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La Voce di Pistoia
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PODISMO

Oltre 600 podisti hanno dato vita alla trentatresima edizione della <<Stranotturna di Agliana>>,gara podistica in notturna di km 10 e ludico-motoria di km 6 e organizzata dalla Podistica Misericordia Aglianese, con il patrocinio dell'amministrazione comunale.

PODISMO

Stiamo per entrare nel mese della PISTOIA-ABETONE, gara-leggenda del podismo italiano (giunta alla 44^ edizione), al via Domenica 30 Giugno con la consueta partenza alle ore 7.30 dalla storica Piazza del Duomo di Pistoia ed arrivo alle celebri “Piramidi” della famosa stazione sciistica montana

ATLETA DELL'ANNO

Quest’anno il titolo principale è andato Giulia Gabbrielleschi, una nuotatrice già bronzo mondiale e argento europeo, attualmente convocata nella nazionale italiana per le qualificazioni al mondiale del prossimo luglio

MTB

I ciclisti della decima edizione saranno invitati a fermarsi ai ristori, situati in sette punti lungo i quattro percorsi Strada e uno Mountain Bike, per reintegrare i liquidi persi e assaggiare prodotti locali, ma non finisce qui...

SCHERMA

Resta comunque un 4° posto di tutto rispetto che lascia la compagine pistoiese ai vertici nazionali. E ora tocca alle ragazze, che a giugno a Palermo dovranno lottare per conquistare la salvezza in serie A/1.

BILIARDO

Si ritorna in Italia e più precisamente a Pistoia. Il palazzetto dello sport cittadino, il PalaCarrara, ospiterà i biliardi sui quali si disputeranno le fasi finali della rassegna Iridata, giunta alla sua 24° edizione

CALCIO

È con profonda amarezza che dobbiamo purtroppo prendere atto che il calcio a Pistoia sta vivendo uno dei periodi più bui della sua storia quasi centenaria: eppure siamo nella terza serie professionistica nazionale e, almeno finora, non abbiamo corso seri pericoli di retrocessione

BASKET

"Con i giocatori ho toccato spesso il tasto dell'amor proprio: la situazione è difficilissima, ma finire al meglio la stagione, anche sul piano individuale, può per ognuno di loro essere importante anche per il futuro. Proverò a far sì che i ragazzi prendano questo aspetto di natura personale per mettere insieme una buona prova di squadra"

MUSICA

Al teatro Mascagni si esibiranno Daniele Donadelli e Michele Marini, Jimmy Villotti, Tchavolo Schmitt, Davide Riondino e Note Noire. Sabato pomeriggio al Maeba è in programma un corso di ballo swing

 
TEATRO

Terza edizione per il Pistoia TEATRO Festival: un ricco cartellone che animerà vari spazi, in giugno e luglio, con una vivace programmazione all'insegna dei diversi linguaggi artistici del nostro tempo, tra musica, teatro e danza.

STORIA

31 MAGGIO 2019 Presentazione del libro “O vivo morto dovrà ritornar, dovrà ritornar. Le vicissitudini di una comunità trentina nella Prima Guerra Mondiale” di  Gianfranco Molteni, Ore 17:30 – Pistoia, Libreria Lo Spazio, via dell’Ospizio 26-28

DIALOGHI SULL'UOMO

Vandana Shiva, fisica ed economista indiana, è tra i massimi esperti internazionali di ecologia sociale. Dirige la Research Foundation for Science, Technology, and Natural Resource Policy di Dehradun, in India.

Fernando Aramburu ai Dialoghi sull'Uomo

La difficoltà di convivere, l’odio, la vendetta sono da sempre temi centrali della letteratura di tutti i tempi. Lo sono anche del romanzo Patria e dei racconti di Dopo le fiamme di Fernando Aramburu, uno degli scrittori più amati degli ultimi anni

ARTE

Domenica 12 maggio dalle ore 17, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, verrà inaugurata la mostra di disegni di Alessandro Sarteschi, "Imprendibile orizzonte".

TEATRO

Asciutto e sincero, empatico e semplice, costruito con l'amichevole supervisione de Gli Omini, Passo dopo arriva in Segheria, con una chitarra, una voce e un pianoforte

POESIA

Venerdì 10 maggio SassiScritti organizza a Pistoia Le cose illuminate una passeggiata poetica e musicale per ricordare Sergio Salabelle che, attraverso la libreria Les Bouquinistes ha costruito un centro di cultura e aggregazione importante per la città

Non ho bisogno di te, ho voglia di te. vita mia
Non .....
Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
lasciai .....
Dal libro
"PER MIA FORTUNA, AMANDO, MI SONO ROVINATO .....
Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
dove .....
Il mio amico francesco Nesci, reduce da un ischemia nel 2017, .....
Il mio amico francesco Nesci, reduce da un ischemia nel 2017, .....
Pescia, centro storico, 3° piano.
Tre vani e ½ di mq. 60 .....
Randstad Italia Spa

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In risposta a: del
L'impossibilità di una vita normale
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

29/10/2013 - 10:57

Guido è passato da un lavoro ad un altro, in questi ultimi tempi
sperando in una sosta prolungata.
All'inizio era contento di cambiare, lo trovava stimolante,
altri colleghi, altro ambiente
trovava positivo reinventarsi in continuazione; poi gli sembrava di esaudire quell'ordine o suggerimento non pronunciato dal sistema liquido in cui si trovava.
Con il passare del tempo, quei frammenti di lavoro non davano però un mosaico armonico, sentiva
retrospettivamente di essere stato una rotellina di passaggio
un pezzettino di supporto in quel tratto mancante in cui era stato chiamato.
Anche la sua resa lavorativa ultimamente si era depotenziata
perché non vedeva investimento reciproco da ambo le parti.
Come poteva progettarsi poi una vacanza, una scelta impegnativa
se era sempre in bilico, se gli sembrava di essere continuamente
preoccupato per sé, da non pensare neanche alla piccola comunità di cui faceva parte, per non parlare poi della condizione dei suoi simili e figuriamoci ancora dello stato del Paese.
Insomma si sentiva isolato, scollato dal mondo in una lotta serrata contro una realtà che percepiva ingiusta ma che non gli dava la spinta per sentirsi solidale e fare qualcosa.
Probabilmente era il sistema neoliberista che voleva persone incapaci di prendere coscienza dell'iniquità per rivolgere la loro attenzione al cambiamento ripiegate sulla sopravvivenza.
Guido desiderava essere libero dal ricatto del denaro, dalla "Spada di Damocle" che condizionava la sua esistenza.
La corrosione della personalità che la modalità flessibile lavorativa stava portando ai suoi simili, la soffriva sulla pelle
e solo uno sguardo superficiale
e una mente ottusa non potevano che criticare le condizioni del mondo del lavoro odierno.
Per assurdo ciò che era ovvio stava per diventare in una sorta di mutazione antropologica, straordinario, come ritrovarsi fra amici per un pranzo o gustare in pace un film in compagnia.
Guido aveva la compagna in un altra città, e sperava di trovare lavoro per vivere vicino a lei.
Ricordava le parole di un film
"bisogna trascendere i posti che ci limitano" e il suo irrequieto
sguardo per cercare un luogo dove radicarsi lo aveva portato ad aprire tante finestre su paesaggi diversi. Si trattava di scegliere, di incarnarsi in una realtà complessa, in una società "del rischio" senza quei rassicuranti punti di riferimento che come ringhiere avevano tenuto le mani esitanti prima di scendere. In fondo si trattava di fare passi nuovi fuori dall'ovvio
dallo schema edito, con la sola certezza che il peggio è rimanere fermi. Quanti sono i simili a Guido, che sospirano per condizioni migliori, mentre la Vita scorre, come il "tenente Drogo nella fortezza Bastiani"
adagiati nel limbo casalingo delle loro famiglie,
rattrappiti nelle loro facoltà volitive a forza di aspettare,
castrati nel coraggio di provarci.
"La Vita non vive" se non si creano condizioni di solidarietà non assistenziale ma nel segno della giustizia se non si creano pari opportunità se non si "AMORIZZA IL MONDO".




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Mia città natale
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

28/10/2013 - 15:22

Un senso di impotenza giace nell'animo tradito dal tempo,
nella fioca luce
tremula mossa dal vento,
nell'umida giornata
nell'attesa morsa di un'angoscia.

Balbettare invano il tuo nome
mia felicità,
ti cerco nel profondo
ma non so dove luogo radicare.

Nel greve sentire di una pioggia incessante che pesa sul cuore,
nel senso nostalgico di un armonia
perduta.

Mia città natale, dove reca in me il dissidio di un tempo perduto,
triste lo sguardo su ciò che resta
mentre cangia il paesaggio.




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Compagno di scuola
AUTORE: anna saracini
email: -

28/10/2013 - 5:36

La fantasia
si era impossessata di me
quella sera
doveva raccogliere in poche ore
tutta la vita.
Ti ho visto,
in disparte
fra mille abbracci
...ti pensavo ragazzo
...ti ho visto uomo.

Poi,tutto e'sfumato
ricordi lontani
e......il presente!

La sensazione piu' bella?
Fra le tue braccia
per pochi attimi
ho avuto sedici anni!




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Il coraggio di specchiarsi
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

25/10/2013 - 13:56

La pace di questo lago, il verde perfetto
si bevono i miei occhi.
Il cielo, soffitto grigio, vuole
distrarmi, che io scriva per lui.
Sono il passaggio abusato
fra l'esistenza e la vita.

www.simonemagli.blogspot.it




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Paesi
AUTORE: Anna Saracini
email: -

25/10/2013 - 13:07

Ho visto
un paese che muore
in un giorno di sole.

Il silenzio
avvolgeva le case
immote
secolari.
La voce di un vecchio
come una dolce cantilena
raccontava........
Raccontava la vita,
raccontava di gente,
raccontava di vino.

Solo la corsa
di un bimbo lontano
e' segno di vita
in un paese che muore.




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Per Pasolini
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

22/10/2013 - 14:03

Ci sono dei misfatti che appartengono alla storia buia di un Paese e vorresti che non fossero mai accaduti perché sono delle ferite gravi al tessuto civile, alla creazione di una sana democrazia; Piazza fontana, le stragi dell'Italicus, Ustica, le morti per mafia, il massacro di un poeta ecc. Pasolini appunto, fra pochi giorni cade l'anniversario del suo assassinio orribile, scrivo due righe per rendergli omaggio. Quando un paese si dimentica dei suoi poeti e li uccide si prepara un futuro triste
e quello che abbiamo sotto gli occhi ne dà conferma andando anche al di là delle sue lucide, lungimiranti analisi. Il progetto della globalizzazione è portatore di morte e disuguaglianza crescente portando l'omologazione a dei livelli impensabili dagli anni 70, la società è diventata più "disumana", perdendo quei valori che lui tante volte aveva denunciato nei suoi interventi e scritti corsari; "i beni superflui rendono superflua la vita". Pasolini è stato probabilmente il più grande poeta civile della seconda metà del secolo scorso, ricollegandosi alla tradizione che và da Dante a Foscolo a Leopardi travalicando il verso per cercare sempre nuove possibilità espressive nel contatto con la realtà. "Meglio essere nemico del popolo che della realtà" e approdando al cinema come linguaggio della realtà. Non gli bastava essere un poeta squisito, volle sperimentare nuove forme linguistiche per avvicinarsi al popolo. Nelle prime poesie giovanili, c'è un verso che recita
"Cristo mi chiama ma senza luce",
il suo rapporto con il sacro, con la figura di Cristo patiens è stato molto al centro della sua produzione filmica( Accattone, Mamma Roma, la Ricotta il Vangelo secondo Matteo, Uccellacci e Uccellini) quasi lo cercasse dappertutto quel rapporto di fede ma come scrisse nel Natale del 1964 a Don Giovanni Rossi della pro civitate christiana :
"Caro Don Giovanni, la ringrazio tanto per le sue parole della notte di Natale: sono state il segno di una vera e profonda amicizia, non c'è nulla di più generoso che il reale interesse per un'anima altrui. Io non ho nulla da darle per ricompensarla:
non ci si può sdebitare di un dono che per sua natura non chiede d'essere ricambiato. Ho detto delle parole aspre con una data Chiesa e un dato Papa: ma quanti credenti ora sono d'accordo con me?
Sono "bloccato", caro Don Giovanni in un modo che solo la Grazia potrebbe sciogliere. La mia volontà e l'altrui sono impotenti.
Forse perché io sono caduto da cavallo: non sono mai stato spavaldamente in sella"..
La sua è stata una lucida disperazione per un mondo che vedeva scomparire, come un "aruspice" aveva letto nelle viscere i segni di un cambiamento
che chiamava orrenda preistoria
le sue diagnosi sui mali della società hanno avuto conferma anche se nel denunciare l'inferno con "marmorea volontà di capirlo" non ha trovato la sua salvezza.
Il suo canto dolente per il "paese meraviglioso scomparso" la sua denuncia con disperata vitalità lasciano un segno che non avrà eguali come impegno intellettuale.
Il suo era un talento raro come disse un giornalista svedese, immaginare di vedere un Sarte, Boll e Bergmann nella stessa persona.




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Tonino il barbiere
AUTORE: Simone Magli
email: -

21/10/2013 - 19:53

Nella cartucciera ha pettini, forbici e detti di una volta
"Impara l'arte" e lui l'ha imparata sul serio
Sorriso da canaglia e baffetti da volpino
Ti guarda nello specchio di sottecchi
mentre fa ciac ciac fra i tuoi pensieri
Adesso apparecchia un nuovo venuto
e già ride all'idea di fargli la festa.

www.simonemagli.blogspot.it




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Piccoli passi
AUTORE: Maasimiliano Filippelli
email: [protetta]

18/10/2013 - 10:02

Periferie urbane nell'umido stinto di questo autunno, la lieta estate
è scivolata via dietro le foglie marcite cadute dal cielo slavato.
Piccoli passi che anelano al grande passo, piccole azioni sotto un apparente cielo indifferente, sospirando come la luce che attende di esplodere, trepidante il cuore attende e spera la sua gioia.
Questa certo non è più l'umile Italia e tu impotente che siedi alla tv sei ferito dallo scempio della grazia e della bellezza nel trionfo dell'irrilevanza che per apparire si vanta di meriti inesistenti. Sarà caldo o sarà freddo quest'autunno come spesso ribadito dal potere che controlla e che rassicura, mentre si toglie speranza a chi lavora e molti sono costretti ad emigrare perché si spenge in loro la dignità di persone prima ancora che cittadini.
L'eco nei corridoi della storia, del sindaco santo che ammoniva contro lo sfratto e la disoccupazione, le soavi note del papa buono quella notte di luna piena, sulle guance stanche di chi ha perso il senso di marcia, mi danno la misura di quanto ci sia da fare per recuperare ciò che si è disfatto alla luce di questi anni. La livella consumista è riuscita ad appiattire nel basso le varie differenze, il massimalismo è naufragato sugli scogli del tepore casalingo dove le sirene dell'usa e getta hanno irretito i propositi rivoluzionari.
Certo ci sono i maestri irregolari
c'è chi l'aveva detto con anticipo
del rischio, dello scempio di questo tipo. "Torniamo ai giorni del rischio" come recita un verso di Turoldo, torniamo senza mantelli senza orpelli ma "nudi" nella nostra richiesta perché la vita sia bella.




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Primo amore
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

17/10/2013 - 3:44

Liberai le farfalle sul molo chiedendoti: “Posso baciarti?”.
E tu: “Se non hai paura di prenderti il raffreddore…”.
"E chi ha paura" pensai.
Ci baciammo a lungo (almeno a me sembrò così);
dopo, bisognoso d’amore, ti presi la mano per sempre
e tu avesti paura.

www.simonemagli.blogspot.it




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MI MANCHI E NON SO DIRLO
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

17/10/2013 - 2:30

MI MANCHI E NON SO DIRLO

Crocefisso a una parete
ricoperta di muffa
sbavo il dolore di mia nonna
che, col sorriso,
mi donò l'infinito.


www.simonemagli.blogspot.it




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DISTRAZIONI
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

15/10/2013 - 14:56

Occhi velati all'ascolto di un sussurro,allo sguardo di una promessa.
Ciò che splende nella luce non abbaglia, ma l'oscurità che viene
è una lenta abitudine, ha un sentore di morte.
La rugiada sul fiore, nella mattina mi chiama;
è un desiderio di vita.




In risposta a: del
Bastarsi
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

12/10/2013 - 8:29

Vorrei essere un cavallo
per galoppare all'impazzata
lungo la riva schiumosa.
Vorrei bastarmi come si basta un indigeno
o come due amanti che,
abbracciati nel letto,
sussurrano fuori dal tempo.
Stasera la sofferenza è per me
dolorosa astinenza.

www.simonemagli.blogspot.it




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Flavien
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

10/10/2013 - 18:56

A flavien (rifugiato politico)

Fratello che vieni da un mondo appena raccontato

lontano dall’agiatezza borghese

nelle contrade polverose ,

dove si va scalzi

accarezzati dalla frescura di un verde rigoglioso

Fratello che vieni di lontano

lontano dalla televisione

e da una vita frenetica,

scampato alla falce nemica.

Animo dove si specchia il cielo ampio

pieno di nuvole basse

orizzonti sconfinati

Grandi eucalipti e uccelli volteggianti

ciabattio di gambe secche che fanno ressa.

Fratello ,

come me

con la paura negli occhi

con la lode nel cuore

per la grazia di Dio .

Sole , che copri la nudità del gelo

Di chi, esiliato , scampato alla morte

Si rifugia nelle mani dell’Altissimo .

Massimiliano Filippelli




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Un groppo mi sottrae
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

10/10/2013 - 18:54

Un groppo si protrae nell’elevatezza

Sospinto , sento il desiderio di farmi vicino al soffio della

vita ,uscire per togliermi di dosso questa pesantezza .

Un moto mi sottrae all’abitudine , questa smorta allegrezza

Dove sembra andar bene come al quieto campare

Ma il mondo ti chiama , ti viene incontro

Non puoi far finta di sognare ..

Eccomi tendo l’orecchio , la pioggia scende leggera

Il cielo si pulisce , un bianco lattiginoso avvolge i piccoli

fradici camini , i tetti delle case silenti si confondono

Qualcosa mi rapisce nell’animo ,. stò a guardare !

Mentre si bagna rigato da lacrime di fuori .

Tensioni . 2012




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Disoccupazione
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

10/10/2013 - 13:44

Angustia in questo spazio,
non respiro il mio operato
la privazione del mio contributo
mi depriva non solo del mio sostenuto..

Mi dà strazio, arreca uno sbrego
alla maglia sottile,
un foro nella fragile orditura
il mio pezzetto è scollegato.

Così cresce la frattura,
si isola in qualcosa, non è,
si perde l'insieme!

Si corrode dentro la Vita
di un uomo, si svuota di senso
le sue azioni per calcolabili
decisioni.




In risposta a: del
Pistoia mia mamma
AUTORE: Simone Magli
email: [protetta]

10/10/2013 - 9:43

Pistoia cuore medievale,
culla di poeti e artigiani,
verde vivaio.
Vicoli senza tempo
la rendono immortale,
botteghe e personaggi
le confezionano un abito su misura.
Dai bar del Globo al leoncino
che fa la guardia alla Sala,
mi ritrovo in Piazza del Duomo,
sgombra e piena di bellezza.
La mia anima è rapita da questa città,
che la notte sogno e il giorno amo.




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Desidero l’essenza nella tua assenza
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

9/10/2013 - 21:36

Desidero l’essenza nella tua assenza,
cerco il cuore nascosto nel messaggio
Troppa cenere s’ è depositata, occhi
dove la luce è sbiadita nell’opaco quotidiano.
Soffia soffia fino a sciogliere l’incanto, a liberare
la vita.
Troppo a lungo la barca ha sostato nel molo
della paura , adesso nel palpitare del mare
dove i gabbiani volteggiano, può navigare!




In risposta a: del
SOMIGLIANZE
AUTORE: Pietro Pancamo
email: [protetta]

5/10/2013 - 4:39

SOMIGLIANZE
-di Pietro Pancamo -


A quest’ora
ogni paese
è un fagotto
di stelle e di buio.

Ma lo è pure
questo cielo vagabondo
(guscio d’aria e di respiri)
che stringe in un solo mondo
città, mari e tempeste.

Ma lo è pure
questa via
(intirizzita di pioggia)
col suo buio
incatenato ai lampioni
e un po’ di stelle
che sussurrano al mio palazzo
la ninna nanna:
vedo tante finestre
chiuse fra perimetri di sonno.

A quest’ora
ogni uomo
è un fagotto
di buio e di stelle.




In risposta a: del
sera
AUTORE: anna saracini
email: -

27/9/2013 - 5:10

Puo' sembrare
una sera come tante...
All'improvviso
nel buio
due occhi mi guardano
indagatori, innamorati.
Sei tu
insieme alle note
che mi sconvolgono internamente

il tuo respiro lieve
si fa' musica.....




In risposta a: del
Per mia madre
AUTORE: Silvia Baralli
email: [protetta]

3/9/2013 - 19:35

Esiste una forza nel cuore di una madre non chiamata all’ordine
ma composta delle stesse cellule del corpo.
Come un braccio, come una vertebra,
come una vaso sanguigno che lo percorre.
Una forza che pesca i figli nei fondali più bui,
li recupera tirandoli per i capelli e li riporta alla luce, in superficie.
E’ una forza che anima le notti e
regola i giorni,
un orologio fuori dal tempo,
una legge sopra natura.
E’ la forza che inganna i dolori,
che li addomestica ad amori maggiori.
E’ la forza negli occhi di alcuni padri
che tengono la mano sulla fronte dei figli perduti e ritrovati.
E’ la forza di chi ama senza contratto a termine,
la forza di chi ama senza richiesta di ritorno.




In risposta a: del
Niente è andato perduto
AUTORE: Alessandro Orlando
email: -

3/7/2013 - 4:35

Se vorrò vivere dovrò celebrare quello che è stato,
nel silenzio del mio cuore
come ricordo nel ricordo.
Ebbro di vita nuova,
confusa e sofferta.
Indugio nel canto di mille sirene
di cui una, la mia, mi sorride
e guarda il mio sguardo incantato
che scaccia l’oblio di memorie,
e vive nel gioco di vita
lontana negli anni,
presente e distante.
Son solo a comporre mosaici
tasselli e colori
in attesa di Te che sei già in cammino.
Verrai nel crepuscolo certo,
sereno come un sogno nel sogno,
a guidarmi per mano la strada.
Son certo che niente fu vacuo
niente di quello che è stato
è andato perduto.




In risposta a: del
Microcriminalità
AUTORE: Michele Prenna
email: [protetta]

8/5/2013 - 11:22

La chiamano piccola delinquenza
confinata in due righe di cronaca
ma fa rumore di fondo
d'un convivere da troppi sofferto
e dare spazio a ricchi scandali
di chi può permettersi abusi
incitare la gente contro qualcuno
contando di prenderne il posto
non è bel vedere ma avviene
rendendo rabbiose le vite.




In risposta a: del
1° Maggio
AUTORE: Michele Prenna
email: [protetta]

29/4/2013 - 15:27

Lo aspetto al varco
primo maggio
che festeggia il lavoro
quando c'è.

Che spinge a meditare
quando è da sfruttato
quando non è tutelato
quando è negato.

Sarà in piazza il sindacato
con gli striscioni e il corteo
con i lavoratori preoccupati
con giovani e pensionati
con i tanti immigrati.

Si rivendicheranno diritti
denunciando soprusi
avanzando coi canti
antichi e nuovi della fatica
per il guadagno del pane.

Come ogni primo di maggio
tutti inneggeranno al lavoro
gridando che sia non precario
con un grande concerto
a conclusione del giorno.




In risposta a: del
25 Aprile
AUTORE: Michele Prenna
email: [protetta]

24/4/2013 - 18:36

Ne restano pochi
testimoni del venticinque
del vento del nord protagonisti
che spazzò via il Male.

In piazza non saranno molti
troppa la delusione
nel venticinque dell'oggi
pieno di malessere.

Ma serve l'esserci
nel giorno della Liberazione
a memorare i tempi bui
squarciati col sangue
dalla Resistenza ai tiranni.




In risposta a: del
Re Leone
AUTORE: Michele Prenna
email: [protetta]

22/4/2013 - 12:25

Lontana la leonessa
a procurare il cibo
i leoncini sbrana
un vigoroso maschio.

E' legge di natura
durissima da pianto
per la gentile anima
così prender dominio.

L'istinto però muove
non la ragion di stato
nè un malvagio cuore.

Meglio è un felino capo
coerente all'io animale
d'un prepotente umano.




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