle ore 16, sarà presentato il numero 24 della rivista NATURART al “Museo della sanità pistoiese” dello Spedale del Ceppo. Evento in collaborazione con il Comune di Pistoia e Azienda USL 3

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

ARTISTI PISTOIESI

Il suo studio mi ricorda un po' vagamente la stanza dove dipingeva Morandi  nella sua  casa museo di Bologna e un atelier dove si respira e pulsa la creazione artistica

MUSEO MARINO MARINI

Pistoia riscopre la passione di Marino Marini per la pittura. Tra le sale dell’antico convento del Tau l’artista pistoiese sarà riscoperto e valorizzato come protagonista dell’arte pittorica del ventesimo secolo.

Una vasta prateria
campi e prati incolti
un ex soldato .....
Milano ecco il sogno per i tanti che cercavano e cercano .....
La mano callosa è rara, quasi estinta
dalla fretta .....
L'ALBERO DEL FUTURO

TORNA A FIORIRE IL FUTURO,
TORNO .....
Spett/ le redazione "ITirreno"

Questa mia mail, per mettervi .....
Spett/ le redazione "ITirreno"

Questa mia mail, per mettervi .....
Il 14 Febbraio, alle ore 21, presso il Deka Caffè Letterario .....
E' nata Margherita una bellissima bimba alla quale i nonni augurano .....
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AUTORE: Giuliano Ciampolini
email: -

21/2/2017 - 14:45

A proposito della terza corsia sull'autostrada A11 Firenze/mare, vorrei fare pubblicamente una domanda: è meglio spendere poco e risolvere i problemi reali e prioritari, o spendere moltissimo a beneficio degli affari di pochi?
In Toscana abbiamo un servizio ferroviario regionale pessimo: è necessaria una modernizzazione di molte linee ferroviarie regionali, alcune delle quali sono rimaste a binario unico realizzato nella seconda metà del XIX secolo, come quella da Pistoia a Lucca (in un'area di fondamentale importanza anche per assicurare collegamenti veloci con l'aeroporto di Pisa e con il porto di Livorno).
Per realizzare la terza corsia sono necessari notevoli finanziamenti (circa 3 miliardi per arrivare a Lucca??), che la Società Autostrade deve trovare nel sistema creditizio: investimenti che poi non troverebbero un rientro adeguato tramite le tariffe derivanti da un traffico su gomma che non è prevedibile né auspicabile che aumenti.
Per questo, a mio parere, sarebbe meglio congelare la scelta di realizzare la terza corsia sull'A11, sostituendola con progetti specifici destinati a risolvere i problemi veri che ci sono da molti anni: il “tappo” nell'ingresso a Firenze; l'uscita a Prato Est; il nuovo casello a est della città di Pistoia; la riduzione dell'inquinamento acustico, tramite apposite barriere nelle zone più densamente abitate a ridosso dell'autostrada.
Progetti mirati che avrebbero tempi assai più rapidi di realizzazione, con costi enormemente inferiori (un quinto?? un decimo??) alla realizzazione della terza corsia: quelle risorse finanziarie (pubbliche e del sistema creditizio) potrebbero avere una migliore destinazione per realizzare progetti finalizzati ad una mobilità moderna e sostenibile e per avviare a soluzione i tanti e drammatici problemi prioritari che abbiamo in Toscana e nel nostro bel Paese
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In risposta a: del
OSPEDALI E VECCHI MERLETTI
AUTORE: Michele Parronchi
email: [protetta]

18/2/2017 - 17:09

Ho appena letto un articolo di "Città Insieme" in merito alla preoccupante speculazione che si vuole perpetrare nella zona del vecchio ospedale del Ceppo e sulla incapacità vera o presunta del Comune ad arginare un simile scempio.
Come non essere d'accordo??
E come non esserlo anche sul giudizio che viene dato sulla passata e vergognosa scelta del sito su cui risiede l'attuale ospedale San Jacopo.
Senza voler dimenticare, inoltre, la modalità economica utilizzata, il project financing, che regala risorse pubbliche ad interessi privati.
Ma su questo argomento dovremmo parlare con l'amico Daniele Rovai che, addirittura ci ha scritto un libro sopra: "L'Ospedale San Jacopo, tra fatti e misfatti ".
Un insieme di questioni che portano ad un unico concetto, l'utilizzo della cosa pubblica con una logica da libero mercato.
Logica che non dovrebbe nemmeno sfiorare le politiche della sanità e, personalmente, anche tante altre politiche, come l'acqua, l'istruzione, i trasporti ecc ecc.
Ma l'argomento mi riporta alla mente ricordi di quando ero Segretario Provinciale dell 'Italia dei Valori e della battaglia affinché il Campo di Volo non fosse nemmeno preso in considerazione come sito di costruzione per il nuovo ospedale.
Cercammo di coalizzare tutte le forze politiche, fino a far parlare, in riunione di maggioranza, un unica persona al posto di ben quattro partiti, i Comunisti Italiani, i Verdi, Rifondazione Comunista e noi IDV.
Morale della favola, in consiglio comunale, dove noi non eravamo presenti, i Comunisti italiani votarono a favore, Rifondazione si astenne ed i Verdi invece fecero la loro parte e votarono contro.
Ma anche in quell'occasione la Regione intervenne, togliendo le castagne dal fuoco all'allora sindaco ed intimando al Comune (interferendo anche sulle competenze territoriali), come unico sito, il Campo di Volo.
Inutile dire che i miei comunicati stampa dove si affermava addirittura di preferire nessun nuovo ospedale alla sua eventuale costruzione in quel luogo non ebbero il benché minimo risultato.
Come del resto gli interventi pubblici in tal senso nei dibattiti dove ero invitato a parlare.
E poi l'area Pallavicini era già stata venduta al miglior offerente.
Questo per dire che certi risultati, certe conclusioni non nascono per caso dalla scelta sbagliata di questo o quel l'amministratore, ma è la fisiologica conseguenza di politiche, di scelte economiche che sono lontane nel tempo e che rispondono a logiche che guardano ad una gestione del potere ormai di decennio in decennio.
Si possono rinnovare i volti, le compagini, ma non certamente i criteri di analisi ed i motivi su cui si basano le scelte politiche.
Se i cittadini continueranno a sentirsi soddisfatti, sapranno come fare per non cambiare niente.
Altrimenti li aspetterà l'arduo compito di capire bene come poter scegliere e decidere.

Michele Parronchi.
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

30/1/2017 - 10:04

Il Parco è praticamente perso e i visitatori molto giovani non gradiscono che il giardino sia visitato (chi vuole intendere intenda).
Le disgrazie non finiscono qui!( con profonda rabbia e sdegno) le condizioni in cui versa il Bar e il suo mobilio interno sono disastrose, tavoli ribaltati sporcizia etc.
Una discarica coperta !! Vergogna!! Vergogna!! Vergogna!! Pistoiacapitaledellacultura!!
I segni del disastro non sono ancora esauriti infatti dietro il piazzalino (adiacente al tristemente celebre muro di scritte) nelle scale che comunicano con la parte superiore del giardino sorge "un pisciatoio" dove è visibile gora plurima.
Questo perché i Bagni pubblici, sono stati devastati dalla delinquenza che oggi pare governare indisturbata il giardino!!
Non lo fa la nostra Amministrazione perché questo bagno rimane li a cielo aperto.Vergogna!! 100 volte!!
Uno schifo che Pistoia non merita, un offesa che merita un immediato intervento che provveda a far riappropriare ai cittadini il proprio giardino.
I giochi ludici sono transennati e ulteriormente danneggiati dalle scritte e volgarità oscene.
Pistoia città dei bambini??? Monte Oliveto è oggi luogo oggi salubre per i bambini??
Vergogna! Tutta la demagogia che ad oggi si fregia di paroloni che purtroppo, definire lontani dalla realtà vorrebbe dire avere una visione ottimistica della triste realtà.
Massimo Alby
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

7/1/2017 - 10:27

Ieri sera sono passato da ciò che rimane del magnifico giardino di Piazza della Resistenza.
Davvero una pena!! Un giardino completamente in stato di abbandono, pieno di staccionate e completamente incustodito.
I due archi storti(*un tempo siepi curate con un criterio) dominano la zona centrale a monumento "kulturale" di un'Amministrazione incapace di fare le ordinarie(quanto minimali) cure di mantenimento.
Il Giardino appare purtroppo un vero "lazzeretto" delle criticità sociali e umane pistoiesi; infatti è possibile incontrarci tutta la rappresentanza degli ultimi; i rifiutati, gli invisibili e i migranti.
Questo a due passi dal "Palazzo" dove ogni giorno tra laser verdi e raduni culturali, la politica dei salotti;narcisisticamente si assolve nelle proprie incapacità.

Massimo Alby
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In risposta a: del
Capitale della Cultura 2017 PT
AUTORE: afrisiao
email: -

5/1/2017 - 16:11

Vorrei fosse posta "alla Barriera"
un' opera che riproduca il busto di Remo Cerini e sua moglie Rita,posizionata in modo che entrambi guardino verso la facciata di CHIANTI BANCA.
Onore al poeta ed ai personaggi caratteristici di Pistoia città!!
Grazie all'Amministrazione Comunale.
Afrisiao
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In risposta a: del
Illuminazione insufficiente
AUTORE: Manola Gioffredi
email: -

4/1/2017 - 8:52

Ogni giorno al mattino presto,prima delle ore sette,e' ancora molto buio _ mi trovo a viaggiare in auto il tratto di di via Guicciardini_

Ritengo che in questo tratto di strada, l' illuminazione sia inesistente e catarifrangenti invisibili,il traffico è continuo e talvolta molto intenso.
Improvvisamente nel buio più totale il semaforo/ pedonale diventa rosso,perché un piccolo studente deve attraversare,o ancor peggio,ciclisti con la bicicletta a mano attraversano lo spartitraffico in cemento, per passare dall' altra carreggiata.
Io,credo con un piccolo intervento si possa mettere in sicurezza, la viabilità.
Grazie
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AUTORE: Michele Parronchi
email: [protetta]

5/11/2016 - 11:39

Non sono passati che un paio di giorni dalla pubblicazione del documento di fine mandato, a firma di nove presunte forze politiche, del Sindaco Bertinelli, che le distanze, le prese di posizione si sono sprecate come "noccioline" (si direbbe a Pistoia).
Abbiamo letto un primo comunicato del consigliere regionale PD Massimo Baldi che rivendicava, anche, a mio dire, in modo politicamente anomalo, una lesa maestà per aver conosciuto attraverso la stampa e non direttamente dalla viva voce del Sindaco di tale documento.
Si legge di una assemblea del PD particolarmente movimentata, dove il Bertinelli, la Bini ed altri ancora non sono certo stati leggeri l'un con l'altro.
Per arrivare al documento, firmato dalle nove (?) forze politiche verso il quale e subito dopo ci sono state le opportune prese di distanza.
Ho letto, ad esempio, che per i Verdi si è trattata di una firma solo ad evidenziare quelle due-tre cose positive che questa amministrazione avrebbe fatto, ma che non implicherebbe assolutamente una dichiarazione d'intenti per il futuro.
Mi piacerebbe, inoltre, capire su quali basi politiche l'attuale IDV di Pistoia appoggerebbe il Sindaco, vista la firma dell'assessore Elena Becheri, nonché commissaria del partito e di se stessa.
Perché un partito, per esistere, ha bisogno di una base, di iscritti almeno sufficienti per fare il "filotto" ad un circolino e non solo di una sigla.
Ed anche Rifondazione Comunista sarei curioso mi spiegasse quale ragione politica logica può far si che loro appoggino da una parte il Sindaco, già dichiarato per il si al referendum costituzionale, e dall'altra siano loro partecipanti attivi per il NO.
Non mi sembra una questione di poco conto e nemmeno da non tenere in dovuta considerazione.
Senza considerare che la guerra per l'acqua pubblica, tanto sostenuta da quel partito, abbia prodotto, da parte del Bertinelli, solo la nomina nel CDA di Publiacqua dell'ex segretario regionale di Rifondazione Stefano Cristiano mentre il Sindaco, che aveva in campagna elettorale tuonato forte contro la privatizzazione del servizio, si sia limitato a fare in tutto il mandato solo una letterina alla Regione ed addirittura non ha votato contro l'aumento delle tariffe sull'acqua.
Come dire, la coerenza innanzitutto.
Comunque, ad una prima e superficiale analisi il nostro comune si sta avvicinando alle prossime amministrative non certo con una situazione che definirei "rosea".
Il Bertinelli sta cercando di "raccattare" vecchie e future alleanze in virtù di una guerra tutta interna PD da affrontare.
In effetti il Sindaco non ha brillato di chissà quale cambio di passo o imponenti e determinate scelte politiche, anzi l'anonimato ha fatto da padrone.
Dall'altra parte, invece, ci sarebbero i "renziani", della prima, seconda, terza ora non importa, ma loro.
Ancora non è dato sapere chi si spenderebbe dalla loro parte per combattere, per arginare il mandato bis bertinelliano, si aspetterà l'esito referendario per capire meglio a chi conviene, se i posti parlamentari rimarranno sempre abbondanti o si ridurranno.
Una cosa è certa, l'amministrazione pubblica, il voto elettorale serviranno non per scegliere la persona più giusta alla guida politica per la nostra città e per i nostri cittadini.
Ma per rappresentare un ulteriore campo di scontro tutto interno al peggior partito oggi esistente sul territorio nazionale, il PD.
Francamente sarei anche stufo ed arrabbiato nel vedere questo ulteriore scippo democratico per beghe tutte interne PD, per questioni di potere e di poltrone.
Come, in realtà, mi domando quali intenzioni possano avere i cittadini pistoiesi di fronte a questo ennesimo e vergognoso teatrino politico.
Avete intenzione di continuare a dare fiducia a tutto ciò?
Avete ancora paura a fare scelte diverse e siete intenzionati a dare il voto per " partito preso" nonostante le innumerevoli prese per i fondelli?
Personalmente posso dire soltanto una cosa....
Dove ci sarà il PD, non ci sarà Michele Parronchi.

Michele Parronchi
ex Assessore Provinciale IDV.
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

21/7/2016 - 11:27

La Politica si nutre del dibattito. Esso è il sale della vita politica di un Partito che vive ben radicato nella società civile. Il Partito Democratico pistoiese, invece, preferisce il paradosso di un dibattito completamente assente nel Partito ma molto forte e a volte aspro e anche costruttivo sui Social Network. Questa amministrazione e insieme a lei parte del Partito Democratico locale (la realtà delle segreterie dei Circoli sul territorio) è invischiata nel mantra propinato sin dal suo nascere: "o sei con me o sei contro di me". La stessa denominazione della pagina facebook ufficiale del nostro Sindaco ingenuamente rivela questo approccio. Un mantra che oggi è addirittura esteso ai consiglieri comunali (nonostante la natura del loro compito di mandato) ma anche ai cittadini che magari hanno voglia di discutere e dire la propria fuori dai canali istituzionali del jet set ortodosso del Pd fedele al Sindaco (il think tank Palomar ne è un esempio lampante). Un errore questo che potrebbe davvero rivelarsi un boomerang. Infatti non solo si tace sulle reali condizioni della nostra Città ma addirittura si snobba la documentazione dei cittadini sullo stato del decoro urbano e sullo stato dei nostri giardini pubblici un tempo vero vanto delle amministrazioni passate.
Non si comprende invece, che il non vedere le condizioni di un giardino è una miopia politica davvero enorme: un politico, un segretario di circolo, un amministratore, un consigliere cosa deve fare se non stare attento ai luoghi dove pulsa la vera vita dei cittadini.

Massimo Alby
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AUTORE: Giovani Democratici
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19/7/2016 - 17:12

Si è svolta a Bruxelles, da mercoledì 29 giugno a venerdì 1 luglio, la Summer School Europea, una Scuola di formazione organizzata dalla Delegazione del PD al Parlamento europeo ed alla quale hanno partecipato circa 150 Giovani Democratici provenienti da tutta Italia.
L’obiettivo centrale di questa “immersione” nella vita europea è stato quello di riscoprire i valori, le motivazioni, gli obiettivi ed anche lo spirito che hanno animato per anni il percorso di integrazione delle nazioni europee. All’indomani del risultato del referendum che ha sancito la volontà dei cittadini del Regno Unito di uscire dall’Unione europea, questa tre giorni di formazione, ma anche di dibattito e confronto, ha acquistato un’ottica critica verso l’attuale assetto istituzionale e politico dell’Unione e dalla quale è scaturita una visione pressoché unanime di un assetto federale dell’Europa unita.
I Giovani Democratici hanno potuto confrontarsi con i parlamentari italiani ed europei del Gruppo Socialisti & Democratici, con funzionari del Parlamento europeo, della Commissione e del Governo italiano, ma soprattutto tra loro, confrontando esperienze diverse provenienti da territori diversi, ma con comuni aspettative e speranze di veder completato il sogno europeo. Però, ciò che i ragazzi hanno potuto vedere con i propri occhi non è stato un mero sogno, bensì un sistema integrato di istituzioni, sebbene non perfetto, ma che lavora a pieno regime anche su tematiche che toccano direttamente la vita di tutti i cittadini europei.
Purtroppo troppo spesso non vi è una giusta informazione di cosa succede e quali decisioni vengono prese a Bruxelles o Strasburgo, ma questo, soprattutto in questo particolare momento storico, come Giovani Democratici e, in generale, come militanti politici non lo possiamo permettere. Questo perché il processo di riforma istituzionale e politica dell’Unione non può prescindere da un supporto proveniente dal basso e che dai semplici cittadini viene alimentato.
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AUTORE: Massimiliano Filippelli
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27/5/2016 - 8:23

Che bello che sia sorto un porto di terra, un luogo franco all'estraneità urbana, un isola felice, un molo nel mare spersonalizzante delle città; mi riferisco alla cittadella dentro l'Associazione della venerabile confraternita della Misericordia. Sì ci voleva, un esempio di virtuosismo, abitativo, un piccolo condominio comunicante che faciliti la comunicazione e la solidarietà in questi tempi di rapporti virtuali.
Pensate ai palazzi enormi di qualche metropoli, tipo Milano o Roma, dove dentro lo stesso ascensore nessuno saluta, cintati da muri di sospetto, pensate alle città che sono diventate luoghi di non-incontro, di passaggio, non luoghi, pieni di ipermercati e parcheggi. Se il contesto aiuta a facilitare le relazioni, quando l'utilitarismo ormai onnipervasivo ne corrode l'autenticità, la struttura calda non asettica di un abitazione favorisce la comunione.
Che sia un esempio felice anche nei suoi sviluppi per il prossimo futuro, dove i criteri per accedervi non siano limitanti, discriminatori in base al censo ma favoriscono la partecipazione a tutti e soprattutto ai meno abbienti.
Nella crisi moderna che stiamo vivendo uno degli aspetti positivi è la riscoperta che da soli non si va avanti, che insieme si può fare molto.
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In risposta a: del
Il lavoro non è una merce
AUTORE: Massimiliano Filippelli
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29/4/2016 - 17:03

"Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che non molti conoscono". Primo Levi.

Difficile oggi identificarsi con Faussone, il personaggio del primo romanzo d’invenzione di Primo Levi, un elogio del lavoro… difficile per questi tempi dove il lavoro è stato frantumato in tante piccole briciole non più connesse e dove la parola d’ordine è flessibilità, competizione, crescita in un mondo finito dove la sostenibilità ha un grosso prezzo, sull’ambiente e sulla vita delle persone.

Ogni anno siamo a festeggiare il giorno del lavoro, della dignità, della coesione.

Noi però oggi, in questo tempo storico, sperimentiamo la mancanza di lavoro per molti, la privazione della dignità, la poca coesione sociale messa a dura prova da un capitalismo flessibile che corrode i legami comunitari e che mette al primo posto la massimizzazione del profitto utilizzando le persone come risorse umane,esuberi, scarti del sistema.

Nella dichiarazione di Filadelfia del 1944, concernente la finalità e il proposito dell’Organizzazione internazionale del lavoro, si legge: Il lavoro non è una merce. «Durante il trentennio successivo alla dichiarazione di Filadelfia, la legislazione sul lavoro prodotta dai parlamenti, la giurisprudenza delle corti ordinarie e costituzionali e la dottrina elaborata dai giuslavoristi – l’insieme cioè di quanto si sussume nell’espressione “diritto del lavoro” si sono sviluppate, nei maggiori paesi europei, perseguendo in misura predominante l’affermazione del principio posto dall’Organizzazione in cima ai propositi.

In Italia, uno dei punti più avanzati dalla legislazione orientata a tale principio è stato toccato con la legge 20 maggio 1970, n 300 nota come Statuto dei Lavoratori. Per contro a partire dalla metà degli anni 70, si è avuta una inversione di tendenza,una ri-mercificazione del lavoro, in sintonia con il ritorno del liberismo, che ha avuto in Europa una formidabile testa di ponte nei governi conservatori di Margaret Thatcher».

«Prendiamo il caso esemplare del Jobs Act del governo italiano presieduto da Matteo Renzi; esso abolendo di fatto l’articolo 18, prepara la cancellazione dell’intero Statuto dei lavoratori, opponedo i tutelati dall’art 18 ai non tutelati e, invece di estendere la tutela a tutti, la toglie ai primi con la scusa di tutelare gli “ultimi”, risultato precarizzazione generale.

Oggi in questa “quarta rivoluzione industriale”, dove la tecnologia nella sua espansione rischia di fare a meno del contributo umano, il lavoro rischia sempre più di scomparire e dissociarsi dalla vita delle persone. Il primo articolo della nostra Costituzione a cui ultimamente si cerca di mettere mano per “ritocchi” proprio da un governo che “idealmente” dovrebbe custodirne e avverarne quei principi spesso disattesi, (art 4) recita che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

L’Italia prevalentemente agricola che esce dalla guerra, ricorda e vuole tramandare cosa significa avere un lavoro come patto sociale, integrazione, difesa della democrazia contro nuove derive autoritarie; quando si priva o non si dà la possibilità di una vita dignitosa attraverso il proprio contributo, il valore della democrazia non viene più apprezzato, non c’è libertà. Non può esserci pace senza giustizia sociale.

Il lavoro è una necessità, è parte del senso della vita su questa terra, via di maturazione, di sviluppo umano e di realizzazione personale.

Tuttavia l’orientamento dell’economia ha favorito un tipo di progresso tecnologico finalizzato a ridurre i costi di produzione in ragione della diminuzione dei posti di lavoro, che vengono sostituiti dalle macchine».

Per il neoliberismo siamo risorse per l’economia, non è l’economia a essere risorsa per noi. E non è neppure la cosa peggiore che possa capitarci: quanti non sono risorse diventano esuberi e rischiano di essere ridotti a vite di scarto.

Dobbiamo chiederci se possiamo ancora sotenere un sistema che non rispetta la dignità dell’uomo sacrificandola sull’altare del profitto, se questa “ideologia” mai così forte come oggi, proprio in ragione della sua accettazione acritica, possa ancora espandersi e non incontrare un inversione di tendenza in esempi virtuosi del passato e non (economia comunitaria, Olivetti, economia civile, economia del dono, decrescita, Latouche ecc) .

Il costo umano della flessibilità è alto, vuol dire mancare l’appuntamento per un vivere armonico, senza l’oppressione e la corrosione dei legami fra le persone. Insomma citando Ireneo, la gloria dell’uomo è “l’Uomo Vivente”, l’uomo che fa e che dà il suo contributo; si può spengere la vita delle persone privandole del loro prezioso, insostituibile segno su questa superficie in divenire che è la terra e della vita.

Primo maggio«Le persone che hanno perso il lavoro, che non riescono a trovarlo (disoccupati primari) o a ritrovarlo (disoccupati di lunga durata) e che subiscono il processo di desocializzazione progressiva, soffrono.

Oggi di fronte ai rischi dell’esclusione tutti sono partecipi di un sentimento di paura per sé, per i familiari, per gli amici o per i figli. Insomma tutti sono consapevoli del fatto che in Europa aumenta il numero degli esclusi, e si moltiplicano le minacce di esclusione. Non tutti invece pensano che le vittime della disoccupazione, della povertà, e dell’esclusione sociale siano anche vittime di un’ingiustizia».

“La rivolta delle risorse umane” di Roberto Mancini (appunti di viaggio per un’altra società)

Luciano Gallino. Il lavoro non è una merce­

Papa Francesco, Laudato sì.
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AUTORE: sara
email: [protetta]

27/4/2016 - 21:38

Buonasera cara Voce di Pistoia,
Che strano questo comune dove non rateizzano un canone di suolo pubblico ad un ambulante che in difficoltà economica fa fatica a pagare
Però per un giorno di ritardo massima sanzione prevista dal regolamento regionale... o comunale... o come vogliono loro. E poi arriva il divieto, la sanzione, non si può andare a lavorare.
Strano sì perché ora si parla di tempi di crisi... di aiutare... di facilitare.
Rateizzano anche il canone Rai.
Rateizzano anche una bolletta di 50,01 cent.dell'acqua.
Pazienza.
Non è tempo di crisi.
E' tempo di chi sta al potere.
Di come loro vedono le cose.
I comuni sono dei cittadini.
Senza cittadini e contribuenti niente comuni, uffici, addetti e impiegate.
A risentirci.
----------------  RISPONDI





AUTORE: Massimo Filippelli
email: -

20/4/2016 - 10:36

Questo referendum può essere valutato come un prelievo di laboratorio sul tessuto democratico per conoscere a che punto è la democrazia che si fonda sulla partecipazione popolare, sulla presenza dell'elettorato.
I dati dell'affluenza parlano chiaro di una disaffezione preoccupante, di una inerzia cittadina alimentata dalla disinformazione e da un conformismo renziano. Un ex capo dello Stato e un premier che incitano a disertare le urne, sono segni forti di uno scollamento fra l'esercizio del potere e la democrazia come governo del popolo, fra il mandato e la carica che viene rappresentata. Viene da chiedersi se il mancato mandato a Renzi sia anche una conseguenza dell'indifferenza della gente verso la politica, vista come “una cosa sporca” e non il sogno di una cosa”.
In tutti questi anni abbiamo assistito ad un peggioramento della cosa pubblica, ad una politica vassalla dell'economia disattenta alle istanze di giustizia sociale in un crisi che ha portato nuove povertà. L'impoverimento progressivo della società poteva trovare un freno da politiche non genuflesse ai pareggi di bilancio, al fiscal compact, all'imposizione di una moneta unica, alla salvaguardia delle banche (il colpo di stato delle banche e attacco alla democrazia di Luciano Gallino) cioè le fasce deboli, i tanti scartati lo sono fatalisticamente o c'è una politica colpevole e inetta che non ha saputo provvedere in tempo?
Questo governo amico dei petrolieri, delle lobby, dei manager, degli amministratori delegati si accorge dei poveri cristi che non contano in questa democrazia perché non sono liberi non avendo un riconoscimento lavorativo?
A cosa serve un paese formalmente democratico ma sostanzialmente oligarchico finanziario, se questa iniquità produce miseria, disperazione silente, sacche di emarginazione sempre più grandi.
Bisognerebbe ripoliticizzare la politica svuotata di istanze sociali di cambiamento, sfigurata a mera conservazione di privilegi e modi di arricchimento per tornare alla partecipazione non violenta della gente.
I cattolici devono “esporsi” di più verso i nuovi faraoni di oggi, vestiti in giacca e cravatta, come il diavolo di Dostoevskij, che trafficano i soldi sulle teste dei poveracci; non è più pensabile separare la sfera economica da quella religiosa, cristiani la domenica e pagani la settimana
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

14/4/2016 - 14:56

Vorrei condividere una mia riflessione in seguito ad un articolo letto nel quale si lamenta alla stazione un presunto decadimento del decoro per l'aumento di frequenze di persone più sfortunate di noi in attesa di un pasto sicuro distribuito dai volontari della Associazione Raggi di Speranza in Stazione.
La stazione è sempre stato un luogo frequentato dai clochard detti gli invisibili,un motivo ci sarà che giustifica questo appellativo??? Maria Scarpellino Renzi con l'Associazione Raggi di Speranza in Stazione ha dato risposta ad un bisogno di accoglienza e di tutela.
La società civile spontaneamente si è fatta carico di un dovere che in parte stava a chi amministra la città.
Alla stazione vi erano e vi sono casi disperati di isolamento che necessitano di cure quanto soprattutto vicinanza accoglienza e dialogo.
Alla stazione ferroviaria la politica e le sue belle intenzioni hanno e avevano fallito!!
Ha fallito la politica estetica di una sinistra perbene e buonista e ha fallito la politica destrona che si nutre di rancore rabbia e intolleranza.
Lì la società civile invece ci ha dimostrato e ci dimostra che tutto è possibile e che se la politica è autenticamente decisa a svolgere un servizio lì, può intercettare energie positive di essa.
Cosa ha fatto ad oggi la nostra Amministrazione alla Stazione per fare questo?
Ecco la vera riflessione da iniziare; il tallone di Achille di una politica prigioniera dei propri estetismi ideologici e incapace di mettere a frutto le qualità di una società civile attiva e costruttiva.
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

12/4/2016 - 16:12

Un Governo pistoiese che ricalca gli errori tradizionalmente ideologici di una certa sinistra conservatrice
che fino a ieri ha tenuto il Partito Democratico al 20% e il variopinto Centro destra vincente nelle elezioni politiche.
Ritengo importante infatti che il Partito Democratico locale inviti l'Amministrazione locale ad una vera presa in carico sulla questione della Sicurezza e sulla questione delle Tasse (non a caso da sempre veri talloni di Achille della sinistra conservatrice). Fare luce quindi subito sul ripristino delle telecamere cittadine (fuori uso addirittura dalla sciagurata tempesta di un anno fa!!). Oggi è questa a Pistoia; una priorità imminente; ripristinarne quindi subito l'efficienza che non solo deve avere la primaria funzionalità quanto soprattutto la giusta manutenzione e aggiornamento tecnologico.Questo soprattutto alla luce dei recenti episodi di vandalismo (vedi Monteoliveto vedi il Pallone del Parco Rana etc..) se non addirittura i recenti episodi di microcriminalità diffusa.
L'elevato livello delle Tasse non giustifica il ritorno di un servizio alla città e ai cittadini ( pulizia decoro strade servizi etc.) , manca il coraggio di una autentica razionalizzazione e della attuazione di una riforma importante della macchina comunale.
Su questo versante infatti è imbarazzante vedersi propinare piani emergenziali camuffati come interventi logistici importanti.
La cura del decoro urbano,la pulizia dei giardini,la loro tutela e infine la sicurezza dei cittadini non sono regali da fare ad un'opposizione scomposta che giustamente si sta facendo portavoce di un malcontento crescente.
Massimo Alby
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In risposta a: Cittadella della Misericordia? Solo per ricchi... del 1/4/2016 - 22:59
Ma non erano affitti agevolati??
AUTORE: Didi
email: [protetta]

4/4/2016 - 16:13

Ciao,
Hai ragione a dire che la Cittadella è per i ricchi, ma per un altro motivo: hai visto i prezzi degli affitti "calmierati"? Per 60-70mq circa 500/550€...più di quello che spendo ora da un privato, e ho pure il posto macchina! Per questo non ho nemmeno partecipato al bando, e probabilmente come me un sacco di altre persone. Se questi sono affitti agevolati...in effetti viene da pensare male.
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AUTORE: Sara Peloso
email: -

1/4/2016 - 22:59

Io mi chiamo Sara Peloso. Ho partecipato al bando della Cittadella della Solidarietà alla Misericordia, finanziato con i soldi della Regione
Toscana, realizzato dal Comune di Pistoia, la Fondazione Cassa di Risparmio e la Misericordia stessa.
Avendo preso visione del bando, e avendo calcolato che il mio punteggio
sarebbe stato zero, chiamo l'ufficio politiche abitative del Comune di
Pistoia per informazioni. Mi consigliano comunque di presentare la domanda,
che le richieste non erano state molte, anche se nella domanda da
presentare non c'era nemmeno la mia situazione attuale, cioè persona
singola, mono reddito, la spedisco.
Così faccio e aspetto che esca la graduatoria. Mi arriva l'sms del Comune che è uscita, vado a controllare e sono esclusa. Va bene, me lo aspettavo.
Per curiosità, vado a vedere anche quella degli ammessi. E vedo che ci sono persone che, come me, hanno ottenuto lo stesso punteggio, cioè zero, ma non sono state escluse. Perciò richiamo l'ufficio casa, e mi spiegano che si, il mio reddito lordo era idoneo alla presentazione della domanda, ma da questo, come scritto nel bando, c'era da decurtare un 40% del reddito da lavoro dipendente e che il totale al netto della decurtazione, non doveva superare i 38.734,27 euro ma NON DEVE ESSERE INFERIORE AI 16.000 EURO!!! E rimango sbigottita....ma come? Hanno messo un limite minimo di euro 16.000
(al netto della decurtazione del 40% sotto il quale NON si può andare???
Praticamente hanno tolto la possibilità alle persone singole come me, monoreddito, di poter arrivare in graduatoria. Potevano scegliere altri tipi di "bandi per assegnazione di affitto di canone calmierato", dato che i soldi sono della Regione Toscana, ce ne sono diversi, soprattutto senza questo limite di minimo di reddito. Perchè, per esempio, per gli ultrasessantacinquenni non c'è limite di reddito, quindi un ultra
sessantacinquenne multimiliardario avrebbe diritto all'assegnazione della casa con affitto a canone calmierato. Mentre persone con la mia stessa situazione NO.  Anche gli studenti universitari non hanno limite di reddito: sicuramente può essere in vantaggio, la possibilità di uscire di casa e crearsi un'indipendenza.
Ma allora i limiti sul reddito dovevano essere basati sul loro nucleo familiare.
E poi, dato che si poteva scegliere tra altre tipologie di bando, perchè
per venire incontro alla popolazione, è stato messo questo minimo di
reddito? Capisco che possa essere fatto per assicurarsi che venga pagato l'affitto e non ci siano problemi di morosità poi. Ma perchè allora applicare la decurtazione del 40% del reddito? Io con il mio stipendio, che è superiore, che è superiore ai 16.000 senza la decurtazione, sarei stata
tranquillamente in grado di pagare i canoni mensili... Se la motivazione è
solo quella di assicurarsi il rispetto al pagamento del canone sarebbe bastato allora, come succede per il contributo per l'affitto di altri comuni, compreso quello di Pistoia, che il bando prevedesse di dimostrare di non essere  in passato morosi, di portare le ricevute annuali di affitto in corso o precedente, o una certificazione dei proprietari che si è sempre
provveduto a pagare la quota di affitto in maniera regolare, senza ritardi.
Ora, io, che ho un contratto a tempo indeterminato da 5 anni (fortunatamente), che vivo in affitto da tre anni e ho sempre pagato
puntualmente il canone, mai stata morosa, mai avuto problemi con la
giustizia...mi trovo a non poter beneficiare di questa possibilità solo per la decurtazione del 40%.
Che senso ha, proporre un bando per degli alloggi a canone calmierato,
chiamarli Cittadella della Solidarietà, e poi andranno assegnate a  persone che hanno un reddito superiore al mio?
E quindi io, che sono sola come stato di famiglia e ho un reddito da
impiegata, non arrivando ai 16.000 euro (al netto della decurtazione del
40%) non rientro in questo bonus realizzato con i soldi della Regione
Toscana.
Gradirei avere una risposta da parte degli enti coinvolti, sul perchè hanno scelto questa tipologia di bando, sul perchè non hanno voluto coinvolgere nessuno dei sindacati degli inquilini, sul perchè non hanno dato la stessa opportunità a tutta la cittadinanza, ma privilegiandone una certa parte.
E soprattutto vorrei sapere se sono stati assegnati tutti i 25 alloggi a
seguito del bando, perchè nel caso ve ne fossero ancora liberi, mi aspetto
che venga fatto un altro bando di assegnazione con parametri ampliati
affinchè anche gli alloggi liberi vengano assegnati tramite graduatoria, perchè altrimenti cosa ne verrà fatto di quegli appartamenti non assegnati?
Mica li lasceranno liberi e vuoti???
Se poi si vuol pensare male, ce ne sarebbero di parole da spendere...ma mi fermo qui.

Sara Peloso
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

4/3/2016 - 12:09

Un grande Bluff, un grosso flop e l'ennesimo tonfo di una classe dirigente non all'altezza di un Governo.
Una bassissima affluenza al Referendum per la Giostra dell’Orso!! È questo il dato Politico rilevante.
L'analisi certamente impone il ritorno alla Politica che conta; quella che ha un progetto chiaro, quella insomma che non fa continuamente campagna elettorale.
La storia della sinistra inconcludente è piena di Referendum falliti. Francamente in tempi di vacche magre (mi sia consentito questo modo di dire...)i denari pubblici spesi, pochi o tanti, che siano; potevano essere spesi per utilità reali a riduzione delle numerose criticità cittadine, un vero peccato!!
Il Partito Democratico locale è andato dietro ad una "roba" che non intercetta i cittadini, sono i numeri a dirlo!! La Giostra dell’Orso non è nemmeno la questione più importante da risolvere di una Città Pistoia che potrebbe essere davvero Cantiere di innovazione e perla per la vivibilità e sostenibilità.
Un altro grosso tonfo di una intera stagione politica locale che non è più in grado di rappresentare politicamente le aspettative dei cittadini.
#Arriveràlaprimavera?

Massimo Alby
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In risposta a: del
Saluto a don Paolo
AUTORE: Un parrocchiano
email: -

14/12/2015 - 10:47

Monsignor Vescovo Fausto Tardelli, don Paolo Palazzi, sono qui a portare il saluto della Parrocchia dell'Immacolata, reduce dalla partenza di padre Paul Devreux, vissuta con turbamento e stupore. Può sembrare strano che inizi questo saluto a lei diretto, don Paolo, ricordando padre Paul, e forse può apparire anche paradossale e irriguardoso. Ma non è così. Se la nostra Parrocchia fosse infatti frequentata da persone indifferenti alle sue vicende, certamente non si sarebbe mobilitata, come è avvenuto, in favore di padre Paul, ma avrebbe vissuto la sua partenza con disinteresse. Invece chi frequenta e partecipa alla vita della nostra Parrocchia non è indifferente a quello che vi accade, a maggior ragione se riguarda il parroco. Ecco quindi che ricordare il turbamento ed il dispiacere provati per la partenza di padre Paul non deve essere inteso come una mancanza di riguardo nei suoi confronti, don Paolo. Ma è testimonianza di una Parrocchia viva, la nostra, dove tutti partecipano secondo la sensibilità e la disponibilità di ciascuno, con i propri limiti e difetti, fino ad appassionarsi ed emozionarsi, e, perché no?, fino a provare anche dispiacere se il parroco parte. Ma dobbiamo avere il discernimento di guardare avanti, conservando il ricordo di chi è andato via e accogliendo in un abbraccio sincero chi viene.
Ed è quello che facciamo oggi. Don Paolo, noi parrocchiani dell'Immacolata l'accogliamo con gioia e senza esitazione e siamo pronti a riprendere e a condividere con lei il cammino interrotto con la partenza di padre Paul. Voglio concludere questo saluto ricordando le parole di San Paolo nella lettera ai Corinzi dove parla della Carità, che poi è l'Amore. Potrebbe essere nell'anno della Misericordia voluto da Papa Francesco il riferimento per tutti noi: “La carità è paziente, è benigna la carità; la carità non invidia, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, ma si compiace della verità; tutto tollera, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non verrà mai meno”.
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AUTORE: Fabrizio Masini
email: -

16/11/2015 - 17:15

È un momento tragico per la Francia e per tutta l'Europa.
Questo accadimento ribadisce l'ennesimo fallimento di una visione nazionalista dell'Europa.
Essa deve dare una risposta all'altezza dei propri valori e della propria volontà di costruire un mondo diverso, una risposta fondata sui principi non negoziabili della pace e della democrazia. Per agire in questo senso dobbiamo rispondere con una reale sola voce, fatta di istituzioni comuni federali che sappiano agire e reagire nell'interesse di tutta l'Europa, anche a questa crisi.
Non dobbiamo permettere che venga ucciso con la violenza il sogno europeo: non ci piegheremo alla paura, dobbiamo davvero "restare umani" e reagire uniti per la pace e la difesa dei diritti umani.
Resistiamo, Europei.
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

12/10/2015 - 11:14

Insomma questa amministrazione, dopo aver sospeso la giostra dell'Orso e preso l'impegno di rivedere le modalità nel consiglio comunale, alla fine pare che non sia riuscita a fare un bel nulla. Incapacità? Indecisione? O puro estetismo?
Non è per caso che si è scelto un piccolo espediente, piccolo davvero! Un po' di campagna preelettorale? Espediente abusato da tutti i modelli del centro sinistra che in questo ventennio hanno tenuto al palo il nostro Paese impedendo le riforme necessarie.
Certo mi viene in mente uno spot recente: "ti piace vincere facile". Un po' di rumore con bagno di folla per un argomento piccolo, piccolo e leggero, facilmente risolvibile nel cosiddetto "Palazzo". Solito vezzo di una nomenclatura senza idee chiusa al nuovo e incapace di affrontare le sfide del domani. Una sinistra che è conservazione.
Cosa si poteva fare? Si doveva rivedere le regole della giostra con un'ampia partecipazione delle forze politiche che animano il nostro consiglio comunale e, perché no, di tutti gli altri attori interessati. Un processo di vera partecipazione che doveva essere anche occasione di sincero spirito di confronto nella città. Non mero specchio estetico come invece questa amministrazione pare preferire.
Massimo Alby
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AUTORE: Giovanni Scannella
email: -

3/9/2015 - 11:58

Il signor Giorgio Federighi, che non ho il piacere di conoscere, né di persona né per le opere compiute in vita per la comunità pistoiese, che immagino di notevole spessore, interviene nel dibattito a proposito del fermo NO di don Piergiorgio Baronti, parroco di Bottegone e da poco tempo anche di Badia a Pacciana, alla ‘Festa del Cittadino’, manifestazione in origine programmata a settembre a Badia a Pacciana, dal Movimento 5 Stelle di Pistoia, ‘consigliandomi’ di non interessare della vicenda Sua Santità Francesco.

Lo ringrazio moltissimo del pensiero, ma sono abbastanza grandicello – d’età, per carità: fisicamente c’è chi lo è più di me – per fare di conto. Grazie, quindi, a questo signore che, forse, non ha letto bene la mia lettera aperta, ove nessuno fa della dietrologia. Si cerca soltanto la voce più autorevole di noi cattolici apostolici romani e su questo sono certo che il signor Federighi sarà d’accordo con me.

La dietrologia lasciamola, semmai, ai quei cattivi amministratori pubblici o a quei politici che salgono sempre sul carro del vincitore.

Anche su questo, sono sicuro, converrà con me il signor Federighi.

Che una semplice ricerca internet me l’ha dato dapprima democristiano, poi popolare e ancora di Alleanza per l’Italia, Alleanza Democratica, Popolari Udeur, Centro Democratico e mi scuso, preventivamente, se ne ho dimenticato qualcuno. Impegnato, molto impegnato, ma che evidentemente ha trovato un po’ di tempo da dedicarmi.

Ah, comunque, per sua informazione, ho già scritto a Sua Santità Francesco: sto aspettando la risposta, che non tarderà. Per il bene, suo e mio. Per il bene della nostra comunità.
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AUTORE: Giorgio Federighi
email: -

3/9/2015 - 11:44

Locali parrocchiali, sagre paesane e feste di partito: abbiamo letto che il sig.
Scannella intende investire Papa Francesco circa il mancato "nulla osta" di don Baronti alla
effettuazione della festa del Cittadino programmata dal Movimento Cinque Stelle nell'ambito della
settimana che tutti gli anni viene meritoriamente organizzata, a Badia a Pacciana, nei locali
adiacenti la parrocchia della piana pistoiese. Non conosco il sig. Scannella se non attraverso quanto da lui scritto recentemente. Suoi conoscenti mi dicono che e persona ed imprenditore attento e
competente, ma voler investire il santo Padre di questa vicenda congetturando discriminazioni e
dietrologie mi sembra eccessivo e fuori luogo. Si tratta di una questione già affrontata e risolta dal parroco e dal Vescovo di Pistoia, da quelli attuali e dai loro predecessori, tra questi mons. Scatizzi che tenne la medesima posizione su una questione analoga già negli anni ottanta, quando giudicò
inopportuno lo svolgimento delle feste dell'Amicizia organizzate dalla Democrazia Cristiana o
comunque da partiti e movimenti politici nei circoli parrocchiali, del Mcl, delle Acli, dell'Anspi e cosi via. A me pare quindi giusta la posizione di don Baronti e della Curia vescovile e, mi perrnetta
il sig. Scannella, lasciamo che Papa Francesco continui ad occuparsi, così bene ed
appassionatamente come sta facendo, della Chiesa universale e delle enormi problematiche del
mondo intero.
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In risposta a: Esempi di malasanità del 8/8/2015 - 7:47
la 2 risposta di Rossi presidente!!
AUTORE: gabriella gori
email: [protetta]

26/8/2015 - 8:15

Gentile Signora Gori,

sono nuovamente a risponderle perché ritengo importante fare chiarezza e darle informazioni più complete su cosa fa la Regione per la prevenzione
oncologica del tumore dell'intestino.
La Regione Toscana ha attivato la prevenzione per il tumore dell'intestino su tutto il territorio regionale dall'inizio degli anni 2000. Questa attività è svolta dalle Aziende USL e prevede l'invio di una lettera a casa del cittadino che viene invitato a fare un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Tale invito viene fatto ogni 2 anni ai cittadini in età dai 50 ai 70 anni perché la ricerca scientifica ha dimostrato che fare regolarmente il test riduce la mortalità per questo
tipo di tumore. Se il test risulta negativo, il cittadino riceve la lettera di risposta per posta e viene invitato a ripetere il test alla scadenza programmata.
Se il test risulta positivo l'utente viene invitato a fare una colonscopia.
La maggior parte delle persone che ha un test positivo risulta essere sana, mentre ad una quota più piccola può essere diagnosticato un tumore,
o più spesso, un adenoma (più comunemente chiamato polipo). L'adenoma è una lesione ancora benigna che può essere asportata durante la colonscopia: l'asportazione dell'adenoma impedisce lo sviluppo di una
malattia più avanzata.
Nella nostra Regione viene invitato oltre il 90% delle persone che ne hanno diritto. Ogni anno nella nostra regione, grazie allo screening, vengono
individuati circa 250 tumori e 2.500 adenomi. La ricerca scientifica condotta sul nostro territorio ha confermato quello che era già stato studiato a livello internazionale, cioè che si muore meno per questo tumore rispetto al periodo in cui lo screening non c'era.
Questo non significa che tutto sia perfetto, è infatti necessario porre sempre attenzione a quello che si fa e a come lo si fa. La nostra Regione
è una fra le prime, e purtroppo ancora fra le poche, ad aver attivato azioni di controllo per poter verificare che quello che si fa lo si fa
bene e con continuità. I risultati sono costantemente valutati e sono effettuate visite alle singole Aziende USL con lo scopo di risolvere eventuali difficoltà e di migliorare la qualità del servizio offerto.
A questo proposito e come dimostra la sua segnalazione, dei professionisti
esperti hanno condotto nel mese di maggio 2015 una visita al programma di screening per il tumore del colon-retto nell'Azienda USL 3 consapevoli
delle difficoltà esistenti. Insieme agli operatori dell'Azienda sono state analizzate le difficoltà organizzative e individuate le soluzioni migliorative. La Direzione Aziendale sta predisponendo quindi un piano di
miglioramento che ha lo scopo di garantire a tutti i cittadini pistoiesi, di età compresa tra i 50 e i 70 anni, l'invito a questa importante attività di prevenzione.
Come vede, l'attività di screening per la prevenzione oncologica del tumore dell'intestino viene fatta anche da noi e ci teniamo a
migliorare quegli aspetti che mostrano delle criticità. Mi auguro di avere fatto chiarezza in merito e la ringrazio per avermi scritto.
Con i miei più cordiali saluti,
Enrico Rossi
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In risposta a: Esempi di malasanità del 8/8/2015 - 7:47
risposta al presidente 2
AUTORE: gabriella gori
email: [protetta]

26/8/2015 - 8:10

caro presidente,io non ho mai,dico mai!ricevuto una lettera che mi invitasse a fare lo SCREENING,mai! E non solo io!Altre persone che conosco,non hanno mai ricevuto la fantomatica lettera per la prevenzione !Anni fa,lo avevate iniziato,ma poi? Più niente! Io,sono da anni in controllo,dai tempi del dott.Torelli,che fu il primo a raccomandarsi che ogni 3 anni facessi il controllo,perché spesso mi venivano trovati dei polipi e ,siccome ho una storia familiare predisposta a questo tipo di tumore e anche del tumore all'esofago,io sono un soggetto a rischio! Tutte le sue belle parole non cambiano la realtà di Pistoia,dove avere un appuntamento per un qualsiasi esame diventa un'impresa! Lo lasci dire ai cittadini che vivono questa amara realtà! Parli con i medici di famiglia, che sanno bene come stanno le cose e sono abbastanza arrabbiati perché tutto vien scaricato su di loro! Controlli meglio sign. Rossi. Le parole, le promesse...sono solo aria fritta
La saluto
Gabriella Gori
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