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La Voce di Pistoia
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SCI

Al via da metà dicembre le selezioni zonali dell’evento sciistico per ragazzi tra i 5 più importanti al mondo. Dal 30 marzo al 6 aprile appuntamento all’Abetone con le Finali Nazionali ed Internazionali

BASKET

Conferenza stampa pre-gara per coach Ramagli, che così presenta gli avversari di oggi al PalaCarrara: "Brescia è una squadra molto rinnovata, ma facile da presentare: tre giocatori della Nazionale, Vitali, Abass e Sacchetti, due giocatori che l'NBA l'hanno giocata per davvero e che però in Europa hanno avuto stagioni diverse fra loro.

CHITI SCHERMA

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ATLETICA

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CHITI SCHERMA

Grande inizio di stagione per gli under 14 della Chiti Scherma che alla prima prova della fase interregionale del trofeo Kinder +Sport ha colto alcuni importanti successi, a partire dal prestigioso en-plein conquistato nella categoria allievi (2005/2006)

ATLETICA

Al via i corsi di avviamento all’atletica leggera per bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni: ecco tutti gli orari ed i referenti da contattare per chi fosse interessato

CHITI SCHERMA

La vittoria di Marco Gori nella prova regionale di qualificazione ai campionati italiani assoluti ha certamente un sapore particolare, visto che la gara, disputatasi nel palazzetto di Casalguidi, ha segnato il rientro alle competizioni del forte atleta pistoiese a sei mesi dalla rottura del legamento crociato

BASKET

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MOSTRA

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PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

MUSICA

Protagonista dell’inaugurazione della Stagione sabato 12 gennaio (ore 21) il celebre Quartetto Jerusalem, costituito da quattro musicisti israeliani che hanno intrapreso un viaggio di crescita e maturazione che li ha portati ad avere un vasto repertorio

LIBRI

Rileggendo materiale archivistico e documentale, l’opera è un percorso cronologico sulla storia della città delle origini fino alla Latina città nuova degli ultimi decenni, scevra da pregiudizi ideologici ma considerando il contesto sociale ed economico

MOSTRA

Giovedì 6 dicembre alle 17.30 nella biblioteca San Giorgio sarà inaugurata la mostra di Paolo Tesi dal titolo Lontano dalle gabbie. Paolo Tesi è un artista pistoiese della generazione che segue da vicino quella “di mezzo”

PISTOIA MINIMAL
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MOSTRA

Non poteva che innamorarsi di un luogo così connotato dal lavoro quotidiano un artista come Giovanni Termini, che incentra il proprio intervento artistico in relazione al contesto in cui l'opera prenderà vita

PREMIO CEPPO PISTOIA

Giovedì 6 dicembre 2018 alle ore 16:30 presso la libreria Spazio di Via dell’Ospizio di Pistoia, lo scrittore riceverà il Premio Ceppo Internazionale Fiction Non Fiction 2019 alla carriera da un rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia

Non ho bisogno di te, ho voglia di te. vita mia
Non .....
Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
lasciai .....
Dal libro
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Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
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Erica Capecchi: "Bisogna favorire la ‘buona’ accoglienza, quella efficiente e utile ai migranti e alla comunità"1

5/10/2018 - 13:18

La resistenza degli ultimi: per una riflessione sulla chiusura del centro di accoglienza di Vicofaro a Pistoia
di Erica Capecchi (Goldsmiths, University of London)

Come da previsioni, ci siamo arrivati: in data 11 settembre 2018 il Comune di Pistoia ha emanato un’ordinanza per la cessazione delle attività nei locali della canonica di Vicofaro, sede della parrocchia e del centro di accoglienza guidati da Don Massimo Biancalani.

A seguito della chiusura del centro di accoglienza, l’Assemblea Antifascista e Antirazzista di Vicofaro si è mobilitata per una raccolta fondi. Chiunque volesse contribuire troverà i dettagli sulla pagina Facebook dell’Assemblea Antirazzista e Antifascista di Vicofaro).

Come riportato dai mezzi stampa, il provvedimento arriva a seguito di “controlli effettuati in più volte da questura, Asl, vigili urbani e vigili del fuoco, che hanno mostrato l’inidoneità della struttura a ospitare così tante persone”. Insomma, se già a fine agosto nel mirino dei controllori era finita in particolar modo la parte del centro di accoglienza riguardante la “Pizzeria del Rifugiato” (attività che da circa un anno Don Biancalani ha avviato proprio nei locali della canonica, provvisti di cucina), a distanza di due settimane è arrivata l’ordinanza che ha imposto lo sgombero della struttura nella sua interezza. Non si vuole qui entrare nel merito legislativo di sicurezza e idoneità. Tuttavia, un’onesta riflessione di carattere umano e morale su questi ultimi sviluppi risulta quanto mai urgente e necessaria.

Sarebbe ipocrita infatti negare che nel corso dell’ultimo anno e mezzo si è manifestato su più livelli un particolare accanimento nei confronti di Don Biancalani, del suo centro e dei suoi ospiti.

E questo a partire proprio dall’Amministrazione locale, come denunciato anche dallo stesso parroco in un comunicato diffuso su Facebook dopo i fatti dell’11 settembre. Più in generale, potremmo dire che fin dal suo insediamento nell’estate del 2017, l’atteggiamento della nuova giunta comunale nei confronti di Don Biancalani si è rivelato decisamente distante, soprattutto quando si è trattato di prendere una posizione netta e decisa nei confronti di gravi episodi come gli svariati attacchi e le aggressioni subiti dal parroco da parte dei neofascisti di Forza Nuova.

 

Si tratta evidentemente di un atteggiamento che prevede due pesi e due misure e che all’occorrenza sfodera un giustizialismo pret-a-porter quanto mai inopportuno e inconsistente. Si ricorda ad esempio il caso dei due richiedenti asilo ospiti di Vicofaro, indagati ed arrestati tra novembre 2017 e marzo 2018 per detenzione e spaccio di stupefacenti. Niente da replicare da un punto di vista giuridico. L’Amministrazione però dovrebbe decidersi a commentare e condannare duramente qualsiasi episodio di irregolarità, criminalità, aggressione e violenza, sia quest’ultima fisica o verbale.

Viene infatti spontaneo chiedersi come mai mentre alcuni consiglieri si impegnano solertemente a scagliarsi con particolare veemenza contro il centro di accoglienza definendolo un “pericolo per la comunità”, si permette a gravi episodi di stampo chiaramente squadrista di passare quasi completamente in sordina.

Non costituiscono le azioni intimidatorie dei paladini neofascisti della giustizia, un pericolo altrettanto reale e allarmante per la cittadinanza? Si, perché insomma, se una parrocchia dedita ad esercitare concretamente i principi di accoglienza e carità cristiana, arriva ad essere considerata addirittura un pericoloso ricettacolo di spacciatori e criminali in grado di compromettere la sicurezza dei cittadini, sicuramente si considereranno le azioni squadriste di Forza Nuova altrettanto dannose per la comunità. Tanto più quando queste azioni sono volte a sostituire e delegittimare pubblicamente il potere esecutivo e l’autorità giudiziaria dello Stato. Eppure, quando nell’agosto 2017 una manciata di militanti di Forza Nuova ha fatto incursione nella chiesa di Vicofaro con l’assurdo scopo di accertare l’effettiva cattolicità del rito religioso officiato da Don Biancalani, l’Amministrazione ha ritenuto opportuno tenersi cautamente in disparte.

La pericolosità di glissare in casi come questi consiste nell’andare a rinforzare un messaggio secondo cui il peso e l’entità di certi crimini o comportamenti varia a seconda di chi li commette. Due pesi e due misure, di nuovo. Un atteggiamento altamente dannoso e improduttivo a livello sociale, soprattutto se tenuto da un’istituzione pubblica, che non fa altro che alimentare quel già spiccato sentimento di odio e avversione di una buona fetta di opinione pubblica contro questi absolute others, i migranti, i quali hanno avuto la sfortuna di nascere nella parte sbagliata, o meglio sfruttata, del mondo.

Opinione pubblica che del resto continua a non risparmiarsi offese e minacce di caratura anche molto pesante nei confronti di Don Biancalani e dei rifugiati da lui accolti. Sono innumerevoli infatti le denunce presentate dal parroco a seguito di episodi molto gravi, documentati e segnalati anche a mezzo Facebook. È sufficiente infatti dare un’occhiata al suo profilo per rendersi conto, e rimanere disgustati, dell’effettiva entità di odio, razzismo, omofobia, sessismo, e chi più ne ha più ne metta, costantemente riversati su di lui e sulle persone che sono impegnate in un progetto che è molto più di accoglienza: è solidarietà, integrazione, dialogo, cultura, tolleranza, inclusione sociale, comunità. D’altra parte, c’è da chiedersi cosa ci si debba aspettare da una situazione come quella corrente, in cui un Ministro della Repubblica si avvale dei social media per diffondere fake news e fomentare una politica razzista e autoritaria, denigrando i suoi oppositori fino ad accanirsi pubblicamente anche contro Don Biancalani, gioendo a furor di popolo all’annuncio della chiusura di Vicofaro e insinuando addirittura subdole allusioni.

Alla luce di ciò, appare preoccupante constatare come ad oggi la crescente disumanità del pensiero comune – ben rappresentata da quei politici che amano sbandierare rosari e vangeli durante i propri comizi, per poi compiacersi della morte altri esseri umani annegati nel Mar Mediterraneo o torturati nei lager Libici – sia sempre più sdoganata, normalizzata, legittimata. Si, perché la banalità del male è tornata ad essere normale e legittima. Si, perché si tratta di male, di quello crudo e puro. Ed è una forma di male che si nutre del disagio sociale e della grave crisi di umanità e di pensiero che affligge il nostro tempo, che si esprime accanendosi sui più deboli attraverso una forma di razzismo che risulta insidiosamente diffuso e accettato all’interno della società. Un razzismo che pretende di mascherarsi sotto le vesti di fondamentalismi culturali e identitari e che punta ad assottigliare sempre più l’inalienabile principio di rispetto dei diritti umani promuovendo il fortificamento delle nazioni e alimentando le divisioni tra i popoli. Il tutto in un’ottica di ‘salvaguardia’ che altro non è se non evidente manifestazione di autoritarismo.

Così, mentre i Cinque Stelle rimangono a guardare, Salvini rafforza la propria alleanza con l’asse ultranazionalista di Visegrad, pavoneggiandosi del suo atteggiamento distruttivo spacciato per salvifico, come una sorta di messia della patria sostenuto da un consenso popolare sempre più in crescita. E intanto, l’Italia malata continua a soffrire, e non certo a causa di quei migranti che, loro malgrado, si ritrovano a costituire un comodo capro espiatorio per tutte le colpe e le responsabilità di quel mal governo che da decenni è unica e vera causa della perenne parabola discendente del nostro paese.

Allo stesso tempo però, è confortante riscontrare che c’è ancora un’Italia che ha la forza e la voglia di opporsi, di resistere. Un’Italia dalla faccia umana, che si stringe intorno a personalità come Don Biancalani a sostegno degli ultimi e dei deboli, che rifiuta di piegarsi alla paura del diverso, che parla di cultura, che pratica solidarietà e inclusione, che dialoga e si confronta, che si impegna per non cedere all’ombra dell’odio e dell’intolleranza. Questa è l’Italia di cui abbiamo bisogno, quella fatta da persone capaci di pensare e di ribellarsi con coraggio agli abusi e alla prepotenza, soprattutto quando questa è sdoganata e legittimata dall’alto. Perché l’immigrazione continuerà a costituire un problema sociale fintanto che non si implementeranno politiche serie per una sua corretta gestione e regolamentazione. E per gestione e regolamentazione non s’intende esclusione, rifiuto e ghettizzazione, quanto piuttosto l’implementazione di lungimiranti piani di integrazione, capaci di favorire lo scambio culturale tra popoli garantendo pari diritti e doveri per tutti. Fino a quando rimarremo confinati in uno stato mentale secondo cui esistono esseri umani che hanno più diritto di altri a vivere, spostarsi, e costruirsi un futuro al di fuori dei confini dei propri paesi, saremo sempre condizionati a vivere i fenomeni migratori come problemi e minacce insormontabili.

Proprio in quest’ottica l’accanimento contro realtà come quella di Vicofaro risulta quanto mai inutile e dannosa. Quello che dovremmo chiederci onestamente, è se sia davvero necessario perseguire una realtà positiva che, contrariamente a quanto alcuni vogliano farci credere, promuove un modello di accoglienza e integrazione attiva e partecipata. Siamo sicuri che questo ostruzionismo porti dei reali benefici alla comunità? Inoltre, è umanamente concepibile lasciare che le 80 persone accolte da Don Biancalani al di fuori del progetto CAS (e quindi senza ricevere alcun contributo per il mantenimento degli ospiti, i famosi 35€ al giorno per intenderci), si trovino improvvisamente e nuovamente in strada, completamente abbandonate a sé stesse?

Quale potrà mai essere il destino di questi soggetti altamente vulnerabili, una volta resi di nuovo invisibili? Cosa si spera realmente di rimediare dalla cessazione di tali progetti di buona accoglienza e inclusione sociale?

Non si tratta qui di contestare quelle attività di controllo e accertamento che sono senza dubbio necessarie, soprattutto quando volte a smascherare quelle organizzazioni che realmente lucrano sulla pelle dei disperati. Allo stesso modo però, devono essere favoriti lo sviluppo e la regolamentazione della ‘buona’ accoglienza, quella efficiente e utile ai migranti e alla comunità tutta. Proprio tutto ciò che rappresenta Vicofaro, un esempio capofila di quella che dovrebbe essere accoglienza positiva e inclusiva, che piuttosto di essere perseguito meriterebbe più attenzione e supporto, a partire proprio dall’Amministrazione locale.

Se gli ambienti risultano non in regola, allora si faccia qualcosa di concreto affinché il progetto possa continuare, magari procurando un immobile più idoneo. Si impegnino in tutto ciò la Curia e l’Amministrazione, in un’ottica di sinergia collaborativa. Si favoriscano insomma alternative e soluzioni ottimali per l’interesse e il benessere di tutti. Altrimenti quello che rimane è solo inutile propaganda e demagogia.

In questo contesto, nessuno può permettersi di rimanere indifferente: la costruzione di una società solidale e aperta è responsabilità di tutti. Non abbiamo bisogno di muri, ma di una società in grado di garantire la protezione dei diritti fondamentali dell’uomo, che vada oltre i pregiudizi, le apparenze, il razzismo e la paura, sentimenti che altro non fanno se non alimentare una condizione di crescente tensione ed esclusione. Ricordiamoci che una società impaurita non è una società libera, ma una società più facile da controllare, e che i confini sono soltanto limiti artificiali che l’uomo si è imposto nel corso dei secoli al fine esercitare un potere e una supremazia che continua a generare categorizzazioni e diseguaglianze. Per questo, chiusura e securizzazione non saranno mai la soluzione. Ricordiamoci anche che nessuna vita vale più o meno di un’altra, che non esistono esseri umani di serie A e di serie B, e che siamo tutti legittimi cittadini del mondo, portatori degli stessi diritti e doveri fondamentali. Soprattutto, sarebbe opportuno ricordare che tutti noi siamo migranti e come tali saremo sempre gli stranieri di qualcun altro.

A seguito della chiusura del centro di accoglienza, l’Assemblea Antifascista e Antirazzista di Vicofaro si è mobilitata per raccogliere contributi finalizzati al finanziamento dei lavori di adeguamento necessari. Intanto, parte dei migranti accolti nei locali della canonica parrocchiale sono stati sistemati all’interno del matroneo della chiesa di Santa Maria Maggiore, in attesa dei lavori che si spera potranno compiersi al più presto. Al momento è in corso una raccolta fondi e per chiunque volesse contribuire, troverà i dettagli per la donazione sulla pagina Facebook dell’Assemblea Antirazzista e Antifascista di Vicofaro.

 
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5/10/2018 - 21:26

AUTORE:
bibi

mi permetto di riassumere l'intero articolo con il periodo


"Ricordiamoci che una società impaurita non è una società libera, ma una società più facile da controllare, e che i confini sono soltanto limiti artificiali che l’uomo si è imposto nel corso dei secoli al fine esercitare un potere e una supremazia che continua a generare categorizzazioni e diseguaglianze."


Ci metto anche del mio nel ricordare che essere nati qui e non in africa è un caso e non un merito.