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La Voce di Pistoia
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CHITI SCHERMA


I campionati italiani under 14 hanno consacrato i clamorosi progressi di Fabio Mastromarino, classe 2005, che dopo aver esordito nella scorsa stagione, ha via via ottenuto risultati sempre più importanti fino ad issarsi al 5° posto nella massima rassegna tricolore.

SCHERMA

Grande risultato conseguito dalle squadre di fioretto maschile e fioretto femminile del Club Scherma Agliana che a Caorle confermano con autorevolezza la serie A2 in cui militano ormai da varie stagioni e con le ragazze sfiorano addirittura la promozione in A1

MTB


Conto alla rovescia per la Gran Fondo Pissei Edita Pucinskaite: mancano una quarantina di giorni alla  manifestazione ciclistica che risalta i valori di sport, solidarietà e cultura e invita tutti i cicloamatori e cicloturisti a partecipare numerosi usando il mezzo della passione,

CLUB SCHERMA AGLIANA

Splendida vittoria per Tommaso “Riga” Martini nella Coppa Italia Cadetti  U 17 di fioretto maschile e ottimo terzo posto di Alessio Bianchini nella Coppa Italia Giovani U 20 che si sono disputate nel fine settimana ad Adria

SCHERMA


Sulle pedane di Assisi i colori arancioni sono saliti per ben quattro volte sul podio. Nella categoria giovanissimi è arrivata la vittoria di Giacomo Bernini con al suo fianco (terzo) Fabio Mastromarino.

ATLETICA

A Pontedera in grande evidenza la società pistoiese che porta a casa 80 metri, 150 metri, 300 ostacoli e staffetta 4x100 più l’argento nel salto in lungo. Nella classifica per società, primo posto al termine di questa tappa

CHITI SCHERMA

Si tratta di un risultato di grande spessore, soprattutto in vista delle convocazioni per i campionati europei di categoria, che si disputeranno a Minsk alla fine di questo mese

PODISMO

Ancora un  appuntamento podistico fissato in via Enrico Fermi a Pistoia dove domenica si corre l'ottava edizione della “Cna 10.000 City Run” sulla distanza di 10 chilometri per i competitivi e di 4 e 10 mila metri per i camminatori della ludico motoria

EVENTI DANTESCHI

Il viaggio nella Divina Commedia che faremo grazie a questi incontri in tre particolari luoghi pistoiesi, sarà un’analisi della coscienza per un fruttuoso attraversamento del male e del dolore, promuovendo la pace in senso interculturale e interreligioso

MUSEO MARINI

Un ortopedagogista specializzato in arte espone tra le sale del Museo Marino Marini. E’ il tedesco Ulrich Haug che da domani, sabato 27 maggio dalle ore 18.30, mostrerà i suoi originali lavori in cera negli spazi della galleria dedicata all’arte contemporanea del Palazzo del Tau

LETTERAPPENNINICA

Al Salone internazionale del Libro Federico Pagliai come presidente di Letterappenninica ha consegnato al collega scrittore una targa con la quale Corona è diventato “socio onorario” della associazione pistoiese

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

GIORNATA INTERNAZIONALE DEI MUSEI

Le iniziative sono in programma da giovedì 18 a domenica 21 maggio. Per alcuni appuntamenti è obbligatoria la prenotazione. Accensione del raggio laser da Palazzo Fabroni a Villa di Celle dal 20 al 28 maggio

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

NATURART

Sabato 13 Maggio alle ore 16.00 la presentazione del numero 25 di NATURART con un percorso attraverso le opere di Galileo Chini

Dal libro
"PER MIA FORTUNA, AMANDO, MI SONO ROVINATO .....
Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
dove .....
Una vasta prateria
campi e prati incolti
un ex soldato .....
Milano ecco il sogno per i tanti che cercavano e cercano .....
Vendo 1 bancale di pellet di abete di produzione locale (in sacchetti .....
Giovedì 30 Marzo 2017 ore 21 presso Caffetteria Il Moderno ad .....
Persona sola cerca a Pistoia piccolo appartamento 40/ 50 mq. .....
Spett/ le redazione "ITirreno"

Questa mia mail, per mettervi .....
Quarrata
Serravalle P.se
Pistoia
Serravalle P.se
Pistoia
Serravalle P.se
Quarrata
Montale
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In risposta a: del
CERCO LE CHIAVI DI CASA
AUTORE: ANDREA IMPROTA
email: [protetta]

17/3/2017 - 16:33

Dal libro
"PER MIA FORTUNA, AMANDO, MI SONO ROVINATO LA VITA" (Andrea Improta)
Editore Tracce Per La Meta
________

Cerco le chiavi di casa.

Abito là,
tra un errore, un cuore
e fiori di carta
che prenderanno vita.
Dove le pareti
non sono mattoni,
ma carezze, parole
e notti d'amore;
quando mi sveglio
e non ho più cuscino,
perso tra due occhi,
un bacio e un seno.

E lei sta riposando ancora,
accanto a me,
quadro di alba eterna
che profuma di caffè.

Abito là,
dove i ricordi mi cercano
per raccontarmi di domani,
edera verde al sole.
Semi della mia terra.
Là, su una tovaglia
e bicchieri ancora sporchi
di risate e pensieri;
detti tra noi,
vecchi amici
di rughe e di paure.
Come angeli seduti al camino.

E lei mi sta guardando ancora,
complice di tutto,
anche della luna che si ruba
per sussurrarmi buonanotte amore.


(Andrea Improta)




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Il consenso delle stelle
AUTORE: Rossana Melani
email: [protetta]

15/3/2017 - 20:15

Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
dove per la nudità
quello che conta rimane
mentre il resto scivola via.

Non chiedermi perché
i pensieri traballano
nell'incedere eloquente
di alcuni passi,
perché vi siano sapori
così speciali
da non dimenticare.
Non voglio ricacciare dentro
la spontaneità di un rossore
se sotto l'elogio delle stelle
è stata posta ora
una coppa colma
di ciò che chiamerò follia.
Ne basta un sorso
per ubriacarsi una vita intera,
un solo sorso
per distinguere il tempo
che passa
da quello che resterà.


Esiste una favola vera
dove anche gli ignari
riconosceranno tutto il lecito
e il grande di ciò che è.



Rossana Melani
Dal libro: Nastri d'infinito. Tempo ricordi follia. 2017




In risposta a: del
Al Nonno...
AUTORE: Briganti Debora
email: [protetta]

16/1/2017 - 16:25

Una vasta prateria
campi e prati incolti
un ex soldato di gendarmeria
osserva il paesaggio dai mille volti.


Il vento, il sole, la terra natìa,
di grandi fatiche e lieti giorni rimembranze
che il tempo non ha spazzato via.


Armato di fede e per la patria grande amore
ebbe cura dei terreni
e dei suoi frutti gustò il sapore.


Adesso l'uomo ha novant'anni
gli giunge quieto e lento il sonno
dimentica perciò tutti gli affanni:
quel grande uomo è mio Nonno.




In risposta a: del
Milano
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

16/5/2016 - 12:58

Milano ecco il sogno per i tanti che cercavano e cercano un riscatto, per i tanti che nel boom del cosiddetto miracolo salirono per farsi una nuova vita, per trovare un loro posto. La Milano industriale, motore del Paese che usciva da una fase rustica contadina per avviarsi all'industrializzazione.

Poi la Milano da bere, quella degli anni 80, quella rampante, quella di dei furbetti e dell'epoca craxiana. La bellezza di Milano è un aria che nella sua frenesia porta una voglia di darsi da fare, un correre, e questo i milanesi l'hanno introiettato fin dalla culla, difficile vedere un cittadino meneghino che cammini lento, tutti devono dare l'impressione di muoversi, di essere rapaci nel loro piccolo per essere degni di appartenere al Pirellone che troneggia e accoglie il visitatore ancora stordito dalla frenesia che subito riscontra.

Sentite e vedete che passa il tram sulle rotaie e questo è il segno inconfondibile della città, questo sferragliare, saturo di gente, che vi passa vicino.
La linea 1, un tram ancora come una volta, un piccolo abitacolo di legno che nella sua lentezza vi trasporta nel tempo dandovi la sensazione di appartenere al passato e magari fermarsi al Bar Magenta per un caffè storico, o al mitico bar Jamaica dove potete avere l'abbaglio di scorgervi Piero Manzoni e la sua arte. Se vi portate verso il centro, verso la maestosità del duomo che nelle sue guglie e nel suo splendore viene illuminato dagli ultimi raggi del sole nel roseo e nelle sfumature al mattino, ecco davanti a voi il cuore pulsante della rinascita italiana simboleggiato dallo stile liberty della galleria Cavour, dal museo del Novecento, dal prorompente Palazzo Reale che accoglie l'esposizione di mostre dei grandi artisti.

Passeggiate da quelle parti, respirate un po di quell'aria, aria della memoria come direbbe il più grande poeta milanese e non solo, Franco Loi, che scrive in dialetto e che conosce bene la città. Piazza del duomo è uno spettacolo per lo sguardo non solo per la gotica epifania del Duomo, miracolo dell'arte e laboriosità dell'uomo, ma anche per l'insieme che incastona il vostro sguardo su quella piazza. Se avete qualche prurito artistico, fate una camminata verso il quartiere storico degli artisti, Brera e la sua stupenda pinacoteca vi lasceranno a bocca aperta, in quella storica dimora, accademia fra le più famose, potrete ammirare i capolavori del Mantegna, Caravaggio, Bellini Raffaello, Hayez e molto altro.

Se volete camminare per rilassarvi un po' e fermarvi senza essere sospettato dalle forze dell'ordine, come a Luciano Bianciardi, concedetevi una pausa meditativa verso i Navigli, luoghi poetici ancora quasi incontaminati dalla cappa modernizzatrice e consumista che ha cambiato le fisionomie delle città rendendole quasi tutte uguali. I Navigli sono il tratto inconfondibile di Milano, quei corsi d'acqua che in passato portavano lavoro, nella bruma avvolgevano le imbarcazioni,sono oggi cartoline in bianco e nero come le lavandaie che lavavano i panni presso il corso d'acqua.

Concedetevi un ristoro e andate alla trattoria Milanese di viale Gorizia, e lì prendetevi un riso allo zafferano e poi una famosa cotoletta. Uscirete a gustare i sapori di quell'ambiente che in qualche scampolo di tempo ha preservato la sua poesia; magari potrete incontrare qualche verso della poetessa Alda Merini nei pressi di Porta Ticinese.

In qualche fumosa osteria sorseggiate un po' di vino fino a dimenticare di essere a Milano negli anni del postmodernismo, e fate un salto indietro pensando che la città sia a vostra disposizione, non ancora feroce, non svenduta alle logiche di un capitalismo rampante, poi visitate con questa disposizione di spirito la casa del più illustre cittadino meneghino, Alessandro Manzoni che forse oggi non avrebbe trovato nessuna scusa per non celebrare un matrimonio tanto è naturale e ordinario non affrontare il passo. Milano aria di riscatto, aria di bellezza che s'incarna nei suoi stupendi monumenti.




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La mano callosa è rara..
AUTORE: Massimo Filippelli
email: -

13/4/2016 - 8:30

La mano callosa è rara, quasi estinta
dalla fretta e da ciò che resta
di questa dismessa officina.
Sento accenti stranieri che
battono su incudini di fatica,
la calcina e la terra nel secchio
insieme alla fame e al salario.

La mano chiusa, di alabastro
essiccata nell'impotenza davanti
a schermi accesi, pietrificati sguardi
seguaci di Lot.

La mano che si apre e dona
vivente, che coltiva e custodisce
oppressa e soffocata dalle spire
di questo Moloch virtuale.
La mano inerte è numerosa, sola insieme alle altre,
divisa perché pericolosa, resa e arresa,
in un attesa di questo incantesimo del Nulla.




In risposta a: del
L'albero del futuro
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

12/4/2016 - 9:17

L'ALBERO DEL FUTURO

TORNA A FIORIRE IL FUTURO,
TORNO A STRINGERE LA TUA MANINA
PER SENTIRE CHE L'AURORA
SOSPIRA SUL CANDORE DELLE TUE ATTESE.

TORNA IL GARRIRE DELLE RONDINI,
TORNA L'UMILE ITALIA NEI BRACCIANTI
DALLA PELLE SECCA, CHE ASPETTANO
TREPIDANTI LA LORO MERCEDE.

TORNA A CASA LA SPERANZA DI UN INIZIO,
ESILIATA E SFRATTATA DA TEMPO,
IN PUNTA DI PIEDI NEI VIOTTOLI
DI CITTA' ADDORMENTATE.

TORNA LA VOGLIA DI STARE INSIEME,
PERCHE' TORNA IL MIO DESIDERIO
DI COSTRUIRE UN PEZZO DI STORIA
LA STRADA DELLA VITA ABBANDONATA.

QUANTE ATTESE MORTE NEL TEMPO,
PICCOLI SEMI PER TORNARE A SPERARE,
CON PIU' FORZA NEL RISCATTO;
STARE ALL'OMBRA DI QUESTO ALBERO!




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Venezia
AUTORE: Marta
email: [protetta]

8/3/2016 - 14:42

Silenzio intorno
ma non umano silenzio
Nella notte silenzio acquoso
ovattato nebuloso
per animo sensibile e solo

Placenta di emozioni
vivide percezioni
lagunari infiltrazioni
intersecano contrari umori




In risposta a: del
Il vento e le anime
AUTORE: Matteo
email: [protetta]

8/2/2016 - 14:08

Fuggendo dalla quotidianita', dall'essere io.. lasciando alle mie spalle i ricordi, le passioni e gli errori. Trovando nel Cammino un anima pellegrina venuta dal mare..La saggezza che viene da lontano e cambia la prospettiva dei pensieri..
E cosi' tutto intorno a me ha un altro senso, un altro colore, un altra direzione..
Guardando all'orizzonte continuo a camminare, aiutato dal vento che mi fa compagnia in questo viaggio..




In risposta a: del
notte d'estate
AUTORE: Anna Saracinia
email: [protetta]

3/10/2015 - 6:51

Vedi......la via lattea!
Chissà perché, lassù,
le stelle
sono più grandi.
Il cielo si avvicina
sopra la mia testa
un blu intenso
e le stelle. .......tante......
illuminano i miei pensieri.
Illuminano
quelle antiche strade
percorse da secoli
da persone sempre diverse,
Ma sempre uguali.
Pensieri ricorrenti
ricordi, ancora vivi nel tempo

.......e le stelle, sopra di me
mi indicano il cammino.




In risposta a: del
Sapere della marcia degli uomini scalzi...
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

14/9/2015 - 17:41

L'amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile.
T W Adorno

Sapere della marcia degli uomini scalzi in solidarietà con i
migranti mi suscita sentimenti nobili, di partecipazione
affettiva, di speranza nella selva oscura di questo tempo
carico di emergenza per situazioni che stanno travalicando i “confini”
e gli schermi del televisore con lo stillicidio continuo della problematicità.
Siamo chiamati alla responsabilità individuale, a rispondere con i nostri
gesti quotidiani e parole perché la neutralità non è solo neutralità,
ma si trasforma nel tempo in connivenza con il male, assumendo
la fisionomia dell'ignavia di “dantesca memoria”.
In questo tempo turbolento, siamo interpellati ad uscire dal vestibolo
del quieto vivere, dell'indifferenza, dal nostro facile tornaconto,
perché una società civile per definirsi tale ha bisogno della partecipazione
orizzontale di tutti, senza delegare in alto come è facile e istintivo nel
carattere italico fare, uscire dal particulare per allargare gli orizzonti.
Le mie considerazioni sono sentimentali, non si poggiano su dati storici,
né cognizioni di geopolitica; come dicevo sono colpito della marcia,
e pensavo anche ai tratti tipici della mobilitazione “italica”,
alla nostra generosità nei momenti storici particolari, ai nostri slanci
che in particolare periodi hanno messo in luce l'anima migliore di
un popolo che và oltre l'interesse personale.
Mi chiedo anche nella consapevolezza delle distanze dei problemi e degli
avvenimenti, perché tanta solidarietà “interna” non si manifesta di frequente,
ma aspetta per accendersi giustamente in momenti drammatici esterni..
perché gli “Italiani brava gente” non sono solidali anche con le tante ingiustizie
interne che continuano a perpetuarsi ai danni di poveri esclusi che non hanno
possibilità di vita dignitosa, ai pensionati che rovistano nei cassonetti,
ai disoccupati non più giovanissimi, agli esodati, a chi non ha reddito
ma solo il welfare parentale, perché non togliersi spesso le scarpe,
ben sapendo che il terreno è sacro per tutti, che la Vita non ha colori,
né differenze ideologiche, ma chiede solo l'Umiltà di un semplice gesto!
Spesso i gesti straordinari sono rapsodici come le punte di una sinfonia
per tornare poi alla “normalità”, mentre è cambiato poco, ma se ci fosse
più solidarietà e partecipazione ai problemi del paese forse saremo meno
nella minorità di delegare a chi non rappresenta più le istanze profonde
della gente.
Massimiliano Filippelli




In risposta a: del
Utopia che può salvare
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

19/4/2015 - 21:33

Cosa potrà salvarci, cosa ci sarà che possa sbocciare da questa terra arida...la rosa della bellezza, la pienezza dell'umanità, lo splendore del vero! Così malgrado il pragma cantato dentro gli involucri del sistema tecnico, malgrado le spire di questa economia asfissiante ecco levarsi la brezza di una rinascita, lo stupore rinnovato per il nuovo. Questo nuovo che alza la testa verso orizzonti di beltà, verso banchetti di comunione dando speranza dove sembrava consunta, dando luce dove sembrava tenebra, dando amicizia dove sembrava arida solitudine, dando amore dove sembrava sterile presenza. L'apparenza è sgretolata, la maschera della menzogna si è tolta di mezzo e al suo posto la giustizia insieme alla verità sembra trionfare.
Scenderemo ancora zufolando spensierati perchè l'orizzonte della comunione avrà colmato il divario fra i ricchi e i poveri e la discordia avrà ceduto il passo alla lietezza.




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Venti contrari
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

4/3/2015 - 9:14

Tu pensi che possa cambiare qualcosa?....
Una cronica situazione andata male come può riuscire ad elevarsi, come riuscirebbe ad uscire da questo vicolo cieco che sembra non finire mai per questo paese così corrotto, così irresponsabile verso i suoi cittadini!
Lo spero lo spero diceva il giovane, si potrebbe citare Gramsci: L'ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione; ah odio gli indifferenti...
E intanto una disgregazione individualista sembra premere in ogni piega, sembra che ogni monade sigillata si muova per conto proprio alla ricerca di un pò di serenità.
Arida società di individui mossi dall'idolo che non sente e non tocca, prosciugato è il pianto, automi mossi dal calcolo. Qualche resistenza per non atrofizzare il sentimento, qualche sprazzo di bellezza che fulge nell'oscura penombra delle città diventate "termitai di solitudine"!
Questo Totem a cui sacrificare la vita dell'uomo, questa economia che in modo invisibile uccide, che scarta che seleziona, che divide, che arricchisce persone già ricche! Ah arroganza travestita da abito conveniente, narcisistico cammino per arrivare in vetta senza gli altri. L'adulto smaliziato, cinico, disilluso che ha perso ogni ingenuità non s'incanta più davanti al cielo, davanti al tramonto.
Da lontano un grido che squarcia i secoli, un furente grido che rende giustizia di tutti i deboli, di tutti gli umiliati: "Guai a voi ipocriti!"
le frustate che bruciano la coscienza del finto tonto, dell'opportunista, di ogni falsità.




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Il sorriso del Monaco
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

27/2/2015 - 15:25

Da lontano si stagliava nella leggera foschia, l'antica fortificata abbazia,
la cupola che sovrastava i due bracci dell'edificio che sembravano accogliere qualsiasi pellegrino in cerca di ristoro.La strada si snodava nell'aperta campagna, nei campi roridi di brina ghiacciata , lasciando nel pomeriggio piccoli specchi d'acqua e di lontano si poteva scorgere le automobili che transitavano sulle strade intorno ma lontano da sembrare difficile da raggiungere. La voce calda che aveva accolto il suo desiderio mentre parlava al telefono gli aveva messo l'aspettativa di trovarsi davanti ad un uomo di Dio.
Portava oltre al piccolo bagaglio con il necessario, la soma data dalle sue preoccupazioni sul futuro, dalla strada da seguire per realizzare la sua umanità e in piccolo e concreto qualche sprazzo di luce per capire dove dirigersi incominciando dal poco. L'animo era ingombro di questi pesi, il passo andava e la giornata splendeva tersa.
Era un piacere camminare verso una meta, anche se il freddo turbava una possibile leggerezza. L'antico e misterioso monastero si stava avvicinando nel suo nitore, si poteva scorgere bene la chiesa lateralmente, del tredicesimo secolo, la porta d'ingresso e il piazzale che accoglieva lo sguardo del viandante appena varcata la soglia del portone, affascinato dal suo medioevo splendore. Era appartenuto in passato ad un ordine soppresso da Carlo Borromeo, gli Umiliati, perché fra le sue fila partì una congiura per ucciderlo nel 1570 circa. Divenne poi un ospedale militare nell'epoca Napoleonica, e sembra che Napoleone cedette l'Abbazia all'ospedale di Milano che poi lasciandolo incustodito per molti anni l'abbia ceduto ad un ordine in cerca di una casa; i Premostratensi, un antico ordine fondato da S Norberto. Il pellegrino avanzò nella parte centrale e dopo una rapida occhiata si diresse alla porta della foresteria. Dietro il vetro scorse la figura candida del monaco che l'attendeva. Aprì la porta e subito si presentò. La giornata volgeva quasi al termine, il cielo si rabbuiava dopo il lucore rigido della giornata invernale dove il sole aveva concesso un piccolo pegno di quella stagione che fra poco avrebbe pigiato per arrivare, già sentivi che le giornate cominciavano ad allungarsi..
Il monaco gli disse se voleva una bevanda calda, così si diressero alla porta della foresteria refettorio..
Lì c'era una macchinetta automatica per l'erogazione di bevande,
Fra Giorgio, questo era il suo nome, era alto, scalzo nei sandali, gli occhi celesti e il suo viso mostrava una serenità che contagiava, smussando l'agitazione che qualsiasi persona dall'esterno si portava appresso.
Si misero a sedere.
Cominciò a parlare e il tempo passò rapidamente. La sala era arredata in modo essenziale, semplice, alle pareti erano appesi delle riproduzioni di oggetti sacri, in fondo c'era un mobile per riporre i piatti e i bicchieri e poi c'erano dei tavoli per gli ospiti di passaggio.
"Insomma è il momento di fare delle scelte!" disse fra Giorgio..
"Devi dare fiducia alla parola data" e fece l'esempio del viaggio per andare a Venezia, muovendosi sul desiderio di raggiungerla anche se dicono che non esiste, ma se non ci si muove per andarci non ci si può credere..
Il pellegrino ascoltava con attenzione e sorpresa, stanco del viaggio ma anche più leggero nell'animo sentendosi accolto. Qualche ombra di passaggio offuscava lievemente la percezione di essere in un luogo dedito al silenzio e al ritiro dal chiasso di fuori. Il monaco proseguiva con delle citazioni e storie che catturavano sempre più l'attenzione del viandante. In fondo ognuno ricerca quella pace e armonia che permette di ringraziare Dio dell'esistenza.
Parlò della "Leggenda del santo Bevitore", dicendo in modo amabile e caloroso, che dalle situazioni più infernali può resistere il desiderio di Bene; quell'uomo nella dissipazione della sua vita, pensava costantemente di restituire quei soldi alla piccola santa: quanti si credono a posto ma sono in realtà lontani..
Dentro l'errante si ergevano domande indistinte, un bisogno di strattonarsi
da una sua presunta immobilità; ma le parole del religioso erano come piccole stille di miele balsamico che scendevano sulle tante domande aperte e silenziose che gravavano nel cuore.
Fra Giorgio gli disse una storia presa dai racconti dello psicologo Erikson :
il cavallo, per esprimere il concetto che ognuno di noi capisce quando si sente a casa senza chiedere tanti consigli esterni! Ciò che colpi molto il mendicante di luce, fù il sorriso del monaco, che ogni tanto dopo le sue battute e parole davano un senso di leggerezza e soavità. Ciò che riportò a casa come frutto di quella breve parentesi, era ancora la rinnovata sensazione della gratuità del Padre,
l'abbandono fiducioso al quotidiano senza tanti arroventati e idealistici eroismi: "Il mio Giogo è dolce e il mio carico è leggero" e tutto ciò che non porta pace non viene da Lui.
"Passò facendo del bene", atti degli apostoli.




In risposta a: del
Il militante
AUTORE: Cimosco
email: -

12/1/2015 - 18:09

Quel giorno passò rapidamente e nel cielo vespertino, striature vermiglie tinteggiarono la tavolozza di quell'azzurro sfocato.
Stava riattaccando la cornetta quando le ultime parole di Giorgio echeggiarono e volevano dare un senso altisonante e quasi solenne al discorso: "se uno non è disposto a lottare per le sue idee o non valgono..." evocando esplicitamente il poeta americano ( miglior fabbro e scopritore di talenti)..
Era un pò emozionato e un pò inadeguato all'aspettativa che quelle parole sembrava riversassero nel suo animo; quasi a voler insufflare quello che altri pensavano che lui credesse sul serio, nell'azione! ..
Aveva incontrato Giorgio nei corridoi tappezzati di slogan antifascisti e veteromarxisti della facoltà di Scienze politiche, in quelle aule un pò stantie dove l'atmosfera satura di citazioni, di idealità e piccole scorribande di vari ideologizzati neofiti si accalcavano ai tavolini di turno dove potevi scorgere frasi più arcaiche e lontane dal tempo e icone rivoluzionarie: Gruppo Stalin, socialismo rivoluzionario ecc..mentre i volti dei condottieri sembravano dei fari per falene impaurite e a caccia di identificazione. Lui no, voleva essere sebastian contrario, non ci stava ad intrupparsi in modo troppo facile alla moda del gruppo, lui cercava altro, era attratto e ne aveva anche paura da altre voci, da altri lidi più ostici e scomodi, da altri ritrovi. Era un periodo spartiacque nella storia della nostra giovane repubblica, stava per concludersi un ciclo nel modo meno brillante per una classe politica corrotta e autoreferenziale che aveva traghettato il paese nel periodo dove era ancora possibile fare i soldi e spendere con leggerezza senza pensare alle conseguenze pesanti che sarebbero intervenute per una generazione poi chiamata perduta..( mani pulite)
Quando si trovava insieme agli altri avvertiva una certa incongruenza fra il suo atteggiamento apparentemente sicuro e spavaldo improntato alla serietà e lealtà e quello che sentiva nel suo animo; quella paura di essere scoperto debole, quella continua difesa dal manifestare la sua solitudine e ricerca di amicizia nel posto sbagliato con persone sbagliate.
Giorgio sembrava il tipico militante o militonto pieno di sicumere che con il paraocchi non si accorge delle sfumature, tira dritto come il suo storico idolo, che cercava di catalizzare l'attenzione e persuadere di essere nella ragione su quello che accadeva nel paese. Ma quella dissociazione che provava dai suoi più genuini sentimenti veniva per poco ripagata dalle apparenti dichiarazioni di forza che in quel filone si cercava di prodigare, attraverso i loro riferimenti dal comandante Codreanu, al samurai Mischima, da Brasillach, La Rochelle, Celine, a Primo de Rivera..
Quei banchetti avevano certi libri che non trovavi nei circuiti normali.
Anni dopo si sarebbe imbattuto in una celebre frase del filosofo M de Unamuno che alla provocazione del generale Millan Astray all'università di Salamanca avrebbe risposto così: Voi vincerete perché avete più forza bruta di quando sarebbe necessario. Ma non convincerete. Perché per convincere occorre persuadere. E per persuadere avrete bisogno di ciò che vi manca: la ragione e il diritto alla lotta. ..
Forse sentiva che dove stava lui non c'era la ragione ma solo una ricerca di emozioni forti, il diritto alla lotta sarebbe stato quello per una società più giusta dove i diritti costituzionali venivano vissuti appieno ma ancora sarebbe stato un cammino di maturazione . Quelle ingenue idealità da ambo le parti verranno poi risucchiate dalla discesa in campo del partito marketing, dell'uomo che più di tutti riassumeva il proprio interesse a scapito del bene comune diventando e dando il nome al periodo : il berlusconismo..




In risposta a: del
31 dicembre....
AUTORE: Anna Saracini
email: [protetta]

30/12/2014 - 17:04

L'ultima bottiglia
di champagne
si diffonde nell'aria
in una schiuma bianca
festosa...
E le risate
mi giungono lontane
come in una poesia
stracciati
come un abito vecchio.

Vorrei
unirmi a loro
a tutti
a te

Non posso........




In risposta a: del
agosto
AUTORE: Anna Saracini
email: [protetta]

30/12/2014 - 16:54

È tornato agosto a Treppio
il primo.

La casa è piena di te
se mi fermo un attimo
sento la tua voce
La tavola
con i piatti a righe blu
la tovaglia a quadri
...le quattro stagioni di Vitali
Le grida dei ragazzi
ormai grandi
le voci degli adulti
ora vecchi.....

E tu
dove sei?
Ovunque volgo lo sguardo.

Il Pranzo È finito.
Dentro di me soffoca un grido. ..

Babbo
anche a me il cocomero
quello lì!
Quello più grosso!




In risposta a: del
Natale
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

19/12/2014 - 16:35

"Ecco sto alla porta e busso"..
Siamo sospesi nelle tante possibilità,
che ogni giorno ci offre la Vita per incarnarci, approdando a quel lido dove
possiamo manifestare pienamente la nostra umanità! Fuori può esserci la mano tesa del mendicante che chiede non solo moneta ma uno sguardo che gli restituisca l'umanità rubata, la rabbia del disoccupato che gli viene negata la dignità, l'emigrante smarrito che chiede ospitalità. La Festa dell'uomo nuovo rinasce ogni anno per indicare un altra direzione, rinnovare una speranza nei cuori infiacchiti dall'abitudine, assuefatti al rito, dove il senso vero viene sottratto da una grande persuasione al consumo.
Il tempo sottratto all'incontro è tempo non vitale, ogni oggetto acquistato costa il mio tempo per averlo, nel circolo vizioso per possedere e poi distruggere dove però gli altri sono secondari...

Natale, possa splendere nei cuori piegati la luce e il calore di un banchetto dove non è importante il regalo ma la tua presenza perché la comunione sia viva e non alienata dalle cose. "Eccomi"...
il miracolo di un punto finito che accoglie l'infinito, di un incontro da cui tutto ha inizio, ecco il mistero che ci sorprende e in quel nome accorriamo per trovare riscatto dai nostri mali e sperare nell'abbondanza che solo le sue parole possono portarci, "da chi altri andremo"..




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Una candela accesa
AUTORE: Massimiliano Filippelli
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17/11/2014 - 16:12

La giornata volgeva al termine e nel crepuscolo sentiva nell'aria un qualcosa di malinconico che empiva sempre più il suo animo di una dolce mestizia.
Forse il cielo piovoso, quella cappa plumbea sembrava coprire le sue inadempienze che si rimproverava, giustificandosi per il mal tempo, forse si sentiva separato dagli altri che come lui lottavano per la loro conquista di un presunto posticino più riscaldato, più soleggiato ma che alla fine li portava ognuno distante da sè stesso e dal resto della comunità.
Era il modo di vita odierno che aveva creato un disumano modo di rapportarsi agli altri dove il senso della comunità si era logorato e aveva preso il sopravvento un andare avanti per sè stessi e per i propri cari.
L'umido penetrava nelle ossa, la pioggia
scendeva dando il senso dello scandire del tempo; ricevette una telefonata da un suo caro amico e un piccolo raggio di sole riscaldò l'animo poi tremolanti parole cadevano nel vuoto per lasciare una insoddisfazione latente.
Si scioglieva una esitazione, penetrava qualcosa nelle giunture, si sfaldava nell'acqua piovana quella certezza di un duraturo modo di sentire o di esserci.
Desiderava quasi qualcosa d'indistinto e non definibile, qualcosa portato via dall'acqua, che scorreva e voleva tenerlo per sé: ma tutto scorre si ripeteva pensando ad Eraclito.
Continuava a piovere e dentro una piccola tenue luce cominciò ad illuminare i suoi pensieri; se una candela accesa si consuma e fà luce in una stanza non è meglio parlare di quella che del buio stesso...
Si ripromise di fare qualcosa di gratuito senza pensare ai suoi crucci.
Se fosse andato per svolgere un servizio si sarebbe accorto di altri che come lui avevano bisogno di una mano, di uno sguardo, di una presenza.




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pensiero
AUTORE: maria cristina
email: [protetta]

8/11/2014 - 18:55

…e penetrante, sordo,
come una folata di storni
che arriva
improvvisa,
un pensiero mi prende.
E’nero pari a questi uccelli
che guardo rapita;
si svela compatto, cangiante,
più denso, meno denso;
e come loro, cambia,
improvviso
la direzione del volo;
scompare…
mi lascia una lieve inquietudine




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Silenzio
AUTORE: Anna
email: [protetta]

27/9/2014 - 11:50

Il mio silenzio
lo trovo qui
abbracciata da rami
ricoperti di foglie
verdi

Mi arriva ovattato
il ronzio di una mosca
che torna tutti gli anni
a farmi compagnia....

Guardo fuori
da questa finestra
che mi ha visto giovane,
.......tutto sembra essersi fermato!

soli io vado avanti e non mi fermo!

Confusa da voci, suoni, emozioni,
arrivo qui
e mi affido a questo silenzio!


Dedicata al paese che amo:
Treppio.




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dopo di te...
AUTORE: anna
email: [protetta]

27/9/2014 - 11:40

Mi sono lasciata vivere
da giorni infiniti, lunghi,
da ombre
larghe, strette......

Mi sono lasciata vivere
da emizioni violente
da dolcezze infinite .

Mi sono lasciata vivere
da lacrime e sorrisi...

Mi sono lasciata vivere
in attesa di......niente!




In risposta a: del
Olivi
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

21/9/2014 - 16:42

Eravate come sentinelle al monte,
contorte braccia a serrare ogni via di fuga; foglioline roride di rugiada.

Una distesa per torchiare in quelle ore
l'agonia di fronte al bivio.
Ognuno in quella notte!

Piccole notti per ogni scelta!
nell'intrico del cammino,
Grandi scelte in quelle notti.

Da quella prima notte oscura,
non sarò mai solo,
se potrò stringere
ogni volta, quella prima mano
inchiodata.




In risposta a: del
Il Gingillo
AUTORE: Massimiliano Filippelli
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2/8/2014 - 16:55

Stava uscendo in strada con in mano il solito gingillo elettronico che la teneva informata sul resto dei suoi soliti contatti!
Le cuffie bianche e il filo penzolante; fuori c'era un pò di gente, coppie giovani con la carrozzina, qualche anziano che passeggiava lieto del tempo più stabile e soprattutto molte sue coetanee che riproducevano la solita immagine autistica e solitaria noncuranza di chi avessero vicino.
Qualche espressione dello sguardo compiaciuto nell'abbassare lo sguardo al piccolo quadrante ci dava l'indizio di una soddisfazione intransitiva che gioiva del suo gingillo pieno di possibilità che il precedente apparecchio appena cambiato non le permetteva.
Stava passeggiando con la mano leggermente sbilanciata come tenesse
il suo scudo protettivo, un elmo digitale che la mettesse a pari di chi incontrava senza sentirsi fuori,
inerme privata del guscio, quasi una lumaca...E mentre andava non si accorgeva di chi le veniva incontro,
non alzava lo sguardo alle case, alle strade, agli alberi, all'uomo che camminava in senso contrario, fino al momento di sfiorarsi. Era talmente presa dal suo piccolo schermo che la realtà sembrava ridotta ad una spiacevole incombenza per portare in giro il suo gingillo, trastullarsi con lui
forse anche sedurlo con ammiccamenti sensuali...Quante possibilità di contatti le si aprivano davanti, rimanendo comodamente a casa, quante possibilità che poteva sfruttare.
Eppure sentiva di essere isolata, di aver bisogno di quel gingillo per uscire in strada, di esibirlo come un piccolo trofeo chiudendosi appena non fosse riconosciuta, anzi mostrandosi indisponibile nella sua beltà autosufficiente! E se anche dall'altro capo della strada fosse venuto Qualcuno con in mano dei doni freschi per lei, non l'avrebbe riconosciuto perchè troppo intenta a controllare i suoi soliti contatti..




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GRIDO
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: -

26/7/2014 - 16:06

Grida il tuo lamento
perché geme dentro,
spandi il grido,
fa eco al rumore chiassoso del mondo.

Grida la tua rabbia per ciò che non è
e poteva essere, realizza la tua umanità,
sotto i cieli cupi di questo mondo.

Grida l'ingiustizia che vedi,
per la privazione dell'essenziale,
è stato rubato il futuro,
si nasconde la verità!

Grida la tua umanità ferita,
nel silenzio dei buoni, di quelli
che non si scandalizzano più!
A chi va bene tutto purché
non si tocchi il loro piacere.
Grida , grida non tacere fino a star male
esci allo scoperto, esci dall'indifferenza
non gemere in silenzio facendo finta.




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Sisifo
AUTORE: Massimiliano Filippelli
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16/7/2014 - 16:38

Se si auscultasse il termometro della gioia odierna sarebbe difficile non riscontrare una carenza profonda di armonia, di semplicità, di verità nelle relazioni e al contrario fretta
poca autenticità e molta paura di non farcela nella battaglia quotidiana per la competizione.
Se il sistema è strutturato per dividere e creare disarmonia, il singolo risvegliato sentirà tutta l'inanità di quella lotta che dall'esterno gli viene inculcata e andrà avanti cercando quelli simili
a lui che considerano questo modo di andare avanti assurdo. La fatica di Sisifo a chi giova? I sempiterni calli dell'umana cura, se non c'è un senso e una direzione!. Isolati con un pò di "roba" messa da parte pronti a difendersi ma con dentro tanta solitudine. La disarmonia urla per le strade, qualche risvegliato ne ascolta il grido, altri già zombi non si accorgono dello stridore perché ne
sono troppo dentro.No, l'anelito alla pienezza non si tace facilmente,
diverse volte busserà alla porta dell'anima, cercando di risvegliare la coscienza e anche se la troverà sprangata ritenterà più volte prima
di acquietarsi. Com'è difficile trovare un uomo completamente felice! Ne avrete fatta esperienza'? Spesso sono invisibili e non lo penseresti..




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