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La Voce di Pistoia
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SCI

Al via da metà dicembre le selezioni zonali dell’evento sciistico per ragazzi tra i 5 più importanti al mondo. Dal 30 marzo al 6 aprile appuntamento all’Abetone con le Finali Nazionali ed Internazionali

BASKET

Conferenza stampa pre-gara per coach Ramagli, che così presenta gli avversari di oggi al PalaCarrara: "Brescia è una squadra molto rinnovata, ma facile da presentare: tre giocatori della Nazionale, Vitali, Abass e Sacchetti, due giocatori che l'NBA l'hanno giocata per davvero e che però in Europa hanno avuto stagioni diverse fra loro.

CHITI SCHERMA

Inizia bene la stagione per gli schermitori master pistoiesi. Nelle prime due prove del circuito nazionale che porterà gli schermitori “diversamente giovani” all’europeo di maggio a Cognac e, per chi rientrerà fra i quattro migliori italiani, al mondiale del Cairo, i colori pistoiesi si sono fatti valere

ATLETICA

Nella 24° edizione del trofeo la società pistoiese si è imposta nella classifica generale, ma riconoscimenti sono arrivati anche a livello individuale. La premiazione è avvenuta presso la sede della Misericordia di Casalguidi

CHITI SCHERMA

Grande inizio di stagione per gli under 14 della Chiti Scherma che alla prima prova della fase interregionale del trofeo Kinder +Sport ha colto alcuni importanti successi, a partire dal prestigioso en-plein conquistato nella categoria allievi (2005/2006)

ATLETICA

Al via i corsi di avviamento all’atletica leggera per bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni: ecco tutti gli orari ed i referenti da contattare per chi fosse interessato

CHITI SCHERMA

La vittoria di Marco Gori nella prova regionale di qualificazione ai campionati italiani assoluti ha certamente un sapore particolare, visto che la gara, disputatasi nel palazzetto di Casalguidi, ha segnato il rientro alle competizioni del forte atleta pistoiese a sei mesi dalla rottura del legamento crociato

BASKET

Prima conferenza stampa pre-gara per coach Alessandro Ramagli nella sua avventura pistoiese. Il tecnico labronico ha incontrato i giornalisti questa mattina, prima della partenza per Pesaro, per presentare la sfida di domani dell'Adriatic Arena: "Affrontiamo una squadra - ha spiegato il coach- la cui impronta è data fortemente dai cinque stranieri". 

MOSTRA

Si inaugura a Pistoia il 15 dicembre alle ore 10,30 presso l'Atrio del Palazzo di Giano, organizzata da “Ipazia - Coltivar Culture”, la bipersonale d'arte di Michele Bertellotti e Clara Mallegni “Rebus 5-7”

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

MUSICA

Protagonista dell’inaugurazione della Stagione sabato 12 gennaio (ore 21) il celebre Quartetto Jerusalem, costituito da quattro musicisti israeliani che hanno intrapreso un viaggio di crescita e maturazione che li ha portati ad avere un vasto repertorio

LIBRI

Rileggendo materiale archivistico e documentale, l’opera è un percorso cronologico sulla storia della città delle origini fino alla Latina città nuova degli ultimi decenni, scevra da pregiudizi ideologici ma considerando il contesto sociale ed economico

MOSTRA

Giovedì 6 dicembre alle 17.30 nella biblioteca San Giorgio sarà inaugurata la mostra di Paolo Tesi dal titolo Lontano dalle gabbie. Paolo Tesi è un artista pistoiese della generazione che segue da vicino quella “di mezzo”

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

MOSTRA

Non poteva che innamorarsi di un luogo così connotato dal lavoro quotidiano un artista come Giovanni Termini, che incentra il proprio intervento artistico in relazione al contesto in cui l'opera prenderà vita

PREMIO CEPPO PISTOIA

Giovedì 6 dicembre 2018 alle ore 16:30 presso la libreria Spazio di Via dell’Ospizio di Pistoia, lo scrittore riceverà il Premio Ceppo Internazionale Fiction Non Fiction 2019 alla carriera da un rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia

Non ho bisogno di te, ho voglia di te. vita mia
Non .....
Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
lasciai .....
Dal libro
"PER MIA FORTUNA, AMANDO, MI SONO ROVINATO .....
Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
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Pistoia
Pistoia
Montale
Montale
Quarrata
Serravalle P.se
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AUTORE: Michele
email: [protetta]

25/10/2018 - 20:18

San Marcello P.se, 23.10.2018
Oggetto : PROBLEMI RICORRENTI PRESSO IL CUP DI SAN MARCELLO P.SE

Avevo già scritto nell’aprile scorso, dei problemi ricorrenti al CUP di San Marcello P.se, ed ora ci risiamo nuovamente, una sola operatrice per tutta la popolazione della montagna pistoiese, lunghe fila di attesa, persone anziane e non, con problemi di salute, costrette ad aspettare in una saletta di aspetto strapiena, nell’indifferenza totale di tutti quelli che dovrebbero vigilare, e non lo fanno, venendo meno ad un compito sociale molto sentito tra la popolazione, chiaramente mi rivolgo soprattutto alla massima autorità responsabile della salute nel nostro territorio

“Che la montagna P.se, di sicuro fosse l’ultimo dei problemi per la Sanità della Regione Toscana, questo l’avevamo capito tutti, basti pensare come sta trattando la questione del riconoscimento di “Area Disagiata”, riconoscimento che doveva essere già fatto da tempo, perché se non è un’area disagiata la nostra montagna, vorrei sapere qual’è il criterio di valutazione per tale riconoscimento”.

In montagna, usiamo trattare gli animali più umanamente, di come l’ASL di Pistoia tratta noi montanini, questo sicuramente non fa onore a chi dovrebbe avere una grande sensibilità per il lavoro che svolge, dovrebbe essere, oserei dire, “una missione”, perché qui la merce trattata è
merce umana.

Michele Giannini
FI Montagna Pistoiese
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In risposta a: L'ombra dell'emigrazione del 26/8/2018 - 9:16
poi poi
AUTORE: bibi
email: [protetta]

27/8/2018 - 10:23

Esiste un tema : Quanto dura un manufatto in cemento armato .
La metafisica , per favore, analizzarla altrove . Senno' ci addormentiamo .
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In risposta a: Ponte morandi del 22/8/2018 - 14:05
poi poi
AUTORE: bibi
email: [protetta]

26/8/2018 - 16:46

Cemento armato ? Nasce tanti anni or sono per vasi da fiori alla metà del 19 secolo ma non ha successo . Il ferro la fa da padrone , ma il pericolo di incendi e fusione dello stesso (11 settembre) gli fa preferire manufatti in cemento armato .
Le miscele adoperate la loro preparazione e mille altre variabili rendono il prodotto fin da principio un qualcosa di sempre differente. Ho partecipato con mio fratello or sono mille anni ad una tesi su Nervi . Lo stadio di Firenze non ha mai avuto un ferro scoperto . Nervi progettava e costruiva e le sue realizzazioni godono dopo un secolo ottima salute. Sono convinto che la sua rimessa per dirigibili , sarebbe ancora in buona forma. Poi il cemento del miracolo . Giravo i cantieri e ricordo come l'impasto veniva preparato dai manovali meridionali appena arrivati . La sabbia talvolta proveniente da cava e ricca di materiale organico , l'acqua a occhio etc. E qualcuno parla di scadenza ????
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In risposta a: del
L'ombra dell'emigrazione
AUTORE: Gabriele Diolallevi
email: [protetta]

26/8/2018 - 9:16

I poteri forti mistificano sull'immigrazione, la mostrano come un rimedio alla disgraziata denatalità da cui è stato colpito l'occidente, in realtà tutta la cultura occidentale ha congiurato per rinnegare la natalità come un ostacolo all'edonismo imperante, giovani generazioni destinate al precariato esistenziale, indotte subdolamente alla ricerca ossessiva del piacere, e proiettate in una dimensione virtuale che le distrae e le rende sempre più pokemon dipendenti.Sono gli stessi poteri forti che determinano i flussi migratori, innescati dalle guerre Nato in Medio Oriente e Africa, e poi ci mostrano poveri bimbi offesi, sanguinanti o morti sulle spiagge di approdo, come il bimbo siriano Omran, simile ad una maschera di fango, ripreso mentre guarda attonito gli astanti … o Aylan Kurdi, che venne ripreso mentre giaceva senza vita a faccia in giù, tra la schiuma delle onde turche, fasciato dalla sua t-shirt rossa … troppo rossa e troppo pulita. La guerra e la morte sui nostri teleschermi sono solo un video game che ci attrae per le inedite immagini horror e ci rassicura insieme, perché poi infine noi restiamo nel privilegio della nostra "finta pace". Secondo l'ultimo rapporto Unicef un bambino su 10 vive in zone di guerra, e nel corso del 2016 in Yemen sono morti 466 bambini … nessuna delle loro foto è diventata virale su internet.il traffico indotto dei migranti sottrae notevoli risorse economiche, a favore di Cooperative, Vaticano, Regioni, altrimenti spendibili per sostenere l’occupazione e gli investimenti … e che inoltre comporta problemi di criminalità, di sicurezza del territorio e di malattie importate. Negli ultimi 14 anni l'Italia ha versato all'Europa 213 miliardi di euro e ne ha incassati 141, con un disavanzo di 72 miliardi … per di più il divario aumenta ogni anno … il business viene gestito da corporation criminali, dotate di enormi disponibilità finanziarie, competenze logistiche e controllo del territorio. L’organizzazione mondiale dei migranti ha calcolato che ogni anno il trasporto dei clandestini attraverso il Mediterraneo vale circa 10 miliardi all’anno. Ormai per la criminalità è la seconda industria, dopo il commercio delle droghe e prima della vendita delle armi. Infatti un “biglietto” per i viaggi della speranza costa tra i 3 mila e i 4 mila euro.l sistema "emergenza immigrati" è studiato appositamente per far arrivare i soldi pubblici alle associazioni “che si dividono il mercato“ … il mercato dei fondi statali per i centri di accoglienza è enorme … gli stessi inquirenti parlano della “possibilità di trarre profitti illeciti immensi … paragonabili a quelli di altri settori criminali come lo smercio di stupefacenti. Ricordiamo l'intercettazione di Salvatore Buzzi, numero uno della cooperativa “29 giugno” e braccio operativo di "Mafia Capitale": «Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno».
Quindi le oligarchie euro-atlantiche producono denatalità, indotta da recessione e disoccupazione, poi intervengono ad alimentare i flussi migratori con la continua destabilizzazione imperialistico militare, scaricandone i costi sull'Europa ed operando una vera mutazione etnica, per cui i cittadini abituati alla tutela dei loro diritti sociali e civili, conquistati col sudore della fronte e con il proprio dna storico, verranno sistematicamente sostituiti dai nuovi sudditi, migranti disperati ed assuefatti ad ogni sorta di sfruttamento.
Intanto con gli impulsi depistanti delle varie agenzie d'influenza ci vogliono convincere a sedare i sintomi senza curare le cause, dato che la loro funzione non è minimamente quella di informare sulla verità dei fatti, ma naturalmente come pitbull bene addestrati, tutelare con le loro fandonie il mantenimento dell'establishment al potere. Quindi il gossip deve sostituire l'indagine oggettiva, e la vicenda del burkini, dei corpi fasciati delle donne islamiche contro i corpi nudi delle donne occidentali sarebbe il vero problema. Non certo quello dell'alienazione sistematica dei diritti e dell'assoluto asservimento del tessuto sociale al volere dispotico del capitalismo contemporaneo.
Quale morale dunque nell'attuale società liquida, se non la morale dei signori contro la morale degli schiavi? Friedrich Nietzsche dice in "Al di là del bene e del male": "Vagabondando tra le molte morali, più raffinate e più rozze, che hanno dominato fino a oggi o dominano ancora sulla terra, ho rinvenuto certi tratti caratteristici, periodicamente ricorrenti e collegati tra loro: cosicché mi si sono finalmente rivelati due tipi fondamentali e ne è balzata fuori una radicale differenza.
Esiste una “morale dei signori” e una“morale degli schiavi” – mi affretto ad aggiungere che in tutte le civiltà superiori e più ibride risultano evidenti anche tentativi di mediazione tra queste due morali e, ancor più frequentemente, la confusione dell’una nell’ altra, nonché un fraintendimento reciproco, anzi talora il loro aspro confronto persino nello stesso uomo, dentro “la stessa” anima. Le differenziazioni morali di valore sono sorte o in mezzo a una stirpe dominante, che con un senso di benessere acquistava coscienza della propria distinzione da quella dominata – oppure in mezzo ai dominati, gli schiavi e i subordinati di ogni grado. Nel primo caso, quando sono i dominatori a determinare la nozione di«buono», sono gli stati di elevazione e di fierezza dell’anima che vengono avvertiti come il tratto distintivo e qualificante della gerarchia."
Gabriele Diolallevi
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In risposta a: del
La nostra virtù
AUTORE: Gabriele Diolallevi
email: [protetta]

26/8/2018 - 9:13

C'è una virtù che molto amo, l'unica. Essa ha nome TENACIA.QUESTO e la mia tesi a di vita Delle molte virtù di cui leggiamo nei libri nelle favole nei romanzieri ma una cosa e quell' inchino spontaneo e di cui sentiamo di fare alla propria DONNA non so che farmene. E, d'altro canto,questo canto e per te tutte le molte virtù che l'uomo si è inventato anche questo ascoltando una canzone e scriverti potrebbero essere raccolte sotto un'unica denominazione. Virtù significa obbedienza alla propria anima quell'amore vero. Solo che c'è da chiedersi a chi si obbedisce. Anche la tenacia, infatti, è obbedienza utopia. Ma tutte le altre virtù, tanto amate e lodate, sono obbedienza a questa vita mon biasimo nulla che sono state imposte da uomini; soltanto la tenacia non si inchina senza un motivo a queste leggi. Chi è tenace obbedisce infatti a un'altra legge, una legge particolare, assoluta, ente sacra, la legge che ha in sé stesso, il "tenere inchino alla propria DONNA..
Gabriele Diolallevi
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In risposta a: del
La nostra cultura
AUTORE: Gabriele Diolallevi
email: [protetta]

24/8/2018 - 23:31

Noi non viviamo la vita che avremmo dovuto vivere men­tre ci ingoz­ziamo alle­gra­mente di crema di yogurt alla papaya men­tre le nostre società si sgre­to­lano. Noi la viviamo quando costruiamo le cose. Grandi cose. Cose degne. Cose nobili. E la più grande, la più degna e la più nobile di tutte le cose che l’umanità abbia mai costruito non è una app o un bond strut­tu­rato. E’ una società in cui ogni vita conta. In cui ogni vita è dav­vero pie­na­mente vissuta.Gli esperti e i tec­no­crati non vogliono che tu sap­pia la verità. Vogliono farti cre­dere che aggiu­stare l’economia, cam­biarla, è irrea­liz­za­bile. Non si può fare. E invece è sem­plice. Sem­plice. E ovvio. E’ un pro­blema la cui solu­zione è chiara come il cielo in una per­fetta gior­nata estiva.Allora, per­ché mai gli esperti non vogliono farti sapere niente di tutto que­sto? Beh, per­ché se lo fai, loro potreb­bero per­dere il lavoro. Per­ché loro sono a corto: a corto di idee, tempo, opzioni, e, soprat­tutto, a corto di credibilità.Ogni tri­me­stre che passa, da più di vent’anni, esperti ed eco­no­mi­sti hanno abbas­sato le mascelle e pro­cla­mato che sono scioc­cati. Scioc­cati! L’economia ita­liana è ancora rotta! Non funziona!
Se ogni mese, per anni e anni, il medico aggrot­tasse la fronte e ti dicesse: “Sono scioc­cato! Le medi­cine non fun­zio­nano!” … pro­ba­bil­mente sarebbe ora di tro­varti un altro medico. Forse è il momento di fare la stessa cosa con esperti ed economisti.Ricor­date que­sta vec­chia sto­ria? Un cit­ta­dino sovie­tico arriva negli Stati Uniti al cul­mine della guerra fredda. Al suo arrivo, va in un nego­zio a fare la spesa. Si guarda intorno, gli occhi spa­lan­cati, ed esclama sba­lor­dito: «Ma non ci sono file per il pane! Come può essere?”. Vedete, quello che gli era stato rac­con­tato circa gli Stati Uniti era una bugia.Allo stesso modo, oggi, se un cit­ta­dino ita­liano va in Sve­zia o nel Nord Europa e sco­pre che se sei disa­bile o gra­ve­mente malato, o sem­pli­ce­mente anziano, molti ser­vizi sani­tari nazio­nali invie­ranno badanti a casa tua gra­tui­ta­mente, come il cit­ta­dino sovie­tico di ieri rimarrà diso­rien­tato: “Ma come può essere? Que­sto è impossibile”.Sba­gliato. Non è impos­si­bile. E’ esat­ta­mente come è fatta la vera prosperità.In que­sta para­bola c’è la sto­ria di come le eco­no­mie pos­sono cre­scerenella pro­spe­rità. Viene creato un posto di lavoro, e non un posto di lavoro pre­ca­rio. Badanti e infer­mieri gua­da­gnano un red­dito, i malati sono assi­stiti e l’economia non si limita a cre­scere ma a creare le con­di­zioni per una vera pro­spe­rità umana.L’economia non è solo un gruppo di eco­no­mi­sti molto seri e molto intel­li­genti che discu­tono se gli angeli siano maschi o fem­mine — scu­sate, volevo dire discu­tono un’altra varia­bile in un’equazione di un modello. L’economia è la vita. Le vite umane.TRE PUNTI DI ANALISI.1: IL DENAROStam­pia­molo. Pren­dia­molo in pre­stito. Aumen­tiamo le tasse sui super-ricchi che sie­dono pigra­mente su mon­ta­gne di denaro incal­co­la­bili. Non importa un fico secco. E’ una que­stione secon­da­ria. Se l’Italia non inve­ste in beni pub­blici non pro­spe­rerà ; e se non pro­spe­rerà non potrà pagare i debiti enormi che già ha. Al con­tra­rio, se li fa per inve­stire nei beni pub­blici e crea milioni di posti di lavoro digni­tosi, la fonte degli inve­sti­menti impor­terà poco; per­ché l’economia sarà cre­sciuta e la società sarà più pro­spera. Pos­siamo discu­tere fino alla fine del mondo se pren­dere in pre­stito il denaro, stam­parlo o pren­derlo dalle tasse. Ma dovremmo pren­derlo. Per­ché stiamo avendo un falso “dibat­tito” se fac­ciamo finta che non pos­siamo inve­stire nella società prima; e poi striz­zare nelle nostre mani una società che sta let­te­ral­mente cadendo a pezzi.2: IL MITO DELLA "RIPRESA" E' FALSOSta met­tendo sem­pre più veleno nella società a meno che non saremo abba­stanza saggi da “ripren­derci” la ripresa. I ric­chi sono sem­pre di gran lunga più ric­chi, al punto che è assurdo che qual­cuno sia così ricco. Ma la fami­glia media è sem­pre più povera; e i poveri sono sem­pre più cal­pe­stati. L’Italia sta diven­tando una società di caste; e le divi­sioni tra le caste si stanno ampliando. Inve­stire nei beni di base è l’unico modo, l’unico modo — per sol­le­vare milioni di per­sone dalla rovina. Sì; l’unico modo.Ci pre­oc­cu­piamo di ven­dere milioni di app con mini fat­to­rie vir­tuali men­tre la fami­glia media non può per­met­tersi l’assistenza sani­ta­ria e l’istruzione. Que­sta non è una eco­no­mia, è una farsa. Troppi dei nostri set­tori in cre­scita pro­du­cono ser­vizi o “posti di lavoro” a bassa retri­bu­zione, che si ridu­cono essen­zial­mente a fare i came­rieri e i robot per qual­che super ricco. Que­sta suona come un’economia sana per te? Io non la penso così. Quindi: se vogliamo godere di una società fun­zio­nante dob­biamo inve­stire negli ele­menti di base della società.3: AGGIUSTARE L' ECONOMIA ITALIANA E' POSSIBILE ESEMPLICISSIMOAggiu­stare l’economia ita­liana non è impos­si­bile. E non è nem­meno così dif­fi­cile. E’ sem­plice; come allac­ciarti le scarpe se al posto dei lacci hai il velcro.
L’Italia è un paese ricco che sta comin­ciando ad asso­mi­gliare, per la per­sona media, a un povero. Le sue infra­strut­ture si stanno sgre­to­lando. I suoi sistemi edu­ca­tivi rie­scono a mala­pena a edu­care. Il sistema sani­ta­rio è inef­fi­ciente. Al Nord posso pren­dere un treno ad alta velo­cità che mi porta ovun­que in quat­tro ore; a sud rie­sco a mala­pena ad arri­vare a Cata­nia in nove. Ancora più pre­oc­cu­pante, stiamo avve­le­nando le nostre for­ni­ture di cibo e acqua, con­ti­nuando a inve­stire in ener­gia sporca men­tre il resto del mondo ricco ha scelto le ener­gie rin­no­va­bili. L’Italia ha evi­denti defi­cit in tutti que­sti beni pub­blici — istru­zione, sanità, tra­sporti, ener­gia, infra­strut­ture — per non par­lare degli altri spesso taciuti ma ugual­mente impor­tanti: par­chi, ambiente, ser­vizi sociali, cul­tura, spazi spor­tivi e ricreativi.L’Italia dovrebbe inve­stire nella sua ric­chezza comune. Per un decen­nio, e un altro ancora. Legioni di per­sone dovreb­bero essere impie­gate nella rico­stru­zione delle sue infra­strut­ture decre­pite: scuole, uni­ver­sità, ospe­dali, par­chi pub­blici, treni, opere d’arte. Per costruire un modo di vivere che sarebbe l’invidia del mondo — non il suo zimbello.Per­ché? Se l’Italia inve­stisse nei beni pub­blici di cui ha biso­gno così dispe­ra­ta­mente, saranno creati i posti di lavoro di cui ha biso­gno così dispe­ra­ta­mente — e saranno posti di lavoro che ser­vi­ranno a creare cose effet­ti­va­mente utili. Sai cosa è inu­tile? Pan­no­lini di marca, rea­lity, post su face­book, panini fast food, mutui tri­pli e carte revol­ving, slide di Power­Point e gli altri miliardi di sapori spaz­za­tura di cui siamo schiavi solo per impres­sio­nare per­sone che segre­ta­mente odiamo in modo che pos­siamo vivere una vita che in realtà non vogliamo con soldi che in realtà non abbiamo per fare un lavoro che suc­chia via la gioia fuori dalle nostre anime. Sai cosa è utile, invece, per le per­sone sane di mente? Ospe­dali, scuole, treni, par­chi, corsi, arte, libri, aria pulita, acqua fre­sca … scopo, signi­fi­cato, la dignità. Se non è pos­si­bile rag­giun­gere que­sta roba a cosa ser­vono cin­que­cento canali tv o mille mega-centri commerciali?Quindi: inve­stire nei beni pub­blici; assu­mere eser­citi di per­sone per costruirli; creare milioni di posti di lavoro. E non saranno i posti di lavoro a ter­mine, a nero o pre­cari che sono arri­vati ad afflig­gere l’economia; saranno posti decenti e ben pagati, posti di lavoro signi­fi­ca­tivi che le per­sone saranno orgo­gliose di avere.
Gabriele Diolallevi
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In risposta a: del
Ponte morandi
AUTORE: Gabriele Diolallevi
email: [protetta]

22/8/2018 - 14:05

Tecnicamente è sbagliato parlare di "vita media di 50 anni..." per le opere in calcestruzzo armato o precompresso.
Dietro queste verità da fruttaroli si cela la qualità in molti casi pessima dei materiali usati e delle loro miscele, e la giustificazione dei 50 anni ricorda tanto la storia del 3% di deficit inventata una sera per caso.
Mi imbelvisco quando sento dare giustificazioni al popolino (presunto) ignorante per sviare colpe o argomentazioni diverse .
La commedia della politica italiana, conquesta melensa trama , è durata troppo.
Gabriele Diolallevi
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AUTORE: Michele
email: [protetta]

8/8/2018 - 15:55

Molto è stato scritto su Pracchia, sul suo illustre passato storico, ma io desidero scrivere soprattutto dei suoi abitanti, residenti e non, di queste persone che ogni anno ritornano nel luogo delle proprie radici, facendo rivivere, insieme ai residenti del luogo, le tradizioni di questo illustre borgo della montagna pistoiese, dimenticato dalla “capitale” Pistoia; dei problemi di tutti i giorni che questa gente deve affrontare, e non sono pochi, basti pensare che anche l’unico negozio di alimentari rimasto, probabilmente, in settembre chiuderà per sempre, e allora chi penserà a queste persone, delle tante persone anziane ?
Mi sono permesso di raccogliere qua e là alcune lamentele degli abitanti, specialmente quelli di Pracchia alta, che in tempi diversi e in vari modi hanno richiesto, sia alle Amministrazioni passate che alla presente, alcuni semplici interventi di manutenzione, interventi che non richiedono affatto finanziamenti esosi, semplici interventi per migliorare la loro vita, presentati e ripresentati, ma che non hanno mai portato a nulla di concreto.
L’ultima richiesta, fatta da una delegazione di cittadini, risale all’estate scorsa, dove seguì l’incontro del 28 agosto 2017, con l’assessore Bartolomei.
In quella occasione furono elencati tutti gli interventi di manutenzione necessari, che furono recepiti dall’assessore stesso come lavori da far eseguire, proprio perché necessari. Forse in quella fase, la Pro-Loco, avrebbe dovuto essere più presente, più attiva, interfacciandosi pienamente con i cittadini, ma come si suole dire, “non è mai troppo tardi”, comunque sta di fatto, da quanto mi dicono, che ad oggi nessuno intervento di manutenzione è stato realizzato.
L’auspicio, questa volta, è quello di trovare l’attenzione dovuta presso l’Amministrazione comunale di Pistoia, per un interessamento appropriato, puntuale, che porti verso la definizione conclusiva dei lavori di manutenzione da realizzare, perché questa gente, prima ancora di essere cittadini che pagano le tasse, meritano rispetto per il coraggio che hanno, pagando di persona, tutto il disagio che comporta, nel restare e tenere in vita “IL BORGO” .

Michele Giannini
FI Montagna Pistoiese
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In risposta a: del
TRIBUTO CONSORZIO BONIFICA
AUTORE: MICHELE.
email: [protetta]

13/11/2017 - 16:09

San Marcello P.se, 12.11.2017

Da qualche giorno abbiamo ricevuto, da pagare, il tributo del Consorzio1 Toscana Nord, e ci siamo accorti, spiacevolmente, che rispetto al tributo pagato nell’anno 2015, questi è stato aumentato del circa 94%.
Un aumento considerevole, quando penso che il mio assegno pensionistico è rimasto fermo dal 2011, e resterà fermo fino al 2019, salvo ulteriori ripensamenti del nostro Governo.
Ora a prescindere dalle motivazioni che hanno preso, come pretesto, per aumentare sconsideratamente il tributo, penso che esso non sia del tutto legale se addirittura incostituzionale, perché se questo principio fosse applicato su tutte le tasse e tributi che siamo costretti a pagare, nessuna famiglia si salverebbe dalla miseria.
Ma effettivamente questi Consorzi a cosa servono, qual’ è lo scopo della loro esistenza?
Da quello che leggo, i loro compiti istituzionali sono :
- la difesa dalle esondazioni per la sicurezza della campagna e della città;
– l’irrigazione e la razionale utilizzazione del bene acqua ad usi plurimi;
– la difesa del suolo nei territori di collina e montagna;
– la vigilanza sul territorio;
– la partecipazione all’azione di pianificazione territoriale.
Ma se poi, è cronaca di tutti i giorni, basta una temporale un po’ più violento di altri per mettere in ginocchio interi quartieri, se non addirittura intere città, con danni enormi alle popolazioni, perché esondano fiumi, straripano fossi e rigagnoli, con tutto il disastro che ne consegue, allora mi chiedo a cosa servono se non per esigere questo tributo, che sa di “gabella medievale”, solo per giustificare la loro esistenza, con la benedizione della Regione Toscana.
Poi personalmente non sono mai stato contattato per entrare in una lista di elettori per il rinnovamento del consiglio di amministrazione del Consorzio1 Toscana Nord, questo sul piano politico spiega tante cose, chi vuole intendere intenda.

Distinti Saluti

Michele Giannini

Via G. Mazzini, 279/D
51028 San Marcello P.se (PT)
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In risposta a: elezioni San Marcello Piteglio del 13/8/2017 - 7:43
IN RISPOSTA A: RISPOSTA SU "BREVE COMMENTO ECC.
AUTORE: MICHELE
email: [protetta]

29/9/2017 - 16:18

Anche se con notevole ritardo, rispondo volentieri al commento suddetto.
Non sono affatto d’accordo sull’analisi fatta che : per il solo mancato confronto e la discussione che poteva seguire, con chi ha portato i voti, che forse potevano essere nostri, alla lista Vivarelli, ha determinato la sconfitta della lista di Futuro Civico.
Non nego affatto che quell’11% ha pesato molto, anzi moltissimo, ma sono convinto sia stata solo una delle cause della nostra sconfitta, perché ce ne sono state delle altre e non meno importanti, e sinceramente mi esimo dal farne l’analisi, ormai non ha più significato.
Per quanto riguarda l’invito che avevo rivolto ai miei ex colleghi su una “giusta e dura opposizione” purtroppo ad oggi devo constatare che le uniche mozioni di una certa rilevanza, sono state quelle proposte da Vivarelli, mi dispiace dirlo, ma ad oggi questa è la realtà.
Per quanto riguarda la poltrona di presidente del consiglio, forse mi sono distratto un pò, ma per quanto mi consta chi ha preso ed esercita codesta funzione ha un preciso nome e cognome, e non è certo un consigliere di minoranza, può darsi in futuro, ma il futuro, come lei sa, è nelle mani di Dio.
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In risposta a: BREVE COMMENTO SULLE ULTIME ELEZION A SAN MARCELLO del 7/8/2017 - 8:13
elezioni San Marcello Piteglio
AUTORE: Andreotti
email: [protetta]

13/8/2017 - 7:43

Come credo sappia il PD guidato da Marmo non ha preso la maggioranza assoluta che invece è andata alla somma delle opposizioni.
il FATTO da criticare alla vostra lista è stato il mancato confronto e la mancata discussione con chi poi ha portato tutti i suoi voti alla lista del buon Carlo Vivarelli che con un buon 11% e oltre sarebbe stato decisivo, le porte in faccia le avete chiuse voi e quindi la colpa della sconfitta è solo della vostra lista che di FUTURO ne ha visto ben poco, mai sottovalutare gli altri specie se hanno un forte potere mediatico.

Sulla forte opposizione, anche qua ho da ridire, l'unica vista, e quella di Vivarelli a conferma delle nostre buone scelte, e che opposizione vuoi che faccia una lista che si è già accontentata della poltrona di presidente del consiglio, inserita nello statuto per l'occasione, visto che prima non c'era ed in un piccolo comune non serve a nulla se non a suggellare un patto....

Arrivederci e per chiarimenti
3487978694
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AUTORE: MICHELE
email: [protetta]

7/8/2017 - 8:13

Quale ex candidato della lista “Futuro Civico” alle elezioni comunali, che si sono tenute a San Marcello Piteglio, mi permetto di fare qualche considerazione e una breve analisi sulle elezioni del 11 giugno 2017

Premesso che la nostra proposta era la migliore per risolvere qualche serio problema del nostro territorio, inizio con una constatazione che è doveroso fare, cioè : gli elettori di Pistoia e quelli di Abetone Cutigliano hanno avuto il “buon senso” di voltare pagina, dando una svolta incisiva alle loro Amministrazioni, purtroppo lo stesso non è avvenuto a San Marcello Piteglio.
E’ mia personale convinzione che, quando un territorio viene amministrato ininterrottamente per un lungo periodo di anni, senza nessuna alternanza, “che è il sale della democrazia”, sempre dallo stesso colore politico, è inevitabile che l’azione politica/amministrativa, volta a migliorare le cose, si inaridisce, le idee vengono meno o se ci sono non producono nessun effetto, per dirla chiaramente, si continua, come si suol dire, “a vivere di rendita”, ma qui la rendita è finita da tanto tempo.

Come dicevo l’analisi che mi permetto di fare è che, la maggioranza degli elettori ha fatto la sua scelta, ha deciso di restare nell’immobilismo, e qualche piccolo risultato, ma significativo, si è già visto, perché non basta sbandierare la riapertura della piscina di Maresca, come se fosse avvenuto qualcosa di una importanza strategica, è ben poca cosa, o l’idea di far pagare l’ingresso per la visita al Ponte Sospeso, per risolvere quale problema ? Ci sono temi da affrontare e risolvere che incidono sulla vita delle persone, sulla loro quotidianità, e precisamente la disoccupazione giovanile e non, il riconoscimento di “Area Disagiata” per ottenere il “Pronto Soccorso Accreditato”, la soluzione del debito di GAIA, che ammonta a oltre duemilioniquattrocentomila euro e rotti, che potrebbe portare una diminuzione generalizzata delle tasse per tutti, la viabilità, il degrado e la sporcizia in cui versano tante strade delle nostre periferie, e potrei andare avanti per un mese ma mi taccio tanto ne vedremo delle belle, per non dire altro.
Ripeto questa è una mia ferma convinzione personale, spero ardentemente di sbagliarmi e di rimangiarmi tutto quello che ho scritto.
Invito i miei ex colleghi di lista, che sono stati eletti, di fare una giusta e dura opposizione, senza sconti, denunciando senza mezzi termini alla pubblica opinione, tutte quelle storture che inevitabilmente ricadranno negativamente su tutti i cittadini.



Michele Giannini
Via G. Mazzini, 279/d
51028 San Marcello P.se (PT)
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In risposta a: I veri fascisti! del 15/6/2017 - 7:23
Restiamo Umani ( risposta)
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

17/6/2017 - 13:01

Salve le ultime parole del suo intervento sembrano invocare una risposta..Anch'io sono tentato di dire con livore che il pd renziano sia associabile alla parola fascismo. Poi però mi viene da pensare cosa voglia dire oggi fascismo. Penso alla distinzione di cui scrisse già Pasolini negli Scritti Corsari ( 1974) , fra il fascismo sostantivo e quello aggettivo. Scrisse profeticamente che il vero fascismo era ed è quello che i sociologi chiamano bonariamente "Società dei consumi" ..oggi la globalizzazione dell'indifferenza, la finanza speculatrice che distrugge posti di lavoro e lascia a casa tante persone senza dignità. Allora se un partito, erede di una tradizione nobile di emancipazione come quella comunista, un paese pulito in un paese sporco, abbraccia senza critiche questa economia qualcosa non torna. Ecco perché è facile e purtroppo paradossale dire come lei ha detto che i veri fascisti sono quelli del pd!
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In risposta a: del 1/1/1970 - 1:00
I veri fascisti!
AUTORE: Carlo
email: -

15/6/2017 - 7:23

Hai perfettamente ragione: il vero fascista è il PD renziano.
Chi vota altrove (tu la definisci destra )a destra) non lo fa per rabbia o protesta, semplicemente vuole bene a se stesso,ai suoi concittadini e alla propria nazione!
Valori dimenticati da quella che tu chiami sinistra e mai pervenuti in quello che tu hai chiamato partito del popolo!?...ma quale popolo! Se ne fregano altamente del popolo e dei lavoratori!...lo hanno dimostrato in tutti i modi negli ultimi anni!!! O no?
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In risposta a: del
Riflessione sulla Resistenza
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

25/4/2017 - 11:17

Oggi si celebra il ricordo della liberazione dalla dittatura nazifascista, il 25 aprile come data simbolo importante per la storia del nostro paese.
Quel giorno segnò la fine di una guerra civile che vide contrapporsi le anime di un paese divise da due opposte ideologie, due visioni del mondo, fu una insurrezione popolare che vide unirsi persone di diverso orientamento verso una riscossa popolare per cambiare con lo Stato precedente, verso una giustizia e una libertà sospirata da tempo. “La quiete nella non speranza” venne rotta verso un risorgimento popolare, il capo chino fu rialzato, quei due anni di guerra civile ( 1943-45) arrivavano all'epilogo con una mattanza da varie parti. Sono grato a tutti i combattenti per la giustizia e la libertà dall'oppressione di un potere dispotico, ogni forza bruta che si organizza in una ideologia chiamata fascismo e nazismo è da respingere sempre. Ma se il motore della resistenza è l'indignazione come scrive “Stephane Hessel” cosa resta oggi di quel giorno con la sua carica ideale di giustizia e libertà, di lavoro per tutti, di uguaglianza ? Ben poca cosa, un giorno appena ricordato che passa quasi con imbarazzo proprio dai rappresentanti di quelle forze di “sinistra” che in tutti questi anni hanno sostanzialmente tradito gli ideali della resistenza per abbracciare la visione di un mondo competitivo, egoista dove la politica invece di servizio al bene comune e alla costruzione di una società degna dell'uomo è diventata peggio che nel passato.
La frantumazione e la precarizzazione del lavoro, il divario sempre più ampio fra ricchi e poveri, un indebolimento della coscienza critica per mezzo dei mass media e degli ultimi ritrovati tecnologici
(cellulari, tablet, internet) sono gli effetti di una sistema utilitarista e pragmatico che scarta la sensibilità umana per la mera efficacia e razionalità sull'altare del vantaggio economico. Allora oggi
ricordando quel giorno, vorrei ci fosse una marcia per la dignità perduta, per la giustizia sociale calpestata, per la solidarietà, per la convivialità. Ricordando i fratelli Rosselli uccisi brutalmente da una organizzazione di estrema destra in Francia, nel giugno del 1937, voglio sperare nella risoluzione dei conflitti in modo pacifico, a al loro sacrificio affido queste piccole parole per una società che sia libera non solo dall'oppressione esterna ma che dia la possibilità di vivere e non sopravvivere e che al posto della paura verso il diverso ci sia una equa distribuzione della ricchezza per tutti. Se la democrazia non promuove il popolo no è - come intende la parola - governo del popolo.
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AUTORE: giorgio rapezzi
email: [protetta]

30/3/2017 - 13:06

Ho appena letto del miracoloso ritrovamento di una clausola del contratto del nuovo ospedale, riguardante circa 150 posti di parcheggio da destinarsi all'uso gratuito di coloro che si recano in visita e a sottoporsi a prestazioni ambulatoriali.Tutto questo a distanza di circa 4 anni dall'avvio dell'attività del nosocomio e dopo svariati interventi da parte della Polizia Municipale che, nell'espletamento delle relative mansioni, aveva staccato innumerevoli contravvenzioni per il divieto di sosta.Anche i giornali,alcune forze politiche,i comuni cittadini,si erano mossi per sollevare il problema del parcheggio,ma solo il miracolo della Vicesindaca sembra possa risolvere il problema! Ebbene questa Amministrazione ha fatto una PESSIMA figura!!!!Altra figuraccia, ma nessuno ne parla,l'ha fatta non realizzando il giardino che doveva essere fatto a lato e davanti il nuovo ospedale, il progetto fu presentato, ufficializzandolo,insieme al nuovo ospedale e doveva coprire tutta l'area a sud fino al torrente Ombrone (vicenda nomadi)e ad ovest sempre col confine del torrente fino al ponte della ferrovia, a nord fino alla superstrada. Tale progetto prevedeva piste pedonali, ciclistiche,due laghetti ed altri confort per tutti i cittadini che avessero intenzione di usufrirne. Di tutto questo non si è ancora visto alcun lavoro e parlandone con alcuni interessati ho visto solo dei risolini. sconfortati e sconfortanti.BRAVI AMMINISTRATORI
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In risposta a: Il giardino della Vergogna Monte Oliveto del 30/1/2017 - 9:04
pistoiesi D.O.C.
AUTORE: Lorenzo
email: -

21/3/2017 - 8:45

Caro Massimo è inutile piangere sul latte versato.
Ciò che accade a Pistoia è davanti agli occhi di tutti i pistoiesi e non solo.
Non esiste una persona a cui dare la colpa, nemmeno possiamo prendercela con questa amministrazione (sappiamo che il loro orientamneto poltcico li impone di curare la forma e non la sostanza).
Dobbiamo bensì ringraziare i pistoiesi d.o.c., quelli che come i cavalli (avrei voluto scrivere altro animale!) con i paraocchi indossati, avallano certe scelte.
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AUTORE: Giuliano Ciampolini
email: -

21/2/2017 - 13:45

A proposito della terza corsia sull'autostrada A11 Firenze/mare, vorrei fare pubblicamente una domanda: è meglio spendere poco e risolvere i problemi reali e prioritari, o spendere moltissimo a beneficio degli affari di pochi?
In Toscana abbiamo un servizio ferroviario regionale pessimo: è necessaria una modernizzazione di molte linee ferroviarie regionali, alcune delle quali sono rimaste a binario unico realizzato nella seconda metà del XIX secolo, come quella da Pistoia a Lucca (in un'area di fondamentale importanza anche per assicurare collegamenti veloci con l'aeroporto di Pisa e con il porto di Livorno).
Per realizzare la terza corsia sono necessari notevoli finanziamenti (circa 3 miliardi per arrivare a Lucca??), che la Società Autostrade deve trovare nel sistema creditizio: investimenti che poi non troverebbero un rientro adeguato tramite le tariffe derivanti da un traffico su gomma che non è prevedibile né auspicabile che aumenti.
Per questo, a mio parere, sarebbe meglio congelare la scelta di realizzare la terza corsia sull'A11, sostituendola con progetti specifici destinati a risolvere i problemi veri che ci sono da molti anni: il “tappo” nell'ingresso a Firenze; l'uscita a Prato Est; il nuovo casello a est della città di Pistoia; la riduzione dell'inquinamento acustico, tramite apposite barriere nelle zone più densamente abitate a ridosso dell'autostrada.
Progetti mirati che avrebbero tempi assai più rapidi di realizzazione, con costi enormemente inferiori (un quinto?? un decimo??) alla realizzazione della terza corsia: quelle risorse finanziarie (pubbliche e del sistema creditizio) potrebbero avere una migliore destinazione per realizzare progetti finalizzati ad una mobilità moderna e sostenibile e per avviare a soluzione i tanti e drammatici problemi prioritari che abbiamo in Toscana e nel nostro bel Paese
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In risposta a: del
OSPEDALI E VECCHI MERLETTI
AUTORE: Michele Parronchi
email: [protetta]

18/2/2017 - 16:09

Ho appena letto un articolo di "Città Insieme" in merito alla preoccupante speculazione che si vuole perpetrare nella zona del vecchio ospedale del Ceppo e sulla incapacità vera o presunta del Comune ad arginare un simile scempio.
Come non essere d'accordo??
E come non esserlo anche sul giudizio che viene dato sulla passata e vergognosa scelta del sito su cui risiede l'attuale ospedale San Jacopo.
Senza voler dimenticare, inoltre, la modalità economica utilizzata, il project financing, che regala risorse pubbliche ad interessi privati.
Ma su questo argomento dovremmo parlare con l'amico Daniele Rovai che, addirittura ci ha scritto un libro sopra: "L'Ospedale San Jacopo, tra fatti e misfatti ".
Un insieme di questioni che portano ad un unico concetto, l'utilizzo della cosa pubblica con una logica da libero mercato.
Logica che non dovrebbe nemmeno sfiorare le politiche della sanità e, personalmente, anche tante altre politiche, come l'acqua, l'istruzione, i trasporti ecc ecc.
Ma l'argomento mi riporta alla mente ricordi di quando ero Segretario Provinciale dell 'Italia dei Valori e della battaglia affinché il Campo di Volo non fosse nemmeno preso in considerazione come sito di costruzione per il nuovo ospedale.
Cercammo di coalizzare tutte le forze politiche, fino a far parlare, in riunione di maggioranza, un unica persona al posto di ben quattro partiti, i Comunisti Italiani, i Verdi, Rifondazione Comunista e noi IDV.
Morale della favola, in consiglio comunale, dove noi non eravamo presenti, i Comunisti italiani votarono a favore, Rifondazione si astenne ed i Verdi invece fecero la loro parte e votarono contro.
Ma anche in quell'occasione la Regione intervenne, togliendo le castagne dal fuoco all'allora sindaco ed intimando al Comune (interferendo anche sulle competenze territoriali), come unico sito, il Campo di Volo.
Inutile dire che i miei comunicati stampa dove si affermava addirittura di preferire nessun nuovo ospedale alla sua eventuale costruzione in quel luogo non ebbero il benché minimo risultato.
Come del resto gli interventi pubblici in tal senso nei dibattiti dove ero invitato a parlare.
E poi l'area Pallavicini era già stata venduta al miglior offerente.
Questo per dire che certi risultati, certe conclusioni non nascono per caso dalla scelta sbagliata di questo o quel l'amministratore, ma è la fisiologica conseguenza di politiche, di scelte economiche che sono lontane nel tempo e che rispondono a logiche che guardano ad una gestione del potere ormai di decennio in decennio.
Si possono rinnovare i volti, le compagini, ma non certamente i criteri di analisi ed i motivi su cui si basano le scelte politiche.
Se i cittadini continueranno a sentirsi soddisfatti, sapranno come fare per non cambiare niente.
Altrimenti li aspetterà l'arduo compito di capire bene come poter scegliere e decidere.

Michele Parronchi.
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

30/1/2017 - 9:04

Il Parco è praticamente perso e i visitatori molto giovani non gradiscono che il giardino sia visitato (chi vuole intendere intenda).
Le disgrazie non finiscono qui!( con profonda rabbia e sdegno) le condizioni in cui versa il Bar e il suo mobilio interno sono disastrose, tavoli ribaltati sporcizia etc.
Una discarica coperta !! Vergogna!! Vergogna!! Vergogna!! Pistoiacapitaledellacultura!!
I segni del disastro non sono ancora esauriti infatti dietro il piazzalino (adiacente al tristemente celebre muro di scritte) nelle scale che comunicano con la parte superiore del giardino sorge "un pisciatoio" dove è visibile gora plurima.
Questo perché i Bagni pubblici, sono stati devastati dalla delinquenza che oggi pare governare indisturbata il giardino!!
Non lo fa la nostra Amministrazione perché questo bagno rimane li a cielo aperto.Vergogna!! 100 volte!!
Uno schifo che Pistoia non merita, un offesa che merita un immediato intervento che provveda a far riappropriare ai cittadini il proprio giardino.
I giochi ludici sono transennati e ulteriormente danneggiati dalle scritte e volgarità oscene.
Pistoia città dei bambini??? Monte Oliveto è oggi luogo oggi salubre per i bambini??
Vergogna! Tutta la demagogia che ad oggi si fregia di paroloni che purtroppo, definire lontani dalla realtà vorrebbe dire avere una visione ottimistica della triste realtà.
Massimo Alby
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

7/1/2017 - 9:27

Ieri sera sono passato da ciò che rimane del magnifico giardino di Piazza della Resistenza.
Davvero una pena!! Un giardino completamente in stato di abbandono, pieno di staccionate e completamente incustodito.
I due archi storti(*un tempo siepi curate con un criterio) dominano la zona centrale a monumento "kulturale" di un'Amministrazione incapace di fare le ordinarie(quanto minimali) cure di mantenimento.
Il Giardino appare purtroppo un vero "lazzeretto" delle criticità sociali e umane pistoiesi; infatti è possibile incontrarci tutta la rappresentanza degli ultimi; i rifiutati, gli invisibili e i migranti.
Questo a due passi dal "Palazzo" dove ogni giorno tra laser verdi e raduni culturali, la politica dei salotti;narcisisticamente si assolve nelle proprie incapacità.

Massimo Alby
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In risposta a: del
Capitale della Cultura 2017 PT
AUTORE: afrisiao
email: -

5/1/2017 - 15:11

Vorrei fosse posta "alla Barriera"
un' opera che riproduca il busto di Remo Cerini e sua moglie Rita,posizionata in modo che entrambi guardino verso la facciata di CHIANTI BANCA.
Onore al poeta ed ai personaggi caratteristici di Pistoia città!!
Grazie all'Amministrazione Comunale.
Afrisiao
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In risposta a: del
Illuminazione insufficiente
AUTORE: Manola Gioffredi
email: -

4/1/2017 - 7:52

Ogni giorno al mattino presto,prima delle ore sette,e' ancora molto buio _ mi trovo a viaggiare in auto il tratto di di via Guicciardini_

Ritengo che in questo tratto di strada, l' illuminazione sia inesistente e catarifrangenti invisibili,il traffico è continuo e talvolta molto intenso.
Improvvisamente nel buio più totale il semaforo/ pedonale diventa rosso,perché un piccolo studente deve attraversare,o ancor peggio,ciclisti con la bicicletta a mano attraversano lo spartitraffico in cemento, per passare dall' altra carreggiata.
Io,credo con un piccolo intervento si possa mettere in sicurezza, la viabilità.
Grazie
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AUTORE: Michele Parronchi
email: [protetta]

5/11/2016 - 10:39

Non sono passati che un paio di giorni dalla pubblicazione del documento di fine mandato, a firma di nove presunte forze politiche, del Sindaco Bertinelli, che le distanze, le prese di posizione si sono sprecate come "noccioline" (si direbbe a Pistoia).
Abbiamo letto un primo comunicato del consigliere regionale PD Massimo Baldi che rivendicava, anche, a mio dire, in modo politicamente anomalo, una lesa maestà per aver conosciuto attraverso la stampa e non direttamente dalla viva voce del Sindaco di tale documento.
Si legge di una assemblea del PD particolarmente movimentata, dove il Bertinelli, la Bini ed altri ancora non sono certo stati leggeri l'un con l'altro.
Per arrivare al documento, firmato dalle nove (?) forze politiche verso il quale e subito dopo ci sono state le opportune prese di distanza.
Ho letto, ad esempio, che per i Verdi si è trattata di una firma solo ad evidenziare quelle due-tre cose positive che questa amministrazione avrebbe fatto, ma che non implicherebbe assolutamente una dichiarazione d'intenti per il futuro.
Mi piacerebbe, inoltre, capire su quali basi politiche l'attuale IDV di Pistoia appoggerebbe il Sindaco, vista la firma dell'assessore Elena Becheri, nonché commissaria del partito e di se stessa.
Perché un partito, per esistere, ha bisogno di una base, di iscritti almeno sufficienti per fare il "filotto" ad un circolino e non solo di una sigla.
Ed anche Rifondazione Comunista sarei curioso mi spiegasse quale ragione politica logica può far si che loro appoggino da una parte il Sindaco, già dichiarato per il si al referendum costituzionale, e dall'altra siano loro partecipanti attivi per il NO.
Non mi sembra una questione di poco conto e nemmeno da non tenere in dovuta considerazione.
Senza considerare che la guerra per l'acqua pubblica, tanto sostenuta da quel partito, abbia prodotto, da parte del Bertinelli, solo la nomina nel CDA di Publiacqua dell'ex segretario regionale di Rifondazione Stefano Cristiano mentre il Sindaco, che aveva in campagna elettorale tuonato forte contro la privatizzazione del servizio, si sia limitato a fare in tutto il mandato solo una letterina alla Regione ed addirittura non ha votato contro l'aumento delle tariffe sull'acqua.
Come dire, la coerenza innanzitutto.
Comunque, ad una prima e superficiale analisi il nostro comune si sta avvicinando alle prossime amministrative non certo con una situazione che definirei "rosea".
Il Bertinelli sta cercando di "raccattare" vecchie e future alleanze in virtù di una guerra tutta interna PD da affrontare.
In effetti il Sindaco non ha brillato di chissà quale cambio di passo o imponenti e determinate scelte politiche, anzi l'anonimato ha fatto da padrone.
Dall'altra parte, invece, ci sarebbero i "renziani", della prima, seconda, terza ora non importa, ma loro.
Ancora non è dato sapere chi si spenderebbe dalla loro parte per combattere, per arginare il mandato bis bertinelliano, si aspetterà l'esito referendario per capire meglio a chi conviene, se i posti parlamentari rimarranno sempre abbondanti o si ridurranno.
Una cosa è certa, l'amministrazione pubblica, il voto elettorale serviranno non per scegliere la persona più giusta alla guida politica per la nostra città e per i nostri cittadini.
Ma per rappresentare un ulteriore campo di scontro tutto interno al peggior partito oggi esistente sul territorio nazionale, il PD.
Francamente sarei anche stufo ed arrabbiato nel vedere questo ulteriore scippo democratico per beghe tutte interne PD, per questioni di potere e di poltrone.
Come, in realtà, mi domando quali intenzioni possano avere i cittadini pistoiesi di fronte a questo ennesimo e vergognoso teatrino politico.
Avete intenzione di continuare a dare fiducia a tutto ciò?
Avete ancora paura a fare scelte diverse e siete intenzionati a dare il voto per " partito preso" nonostante le innumerevoli prese per i fondelli?
Personalmente posso dire soltanto una cosa....
Dove ci sarà il PD, non ci sarà Michele Parronchi.

Michele Parronchi
ex Assessore Provinciale IDV.
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

21/7/2016 - 9:27

La Politica si nutre del dibattito. Esso è il sale della vita politica di un Partito che vive ben radicato nella società civile. Il Partito Democratico pistoiese, invece, preferisce il paradosso di un dibattito completamente assente nel Partito ma molto forte e a volte aspro e anche costruttivo sui Social Network. Questa amministrazione e insieme a lei parte del Partito Democratico locale (la realtà delle segreterie dei Circoli sul territorio) è invischiata nel mantra propinato sin dal suo nascere: "o sei con me o sei contro di me". La stessa denominazione della pagina facebook ufficiale del nostro Sindaco ingenuamente rivela questo approccio. Un mantra che oggi è addirittura esteso ai consiglieri comunali (nonostante la natura del loro compito di mandato) ma anche ai cittadini che magari hanno voglia di discutere e dire la propria fuori dai canali istituzionali del jet set ortodosso del Pd fedele al Sindaco (il think tank Palomar ne è un esempio lampante). Un errore questo che potrebbe davvero rivelarsi un boomerang. Infatti non solo si tace sulle reali condizioni della nostra Città ma addirittura si snobba la documentazione dei cittadini sullo stato del decoro urbano e sullo stato dei nostri giardini pubblici un tempo vero vanto delle amministrazioni passate.
Non si comprende invece, che il non vedere le condizioni di un giardino è una miopia politica davvero enorme: un politico, un segretario di circolo, un amministratore, un consigliere cosa deve fare se non stare attento ai luoghi dove pulsa la vera vita dei cittadini.

Massimo Alby
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