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La Voce di Pistoia
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PODISMO

Continua il momento positivo della “SILVANO FEDI” che marcia alla grande per un 2019 già denso di successi (giunti a quota 45). All’Abetone, biancorossi in grande spolvero alla “Snow Run”, con vittoria di società, 1^ piazza di Manuela Bacci fra le “Ladies”

CHITI SCHERMA

Si è infatti classificata al 9° posto su un lotto di oltre 100 partecipanti provenienti da molti paesi, compresi Giappone, Hong Kong, Stati Uniti e Australia. Il girone di qualificazione chiuso senza sconfitte le ha consentito di ottenere la seconda testa di serie nel tabellone ad eliminazione diretta

BASKET

"La squadra è stata fin da subito informata, ma ha immediatamente compreso che, non potendo avere nessun tipo di controllo su questa situazione, non aveva senso stare a pensarci. E così onestamente è stato -prosegue il coach- e non ho visto da parte dei ragazzi nessun condizionamento sul piano mentale".

CHITI SCHERMA

lla terza prova del circuito nazionale disputatasi a Bologna gli atleti della Chiti hanno portato a casa due vittorie nelle gare di spada. Nella categoria under 40, una sorta di categoria “ponte” fra gli under 23 e gli over 40, si è imposto Marco Gori

BASKET

Alessandro Ramagli con i suoi ragazzi, sarà atteso lunedì sera dal difficilissimo esame contro la capolista Armani Milano. "Sarà una partita in cui servirà grande forza mentale per vivere il match possesso dopo possesso"

MTB

In partenza la griglia d’onore sarà riservata alla partecipazione femminile. Sul palco Premio Speciale alla società con maggior numero di cicliste al via

BASKET

Giornata di vigilia in casa OriOra. I biancorossi completano oggi la preparazione in vista della difficilissima sfida di domani in casa della Reyer Venezia, in un match che sulla carta appare davvero proibitivo

HC PISTOIA

I ragazzi mostrano di aver fatto notevoli progressi grazie alle cure di Mister Treno, sono cresciute le loro capacità tecniche ma soprattutto ampi passi avanti nella tenuta mentale. Grande emozione e soddisfazione nel settore femminile: il gruppo è composto da atlete appassionate e che non si tirano indietro sul lavoro da fare

LIBRI

Nel giorno della Candelora, quando per tradizione il Vescovo  di Pistoia benedice i  pellegrini che si preparano a partire per Santiago di Compostella, c'è stato un incontro nella Libreria "Terra Santa" di Milano

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

POESIA

Il poeta Fabio Strinati dedica alcuni appassionati versi alla nostra città

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

PREMIO CEPPO

Nell’ambito del 63° Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia (patrocinio Mibac), Paola Zannoner è la vincitrice del Premio Ceppo per l’Infanzia e l’Adolescenza 2019. Premiazione l’8 febbraio 2019 a Pistoia

STORIA

Notizie dall'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea di Pistoia e tutte le prossime iniziative

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

MOSTRA

Inaugurazione domenica 27 gennaio alle 16.30 al secondo piano di Villa Bertelli, in collaborazione con la Fondazione Villa Bertelli e con Laura Tartarelli Contemporary Art. Ingresso gratuito. Seguirà il concerto ”Il mio pianoforte”

Non ho bisogno di te, ho voglia di te. vita mia
Non .....
Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
lasciai .....
Dal libro
"PER MIA FORTUNA, AMANDO, MI SONO ROVINATO .....
Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
dove .....
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Filiale di Lucca
Tel. : 0583 330111

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L'impossibilità di una vita normale
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

29/10/2013 - 10:57

Guido è passato da un lavoro ad un altro, in questi ultimi tempi
sperando in una sosta prolungata.
All'inizio era contento di cambiare, lo trovava stimolante,
altri colleghi, altro ambiente
trovava positivo reinventarsi in continuazione; poi gli sembrava di esaudire quell'ordine o suggerimento non pronunciato dal sistema liquido in cui si trovava.
Con il passare del tempo, quei frammenti di lavoro non davano però un mosaico armonico, sentiva
retrospettivamente di essere stato una rotellina di passaggio
un pezzettino di supporto in quel tratto mancante in cui era stato chiamato.
Anche la sua resa lavorativa ultimamente si era depotenziata
perché non vedeva investimento reciproco da ambo le parti.
Come poteva progettarsi poi una vacanza, una scelta impegnativa
se era sempre in bilico, se gli sembrava di essere continuamente
preoccupato per sé, da non pensare neanche alla piccola comunità di cui faceva parte, per non parlare poi della condizione dei suoi simili e figuriamoci ancora dello stato del Paese.
Insomma si sentiva isolato, scollato dal mondo in una lotta serrata contro una realtà che percepiva ingiusta ma che non gli dava la spinta per sentirsi solidale e fare qualcosa.
Probabilmente era il sistema neoliberista che voleva persone incapaci di prendere coscienza dell'iniquità per rivolgere la loro attenzione al cambiamento ripiegate sulla sopravvivenza.
Guido desiderava essere libero dal ricatto del denaro, dalla "Spada di Damocle" che condizionava la sua esistenza.
La corrosione della personalità che la modalità flessibile lavorativa stava portando ai suoi simili, la soffriva sulla pelle
e solo uno sguardo superficiale
e una mente ottusa non potevano che criticare le condizioni del mondo del lavoro odierno.
Per assurdo ciò che era ovvio stava per diventare in una sorta di mutazione antropologica, straordinario, come ritrovarsi fra amici per un pranzo o gustare in pace un film in compagnia.
Guido aveva la compagna in un altra città, e sperava di trovare lavoro per vivere vicino a lei.
Ricordava le parole di un film
"bisogna trascendere i posti che ci limitano" e il suo irrequieto
sguardo per cercare un luogo dove radicarsi lo aveva portato ad aprire tante finestre su paesaggi diversi. Si trattava di scegliere, di incarnarsi in una realtà complessa, in una società "del rischio" senza quei rassicuranti punti di riferimento che come ringhiere avevano tenuto le mani esitanti prima di scendere. In fondo si trattava di fare passi nuovi fuori dall'ovvio
dallo schema edito, con la sola certezza che il peggio è rimanere fermi. Quanti sono i simili a Guido, che sospirano per condizioni migliori, mentre la Vita scorre, come il "tenente Drogo nella fortezza Bastiani"
adagiati nel limbo casalingo delle loro famiglie,
rattrappiti nelle loro facoltà volitive a forza di aspettare,
castrati nel coraggio di provarci.
"La Vita non vive" se non si creano condizioni di solidarietà non assistenziale ma nel segno della giustizia se non si creano pari opportunità se non si "AMORIZZA IL MONDO".




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Mia città natale
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

28/10/2013 - 15:22

Un senso di impotenza giace nell'animo tradito dal tempo,
nella fioca luce
tremula mossa dal vento,
nell'umida giornata
nell'attesa morsa di un'angoscia.

Balbettare invano il tuo nome
mia felicità,
ti cerco nel profondo
ma non so dove luogo radicare.

Nel greve sentire di una pioggia incessante che pesa sul cuore,
nel senso nostalgico di un armonia
perduta.

Mia città natale, dove reca in me il dissidio di un tempo perduto,
triste lo sguardo su ciò che resta
mentre cangia il paesaggio.




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Compagno di scuola
AUTORE: anna saracini
email: -

28/10/2013 - 5:36

La fantasia
si era impossessata di me
quella sera
doveva raccogliere in poche ore
tutta la vita.
Ti ho visto,
in disparte
fra mille abbracci
...ti pensavo ragazzo
...ti ho visto uomo.

Poi,tutto e'sfumato
ricordi lontani
e......il presente!

La sensazione piu' bella?
Fra le tue braccia
per pochi attimi
ho avuto sedici anni!




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Il coraggio di specchiarsi
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

25/10/2013 - 13:56

La pace di questo lago, il verde perfetto
si bevono i miei occhi.
Il cielo, soffitto grigio, vuole
distrarmi, che io scriva per lui.
Sono il passaggio abusato
fra l'esistenza e la vita.

www.simonemagli.blogspot.it




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Paesi
AUTORE: Anna Saracini
email: -

25/10/2013 - 13:07

Ho visto
un paese che muore
in un giorno di sole.

Il silenzio
avvolgeva le case
immote
secolari.
La voce di un vecchio
come una dolce cantilena
raccontava........
Raccontava la vita,
raccontava di gente,
raccontava di vino.

Solo la corsa
di un bimbo lontano
e' segno di vita
in un paese che muore.




In risposta a: del
Per Pasolini
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

22/10/2013 - 14:03

Ci sono dei misfatti che appartengono alla storia buia di un Paese e vorresti che non fossero mai accaduti perché sono delle ferite gravi al tessuto civile, alla creazione di una sana democrazia; Piazza fontana, le stragi dell'Italicus, Ustica, le morti per mafia, il massacro di un poeta ecc. Pasolini appunto, fra pochi giorni cade l'anniversario del suo assassinio orribile, scrivo due righe per rendergli omaggio. Quando un paese si dimentica dei suoi poeti e li uccide si prepara un futuro triste
e quello che abbiamo sotto gli occhi ne dà conferma andando anche al di là delle sue lucide, lungimiranti analisi. Il progetto della globalizzazione è portatore di morte e disuguaglianza crescente portando l'omologazione a dei livelli impensabili dagli anni 70, la società è diventata più "disumana", perdendo quei valori che lui tante volte aveva denunciato nei suoi interventi e scritti corsari; "i beni superflui rendono superflua la vita". Pasolini è stato probabilmente il più grande poeta civile della seconda metà del secolo scorso, ricollegandosi alla tradizione che và da Dante a Foscolo a Leopardi travalicando il verso per cercare sempre nuove possibilità espressive nel contatto con la realtà. "Meglio essere nemico del popolo che della realtà" e approdando al cinema come linguaggio della realtà. Non gli bastava essere un poeta squisito, volle sperimentare nuove forme linguistiche per avvicinarsi al popolo. Nelle prime poesie giovanili, c'è un verso che recita
"Cristo mi chiama ma senza luce",
il suo rapporto con il sacro, con la figura di Cristo patiens è stato molto al centro della sua produzione filmica( Accattone, Mamma Roma, la Ricotta il Vangelo secondo Matteo, Uccellacci e Uccellini) quasi lo cercasse dappertutto quel rapporto di fede ma come scrisse nel Natale del 1964 a Don Giovanni Rossi della pro civitate christiana :
"Caro Don Giovanni, la ringrazio tanto per le sue parole della notte di Natale: sono state il segno di una vera e profonda amicizia, non c'è nulla di più generoso che il reale interesse per un'anima altrui. Io non ho nulla da darle per ricompensarla:
non ci si può sdebitare di un dono che per sua natura non chiede d'essere ricambiato. Ho detto delle parole aspre con una data Chiesa e un dato Papa: ma quanti credenti ora sono d'accordo con me?
Sono "bloccato", caro Don Giovanni in un modo che solo la Grazia potrebbe sciogliere. La mia volontà e l'altrui sono impotenti.
Forse perché io sono caduto da cavallo: non sono mai stato spavaldamente in sella"..
La sua è stata una lucida disperazione per un mondo che vedeva scomparire, come un "aruspice" aveva letto nelle viscere i segni di un cambiamento
che chiamava orrenda preistoria
le sue diagnosi sui mali della società hanno avuto conferma anche se nel denunciare l'inferno con "marmorea volontà di capirlo" non ha trovato la sua salvezza.
Il suo canto dolente per il "paese meraviglioso scomparso" la sua denuncia con disperata vitalità lasciano un segno che non avrà eguali come impegno intellettuale.
Il suo era un talento raro come disse un giornalista svedese, immaginare di vedere un Sarte, Boll e Bergmann nella stessa persona.




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Tonino il barbiere
AUTORE: Simone Magli
email: -

21/10/2013 - 19:53

Nella cartucciera ha pettini, forbici e detti di una volta
"Impara l'arte" e lui l'ha imparata sul serio
Sorriso da canaglia e baffetti da volpino
Ti guarda nello specchio di sottecchi
mentre fa ciac ciac fra i tuoi pensieri
Adesso apparecchia un nuovo venuto
e già ride all'idea di fargli la festa.

www.simonemagli.blogspot.it




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Piccoli passi
AUTORE: Maasimiliano Filippelli
email: [protetta]

18/10/2013 - 10:02

Periferie urbane nell'umido stinto di questo autunno, la lieta estate
è scivolata via dietro le foglie marcite cadute dal cielo slavato.
Piccoli passi che anelano al grande passo, piccole azioni sotto un apparente cielo indifferente, sospirando come la luce che attende di esplodere, trepidante il cuore attende e spera la sua gioia.
Questa certo non è più l'umile Italia e tu impotente che siedi alla tv sei ferito dallo scempio della grazia e della bellezza nel trionfo dell'irrilevanza che per apparire si vanta di meriti inesistenti. Sarà caldo o sarà freddo quest'autunno come spesso ribadito dal potere che controlla e che rassicura, mentre si toglie speranza a chi lavora e molti sono costretti ad emigrare perché si spenge in loro la dignità di persone prima ancora che cittadini.
L'eco nei corridoi della storia, del sindaco santo che ammoniva contro lo sfratto e la disoccupazione, le soavi note del papa buono quella notte di luna piena, sulle guance stanche di chi ha perso il senso di marcia, mi danno la misura di quanto ci sia da fare per recuperare ciò che si è disfatto alla luce di questi anni. La livella consumista è riuscita ad appiattire nel basso le varie differenze, il massimalismo è naufragato sugli scogli del tepore casalingo dove le sirene dell'usa e getta hanno irretito i propositi rivoluzionari.
Certo ci sono i maestri irregolari
c'è chi l'aveva detto con anticipo
del rischio, dello scempio di questo tipo. "Torniamo ai giorni del rischio" come recita un verso di Turoldo, torniamo senza mantelli senza orpelli ma "nudi" nella nostra richiesta perché la vita sia bella.




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Primo amore
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

17/10/2013 - 3:44

Liberai le farfalle sul molo chiedendoti: “Posso baciarti?”.
E tu: “Se non hai paura di prenderti il raffreddore…”.
"E chi ha paura" pensai.
Ci baciammo a lungo (almeno a me sembrò così);
dopo, bisognoso d’amore, ti presi la mano per sempre
e tu avesti paura.

www.simonemagli.blogspot.it




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MI MANCHI E NON SO DIRLO
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

17/10/2013 - 2:30

MI MANCHI E NON SO DIRLO

Crocefisso a una parete
ricoperta di muffa
sbavo il dolore di mia nonna
che, col sorriso,
mi donò l'infinito.


www.simonemagli.blogspot.it




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DISTRAZIONI
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

15/10/2013 - 14:56

Occhi velati all'ascolto di un sussurro,allo sguardo di una promessa.
Ciò che splende nella luce non abbaglia, ma l'oscurità che viene
è una lenta abitudine, ha un sentore di morte.
La rugiada sul fiore, nella mattina mi chiama;
è un desiderio di vita.




In risposta a: del
Bastarsi
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

12/10/2013 - 8:29

Vorrei essere un cavallo
per galoppare all'impazzata
lungo la riva schiumosa.
Vorrei bastarmi come si basta un indigeno
o come due amanti che,
abbracciati nel letto,
sussurrano fuori dal tempo.
Stasera la sofferenza è per me
dolorosa astinenza.

www.simonemagli.blogspot.it




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Flavien
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

10/10/2013 - 18:56

A flavien (rifugiato politico)

Fratello che vieni da un mondo appena raccontato

lontano dall’agiatezza borghese

nelle contrade polverose ,

dove si va scalzi

accarezzati dalla frescura di un verde rigoglioso

Fratello che vieni di lontano

lontano dalla televisione

e da una vita frenetica,

scampato alla falce nemica.

Animo dove si specchia il cielo ampio

pieno di nuvole basse

orizzonti sconfinati

Grandi eucalipti e uccelli volteggianti

ciabattio di gambe secche che fanno ressa.

Fratello ,

come me

con la paura negli occhi

con la lode nel cuore

per la grazia di Dio .

Sole , che copri la nudità del gelo

Di chi, esiliato , scampato alla morte

Si rifugia nelle mani dell’Altissimo .

Massimiliano Filippelli




In risposta a: del
Un groppo mi sottrae
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

10/10/2013 - 18:54

Un groppo si protrae nell’elevatezza

Sospinto , sento il desiderio di farmi vicino al soffio della

vita ,uscire per togliermi di dosso questa pesantezza .

Un moto mi sottrae all’abitudine , questa smorta allegrezza

Dove sembra andar bene come al quieto campare

Ma il mondo ti chiama , ti viene incontro

Non puoi far finta di sognare ..

Eccomi tendo l’orecchio , la pioggia scende leggera

Il cielo si pulisce , un bianco lattiginoso avvolge i piccoli

fradici camini , i tetti delle case silenti si confondono

Qualcosa mi rapisce nell’animo ,. stò a guardare !

Mentre si bagna rigato da lacrime di fuori .

Tensioni . 2012




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Disoccupazione
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

10/10/2013 - 13:44

Angustia in questo spazio,
non respiro il mio operato
la privazione del mio contributo
mi depriva non solo del mio sostenuto..

Mi dà strazio, arreca uno sbrego
alla maglia sottile,
un foro nella fragile orditura
il mio pezzetto è scollegato.

Così cresce la frattura,
si isola in qualcosa, non è,
si perde l'insieme!

Si corrode dentro la Vita
di un uomo, si svuota di senso
le sue azioni per calcolabili
decisioni.




In risposta a: del
Pistoia mia mamma
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

10/10/2013 - 9:43

Pistoia cuore medievale,
culla di poeti e artigiani,
verde vivaio.
Vicoli senza tempo
la rendono immortale,
botteghe e personaggi
le confezionano un abito su misura.
Dai bar del Globo al leoncino
che fa la guardia alla Sala,
mi ritrovo in Piazza del Duomo,
sgombra e piena di bellezza.
La mia anima è rapita da questa città,
che la notte sogno e il giorno amo.




In risposta a: del
Desidero l’essenza nella tua assenza
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

9/10/2013 - 21:36

Desidero l’essenza nella tua assenza,
cerco il cuore nascosto nel messaggio
Troppa cenere s’ è depositata, occhi
dove la luce è sbiadita nell’opaco quotidiano.
Soffia soffia fino a sciogliere l’incanto, a liberare
la vita.
Troppo a lungo la barca ha sostato nel molo
della paura , adesso nel palpitare del mare
dove i gabbiani volteggiano, può navigare!




In risposta a: del
SOMIGLIANZE
AUTORE: Pietro Pancamo
email: [protetta]

5/10/2013 - 4:39

SOMIGLIANZE
-di Pietro Pancamo -


A quest’ora
ogni paese
è un fagotto
di stelle e di buio.

Ma lo è pure
questo cielo vagabondo
(guscio d’aria e di respiri)
che stringe in un solo mondo
città, mari e tempeste.

Ma lo è pure
questa via
(intirizzita di pioggia)
col suo buio
incatenato ai lampioni
e un po’ di stelle
che sussurrano al mio palazzo
la ninna nanna:
vedo tante finestre
chiuse fra perimetri di sonno.

A quest’ora
ogni uomo
è un fagotto
di buio e di stelle.




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sera
AUTORE: anna saracini
email: -

27/9/2013 - 5:10

Puo' sembrare
una sera come tante...
All'improvviso
nel buio
due occhi mi guardano
indagatori, innamorati.
Sei tu
insieme alle note
che mi sconvolgono internamente

il tuo respiro lieve
si fa' musica.....




In risposta a: del
Per mia madre
AUTORE: Silvia Baralli
email: [protetta]

3/9/2013 - 19:35

Esiste una forza nel cuore di una madre non chiamata all’ordine
ma composta delle stesse cellule del corpo.
Come un braccio, come una vertebra,
come una vaso sanguigno che lo percorre.
Una forza che pesca i figli nei fondali più bui,
li recupera tirandoli per i capelli e li riporta alla luce, in superficie.
E’ una forza che anima le notti e
regola i giorni,
un orologio fuori dal tempo,
una legge sopra natura.
E’ la forza che inganna i dolori,
che li addomestica ad amori maggiori.
E’ la forza negli occhi di alcuni padri
che tengono la mano sulla fronte dei figli perduti e ritrovati.
E’ la forza di chi ama senza contratto a termine,
la forza di chi ama senza richiesta di ritorno.




In risposta a: del
Niente è andato perduto
AUTORE: Alessandro Orlando
email: -

3/7/2013 - 4:35

Se vorrò vivere dovrò celebrare quello che è stato,
nel silenzio del mio cuore
come ricordo nel ricordo.
Ebbro di vita nuova,
confusa e sofferta.
Indugio nel canto di mille sirene
di cui una, la mia, mi sorride
e guarda il mio sguardo incantato
che scaccia l’oblio di memorie,
e vive nel gioco di vita
lontana negli anni,
presente e distante.
Son solo a comporre mosaici
tasselli e colori
in attesa di Te che sei già in cammino.
Verrai nel crepuscolo certo,
sereno come un sogno nel sogno,
a guidarmi per mano la strada.
Son certo che niente fu vacuo
niente di quello che è stato
è andato perduto.




In risposta a: del
Microcriminalità
AUTORE: Michele Prenna
email: [protetta]

8/5/2013 - 11:22

La chiamano piccola delinquenza
confinata in due righe di cronaca
ma fa rumore di fondo
d'un convivere da troppi sofferto
e dare spazio a ricchi scandali
di chi può permettersi abusi
incitare la gente contro qualcuno
contando di prenderne il posto
non è bel vedere ma avviene
rendendo rabbiose le vite.




In risposta a: del
1° Maggio
AUTORE: Michele Prenna
email: [protetta]

29/4/2013 - 15:27

Lo aspetto al varco
primo maggio
che festeggia il lavoro
quando c'è.

Che spinge a meditare
quando è da sfruttato
quando non è tutelato
quando è negato.

Sarà in piazza il sindacato
con gli striscioni e il corteo
con i lavoratori preoccupati
con giovani e pensionati
con i tanti immigrati.

Si rivendicheranno diritti
denunciando soprusi
avanzando coi canti
antichi e nuovi della fatica
per il guadagno del pane.

Come ogni primo di maggio
tutti inneggeranno al lavoro
gridando che sia non precario
con un grande concerto
a conclusione del giorno.




In risposta a: del
25 Aprile
AUTORE: Michele Prenna
email: [protetta]

24/4/2013 - 18:36

Ne restano pochi
testimoni del venticinque
del vento del nord protagonisti
che spazzò via il Male.

In piazza non saranno molti
troppa la delusione
nel venticinque dell'oggi
pieno di malessere.

Ma serve l'esserci
nel giorno della Liberazione
a memorare i tempi bui
squarciati col sangue
dalla Resistenza ai tiranni.




In risposta a: del
Re Leone
AUTORE: Michele Prenna
email: [protetta]

22/4/2013 - 12:25

Lontana la leonessa
a procurare il cibo
i leoncini sbrana
un vigoroso maschio.

E' legge di natura
durissima da pianto
per la gentile anima
così prender dominio.

L'istinto però muove
non la ragion di stato
nè un malvagio cuore.

Meglio è un felino capo
coerente all'io animale
d'un prepotente umano.




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