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La Voce di Pistoia
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PISTOIA

Sono trascorsi ormai alcuni mesi dall’ottava edizione della GF Pissei Edita Pucinskaite, archiviata come l’edizione dei record.  Ma l’Avis Bike Pistoia, organizzatore della manifestazione benefica e culturale, ha voluto riunire tutti i collaboratori e volontari per offrire una cena e ringraziare ancora

HOCKEY

Ebbene sì, con il triangolare disputato presso il campo barca di Bologna, alla presenza della Lazio e del Bologna stesso, è iniziata ieri la stagione delle giovanili della società arancione, che ha visto il battesimo di una nuova squadra femminile

PODISMO

Il Trail del Montanaro è una manifestazione sportiva che si articola in due diverse competizioni di corsa podistica in montagna ed una passeggiata non agonistica nell’ambiente naturale

MTB

La gara di Torri che costituisce la 4° ed ultima prova del  Circuito MTB Etruria, si svolge nello scenario ricco di fascino  dell’entroterra pistoiese, con partenza ed arrivo nel caratteristico borgo montano di Torri, viene anticipata di una settimana per evitare sovrapposizioni con altre gare

ATLETICA

Argento per Paola Paolicchi e bronzo per Renzo Romano alla rassegna continentale Master di Aahrus

GOLF

Trionfo per il presidente del Golf Club Quarrata Fabio Giuliani al Trofeo Regionale Toscano di doppio, tenutosi quest’anno al Golf Castelfalfi, che con Lorenzo Barsella si aggiudicano il primo posto grazie alla “foursome”

PODISMO

E’ una corsa molto partecipata anche da grandi talenti del podismo, ma i tempi da battere rimangono quelli di Daniele Milani, 40.40, stabilito nel 1995, e quello femminile  di 50.25 di Sabrina Zacchei stabilito nel 1993

ATLETICA

Dopo le tre tappe toscane, l’Atletica Caripil Pistoia sogna di tornare a disputare le finali Nazionali a squadre a distanza di 11 anni dall’ultima volta: ecco tutti i risultati ottenuti

CINEMA

In programma 33 eventi tra proiezioni, presentazioni, incontri con gli autori e iniziative collaterali. Tra gli ospiti Sergio Martino e Luc Merenda, con un omaggio al giallo all’italiana degli anni ‘70

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

TEATRO

L’edizione di “Infanzia e città” riparte dalla figura di Pinocchio, archetipo della selvatichezza e dell’irriverenza dell’infanzia

MUSICA

Otto i concerti in abbonamento, in programma fino al 6 maggio 2018: un cartellone musicale che proporrà un repertorio ricco e affascinante

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

IL FUNARO

Da sabato 16 a venerdì 22 settembre, dalle ore 18, al Funaro di Pistoia va in scena in debutto nazionale “Il Filo di Arianna”, primo lavoro di Enrique Vargas con il Teatro de los Sentidos, primo grande spettacolo labirinto per uno spettatore alla volta

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

BIBLIOTECHE

Settembre sarà costellato da tre grandi eventi: la mostra di Kiefer, un convegno internazionale e il Bibliopride. A questi tre grandi eventi si aggiunge, naturalmente, una miriade di corsi, presentazioni, proiezioni, incontri, mostre

Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
lasciai .....
Dal libro
"PER MIA FORTUNA, AMANDO, MI SONO ROVINATO .....
Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
dove .....
Una vasta prateria
campi e prati incolti
un ex soldato .....
Vendo 1 bancale di pellet di abete di produzione locale (in sacchetti .....
Giovedì 30 Marzo 2017 ore 21 presso Caffetteria Il Moderno ad .....
Persona sola cerca a Pistoia piccolo appartamento 40/ 50 mq. .....
Spett/ le redazione "ITirreno"

Questa mia mail, per mettervi .....
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In risposta a: BREVE COMMENTO SULLE ULTIME ELEZION A SAN MARCELLO del 7/8/2017 - 10:13
elezioni San Marcello Piteglio
AUTORE: Andreotti
email: [protetta]

13/8/2017 - 9:43

Come credo sappia il PD guidato da Marmo non ha preso la maggioranza assoluta che invece è andata alla somma delle opposizioni.
il FATTO da criticare alla vostra lista è stato il mancato confronto e la mancata discussione con chi poi ha portato tutti i suoi voti alla lista del buon Carlo Vivarelli che con un buon 11% e oltre sarebbe stato decisivo, le porte in faccia le avete chiuse voi e quindi la colpa della sconfitta è solo della vostra lista che di FUTURO ne ha visto ben poco, mai sottovalutare gli altri specie se hanno un forte potere mediatico.

Sulla forte opposizione, anche qua ho da ridire, l'unica vista, e quella di Vivarelli a conferma delle nostre buone scelte, e che opposizione vuoi che faccia una lista che si è già accontentata della poltrona di presidente del consiglio, inserita nello statuto per l'occasione, visto che prima non c'era ed in un piccolo comune non serve a nulla se non a suggellare un patto....

Arrivederci e per chiarimenti
3487978694
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AUTORE: MICHELE
email: [protetta]

7/8/2017 - 10:13

Quale ex candidato della lista “Futuro Civico” alle elezioni comunali, che si sono tenute a San Marcello Piteglio, mi permetto di fare qualche considerazione e una breve analisi sulle elezioni del 11 giugno 2017

Premesso che la nostra proposta era la migliore per risolvere qualche serio problema del nostro territorio, inizio con una constatazione che è doveroso fare, cioè : gli elettori di Pistoia e quelli di Abetone Cutigliano hanno avuto il “buon senso” di voltare pagina, dando una svolta incisiva alle loro Amministrazioni, purtroppo lo stesso non è avvenuto a San Marcello Piteglio.
E’ mia personale convinzione che, quando un territorio viene amministrato ininterrottamente per un lungo periodo di anni, senza nessuna alternanza, “che è il sale della democrazia”, sempre dallo stesso colore politico, è inevitabile che l’azione politica/amministrativa, volta a migliorare le cose, si inaridisce, le idee vengono meno o se ci sono non producono nessun effetto, per dirla chiaramente, si continua, come si suol dire, “a vivere di rendita”, ma qui la rendita è finita da tanto tempo.

Come dicevo l’analisi che mi permetto di fare è che, la maggioranza degli elettori ha fatto la sua scelta, ha deciso di restare nell’immobilismo, e qualche piccolo risultato, ma significativo, si è già visto, perché non basta sbandierare la riapertura della piscina di Maresca, come se fosse avvenuto qualcosa di una importanza strategica, è ben poca cosa, o l’idea di far pagare l’ingresso per la visita al Ponte Sospeso, per risolvere quale problema ? Ci sono temi da affrontare e risolvere che incidono sulla vita delle persone, sulla loro quotidianità, e precisamente la disoccupazione giovanile e non, il riconoscimento di “Area Disagiata” per ottenere il “Pronto Soccorso Accreditato”, la soluzione del debito di GAIA, che ammonta a oltre duemilioniquattrocentomila euro e rotti, che potrebbe portare una diminuzione generalizzata delle tasse per tutti, la viabilità, il degrado e la sporcizia in cui versano tante strade delle nostre periferie, e potrei andare avanti per un mese ma mi taccio tanto ne vedremo delle belle, per non dire altro.
Ripeto questa è una mia ferma convinzione personale, spero ardentemente di sbagliarmi e di rimangiarmi tutto quello che ho scritto.
Invito i miei ex colleghi di lista, che sono stati eletti, di fare una giusta e dura opposizione, senza sconti, denunciando senza mezzi termini alla pubblica opinione, tutte quelle storture che inevitabilmente ricadranno negativamente su tutti i cittadini.



Michele Giannini
Via G. Mazzini, 279/d
51028 San Marcello P.se (PT)
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In risposta a: I veri fascisti! del 15/6/2017 - 9:23
Restiamo Umani ( risposta)
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

17/6/2017 - 15:01

Salve le ultime parole del suo intervento sembrano invocare una risposta..Anch'io sono tentato di dire con livore che il pd renziano sia associabile alla parola fascismo. Poi però mi viene da pensare cosa voglia dire oggi fascismo. Penso alla distinzione di cui scrisse già Pasolini negli Scritti Corsari ( 1974) , fra il fascismo sostantivo e quello aggettivo. Scrisse profeticamente che il vero fascismo era ed è quello che i sociologi chiamano bonariamente "Società dei consumi" ..oggi la globalizzazione dell'indifferenza, la finanza speculatrice che distrugge posti di lavoro e lascia a casa tante persone senza dignità. Allora se un partito, erede di una tradizione nobile di emancipazione come quella comunista, un paese pulito in un paese sporco, abbraccia senza critiche questa economia qualcosa non torna. Ecco perché è facile e purtroppo paradossale dire come lei ha detto che i veri fascisti sono quelli del pd!
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In risposta a: del 1/1/1970 - 1:00
I veri fascisti!
AUTORE: Carlo
email: -

15/6/2017 - 9:23

Hai perfettamente ragione: il vero fascista è il PD renziano.
Chi vota altrove (tu la definisci destra )a destra) non lo fa per rabbia o protesta, semplicemente vuole bene a se stesso,ai suoi concittadini e alla propria nazione!
Valori dimenticati da quella che tu chiami sinistra e mai pervenuti in quello che tu hai chiamato partito del popolo!?...ma quale popolo! Se ne fregano altamente del popolo e dei lavoratori!...lo hanno dimostrato in tutti i modi negli ultimi anni!!! O no?
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In risposta a: del
Riflessione sulla Resistenza
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

25/4/2017 - 13:17

Oggi si celebra il ricordo della liberazione dalla dittatura nazifascista, il 25 aprile come data simbolo importante per la storia del nostro paese.
Quel giorno segnò la fine di una guerra civile che vide contrapporsi le anime di un paese divise da due opposte ideologie, due visioni del mondo, fu una insurrezione popolare che vide unirsi persone di diverso orientamento verso una riscossa popolare per cambiare con lo Stato precedente, verso una giustizia e una libertà sospirata da tempo. “La quiete nella non speranza” venne rotta verso un risorgimento popolare, il capo chino fu rialzato, quei due anni di guerra civile ( 1943-45) arrivavano all'epilogo con una mattanza da varie parti. Sono grato a tutti i combattenti per la giustizia e la libertà dall'oppressione di un potere dispotico, ogni forza bruta che si organizza in una ideologia chiamata fascismo e nazismo è da respingere sempre. Ma se il motore della resistenza è l'indignazione come scrive “Stephane Hessel” cosa resta oggi di quel giorno con la sua carica ideale di giustizia e libertà, di lavoro per tutti, di uguaglianza ? Ben poca cosa, un giorno appena ricordato che passa quasi con imbarazzo proprio dai rappresentanti di quelle forze di “sinistra” che in tutti questi anni hanno sostanzialmente tradito gli ideali della resistenza per abbracciare la visione di un mondo competitivo, egoista dove la politica invece di servizio al bene comune e alla costruzione di una società degna dell'uomo è diventata peggio che nel passato.
La frantumazione e la precarizzazione del lavoro, il divario sempre più ampio fra ricchi e poveri, un indebolimento della coscienza critica per mezzo dei mass media e degli ultimi ritrovati tecnologici
(cellulari, tablet, internet) sono gli effetti di una sistema utilitarista e pragmatico che scarta la sensibilità umana per la mera efficacia e razionalità sull'altare del vantaggio economico. Allora oggi
ricordando quel giorno, vorrei ci fosse una marcia per la dignità perduta, per la giustizia sociale calpestata, per la solidarietà, per la convivialità. Ricordando i fratelli Rosselli uccisi brutalmente da una organizzazione di estrema destra in Francia, nel giugno del 1937, voglio sperare nella risoluzione dei conflitti in modo pacifico, a al loro sacrificio affido queste piccole parole per una società che sia libera non solo dall'oppressione esterna ma che dia la possibilità di vivere e non sopravvivere e che al posto della paura verso il diverso ci sia una equa distribuzione della ricchezza per tutti. Se la democrazia non promuove il popolo no è - come intende la parola - governo del popolo.
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AUTORE: giorgio rapezzi
email: [protetta]

30/3/2017 - 15:06

Ho appena letto del miracoloso ritrovamento di una clausola del contratto del nuovo ospedale, riguardante circa 150 posti di parcheggio da destinarsi all'uso gratuito di coloro che si recano in visita e a sottoporsi a prestazioni ambulatoriali.Tutto questo a distanza di circa 4 anni dall'avvio dell'attività del nosocomio e dopo svariati interventi da parte della Polizia Municipale che, nell'espletamento delle relative mansioni, aveva staccato innumerevoli contravvenzioni per il divieto di sosta.Anche i giornali,alcune forze politiche,i comuni cittadini,si erano mossi per sollevare il problema del parcheggio,ma solo il miracolo della Vicesindaca sembra possa risolvere il problema! Ebbene questa Amministrazione ha fatto una PESSIMA figura!!!!Altra figuraccia, ma nessuno ne parla,l'ha fatta non realizzando il giardino che doveva essere fatto a lato e davanti il nuovo ospedale, il progetto fu presentato, ufficializzandolo,insieme al nuovo ospedale e doveva coprire tutta l'area a sud fino al torrente Ombrone (vicenda nomadi)e ad ovest sempre col confine del torrente fino al ponte della ferrovia, a nord fino alla superstrada. Tale progetto prevedeva piste pedonali, ciclistiche,due laghetti ed altri confort per tutti i cittadini che avessero intenzione di usufrirne. Di tutto questo non si è ancora visto alcun lavoro e parlandone con alcuni interessati ho visto solo dei risolini. sconfortati e sconfortanti.BRAVI AMMINISTRATORI
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In risposta a: Il giardino della Vergogna Monte Oliveto del 30/1/2017 - 10:04
pistoiesi D.O.C.
AUTORE: Lorenzo
email: -

21/3/2017 - 9:45

Caro Massimo è inutile piangere sul latte versato.
Ciò che accade a Pistoia è davanti agli occhi di tutti i pistoiesi e non solo.
Non esiste una persona a cui dare la colpa, nemmeno possiamo prendercela con questa amministrazione (sappiamo che il loro orientamneto poltcico li impone di curare la forma e non la sostanza).
Dobbiamo bensì ringraziare i pistoiesi d.o.c., quelli che come i cavalli (avrei voluto scrivere altro animale!) con i paraocchi indossati, avallano certe scelte.
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AUTORE: Giuliano Ciampolini
email: -

21/2/2017 - 14:45

A proposito della terza corsia sull'autostrada A11 Firenze/mare, vorrei fare pubblicamente una domanda: è meglio spendere poco e risolvere i problemi reali e prioritari, o spendere moltissimo a beneficio degli affari di pochi?
In Toscana abbiamo un servizio ferroviario regionale pessimo: è necessaria una modernizzazione di molte linee ferroviarie regionali, alcune delle quali sono rimaste a binario unico realizzato nella seconda metà del XIX secolo, come quella da Pistoia a Lucca (in un'area di fondamentale importanza anche per assicurare collegamenti veloci con l'aeroporto di Pisa e con il porto di Livorno).
Per realizzare la terza corsia sono necessari notevoli finanziamenti (circa 3 miliardi per arrivare a Lucca??), che la Società Autostrade deve trovare nel sistema creditizio: investimenti che poi non troverebbero un rientro adeguato tramite le tariffe derivanti da un traffico su gomma che non è prevedibile né auspicabile che aumenti.
Per questo, a mio parere, sarebbe meglio congelare la scelta di realizzare la terza corsia sull'A11, sostituendola con progetti specifici destinati a risolvere i problemi veri che ci sono da molti anni: il “tappo” nell'ingresso a Firenze; l'uscita a Prato Est; il nuovo casello a est della città di Pistoia; la riduzione dell'inquinamento acustico, tramite apposite barriere nelle zone più densamente abitate a ridosso dell'autostrada.
Progetti mirati che avrebbero tempi assai più rapidi di realizzazione, con costi enormemente inferiori (un quinto?? un decimo??) alla realizzazione della terza corsia: quelle risorse finanziarie (pubbliche e del sistema creditizio) potrebbero avere una migliore destinazione per realizzare progetti finalizzati ad una mobilità moderna e sostenibile e per avviare a soluzione i tanti e drammatici problemi prioritari che abbiamo in Toscana e nel nostro bel Paese
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In risposta a: del
OSPEDALI E VECCHI MERLETTI
AUTORE: Michele Parronchi
email: [protetta]

18/2/2017 - 17:09

Ho appena letto un articolo di "Città Insieme" in merito alla preoccupante speculazione che si vuole perpetrare nella zona del vecchio ospedale del Ceppo e sulla incapacità vera o presunta del Comune ad arginare un simile scempio.
Come non essere d'accordo??
E come non esserlo anche sul giudizio che viene dato sulla passata e vergognosa scelta del sito su cui risiede l'attuale ospedale San Jacopo.
Senza voler dimenticare, inoltre, la modalità economica utilizzata, il project financing, che regala risorse pubbliche ad interessi privati.
Ma su questo argomento dovremmo parlare con l'amico Daniele Rovai che, addirittura ci ha scritto un libro sopra: "L'Ospedale San Jacopo, tra fatti e misfatti ".
Un insieme di questioni che portano ad un unico concetto, l'utilizzo della cosa pubblica con una logica da libero mercato.
Logica che non dovrebbe nemmeno sfiorare le politiche della sanità e, personalmente, anche tante altre politiche, come l'acqua, l'istruzione, i trasporti ecc ecc.
Ma l'argomento mi riporta alla mente ricordi di quando ero Segretario Provinciale dell 'Italia dei Valori e della battaglia affinché il Campo di Volo non fosse nemmeno preso in considerazione come sito di costruzione per il nuovo ospedale.
Cercammo di coalizzare tutte le forze politiche, fino a far parlare, in riunione di maggioranza, un unica persona al posto di ben quattro partiti, i Comunisti Italiani, i Verdi, Rifondazione Comunista e noi IDV.
Morale della favola, in consiglio comunale, dove noi non eravamo presenti, i Comunisti italiani votarono a favore, Rifondazione si astenne ed i Verdi invece fecero la loro parte e votarono contro.
Ma anche in quell'occasione la Regione intervenne, togliendo le castagne dal fuoco all'allora sindaco ed intimando al Comune (interferendo anche sulle competenze territoriali), come unico sito, il Campo di Volo.
Inutile dire che i miei comunicati stampa dove si affermava addirittura di preferire nessun nuovo ospedale alla sua eventuale costruzione in quel luogo non ebbero il benché minimo risultato.
Come del resto gli interventi pubblici in tal senso nei dibattiti dove ero invitato a parlare.
E poi l'area Pallavicini era già stata venduta al miglior offerente.
Questo per dire che certi risultati, certe conclusioni non nascono per caso dalla scelta sbagliata di questo o quel l'amministratore, ma è la fisiologica conseguenza di politiche, di scelte economiche che sono lontane nel tempo e che rispondono a logiche che guardano ad una gestione del potere ormai di decennio in decennio.
Si possono rinnovare i volti, le compagini, ma non certamente i criteri di analisi ed i motivi su cui si basano le scelte politiche.
Se i cittadini continueranno a sentirsi soddisfatti, sapranno come fare per non cambiare niente.
Altrimenti li aspetterà l'arduo compito di capire bene come poter scegliere e decidere.

Michele Parronchi.
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

30/1/2017 - 10:04

Il Parco è praticamente perso e i visitatori molto giovani non gradiscono che il giardino sia visitato (chi vuole intendere intenda).
Le disgrazie non finiscono qui!( con profonda rabbia e sdegno) le condizioni in cui versa il Bar e il suo mobilio interno sono disastrose, tavoli ribaltati sporcizia etc.
Una discarica coperta !! Vergogna!! Vergogna!! Vergogna!! Pistoiacapitaledellacultura!!
I segni del disastro non sono ancora esauriti infatti dietro il piazzalino (adiacente al tristemente celebre muro di scritte) nelle scale che comunicano con la parte superiore del giardino sorge "un pisciatoio" dove è visibile gora plurima.
Questo perché i Bagni pubblici, sono stati devastati dalla delinquenza che oggi pare governare indisturbata il giardino!!
Non lo fa la nostra Amministrazione perché questo bagno rimane li a cielo aperto.Vergogna!! 100 volte!!
Uno schifo che Pistoia non merita, un offesa che merita un immediato intervento che provveda a far riappropriare ai cittadini il proprio giardino.
I giochi ludici sono transennati e ulteriormente danneggiati dalle scritte e volgarità oscene.
Pistoia città dei bambini??? Monte Oliveto è oggi luogo oggi salubre per i bambini??
Vergogna! Tutta la demagogia che ad oggi si fregia di paroloni che purtroppo, definire lontani dalla realtà vorrebbe dire avere una visione ottimistica della triste realtà.
Massimo Alby
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

7/1/2017 - 10:27

Ieri sera sono passato da ciò che rimane del magnifico giardino di Piazza della Resistenza.
Davvero una pena!! Un giardino completamente in stato di abbandono, pieno di staccionate e completamente incustodito.
I due archi storti(*un tempo siepi curate con un criterio) dominano la zona centrale a monumento "kulturale" di un'Amministrazione incapace di fare le ordinarie(quanto minimali) cure di mantenimento.
Il Giardino appare purtroppo un vero "lazzeretto" delle criticità sociali e umane pistoiesi; infatti è possibile incontrarci tutta la rappresentanza degli ultimi; i rifiutati, gli invisibili e i migranti.
Questo a due passi dal "Palazzo" dove ogni giorno tra laser verdi e raduni culturali, la politica dei salotti;narcisisticamente si assolve nelle proprie incapacità.

Massimo Alby
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In risposta a: del
Capitale della Cultura 2017 PT
AUTORE: afrisiao
email: -

5/1/2017 - 16:11

Vorrei fosse posta "alla Barriera"
un' opera che riproduca il busto di Remo Cerini e sua moglie Rita,posizionata in modo che entrambi guardino verso la facciata di CHIANTI BANCA.
Onore al poeta ed ai personaggi caratteristici di Pistoia città!!
Grazie all'Amministrazione Comunale.
Afrisiao
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In risposta a: del
Illuminazione insufficiente
AUTORE: Manola Gioffredi
email: -

4/1/2017 - 8:52

Ogni giorno al mattino presto,prima delle ore sette,e' ancora molto buio _ mi trovo a viaggiare in auto il tratto di di via Guicciardini_

Ritengo che in questo tratto di strada, l' illuminazione sia inesistente e catarifrangenti invisibili,il traffico è continuo e talvolta molto intenso.
Improvvisamente nel buio più totale il semaforo/ pedonale diventa rosso,perché un piccolo studente deve attraversare,o ancor peggio,ciclisti con la bicicletta a mano attraversano lo spartitraffico in cemento, per passare dall' altra carreggiata.
Io,credo con un piccolo intervento si possa mettere in sicurezza, la viabilità.
Grazie
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AUTORE: Michele Parronchi
email: [protetta]

5/11/2016 - 11:39

Non sono passati che un paio di giorni dalla pubblicazione del documento di fine mandato, a firma di nove presunte forze politiche, del Sindaco Bertinelli, che le distanze, le prese di posizione si sono sprecate come "noccioline" (si direbbe a Pistoia).
Abbiamo letto un primo comunicato del consigliere regionale PD Massimo Baldi che rivendicava, anche, a mio dire, in modo politicamente anomalo, una lesa maestà per aver conosciuto attraverso la stampa e non direttamente dalla viva voce del Sindaco di tale documento.
Si legge di una assemblea del PD particolarmente movimentata, dove il Bertinelli, la Bini ed altri ancora non sono certo stati leggeri l'un con l'altro.
Per arrivare al documento, firmato dalle nove (?) forze politiche verso il quale e subito dopo ci sono state le opportune prese di distanza.
Ho letto, ad esempio, che per i Verdi si è trattata di una firma solo ad evidenziare quelle due-tre cose positive che questa amministrazione avrebbe fatto, ma che non implicherebbe assolutamente una dichiarazione d'intenti per il futuro.
Mi piacerebbe, inoltre, capire su quali basi politiche l'attuale IDV di Pistoia appoggerebbe il Sindaco, vista la firma dell'assessore Elena Becheri, nonché commissaria del partito e di se stessa.
Perché un partito, per esistere, ha bisogno di una base, di iscritti almeno sufficienti per fare il "filotto" ad un circolino e non solo di una sigla.
Ed anche Rifondazione Comunista sarei curioso mi spiegasse quale ragione politica logica può far si che loro appoggino da una parte il Sindaco, già dichiarato per il si al referendum costituzionale, e dall'altra siano loro partecipanti attivi per il NO.
Non mi sembra una questione di poco conto e nemmeno da non tenere in dovuta considerazione.
Senza considerare che la guerra per l'acqua pubblica, tanto sostenuta da quel partito, abbia prodotto, da parte del Bertinelli, solo la nomina nel CDA di Publiacqua dell'ex segretario regionale di Rifondazione Stefano Cristiano mentre il Sindaco, che aveva in campagna elettorale tuonato forte contro la privatizzazione del servizio, si sia limitato a fare in tutto il mandato solo una letterina alla Regione ed addirittura non ha votato contro l'aumento delle tariffe sull'acqua.
Come dire, la coerenza innanzitutto.
Comunque, ad una prima e superficiale analisi il nostro comune si sta avvicinando alle prossime amministrative non certo con una situazione che definirei "rosea".
Il Bertinelli sta cercando di "raccattare" vecchie e future alleanze in virtù di una guerra tutta interna PD da affrontare.
In effetti il Sindaco non ha brillato di chissà quale cambio di passo o imponenti e determinate scelte politiche, anzi l'anonimato ha fatto da padrone.
Dall'altra parte, invece, ci sarebbero i "renziani", della prima, seconda, terza ora non importa, ma loro.
Ancora non è dato sapere chi si spenderebbe dalla loro parte per combattere, per arginare il mandato bis bertinelliano, si aspetterà l'esito referendario per capire meglio a chi conviene, se i posti parlamentari rimarranno sempre abbondanti o si ridurranno.
Una cosa è certa, l'amministrazione pubblica, il voto elettorale serviranno non per scegliere la persona più giusta alla guida politica per la nostra città e per i nostri cittadini.
Ma per rappresentare un ulteriore campo di scontro tutto interno al peggior partito oggi esistente sul territorio nazionale, il PD.
Francamente sarei anche stufo ed arrabbiato nel vedere questo ulteriore scippo democratico per beghe tutte interne PD, per questioni di potere e di poltrone.
Come, in realtà, mi domando quali intenzioni possano avere i cittadini pistoiesi di fronte a questo ennesimo e vergognoso teatrino politico.
Avete intenzione di continuare a dare fiducia a tutto ciò?
Avete ancora paura a fare scelte diverse e siete intenzionati a dare il voto per " partito preso" nonostante le innumerevoli prese per i fondelli?
Personalmente posso dire soltanto una cosa....
Dove ci sarà il PD, non ci sarà Michele Parronchi.

Michele Parronchi
ex Assessore Provinciale IDV.
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

21/7/2016 - 11:27

La Politica si nutre del dibattito. Esso è il sale della vita politica di un Partito che vive ben radicato nella società civile. Il Partito Democratico pistoiese, invece, preferisce il paradosso di un dibattito completamente assente nel Partito ma molto forte e a volte aspro e anche costruttivo sui Social Network. Questa amministrazione e insieme a lei parte del Partito Democratico locale (la realtà delle segreterie dei Circoli sul territorio) è invischiata nel mantra propinato sin dal suo nascere: "o sei con me o sei contro di me". La stessa denominazione della pagina facebook ufficiale del nostro Sindaco ingenuamente rivela questo approccio. Un mantra che oggi è addirittura esteso ai consiglieri comunali (nonostante la natura del loro compito di mandato) ma anche ai cittadini che magari hanno voglia di discutere e dire la propria fuori dai canali istituzionali del jet set ortodosso del Pd fedele al Sindaco (il think tank Palomar ne è un esempio lampante). Un errore questo che potrebbe davvero rivelarsi un boomerang. Infatti non solo si tace sulle reali condizioni della nostra Città ma addirittura si snobba la documentazione dei cittadini sullo stato del decoro urbano e sullo stato dei nostri giardini pubblici un tempo vero vanto delle amministrazioni passate.
Non si comprende invece, che il non vedere le condizioni di un giardino è una miopia politica davvero enorme: un politico, un segretario di circolo, un amministratore, un consigliere cosa deve fare se non stare attento ai luoghi dove pulsa la vera vita dei cittadini.

Massimo Alby
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AUTORE: Giovani Democratici
email: -

19/7/2016 - 17:12

Si è svolta a Bruxelles, da mercoledì 29 giugno a venerdì 1 luglio, la Summer School Europea, una Scuola di formazione organizzata dalla Delegazione del PD al Parlamento europeo ed alla quale hanno partecipato circa 150 Giovani Democratici provenienti da tutta Italia.
L’obiettivo centrale di questa “immersione” nella vita europea è stato quello di riscoprire i valori, le motivazioni, gli obiettivi ed anche lo spirito che hanno animato per anni il percorso di integrazione delle nazioni europee. All’indomani del risultato del referendum che ha sancito la volontà dei cittadini del Regno Unito di uscire dall’Unione europea, questa tre giorni di formazione, ma anche di dibattito e confronto, ha acquistato un’ottica critica verso l’attuale assetto istituzionale e politico dell’Unione e dalla quale è scaturita una visione pressoché unanime di un assetto federale dell’Europa unita.
I Giovani Democratici hanno potuto confrontarsi con i parlamentari italiani ed europei del Gruppo Socialisti & Democratici, con funzionari del Parlamento europeo, della Commissione e del Governo italiano, ma soprattutto tra loro, confrontando esperienze diverse provenienti da territori diversi, ma con comuni aspettative e speranze di veder completato il sogno europeo. Però, ciò che i ragazzi hanno potuto vedere con i propri occhi non è stato un mero sogno, bensì un sistema integrato di istituzioni, sebbene non perfetto, ma che lavora a pieno regime anche su tematiche che toccano direttamente la vita di tutti i cittadini europei.
Purtroppo troppo spesso non vi è una giusta informazione di cosa succede e quali decisioni vengono prese a Bruxelles o Strasburgo, ma questo, soprattutto in questo particolare momento storico, come Giovani Democratici e, in generale, come militanti politici non lo possiamo permettere. Questo perché il processo di riforma istituzionale e politica dell’Unione non può prescindere da un supporto proveniente dal basso e che dai semplici cittadini viene alimentato.
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AUTORE: Massimiliano Filippelli
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27/5/2016 - 8:23

Che bello che sia sorto un porto di terra, un luogo franco all'estraneità urbana, un isola felice, un molo nel mare spersonalizzante delle città; mi riferisco alla cittadella dentro l'Associazione della venerabile confraternita della Misericordia. Sì ci voleva, un esempio di virtuosismo, abitativo, un piccolo condominio comunicante che faciliti la comunicazione e la solidarietà in questi tempi di rapporti virtuali.
Pensate ai palazzi enormi di qualche metropoli, tipo Milano o Roma, dove dentro lo stesso ascensore nessuno saluta, cintati da muri di sospetto, pensate alle città che sono diventate luoghi di non-incontro, di passaggio, non luoghi, pieni di ipermercati e parcheggi. Se il contesto aiuta a facilitare le relazioni, quando l'utilitarismo ormai onnipervasivo ne corrode l'autenticità, la struttura calda non asettica di un abitazione favorisce la comunione.
Che sia un esempio felice anche nei suoi sviluppi per il prossimo futuro, dove i criteri per accedervi non siano limitanti, discriminatori in base al censo ma favoriscono la partecipazione a tutti e soprattutto ai meno abbienti.
Nella crisi moderna che stiamo vivendo uno degli aspetti positivi è la riscoperta che da soli non si va avanti, che insieme si può fare molto.
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In risposta a: del
Il lavoro non è una merce
AUTORE: Massimiliano Filippelli
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29/4/2016 - 17:03

"Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che non molti conoscono". Primo Levi.

Difficile oggi identificarsi con Faussone, il personaggio del primo romanzo d’invenzione di Primo Levi, un elogio del lavoro… difficile per questi tempi dove il lavoro è stato frantumato in tante piccole briciole non più connesse e dove la parola d’ordine è flessibilità, competizione, crescita in un mondo finito dove la sostenibilità ha un grosso prezzo, sull’ambiente e sulla vita delle persone.

Ogni anno siamo a festeggiare il giorno del lavoro, della dignità, della coesione.

Noi però oggi, in questo tempo storico, sperimentiamo la mancanza di lavoro per molti, la privazione della dignità, la poca coesione sociale messa a dura prova da un capitalismo flessibile che corrode i legami comunitari e che mette al primo posto la massimizzazione del profitto utilizzando le persone come risorse umane,esuberi, scarti del sistema.

Nella dichiarazione di Filadelfia del 1944, concernente la finalità e il proposito dell’Organizzazione internazionale del lavoro, si legge: Il lavoro non è una merce. «Durante il trentennio successivo alla dichiarazione di Filadelfia, la legislazione sul lavoro prodotta dai parlamenti, la giurisprudenza delle corti ordinarie e costituzionali e la dottrina elaborata dai giuslavoristi – l’insieme cioè di quanto si sussume nell’espressione “diritto del lavoro” si sono sviluppate, nei maggiori paesi europei, perseguendo in misura predominante l’affermazione del principio posto dall’Organizzazione in cima ai propositi.

In Italia, uno dei punti più avanzati dalla legislazione orientata a tale principio è stato toccato con la legge 20 maggio 1970, n 300 nota come Statuto dei Lavoratori. Per contro a partire dalla metà degli anni 70, si è avuta una inversione di tendenza,una ri-mercificazione del lavoro, in sintonia con il ritorno del liberismo, che ha avuto in Europa una formidabile testa di ponte nei governi conservatori di Margaret Thatcher».

«Prendiamo il caso esemplare del Jobs Act del governo italiano presieduto da Matteo Renzi; esso abolendo di fatto l’articolo 18, prepara la cancellazione dell’intero Statuto dei lavoratori, opponedo i tutelati dall’art 18 ai non tutelati e, invece di estendere la tutela a tutti, la toglie ai primi con la scusa di tutelare gli “ultimi”, risultato precarizzazione generale.

Oggi in questa “quarta rivoluzione industriale”, dove la tecnologia nella sua espansione rischia di fare a meno del contributo umano, il lavoro rischia sempre più di scomparire e dissociarsi dalla vita delle persone. Il primo articolo della nostra Costituzione a cui ultimamente si cerca di mettere mano per “ritocchi” proprio da un governo che “idealmente” dovrebbe custodirne e avverarne quei principi spesso disattesi, (art 4) recita che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

L’Italia prevalentemente agricola che esce dalla guerra, ricorda e vuole tramandare cosa significa avere un lavoro come patto sociale, integrazione, difesa della democrazia contro nuove derive autoritarie; quando si priva o non si dà la possibilità di una vita dignitosa attraverso il proprio contributo, il valore della democrazia non viene più apprezzato, non c’è libertà. Non può esserci pace senza giustizia sociale.

Il lavoro è una necessità, è parte del senso della vita su questa terra, via di maturazione, di sviluppo umano e di realizzazione personale.

Tuttavia l’orientamento dell’economia ha favorito un tipo di progresso tecnologico finalizzato a ridurre i costi di produzione in ragione della diminuzione dei posti di lavoro, che vengono sostituiti dalle macchine».

Per il neoliberismo siamo risorse per l’economia, non è l’economia a essere risorsa per noi. E non è neppure la cosa peggiore che possa capitarci: quanti non sono risorse diventano esuberi e rischiano di essere ridotti a vite di scarto.

Dobbiamo chiederci se possiamo ancora sotenere un sistema che non rispetta la dignità dell’uomo sacrificandola sull’altare del profitto, se questa “ideologia” mai così forte come oggi, proprio in ragione della sua accettazione acritica, possa ancora espandersi e non incontrare un inversione di tendenza in esempi virtuosi del passato e non (economia comunitaria, Olivetti, economia civile, economia del dono, decrescita, Latouche ecc) .

Il costo umano della flessibilità è alto, vuol dire mancare l’appuntamento per un vivere armonico, senza l’oppressione e la corrosione dei legami fra le persone. Insomma citando Ireneo, la gloria dell’uomo è “l’Uomo Vivente”, l’uomo che fa e che dà il suo contributo; si può spengere la vita delle persone privandole del loro prezioso, insostituibile segno su questa superficie in divenire che è la terra e della vita.

Primo maggio«Le persone che hanno perso il lavoro, che non riescono a trovarlo (disoccupati primari) o a ritrovarlo (disoccupati di lunga durata) e che subiscono il processo di desocializzazione progressiva, soffrono.

Oggi di fronte ai rischi dell’esclusione tutti sono partecipi di un sentimento di paura per sé, per i familiari, per gli amici o per i figli. Insomma tutti sono consapevoli del fatto che in Europa aumenta il numero degli esclusi, e si moltiplicano le minacce di esclusione. Non tutti invece pensano che le vittime della disoccupazione, della povertà, e dell’esclusione sociale siano anche vittime di un’ingiustizia».

“La rivolta delle risorse umane” di Roberto Mancini (appunti di viaggio per un’altra società)

Luciano Gallino. Il lavoro non è una merce­

Papa Francesco, Laudato sì.
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AUTORE: sara
email: [protetta]

27/4/2016 - 21:38

Buonasera cara Voce di Pistoia,
Che strano questo comune dove non rateizzano un canone di suolo pubblico ad un ambulante che in difficoltà economica fa fatica a pagare
Però per un giorno di ritardo massima sanzione prevista dal regolamento regionale... o comunale... o come vogliono loro. E poi arriva il divieto, la sanzione, non si può andare a lavorare.
Strano sì perché ora si parla di tempi di crisi... di aiutare... di facilitare.
Rateizzano anche il canone Rai.
Rateizzano anche una bolletta di 50,01 cent.dell'acqua.
Pazienza.
Non è tempo di crisi.
E' tempo di chi sta al potere.
Di come loro vedono le cose.
I comuni sono dei cittadini.
Senza cittadini e contribuenti niente comuni, uffici, addetti e impiegate.
A risentirci.
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AUTORE: Massimo Filippelli
email: -

20/4/2016 - 10:36

Questo referendum può essere valutato come un prelievo di laboratorio sul tessuto democratico per conoscere a che punto è la democrazia che si fonda sulla partecipazione popolare, sulla presenza dell'elettorato.
I dati dell'affluenza parlano chiaro di una disaffezione preoccupante, di una inerzia cittadina alimentata dalla disinformazione e da un conformismo renziano. Un ex capo dello Stato e un premier che incitano a disertare le urne, sono segni forti di uno scollamento fra l'esercizio del potere e la democrazia come governo del popolo, fra il mandato e la carica che viene rappresentata. Viene da chiedersi se il mancato mandato a Renzi sia anche una conseguenza dell'indifferenza della gente verso la politica, vista come “una cosa sporca” e non il sogno di una cosa”.
In tutti questi anni abbiamo assistito ad un peggioramento della cosa pubblica, ad una politica vassalla dell'economia disattenta alle istanze di giustizia sociale in un crisi che ha portato nuove povertà. L'impoverimento progressivo della società poteva trovare un freno da politiche non genuflesse ai pareggi di bilancio, al fiscal compact, all'imposizione di una moneta unica, alla salvaguardia delle banche (il colpo di stato delle banche e attacco alla democrazia di Luciano Gallino) cioè le fasce deboli, i tanti scartati lo sono fatalisticamente o c'è una politica colpevole e inetta che non ha saputo provvedere in tempo?
Questo governo amico dei petrolieri, delle lobby, dei manager, degli amministratori delegati si accorge dei poveri cristi che non contano in questa democrazia perché non sono liberi non avendo un riconoscimento lavorativo?
A cosa serve un paese formalmente democratico ma sostanzialmente oligarchico finanziario, se questa iniquità produce miseria, disperazione silente, sacche di emarginazione sempre più grandi.
Bisognerebbe ripoliticizzare la politica svuotata di istanze sociali di cambiamento, sfigurata a mera conservazione di privilegi e modi di arricchimento per tornare alla partecipazione non violenta della gente.
I cattolici devono “esporsi” di più verso i nuovi faraoni di oggi, vestiti in giacca e cravatta, come il diavolo di Dostoevskij, che trafficano i soldi sulle teste dei poveracci; non è più pensabile separare la sfera economica da quella religiosa, cristiani la domenica e pagani la settimana
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AUTORE: Massimo Alby
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14/4/2016 - 14:56

Vorrei condividere una mia riflessione in seguito ad un articolo letto nel quale si lamenta alla stazione un presunto decadimento del decoro per l'aumento di frequenze di persone più sfortunate di noi in attesa di un pasto sicuro distribuito dai volontari della Associazione Raggi di Speranza in Stazione.
La stazione è sempre stato un luogo frequentato dai clochard detti gli invisibili,un motivo ci sarà che giustifica questo appellativo??? Maria Scarpellino Renzi con l'Associazione Raggi di Speranza in Stazione ha dato risposta ad un bisogno di accoglienza e di tutela.
La società civile spontaneamente si è fatta carico di un dovere che in parte stava a chi amministra la città.
Alla stazione vi erano e vi sono casi disperati di isolamento che necessitano di cure quanto soprattutto vicinanza accoglienza e dialogo.
Alla stazione ferroviaria la politica e le sue belle intenzioni hanno e avevano fallito!!
Ha fallito la politica estetica di una sinistra perbene e buonista e ha fallito la politica destrona che si nutre di rancore rabbia e intolleranza.
Lì la società civile invece ci ha dimostrato e ci dimostra che tutto è possibile e che se la politica è autenticamente decisa a svolgere un servizio lì, può intercettare energie positive di essa.
Cosa ha fatto ad oggi la nostra Amministrazione alla Stazione per fare questo?
Ecco la vera riflessione da iniziare; il tallone di Achille di una politica prigioniera dei propri estetismi ideologici e incapace di mettere a frutto le qualità di una società civile attiva e costruttiva.
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

12/4/2016 - 16:12

Un Governo pistoiese che ricalca gli errori tradizionalmente ideologici di una certa sinistra conservatrice
che fino a ieri ha tenuto il Partito Democratico al 20% e il variopinto Centro destra vincente nelle elezioni politiche.
Ritengo importante infatti che il Partito Democratico locale inviti l'Amministrazione locale ad una vera presa in carico sulla questione della Sicurezza e sulla questione delle Tasse (non a caso da sempre veri talloni di Achille della sinistra conservatrice). Fare luce quindi subito sul ripristino delle telecamere cittadine (fuori uso addirittura dalla sciagurata tempesta di un anno fa!!). Oggi è questa a Pistoia; una priorità imminente; ripristinarne quindi subito l'efficienza che non solo deve avere la primaria funzionalità quanto soprattutto la giusta manutenzione e aggiornamento tecnologico.Questo soprattutto alla luce dei recenti episodi di vandalismo (vedi Monteoliveto vedi il Pallone del Parco Rana etc..) se non addirittura i recenti episodi di microcriminalità diffusa.
L'elevato livello delle Tasse non giustifica il ritorno di un servizio alla città e ai cittadini ( pulizia decoro strade servizi etc.) , manca il coraggio di una autentica razionalizzazione e della attuazione di una riforma importante della macchina comunale.
Su questo versante infatti è imbarazzante vedersi propinare piani emergenziali camuffati come interventi logistici importanti.
La cura del decoro urbano,la pulizia dei giardini,la loro tutela e infine la sicurezza dei cittadini non sono regali da fare ad un'opposizione scomposta che giustamente si sta facendo portavoce di un malcontento crescente.
Massimo Alby
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In risposta a: Cittadella della Misericordia? Solo per ricchi... del 1/4/2016 - 22:59
Ma non erano affitti agevolati??
AUTORE: Didi
email: [protetta]

4/4/2016 - 16:13

Ciao,
Hai ragione a dire che la Cittadella è per i ricchi, ma per un altro motivo: hai visto i prezzi degli affitti "calmierati"? Per 60-70mq circa 500/550€...più di quello che spendo ora da un privato, e ho pure il posto macchina! Per questo non ho nemmeno partecipato al bando, e probabilmente come me un sacco di altre persone. Se questi sono affitti agevolati...in effetti viene da pensare male.
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AUTORE: Sara Peloso
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1/4/2016 - 22:59

Io mi chiamo Sara Peloso. Ho partecipato al bando della Cittadella della Solidarietà alla Misericordia, finanziato con i soldi della Regione
Toscana, realizzato dal Comune di Pistoia, la Fondazione Cassa di Risparmio e la Misericordia stessa.
Avendo preso visione del bando, e avendo calcolato che il mio punteggio
sarebbe stato zero, chiamo l'ufficio politiche abitative del Comune di
Pistoia per informazioni. Mi consigliano comunque di presentare la domanda,
che le richieste non erano state molte, anche se nella domanda da
presentare non c'era nemmeno la mia situazione attuale, cioè persona
singola, mono reddito, la spedisco.
Così faccio e aspetto che esca la graduatoria. Mi arriva l'sms del Comune che è uscita, vado a controllare e sono esclusa. Va bene, me lo aspettavo.
Per curiosità, vado a vedere anche quella degli ammessi. E vedo che ci sono persone che, come me, hanno ottenuto lo stesso punteggio, cioè zero, ma non sono state escluse. Perciò richiamo l'ufficio casa, e mi spiegano che si, il mio reddito lordo era idoneo alla presentazione della domanda, ma da questo, come scritto nel bando, c'era da decurtare un 40% del reddito da lavoro dipendente e che il totale al netto della decurtazione, non doveva superare i 38.734,27 euro ma NON DEVE ESSERE INFERIORE AI 16.000 EURO!!! E rimango sbigottita....ma come? Hanno messo un limite minimo di euro 16.000
(al netto della decurtazione del 40% sotto il quale NON si può andare???
Praticamente hanno tolto la possibilità alle persone singole come me, monoreddito, di poter arrivare in graduatoria. Potevano scegliere altri tipi di "bandi per assegnazione di affitto di canone calmierato", dato che i soldi sono della Regione Toscana, ce ne sono diversi, soprattutto senza questo limite di minimo di reddito. Perchè, per esempio, per gli ultrasessantacinquenni non c'è limite di reddito, quindi un ultra
sessantacinquenne multimiliardario avrebbe diritto all'assegnazione della casa con affitto a canone calmierato. Mentre persone con la mia stessa situazione NO.  Anche gli studenti universitari non hanno limite di reddito: sicuramente può essere in vantaggio, la possibilità di uscire di casa e crearsi un'indipendenza.
Ma allora i limiti sul reddito dovevano essere basati sul loro nucleo familiare.
E poi, dato che si poteva scegliere tra altre tipologie di bando, perchè
per venire incontro alla popolazione, è stato messo questo minimo di
reddito? Capisco che possa essere fatto per assicurarsi che venga pagato l'affitto e non ci siano problemi di morosità poi. Ma perchè allora applicare la decurtazione del 40% del reddito? Io con il mio stipendio, che è superiore, che è superiore ai 16.000 senza la decurtazione, sarei stata
tranquillamente in grado di pagare i canoni mensili... Se la motivazione è
solo quella di assicurarsi il rispetto al pagamento del canone sarebbe bastato allora, come succede per il contributo per l'affitto di altri comuni, compreso quello di Pistoia, che il bando prevedesse di dimostrare di non essere  in passato morosi, di portare le ricevute annuali di affitto in corso o precedente, o una certificazione dei proprietari che si è sempre
provveduto a pagare la quota di affitto in maniera regolare, senza ritardi.
Ora, io, che ho un contratto a tempo indeterminato da 5 anni (fortunatamente), che vivo in affitto da tre anni e ho sempre pagato
puntualmente il canone, mai stata morosa, mai avuto problemi con la
giustizia...mi trovo a non poter beneficiare di questa possibilità solo per la decurtazione del 40%.
Che senso ha, proporre un bando per degli alloggi a canone calmierato,
chiamarli Cittadella della Solidarietà, e poi andranno assegnate a  persone che hanno un reddito superiore al mio?
E quindi io, che sono sola come stato di famiglia e ho un reddito da
impiegata, non arrivando ai 16.000 euro (al netto della decurtazione del
40%) non rientro in questo bonus realizzato con i soldi della Regione
Toscana.
Gradirei avere una risposta da parte degli enti coinvolti, sul perchè hanno scelto questa tipologia di bando, sul perchè non hanno voluto coinvolgere nessuno dei sindacati degli inquilini, sul perchè non hanno dato la stessa opportunità a tutta la cittadinanza, ma privilegiandone una certa parte.
E soprattutto vorrei sapere se sono stati assegnati tutti i 25 alloggi a
seguito del bando, perchè nel caso ve ne fossero ancora liberi, mi aspetto
che venga fatto un altro bando di assegnazione con parametri ampliati
affinchè anche gli alloggi liberi vengano assegnati tramite graduatoria, perchè altrimenti cosa ne verrà fatto di quegli appartamenti non assegnati?
Mica li lasceranno liberi e vuoti???
Se poi si vuol pensare male, ce ne sarebbero di parole da spendere...ma mi fermo qui.

Sara Peloso
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AUTORE: Massimo Alby
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4/3/2016 - 12:09

Un grande Bluff, un grosso flop e l'ennesimo tonfo di una classe dirigente non all'altezza di un Governo.
Una bassissima affluenza al Referendum per la Giostra dell’Orso!! È questo il dato Politico rilevante.
L'analisi certamente impone il ritorno alla Politica che conta; quella che ha un progetto chiaro, quella insomma che non fa continuamente campagna elettorale.
La storia della sinistra inconcludente è piena di Referendum falliti. Francamente in tempi di vacche magre (mi sia consentito questo modo di dire...)i denari pubblici spesi, pochi o tanti, che siano; potevano essere spesi per utilità reali a riduzione delle numerose criticità cittadine, un vero peccato!!
Il Partito Democratico locale è andato dietro ad una "roba" che non intercetta i cittadini, sono i numeri a dirlo!! La Giostra dell’Orso non è nemmeno la questione più importante da risolvere di una Città Pistoia che potrebbe essere davvero Cantiere di innovazione e perla per la vivibilità e sostenibilità.
Un altro grosso tonfo di una intera stagione politica locale che non è più in grado di rappresentare politicamente le aspettative dei cittadini.
#Arriveràlaprimavera?

Massimo Alby
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