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La Voce di Pistoia
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SCHERMA

Resta comunque un 4° posto di tutto rispetto che lascia la compagine pistoiese ai vertici nazionali. E ora tocca alle ragazze, che a giugno a Palermo dovranno lottare per conquistare la salvezza in serie A/1.

BILIARDO

Si ritorna in Italia e più precisamente a Pistoia. Il palazzetto dello sport cittadino, il PalaCarrara, ospiterà i biliardi sui quali si disputeranno le fasi finali della rassegna Iridata, giunta alla sua 24° edizione

CALCIO

È con profonda amarezza che dobbiamo purtroppo prendere atto che il calcio a Pistoia sta vivendo uno dei periodi più bui della sua storia quasi centenaria: eppure siamo nella terza serie professionistica nazionale e, almeno finora, non abbiamo corso seri pericoli di retrocessione

BASKET

"Con i giocatori ho toccato spesso il tasto dell'amor proprio: la situazione è difficilissima, ma finire al meglio la stagione, anche sul piano individuale, può per ognuno di loro essere importante anche per il futuro. Proverò a far sì che i ragazzi prendano questo aspetto di natura personale per mettere insieme una buona prova di squadra"

ATLETICA

I migliori lanciatori over 35 d'Italia si sono dati appuntamento al campo scuola il 27 e 28 aprile scorsi. Pistoia sede di fiducia della FIDAL 

BASKET

Anche se virtualmente poi dovremo aspettare i risultati di domenica, non sono abituato a buttare la palla in tribuna: mi sembra evidente che per la situazione in cui siamo, per la classifica e per i numeri, domani è la nostra ultima chance

BASKET

In una situazione oggettivamente molto difficile, sarà importante per Pistoia riuscire a controllare anche l'aspetto emotivo: "E' una delle cose che ci sono mancate contro Torino -spiega Moretti- dal momento che per non aver saputo controllare i nervi abbiamo regalato ai nostri avversari tre possessi e sette tiri liberi"

BASKET

Finisce 81-78 al termine di una gara combattutissima: Pistoia, condannata anche dagli episodi, vede allontanarsi la salvezza.

Fernando Aramburu ai Dialoghi sull'Uomo

La difficoltà di convivere, l’odio, la vendetta sono da sempre temi centrali della letteratura di tutti i tempi. Lo sono anche del romanzo Patria e dei racconti di Dopo le fiamme di Fernando Aramburu, uno degli scrittori più amati degli ultimi anni

ARTE

Domenica 12 maggio dalle ore 17, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, verrà inaugurata la mostra di disegni di Alessandro Sarteschi, "Imprendibile orizzonte".

TEATRO

Asciutto e sincero, empatico e semplice, costruito con l'amichevole supervisione de Gli Omini, Passo dopo arriva in Segheria, con una chitarra, una voce e un pianoforte

POESIA

Venerdì 10 maggio SassiScritti organizza a Pistoia Le cose illuminate una passeggiata poetica e musicale per ricordare Sergio Salabelle che, attraverso la libreria Les Bouquinistes ha costruito un centro di cultura e aggregazione importante per la città

STORIA

25 APRILE 2019 Festa di Liberazione, omaggio alla Resistenza Ore 11 - Piazza della Resistenza – Pistoia - Cerimonia al monumento ai caduti. Ore 12 – Piazza del Duomo – Pistoia - Concerto Bande. Organizzata da CUDIR Pistoia.

MOSTRA

Proseguirà nel Battistero di San Giovanni in Corte fino a domenica 2 giugno 2019 (apertura tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 18) l'esposizione del Crocifisso di Jorio Vivarelli, insieme alle fotografie di Aurelio Amendola

TEATRO

La compagnia de Gli Omini lancia gli ultimi appuntamenti che completeranno la micro-stagione di spettacoli cominciata a gennaio 2019 in Segheria, lo spazio pistoiese in zona Sant’Agostino

MOSTRA

Venerdì 12 aprile alle ore 18 la Fondazione Marino Marini di Pistoia inaugura la personale della fotografa cinese Gao Yuan. La mostra rimarrà aperta fino al 16 giugno e propone laboratori per bambini condotti dalla stessa Yuan

Non ho bisogno di te, ho voglia di te. vita mia
Non .....
Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
lasciai .....
Dal libro
"PER MIA FORTUNA, AMANDO, MI SONO ROVINATO .....
Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
dove .....
Il mio amico francesco Nesci, reduce da un ischemia nel 2017, .....
Il mio amico francesco Nesci, reduce da un ischemia nel 2017, .....
Pescia, centro storico, 3° piano.
Tre vani e ½ di mq. 60 .....
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In risposta a: Trenitalia è un servizio privato..... del 4/3/2014 - 19:17
ma dove vivi luca sforzi?
AUTORE: pippo
email: -

5/3/2014 - 17:16

In risposta a luca sforzi.
Volevo farti presente che trenitalia opera in una realtà di monopolio...come le poste!...altrimenti petchè le vogliono privatizzare??
Inoltre chi pensi che nomini i vertici di quelle aziende, se non la ""politica""??
È evidente che non lavori in un'azienda privata...
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In risposta a: lo spreco.... del 3/1/2014 - 9:12
via erbosa
AUTORE: marco
email: -

5/3/2014 - 10:53

e voilà, nuovo provvedimento del Sindaco per incanalare e concentrare il traffico da una zona all'altra di Pistoia, invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia...
abito in via pratese da quasi 40 anni, penso di conoscere la zona e il suo traffico un pò meglio di tanti cosidetti tecnici, la chiusura del sottopassaggio non serve a niente.
Semmai andrebbe invertito il senso di marcia permettendo l'ingresso in via pratese e non l'uscita e creando un senso unico in via 4 novembre verso il centro, alleggerendo così il traffico sul ponte e piazzetta dell'arca.
Addirittura invertendo il senso di marcia in via della fortezza potrebbe essere creata una specie di rotonda tra le case fra detta via e l'adiacente via pratese, di cui potrebbe usufruire chi viene dalla zona industriale, per accedere a via 4 novembre, senza entrare così in via pratese.
E' troppo chiedere un pò di buon senso o và a scontrarsi contro gli interessi di qualcuno?
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In risposta a: il bacino elettorale del 8/2/2014 - 9:55
Trenitalia è un servizio privato.....
AUTORE: Luca Sforzi
email: [protetta]

4/3/2014 - 19:17

Rispondo volentieri all'osservazione del Sig.''Pippo Sniffo''il quale attacca,nella sua risposta,la Pubblica Amministrazione.Innanzitutto Sig.'' Pippo Sniffo'' Lei è andato,forseinconsapevolmente,fuori tema in quanto la lettera che denunciava il cattivo funzionamento del servizio riguarda Trenitalia che,per l'appunto, è una Società privata.Quindi cosa centra la Pubblica Amministrazione?E'proprio
quando le ferrovie erano statali,FS,che funzionavano.Quindi,Sig.''Pippo Sniffo'',le consiglio di sniffare meno,vedrà che i ricordi dei bei tempi delle Ferrovie Statali le torneranno in mente.
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In risposta a: del
Grazie Piero
AUTORE: ALBA
email: [protetta]

3/3/2014 - 8:25

Ciao Piero e grazie infinatamente per le parole di ricordo che hai avuto per Mirko. Oggi venti anni fa alle tre il mio ragazzo e il tuo amico attraversava la città per il suo ultimo viaggio. Chi l'ha strappato alla vita non si è degnato di mettere un fiore sulla sua tomba. Mi meraviglio della sua famiglia che senz'altro è uguale a lui. A te Piero auguro tanto bene con la certezza che Mirko sarà sempre al tuo fianco per consigliarti e proteggerti.
Al Sig. Massimo A. autore e responsabile di tanto dolore gli dico solo due parole su cui rifletta bene " SII SERENO".
La mamma di Mirko.
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In risposta a: del
Strade
AUTORE: MASSIMILIANO FILIPPELLI
email: -

26/2/2014 - 10:56

Ci sono strade a Pistoia che versano in condizioni critiche, con pietre sconnesse a rischio dei passanti; se uno passa veloce può farsi male, esempio via Panciatichi, via del T, e forse altre.
Perché non ci si adopra per rimetterle in uno stato decente come il corso principale del centro? Ripeto qualcuno può farsi male!
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In risposta a: del
Un silenzio durato venti anni
AUTORE: ALBA
email: [protetta]

25/2/2014 - 8:07

Il 1°Marzo prossimo saranno venti anni che il mio Mirko non c'è più.
La mano che ha tagliato la sua vita ad appena diciotto anni è tranquillamente in circolazione e in venti anni non ha mai sentito la necessità di guardarmi negli occhi o di stringermi con tenerezza la mano. Mi auguro che questa persona non sia nè compagno nè padre perchè non potrà mai dare a queste persone lealtà e amore. Questi sono stati venti anni che hanno cambiato profondamente la mia vita e i miei rapporti con gli altri. Spesso ho sentito il bisogno di vendetta e spesso mi sono invece ripiegata su me stessa. Il mio pensiero è sempre con il mio splendido ragazzo a cui un individuo distratto ha impedito di vivere la vita. Il mio ragazzo è sempre con me e sarò riconoscente al nuovo " premier" Renzi se vorrà davvero punire egregiamente coloro che stroncano la vita senza neppure farci tanto caso.
A colui che mi ha ferito così tanto auro che la vita gli restituisca tutto ciò che di bene e di male ha fatto.
ALBA
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In risposta a: 118: lettera aperta al presidente Rossi del 19/2/2014 - 6:59
Il 118
AUTORE: Alba
email: [protetta]

19/2/2014 - 9:59

Bravo Luca. Sono veramente orgogliosa che tu abbia preso la parola sulla questione del " 118".Io posso testimoniare in prima persona quanto i medici e volontari, e tu per primo, si danno da fare per la cittadinanza.
Continua la tua battaglia con la speranza che altri ti affianchino. Mamma.
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AUTORE: Luca Sforzi
email: -

19/2/2014 - 6:59

Sulla delicata questione del trasferimento dell'emergenza sanitaria del 118 a Pistoia mi sento in dovere di dover intervenire per porre all'attenzione del Presidente della Giunta Regionale Toscana Enrico Rossi alcune precisazioni in merito.
Sono un volontario del soccorso sanitario dal lontano millenovecentottantasette,ben ventisette anni di esperienza trascorsi a correre a sirene spiegate sulle autoambulanze dove ho visto nascere ,nella nostra città, il 118. Ho avuto modo di vederlo sviluppare e crescere vivendo intensamente questo periodo con un grande orgoglio.


Presidente Rossi, il sistema sanitario nazionale 118 è nato in questa città per idea e volontà del compianto Giorgio Patrizio Nannini che riuscì a ideare e realizzare un modello del soccorso sanitario unico nel suo genere, frutto di notevole esperienza e sacrificio, gettando le basi per un sistema di soccorso sanitario che poi venne esteso in tutto il nostro territorio nazionale.

Con il tempo si è evoluto grazie
all'infaticabile e costante impegno di medici e infermieri altamente qualificati nel soccorso e volontari delle associazioni impeccabilmente preparati ad affrontare qualsiasi situazione di emergenza.


La domanda che voglio porre alla Sua attenzione, Presidente Rossi, e alla quale gradirei una delucidazione, è cosa intende quando ha annunciato che l'emergenza sanitaria pistoiese deve essere gestita da persone ''altamente qualificate'' come se a Pistoia gli operatori sanitari del 118 non fossero all'altezza di gestirla. Le ricordo, Presidente Rossi, che il 118 pistoiese è costituito da personale non solo
altamente qualificato ma che tutti gli operatori sono abilitati all'utilizzo del DAE, il defibrillatore semiautomatico precoce che in molti casi ha salvato la vita a persone colpite da arresto cardiaco usato
dai volontari del soccorso.

Ultimamente l'automedica e alcune ambulanze ASA delle Associazioni sono equipaggiate con il ''Lucas'',uno strumento elettronico che permette di eseguire un massaggio cardiaco in maniera efficace.

Questo è il personale qualificato Presidente. Le ricordo infine,che il 118 di Pistoia è il modello sanitario per eccellenza di tutta la Regione Toscana e quindi, oltre che
improponibile, è inaccettabile che con un colpo di spugna si cancelli tutta questa professionalità. La invito a riflettere su questa decisione ,a mio parere ingiusta ,affinche l'emergenza sanitaria del 118 di Pistoia rimanga una realta',una grande risorsa per la salvaguardia della salute dei cittadini.
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In risposta a: "state sereni" del 17/2/2014 - 8:06
Belpaese
AUTORE: Massimiliano
email: -

17/2/2014 - 9:11

Questo Belpaese sfigurato nel Paese mancato da un ceto politico che ha creato disgusto per la Politica, no non è una nazione normale, ma un' anomalia nell'intera Europa.
Una repubblica immatura dove cittadini- sudditi nella colpevole inerzia continuano ad aspettare uomini della provvidenza.
Tantissimi disoccupati, giovani e meno giovani, invisibili che aspettano nei limbi parentali dove le pensioni solo l'unico sostentamento nella mancanza di un lavoro!
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In risposta a: bella vita del 15/2/2014 - 10:15
"state sereni"
AUTORE: marco
email: -

17/2/2014 - 8:06

Ragazzi, "state sereni", è l'ultimo appello...fallito anche questo, forse possiamo cercare di creare una Confederazione coi Paesi del nord Africa, se ancora ci vogliono...sì, una specie di coast to coast del Mediterraneo.
marco
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In risposta a: un Paese normale... del 14/2/2014 - 14:19
bella vita
AUTORE: antonio
email: -

15/2/2014 - 10:15

Certo che non é un paese normale... Un paese dove imperversa la povertà e nello stesso tempo vedi i NS bei politicanti che imperterriti vivonriferisco sopratuoro i privilegi,il loro corposo stipendio, le ruberie.
La verità é che non gliene frega un bel niente di chi perde il lavoro, di chi non ha di che vivere!
Lo puoi vedere ha tutti livelli , anche locale: sono capaci solo di predicare moderazione e pacatezza questi falsi e viscidi personaggi e mi riferosco sopratutto a quelli nostrani.. I finti comunisti !!!
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In risposta a: TARES, ovvero una tassa scandalosa del 13/2/2014 - 12:55
un Paese normale...
AUTORE: marco
email: -

14/2/2014 - 14:19

mi sono "autoesodato" 2 anni fa da una attività in proprio redditizia, per motivi familiari, ora non trovo + il coraggio di iniziarne una nuova...fosse solo la Tares...quando il presidente di Confindustria,Squinzi, arriva a chiedere ai nostri politici, un "Paese normale" a che punto pensate siamo arrivati?
marco
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AUTORE: Marco Beneforti
email: -

13/2/2014 - 12:55

Buongiorno, sarò molto sintetico. Faccio parte di una piccola azienda di consulenza software di Serravalle Pistoiese (PT), 160 mq di ufficio, 7 persone, produzione di rifiuti indifferenziati pressoché nulla, tutto il resto (carta e plastica) viene correttamente differenziato. Non produciamo organico.

A Serravalle, dal mese di gennaio 2011, è entrata in vigore la raccolta porta-a-porta che, da militante WWF impegnato da anni su questo tema, ho accolto con sincero entusiasmo.

Martedì bidone della plastica, mercoledì l’indifferenziato, venerdì la carta. Tutto molto bello ed utile.

E non solo per l’ambiente ma anche economicamente.

Negli anni 2011 e 2012 la Tassa sui rifiuti, calcolata su una parte fissa e su una variabile (gli svuotamenti settimanali dei bidoncini della raccolta multi materiale ed indifferenziato), dati alla mano su Excel, è calata del 40% circa rispetto alla situazione pre-raccolta P.a.p. Ciò ha dimostrato che una raccolta fatta bene, porta anche giovamento economico ad un’azienda già di per sé tartassata da tutta una serie di imposte.

Altra conseguenza: la produzione dei rifiuti si è notevolmente abbassata, tutto il personale fa estrema attenzione a non riempire i sacchetti dell’indifferenziato che infatti vengono smaltiti UNA volta ogni DUE settimane (un sacchetto di medie proporzioni, omnicomprensivo di 7 persone).

Poi …

Poi è stata introdotta la TARES che ha spazzato via la parte variabile e che viene calcolata unicamente sui mq e sul numero di occupanti(n.b. 5 giorni a settimana, dato che sabato e domenica siamo chiusi).

Morale della favola: l’imposta sui rifiuti è aumentata di nuovo in maniera esponenziale: il 40% in più rispetto al periodo 2011-2012 (inizio del porta-a-porta) e addirittura il 10% in più rispetto al periodo pre-raccolta porta-a-porta.

Uno scandalo. Se non fossi militante ambientalista, mi chiederei – a giusta ragione, mi sia concesso – a che cosa serve fare una raccolta porta a porta seria e capillare, a cosa serve differenziare i rifiuti e minimizzare al massimo quelli non riciclabili, se poi il cittadino non solo non viene premiato, ma subisce addirittura una punizione economica?

Ai posteri l’ardua sentenza.

T.A.R.E.S ovvero come Ti Ammazzo (le) Residue Energie (di) Speranza.

Cari saluti

Marco Beneforti
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In risposta a: Treno: ancora un servizio pubblico? del 3/2/2014 - 17:24
il bacino elettorale
AUTORE: pippo
email: [protetta]

8/2/2014 - 9:55

Cara Donatella, non te la devi prendere. Sono decenni che la politica (sopratutto quella nostrana qua a Pistoia!!) si nutre di pubblica amministrazione . La PA é loro fonte vitale,il loro bacino elettorale.... é dunque improponibile anche solo pensare ad una produttività, meritrocazia nella PA .... Si tratta nella stragrande maggioranza dei casi di persone "sistemate" , "parcheggiate" dalla politica ( qua a Pistoia non a caso abbiamo Ansaldobreda!!!! e non aggiungo altro).
Quando vedremo la PA lavorare 40 ore settimanali (come nel privato) , seri criteri di produttività (come nel privato), insomma quando anche la PA rischierà il posto di lavoro insieme ai loro protettori politici, ecco forse allora troverai le biglietterie aperte, i treni puntuali, gli uffici pubblici efficienti...
Quanti ladri, corrotti abbiamo al governo ! Quante persone non qualificate nei posti di comando !g
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AUTORE: Donatella D Luca
email: -

3/2/2014 - 17:24

Treno: ancora un servizio pubblico?
Sono una pendolare dal 1998 e penso di avere avuto una buona dose di esperienze di disagi sulle mie spalle (...come migliaia di altri pendolari....), ma quest'ultima che mi vede protagonista in primis ve la devo proprio esporre... A chi ? Sinceramente non so più a chi?....alla dirigenza di Trenitalia? al presidente della regione toscana? al sindaco della cittadina in cui prendo il treno tutti i giorni per recarmi a Firenze?...non so più...
Il fatto.
Sabato 01/02/2014 vado alla stazione di Montecatini Terme - sapete quella grande - ore 12e30 sono alla biglietteria; una coda notevole, ovviamente, e non solo di pendolari, in attesa di fare il loro abbonamento... Mi chiederete: ma perché andare in biglietteria a fare il mensile, si può anche fare dalle macchinette automatiche... Certo, ma vedete i disagi sono stati e sono notevoli e "gentilmente" Trenitalia ci concede dei bonus per alleviarci in parte dei disagi con sconti da applicare... Per l'appunto io ne avrei due di bonus da detrarre sul costo del mio abbonamento e, al di là del fatto che il portafoglio in questi ultimi tempi piange (lo dico senza vergogna), secondo me, è educativo per Trenitalia che il cliente possa esercitare questo suo diritto (e la punizione più sentita è ridurre a loro la percentuale di guadagno)!
Ritornando al mio piccolo racconto mi schiodo mezz'ora di attesa - gente davanti a me anche di più - quando il bigliettaio dice che mancano 3 minuti alla chiusura dello sportello perché l'orario dice così... Non faccio un rimprovero all'impiegato, ci mancherebbe, ma considerate che il sabato pomeriggio e la domenica la biglietteria è chiusa!....Ve ne rendete conto cosa vuol dire?! Fino a lunedì mattina niente abbonamento! E allora a che ora dovrò essere in biglietteria per riuscire a prendere in tempo il treno delle 07.17?? Altrimenti - beh di cosa mi lamento - posso andare domenica a Pistoia tanto ho tempo da perdere.... La beffa sulla beffa !!
Ma che razza di gente incapace e sconclusionata si trova alla dirigenza di Trenitalia per organizzare il lavoro delle biglietterie della regione toscana? Dico che basterebbero alcune accortezze per cercare di risolvere le esigenze dei pendolar,i utilizzando le poche risorse che rimangono a dispozione! Sono a disposizione per suggerimenti e sono sempre più convinta che molti dirigenti di Trenitalia avrebbero bisogno di fare stages di lunga durata presso le aziende private per stimolare le loro meningi: nel privato, se sei incapace - non ci sono dubbi - il licenziamento è assicurato senza tanti preamboli...sapete quanta gente in gamba è disposta a lavorare al posto degli incapaci...
Saluti.
la pendolare Donatella De Luca
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In risposta a: del
rettifica
AUTORE: Lucia Stefania
email: -

2/2/2014 - 22:15

il commento precedente era rivolto alla ditta Vannucci Piante e ai vivaisti Pistoiesi
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AUTORE: Lucia Stefania
email: -

2/2/2014 - 22:13

lavorando come educatrice mi sono posta spesso molte domande sull'utilizzo degli spazi esterni delle nostre scuole, e non mi riferisco al comune di pistoia, ma dell'italia.
durante la formazione, girando per convegni (e siti internet) sono venuta a conoscenza di esperienze di gioco esterno veramente belle: si tratta di percorsi di gioco realizzati con piante viventi, come i salici, ma non sta a me parlare di piante voi siete sicuramente più competenti in materia, con collinette di terra, pietre, acqua, tronchi, (vedi alberto rabitti, elena campacci e andrea magnolini).
poichè pistoia è il regno delle piante e città amica dei bambini, perchè non unire le due cose? sarebbe bello che partisse dalla nostra provincia un progetto di educazione basata sul rapporto con lo spazio esterno delle scuole che non trascuri più il valore educativo del contatto con la natura.
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In risposta a: Lo spreco del 2/1/2014 - 14:19
lo spreco....
AUTORE: marco
email: -

3/1/2014 - 9:12

è proprio vero...quando i soldi non te li guadagni col tuo sudore, non puoi comprenderne il valore...
li lasci scorrere tanto non ti sono costati niente.
saluti
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In risposta a: del
Lo spreco
AUTORE: MASSIMILIANO FILIPPELLI
email: -

2/1/2014 - 14:19

Da lontano nel crepuscolo una distesa di luci carnevalesche su un Palazzo del 1300 circa, un immagine Felliniana per una stridente pubblicità ad una Piazza antica e silente. Pensavo di non sbagliarmi ed invece a che pro tutto questo spreco? In questi tempi risicati dove è meglio rosicare nel frugale per cercare di salvare chi è in difficoltà;
No quella distesa di luci che occulta il Palazzo pretorio è uno schiaffo ai tanti appelli verso uno stile di vita più sobrio, a chi desidera una politica in sintonia con i problemi concreti della gente, alla coerenza fra un mandato di rappresentanza e modi astuti e ingordi dove l'etica viene accantonata.
Offende lo sguardo e una sensibilità al bello quello spettacolo, dove ancora si preferisce la pragmatica necessità di una risibile pubblicità alle ragioni del bello e del vero, al senso autentico del Natale.
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AUTORE: Rosy Gavazzi
email: [protetta]

10/12/2013 - 14:26

L'attesa per l'illuminazione natalizia della citta' e' stata molto delusa. Insignificanti da spente , le luci in centro, ora che sono accese, sono veramente penose perche'non danno alle vie cittadine quella luminosita' e quell'atmosfera di festa che ci aspetteremmo durante il periodo natalizio. Forse si e' voluto sottolineare il momento di difficolta' e il malumore di chi abita questa citta' ma certo i commercianti che hanno pagato per avere un'illuminazione adeguata , si sentono anche presi in giro . Non e' questo il modo per incoraggiare la gente a visitare un centro gia' cosi' in sofferenza da un punto di vista delle vendite. Forse e' proprio questo l'obbiettivo che si voleva perseguire.
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AUTORE: Gian Paolo Maini
email: [protetta]

26/11/2013 - 8:05

Buongiorno,
con la presente sono a scrivere in relazione al libro da me scritto ed edito da Imprimatur “La prima corsa di Enzo Ferrari. La straordinaria avventura del Drake e del marchese Lotario Rangoni Machiavelli”. La morte del marchese Machiavelli ha avuto luogo proprio a Pistoia, a Bottegone, qui potete vedere il primo capitolo, con le foto del luogo in cui è caduto l’aereo e nel quale è stato fatto un monumento nel’42, il signor Bartolini, a 11 anni vide cadere l’aereo http://www.laprimacorsadienzoferrari.it/pdf/la-prima-corsa-di-enzo-ferrari-prewiev.pdf

Il libro è un biografia romanzata della vita di Enzo Ferrari e del marchese Lotario Rangoni Machiavelli, il primo pilota a correre con Ferrari che, per motivi contrattuali non poteva chiamarsi Ferrari, nella Mille Miglia del 1940. Il libro sta avendo buon successo e il 3 dicembre uscirà la ristampa ed anche la versione in inglese.
All’interno del volume ci sono più di 100 foto inedite che ritraggono sia Ferrari che Rangoni, un vero tesoro considerando che parliamo degli anni 30 e 40. Dalle foto inoltre “esce” la vita eccezionale del marchese Rangoni, se ha tempo e voglia legga qualcosa di ciò che ho allegato e mi mandi l’indirizzo dove spedirle il libro o, se le è possibile, dove incontrarci per fare due chiacchiere.
Terrei moltissimo ad un vostro articolo, nel caso trovaste il libro interessante. Oltre che in libreria il volume è disponibile sul sito che ho creato ed è attivo da oggi www.laprimacorsadienzoferrari.it
Recensione de Il Sole 24 Ore
http://www.motori24.ilsole24ore.com/D-epoca/2013/10/corsa-enzo-ferrari.php

Sperando in una risposta positiva porgo distinti saluti.


Gian Paolo Maini
Giornalista Tv Antenna Uno e Modenaonline.info
Mobile 338.2640620
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AUTORE: Salvatore Petrone
email: -

25/11/2013 - 10:10

L’anno scorso, quando eravamo impegnati come comitato di Gello, contro la costruzione della diga che Comune e Provincia volevano e vogliono costruire nel torrente Vincio di Brandeglio, un commentatore disse, più o meno, che non si può pensare che tutto si possa fare basta che si faccia nell’orto del vicino. Le parole forse non sono proprio le stesse, ma il senso era questo ed è chiaro. Avrà ragione? Ebbene, questo concetto mi è rimasto impresso e ogni tanto mi si presenta davanti e devo confessare che mi dà un certo fastidio. Oggi, dopo che abbiamo visto altri comitati nati e cresciuti all’ombra del disappunto, è necessario tentare una riflessione.
Per poter continuare facciamo un passo indietro e torniamo alla diga nel Vincio di Brandeglio, sopra Gello e sotto Statigliana. Appena approvato il Regolamento Urbanistico, quindi aprile 2013, la diga poteva già essere appaltata, senza aver mai detto una parola su questa diga, alla popolazione di Gello. Il Regolamento Urbanistico adottato, già nel 2010,riportava nella zona dove viene ubicata, la variazione da zona verde sportivo a zona per bacini idrici e nella discussione dello stesso regolamento , in consiglio comunale, non è stata spesa una parola su questa variante. Alcuni consiglieri interpellati hanno affermato che non erano a conoscenza di questa modifica. L’unica discussione risale ad aprile 2006 quando in consiglio provinciale è stato presentata l’idea progetto.
Per renderci conto come dovrebbero andare le cose diamo una sguardo alla normativa.
La legge che regola il governo del territorio è la legge regionale N° 1 del 2005. Che cosa dice? Dice che le scelte fatte con il Regolamento Urbanistico hanno una rilevante incidenza sia sul territorio che sui cittadini che lo abitano, pertanto prescrive, sulle soluzioni adottate, una approfondita disamina preventiva per verificare gli effetti ambientali, gli effetti sociali, gli effetti economici e gli effetti sulla salute umana. la cosiddetta valutazione integrata. Per fare questa valutazione la Legge prevede che i cittadini siano informati e consultati. Questa informazione/consultazione deve avvenire nella fase che precede il progetto di Regolamento e la sua adozione, cioè nella fase di costruzione del regolamento. Sarà così anche per le varianti?
Successivamente i cittadini possono intervenire in via formale e istituzionalmente riconosciuta formulando specifiche osservazioni, che potranno essere accolte o motivatamente respinte dal Consiglio Comunale nella fase di approvazione definitiva del Regolamento Urbanistico.
Questa Legge garantisce la partecipazione dei cittadini in ogni fase del procedimento di formazione e di approvazione degli strumenti di pianificazione e del governo del territorio attraverso la figura del Garante della Comunicazione.
Il Garante deve assicurare la conoscenza effettiva e tempestiva delle scelte alla base del percorso di definizione del Regolamento Urbanistico, promuovendo l’informazione in materia nelle forme e con le modalità più idonee ai cittadini singoli o associati. il Garante dovrà provvedere a stendere un dettagliato rapporto sull’attività svolta.
Appurato ciò possiamo tornare all’orto del vicino facendoci un po’ di domande.
Come si fa a capire cosa si deve fare e cosa non si deve fare?
Forse si obbedisce alle lobby? Forse si fa testa o croce con la monetina? Forse si fa e poi si vede come va a finire? Forse si deve favorire qualcuno? Forse si deve favorire qualche ente? Da dove si incomincia e perché? Forse si segue un programma? Ma come è stato fatto? A quanti interessi deve rispondere? Quanti hanno fatto pressione? E’ stato concordato e approvato dai cittadini elettori? E’ stato solo comunicato ai cittadini elettori? Non è stato mai comunicato ai cittadini perché non fa parte del programma elettorale? Fa parte del programma elettorale ma non è mai stato comunicato ai cittadini elettori perché fa perdere consensi? In ciascuna di queste domande ci potrebbe essere un pezzo di verità - La buona politica , la vecchia politica , la cattiva politica – si incontrano, si intrecciano e si scontrano- Con quale risultato?
Avete mai visto tre cani che si azzannano? Il primo che scappa zoppicando è la buona politica.
Se mettessimo al centro di ogni decisione - la qualità della vita, il bene comune, i costi e i relativi benefici , quattro punti semplici ma irrinunciabili per i cittadini/contribuenti/elettori, non sarebbe semplice comunicare? Le persone di buon senso potrebbero perfino capire! Invece no, tutto viene propinato. La propinazione è la via giusta per il fare?
Quali sono o quali potrebbero essere le vie del fare?
1) Tutto si può fare, anche nel proprio orto, se infondo si vedono chiaro il bene comune, i costi, i relativi benefici e la qualità della vita. Questa è una prima via.
2) Tutto si può fare, basta che si faccia nell’orto del vicino. Questa è una seconda via.
3) Tutto si può fare, basta che si faccia nell’orto del vicino e, se il bene comune non si intravede, il vicino deve essere così lontano che neanche il vento, magari portando cattivi odori o aria inquinata, potrebbe raggiungerlo e danneggiarlo. Questa è una terza via.
Come ci mettiamo difronte a queste vie del fare?
La prima via non è di questo mondo, perché nel mondo in cui viviamo oggi, il bene comune è stato affossato insieme all’etica e alla moralità nella palude dei privilegi.
La seconda via del fare era valida fino ad ieri. Quello ieri in cui si vedeva in ogni luogo abbondanza di vacche grasse e si spendeva e si spandeva senza nessun ritegno e tutti , a torto, ci si girava dall’altra parte, forse non consapevoli, o forse consapevoli ma incoscienti che i soldi spesi sono soldi nostri e pertanto ciascuno di noi deve essere moralmente impegnato affinché costi e relativi benefici, qualità della vita e bene comune siano principi sempre perseguiti e rispettati.
Rimane la terza via o via “alla RAZZI”, ma ci deve stare strettissima anche questa perché per poterla sposare ci si dovrebbe iscrivere al registro nazionale dei menefreghisti professionali.
Ma la via maestra è e rimane la prima via e ripeterla non guasta: tutto si può fare anche nel proprio orto se infondo si vedono chiaro il bene comune, la qualità della vita , i costi e i relativi benefici. Ma su questa via è indispensabile spargere il collante tra questi principi e la politica, collante maltrattato e calpestato, che ormai è diventato volatile e si disperde invece nell’aria, collante che si chiama FIDUCIA.
E fin quando la fiducia non sarà onorata e rimessa al suo posto, per svolgere il suo ruolo naturale della pacificazione e del consenso, ci sarà sempre un comitato agguerrito pronto a dar battaglia per difendere il proprio orto.
Bisogna essere consapevoli che la difesa del proprio orto è una reazione che parte dal basso, reazione che non difende l’orto in sé ma la sua essenza, l’ esistenza - la vita, in un tempo in cui l’etica e la moralità sono merce rara e ogni tipo di fiducia nella politica è uguale a zero. Reazione ancora pacata ma solo fino a quando “L’ultimo elettore” non scollina
Un giovane politico, tempo fa disse più o meno : “tu non ti occupi di politica? Bada che prima o poi la politica si occuperà di te e non è detto che lo faccia a tuo favore”. Perciò nessuno deve pensare di starsene da parte tranquillo, magari nel vecchio mondo, perché prima o poi si sveglierà una mattina e si accorgerà che la cattiva politica ha bussato alla sua porta.
Come si fa a difendersi dalla cattiva politica?
Perciò i comitati nascono come funghi . Trovatene anche uno solo che difende il proprio orto per partito preso. Questi comitati sono pieni di rabbia, ma anche di buon senso- vorrebbero fare il diavolo a quattro ma sono ancora pacifici e pronti al dialogo. Vorrebbero cambiare il mondo ma non ne hanno la forza. E se si mettessero tutti insieme?
Aspettano con impazienza la nuova politica, la buona politica. Ma dov’è? Eppur si muove!

Salvatore Petrone
del comitato difesa idrogeologica di Gello
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In risposta a: del
centro raccolta rifiuti
AUTORE: andrea degli esposti
email: [protetta]

9/11/2013 - 15:34

CENTRO DI RACCOLTA E CANTIERE OPERATIVO DI PUBLIAMBIENTE ALL’EX
PALLAVICINI

Siccome la raccolta differenziata porta a porta va fatta, e per farla c'è la necessità di realizzare questi
centri raccolta, bisogna trovare il modo per rendere questi centri non inquinanti (e su questo ci
sentiamo di dire che scoli e puzze possono probabilmente eliminati con il sistema presentato da
Publiambiente), Comunque dubbi rimangono visto come sono trattati gli attuali cassonetti.

Paesaggisticamente accettabili (e su questo si può lavorare con il progetto: tettoie in legno, siepi,
alberature, ...) ma soprattutto funzionali (e qui entra in gioco la loro dislocazione).

Si è capito che il problema più grosso è quello legato al traffico indotto da questi centri; quello dei
mezzi di Publiambiente e delle società che scaricano e caricano i rifiuti e quello dei cittadini che
vanno a conferire. Qui dovrebbero conferire anche rifiuti ingombranti e pericolosi.

Il traffico ha 3 motivi di "inquinamento":
quello delle emissioni gassoso/polverose,
quello delle emissioni acustiche
quello dell'incremento dei flussi (e quindi del "traffico") sulle viabilità circostanti.

L'apertura prossima del nuovo Centro Direzionale con asilo, centro espositivo ed altro di certo
contribuirà ad aumentare il traffico esistente.
Il Sindaco sa quanto ci siamo battuti e ci batteremo per questo; soprattutto perchè fino ad oggi poco
o niente è stato fatto.
La variante cancellata dal RU ora sarebbe necessaria più che mai e torniamo a sostenerlo con
forza.

Dovendo servire un comune di 100mila abitanti (con tante frazioni poste anche sulle colline o nelle
valli immediatamente a ridosso della città) potrebbe funzionare l'idea di dislocare questi centri in
più punti, territorialmente distribuiti, con una logica che non sia solo quella delle proprietà comunali
(che ci porta a valutare Santomoro e a prendere i fischi dei cittadini) ma più simile a quella del
posizionamento dei parcheggi scambiatori.

Cioè del tipo: uno a nord est (il nostro - che possa servire agevolmente anche chi sta a Pontenuovo o
a Candeglia o a Santomato o a ...) uno a nord ovest (a servizio di Valbibrana o della modenese o ....)
uno a sud est, uno a sud ovest; o comunque in modo che si frazioni in maniera funzionale il
territorio.
Ovviamente nell'immediato non si raggiunge un economia di scala; realizzare ad esempio 4 centri
piccoli costa più che farne 1 grande.

Però il traffico dei cittadini sarebbe distribuito in maniera più equa (chi sta sul viale Adua non deve
attraversare la città per andare a scaricare a Panorama e se uno scende da Castel di Cireglio per
andare a lavoro forse è più incentivato ad utilizzare il sistema di raccolta) e meno gravante sul
traffico delle viabilità circostanti essendo numericamente frazionato;
più equo sarebbe anche il carico "ambientale" sui cittadini: poco ciascuno non fa male a nessuno.

Inoltre, probabilmente sarebbe più facile reperire aree di minor dimensione (eventualmente anche
con piccoli espropri o sottraendo una parte di parcheggi pubblici esistenti o di previsione - come si
vuol fare a Panorama o all'Annona) e mascherarle paesaggisticamente.

In caso di malfunzionamenti del servizio (che alle volte possono capitare - vedi Napoli e poi muori)
invece di un accumulo di rifiuti che diventa una bomba ecologica avremmo 4 o più "bombette"
meno distruttive e più facilmente disinnescabili.

E' evidente che tutto questo comporta maggiori oneri immediati per Publiambiente (e quindi per i
cittadini in bolletta) ma ha il vantaggio di distribuire gli svantaggi su tanti e non solo su alcuni.


Precisazioni.

L'ipotesi iniziale non prevedeva la realizzazione del nuovo cantiere operativo di Publiambiente ma
solo del centro raccolta; la proposta è arrivata dopo.
Certo c'è un risparmio economico nell'accorpare le 2 funzioni ma non è scritto da nessuna parte che
queste debbano stare insieme.
Crediamo proprio che il problema sia il Cantiere e non il centro raccolta; 60 automezzi e più che
entrano ed escono di continuo, che stazionano la mattina presto per riscaldare i motori, che devono
essere lavati quotidianamente (e l'acqua sporca va trattata), che devono essere riparati in officina (e
gli oli minerali sono pericolosi), ...,
oltre agli uffici (90-100 addetti che vengono al lavoro, parcheggiano, ripartono), un'edificio di 12
metri (3 piani, ma con il piano terra alto per l'officina, davanti ad una delle poche visuali ancora
libere (e belle) delle colline cittadine di S. Rocco e S. Quirico), tettoie per il ricovero dei 60 mezzi:
questo è il vero elemento che impatta sul territorio.

E' proprio necessario che sia realizzato li ed ex-novo con abbondante consumo di suolo vergine?
l'ettaro di cui si parla in realtà in massima parte serve al cantiere e non al centro raccolta cui
sarebbero sufficienti 1500-2000 mq.
Non è che, come qualcuno ha detto, Publiambiente ha bisogno di investire in immobili per
capitalizzare e acquisire forza all'interno di compagini ben più grosse che gestiscono il mondo e il
business dei rifiuti in tutta Italia?
E poi perchè svalutare un'area appena sistemata dove si inizia a vivere in modo dignitoso e
compatibile con quanto c'è intorno?

Non si possono ristrutturare e meglio utilizzare i capannoni e gli edifici di S. Agostino?
Lo scambiatore di merci è solo un pretesto perchè ci sono poche merci da scambiare e questo può
essere fatto c/o la stazione ferroviaria che dovrà essere “ribaltata” a sud con viabilità ottima.
Publiacqua con 18 addetti, di cui 13 operativi con mezzo a casa, presto verrà accentrata a Prato;
soluzione alternativa è affittare loro uno dei tanti capannoni vuoti in S.Agostino.

Per il resto c'è posto sia per la Protezione Civile, la Croce Rossa e il cantiere comunale.

Se invece venissero dismessi chi li risistema? chi lo bonifica l'amianto che c'è sui tetti?
Di certo il Comune non ha la forza economica per tali operazioni.
Li cederebbe a privati per altri investimenti? (oggi? con decine di capannoni sfitti e in condizioni
certamente migliori?chi li piglia?)
E allora perchè i soldi (pubblici) che PubliAmbiente vuol spendere per costruirsi un nuovo
immobile non li utilizziamo per rivalutare il patrimonio pubblico anzichè svenderlo?

Oltre a quanto sopradetto siamo concordi con quanto asserito in questi giorni e in più modalità dal
Comitato dell'Area ex Pallavicini e insieme a loro faremo quanto possibile e anche di più perchè
venga ripensata questa idea del Centro Operativo vicino a Panorama.

La soluzione c'è e va resa attuabile perchè non si governa contro i cittadini ma per i cittadini e con
il loro consenso.

Prima di congedarci vorremmo fare una riflessione e porre un interrogativo:
se la raccolta differenziata negli anni non ha decollato è colpa in egual misura di
Publiambiente, del Comune e dei Cittadini.
1.
Publiambiente non ha mai sensibilizzato i cittadini su questo
2.
il Comune non ha mai controllato ne sanzionato nessuno e inoltre non ha mai messo in
atto iniziative per ridurre i rifiuti all'origine
3.
i cittadini (causa anche le giustificazioni di cui ai punti 1 e 2) non hanno fatto la
raccolta differenziata come previsto.
L'interrogativo:il Dano, così come il vecchio ospedale del Ceppo e le Ville Sbertoli,
diverranno tre ecomostri decadenti in città ?

Certi che l'Amministrazione Comunale farà l'interesse dei cittadini
porgiamo i nostri saluti








COMITATO CITTADINO DI PONTENUOVO
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In risposta a: del
Sussulto di questi tempi.
AUTORE: Massimiliano Filippelli
email: [protetta]

8/11/2013 - 15:53

Siamo in una crisi di civiltà
che necessita cambiamenti di paradigma, non è più possibile pensare alla produzione e consumo
con lo spreco finale.
Formalmente liberi come non mai siamo più schiavi di sempre dal condizionamento del capitale e del mercato.
Abbiamo una sola vita, passarla a lavorare per produrre e per consumare e per spendere e generare ancora di più è da stolti.
Arrivati alle soglie di questo nuovo secolo, il pensiero della liberazione dal bisogno per crescere nella nostra umanità era auspicabile; invece c'è stata una regressione incredibile per politiche delinquenziali che hanno messo al centro il profitto per pochi e impoverito i molti.
Una resistenza attiva è non solo vitale ma doverosa alla pressione del Mercato, al materialismo che schiaccia ogni sospiro verso le stelle. L'arte come espressione dell'anelito all'armonia è dissidenza dal conformismo al potere che riduce l'uomo ad automa
nell'ingranaggio della produzione oggi finanziaria. La mercificazione accettata con fatalismo è una connivenza con il male, cosi come il modello imperante che ha pervaso il paese in questi ultimi anni.
Il lavoro che dà dignità è stato svalutato, degradato a semplice prestazione d'opera di "risorse umane" temporanee senza lasciare traccia della presenza unica della persona umana.
I rapporti sono diventati superficiali, mediati dalla tecnologia che offrendo illusioni di più contatti, atrofizzano le competenze sociali scavando solchi di solitudine virtuale.
"Dividi et impera" molti lavoratori sono soli, sotto lo stesso tetto, con posizioni contrattuali differenti senza una coscienza di coesione per lottare verso condizioni ingiuste.
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AUTORE: Massimiliano
email: -

5/11/2013 - 18:26

il caro sindaco Mazzanti,dovrebbe però spiegare ai cittadini come avviene la tariffazione,si perchè a Quarrata,diversamente a come invece avverrà a Pistoia,si spenderà su parametri e non in base a quanti rifiuti si produce!!!ridicole poi le spiegazioni nei comizi,dove si indicava che vi erano al momento difficoltà,io credo che se lo fanno nelle altre zone lo possono fare anche in quelle coperte dal CIS,ancora più ridicole le risposte a chi diceva che a Quarrata si sarebbe speso più che in altre zone:la risposta è stata che non è vero!si sarebbe speso come a Agliana e Montale!Vorrei vedere!! sia a Montale che a Agliana si spende per quel che vuole il CIS!!!! i paragoni andrebbero fatti con le zone coperte da PUBLIAMBIENTE o AMS o QUADRIFOGLIO!!! e ne verrebbe fuori che nelle zone del CIS si spende di più!
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