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La Voce di Pistoia
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PODISMO

Continua il momento positivo della “SILVANO FEDI” che marcia alla grande per un 2019 già denso di successi (giunti a quota 45). All’Abetone, biancorossi in grande spolvero alla “Snow Run”, con vittoria di società, 1^ piazza di Manuela Bacci fra le “Ladies”

CHITI SCHERMA

Si è infatti classificata al 9° posto su un lotto di oltre 100 partecipanti provenienti da molti paesi, compresi Giappone, Hong Kong, Stati Uniti e Australia. Il girone di qualificazione chiuso senza sconfitte le ha consentito di ottenere la seconda testa di serie nel tabellone ad eliminazione diretta

BASKET

"La squadra è stata fin da subito informata, ma ha immediatamente compreso che, non potendo avere nessun tipo di controllo su questa situazione, non aveva senso stare a pensarci. E così onestamente è stato -prosegue il coach- e non ho visto da parte dei ragazzi nessun condizionamento sul piano mentale".

CHITI SCHERMA

lla terza prova del circuito nazionale disputatasi a Bologna gli atleti della Chiti hanno portato a casa due vittorie nelle gare di spada. Nella categoria under 40, una sorta di categoria “ponte” fra gli under 23 e gli over 40, si è imposto Marco Gori

BASKET

Alessandro Ramagli con i suoi ragazzi, sarà atteso lunedì sera dal difficilissimo esame contro la capolista Armani Milano. "Sarà una partita in cui servirà grande forza mentale per vivere il match possesso dopo possesso"

MTB

In partenza la griglia d’onore sarà riservata alla partecipazione femminile. Sul palco Premio Speciale alla società con maggior numero di cicliste al via

BASKET

Giornata di vigilia in casa OriOra. I biancorossi completano oggi la preparazione in vista della difficilissima sfida di domani in casa della Reyer Venezia, in un match che sulla carta appare davvero proibitivo

HC PISTOIA

I ragazzi mostrano di aver fatto notevoli progressi grazie alle cure di Mister Treno, sono cresciute le loro capacità tecniche ma soprattutto ampi passi avanti nella tenuta mentale. Grande emozione e soddisfazione nel settore femminile: il gruppo è composto da atlete appassionate e che non si tirano indietro sul lavoro da fare

LIBRI

Nel giorno della Candelora, quando per tradizione il Vescovo  di Pistoia benedice i  pellegrini che si preparano a partire per Santiago di Compostella, c'è stato un incontro nella Libreria "Terra Santa" di Milano

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

POESIA

Il poeta Fabio Strinati dedica alcuni appassionati versi alla nostra città

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

PREMIO CEPPO

Nell’ambito del 63° Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia (patrocinio Mibac), Paola Zannoner è la vincitrice del Premio Ceppo per l’Infanzia e l’Adolescenza 2019. Premiazione l’8 febbraio 2019 a Pistoia

STORIA

Notizie dall'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea di Pistoia e tutte le prossime iniziative

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

MOSTRA

Inaugurazione domenica 27 gennaio alle 16.30 al secondo piano di Villa Bertelli, in collaborazione con la Fondazione Villa Bertelli e con Laura Tartarelli Contemporary Art. Ingresso gratuito. Seguirà il concerto ”Il mio pianoforte”

Non ho bisogno di te, ho voglia di te. vita mia
Non .....
Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
lasciai .....
Dal libro
"PER MIA FORTUNA, AMANDO, MI SONO ROVINATO .....
Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
dove .....
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Tel. : 0583 330111

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In risposta a: del
Villon Puccini
AUTORE: Fabrizio Geri
email: -

5/8/2015 - 13:31

Evviva evviva, finalmente anche il gestore del bar del Villon Puccini si è accorto del degrado del parco e dei giochini che cadono a pezzi! Io lo avevo segnalato non si sa da quanto tempo, portando all’attenzione quell’annoso disagio dei numerosi frequentatori, grandi e piccini, di cui un consigliere comunale che abita proprio sulle sponde del lago probabilmente non si è ancora reso conto, ma tant’è.
Lo scorso anno con i Verdi di Pistoia abbiamo raccolto e consegnato al sindaco le firme proprio per chiedere la riqualificazione di questo importante parco, il più antico della città. Oggi si dice che nel bilancio del 2015 sono previsti 100mila euro per intervenire su tutti i giochi di tutte le aree verdi cittadine, ma faccio notare che per il Villon Puccini, senza avere interessi di tipo personale, avevo trovato le condizioni affinché un’azienda della plastica riciclata istallasse strutture ludiche fatte con i rifiuti delle raccolte differenziate delle nostre case, eventualmente finanziato tutto da fondazioni e banche. Il sindaco non ha più fatto sapere niente rispetto a questa opportunità, pertanto lo invito a risolvere velocemente l’incuria inaccettabile dei giochini del Villone e, cosa ugualmente importante, garantire la realizzazione delle strutture ludiche con plastiche riciclate. Lo faccia e i meriti saranno tutti suoi.
Il comune ha l’obbligo morale e legale (leggi regionali e nazionali) di adoperare le plastiche riciclate nei lavori pubblici: usare legna e i soliti materiali vergini non solo è un’idiozia economica e contro l’ambiente, con cui tutti si sciacquano la bocca, ma impedisce l’educazione civica dei bambini e degli adulti. Perché installare pannelli che spiegano il valore della raccolta differenziata (che il comune deve perseguire per riciclare i materiali) con cui si costruiscono i giochi è molto più esplicativo di tanti discorsi.

Fabrizio Geri-cittadino del mondo
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In risposta a: del
Sanità pubblica e privata
AUTORE: Fabrizio Geri
email: -

5/8/2015 - 13:31

Vado a fare delle analisi, come ogni anno, in quanto per la professione di odontoiatra mi trovo a contatto col cavo orale (sangue e saliva) di numerosi pazienti, e quindi sottoposto a rischi. Funziona così la prevenzione sul lavoro della mia categoria, dobbiamo necessariamente fare numerosi controlli,dai markers dell’epatite a quelli dell’HIV , per essere sotto controllo. Sorpresa: nel pubblico, cioè al distretto dell’Asl3 in Viale Adua spenderei 189 €, da privato 200.
Altra sorpresa: solo 80 € sono quelli per la ricetta, perché il mio collega mutualista è obbligato a non scrivere più di 8 esami per ricetta.
Ultima sorpresa: in Viale Adua si può pagare solo con carta di credito, la liquidità non è consentita. Mi chiedo come faccia un anziano o una badante. È una vergogna, possibile che l’Asl non sia in grado di mettere una macchinetta come quella dei parcheggi, che prende anche le banconote?
Ecco, io mi sono rotto le scatole (per non dire di peggio) di questa scandalosa sanità, che mi chiede di pagare un’enormità solo per la professione che svolgo. Senza considerare che quanto verso come contribuente dovrebbe come minimo garantirmi questi esami cui mi sottopongo, ripeto, solo per svolgere il mio lavoro. Enrico Rossi ha fallito, come assessore alla sanità e come presidente, il pessimo servizio lo dimostra in maniera conclamata. Paghiamo così tanto, noi utenti, per ripianare il buco dei 420 milioni dell’Asl di Massa, fatto proprio da Enrico Rossi? Paghiamo cioè per l’incapacità del Pd che crea consenso e potere favorendo gli sprechi e i privilegi su cui si fonda la nostra sanità?
Lo dico agli elettori del Pd: vergognatevi della pessima ed iniqua sanità che i vostri rappresentanti ci obbligano ad avere.

Fabrizio Geri-cittadino del mondo
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

29/7/2015 - 16:08

Il Comune di Milano coinvolge nella cura del decoro cittadino il volontariato, il terzo settore e i disoccupati.

Lo fa non in maniera emergenziale come invece ha fatto l’amministrazione pistoiese.

Addirittura crea percorsi di inserimento lavorativo.

Molto spesso sono criticato nel mio Partito Democratico di Pistoia per il mio continuo richiamo ad un approccio più riformista nel territorio, certamente meno ideologico e più pragmatico; purtroppo devo nuovamente marcare la mia rinnovata perplessità nelle modalità dell’amministrazione e nelle sue scelte.

Pistoia infatti preferisce di fatto allargare economicamente i termini di una gara in appalto (dove di fatto secondo me si doveva essere in grado di erogare un servizio dovuto) quindi rimpinguando una municipalizzata.

Davvero da rimanere un po’ basiti soprattutto per la semplicità di fare scelte simili all’amministrazione milanese. Come è possibile non pensare in tempi come questi a percorsi similari?

Rinnovo quindi la mia forte perplessità su certi retaggi ideologici che chiaramente fanno da zavorra alle politiche di questa amministrazione.
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In risposta a: Risposta numero due a "Nazionalità..." del 20/7/2015 - 15:18
risposta
AUTORE: massimo alby
email: [protetta]

23/7/2015 - 11:08

La politica è spirito di servizio costruire adoperarsi per una maggiore equità credo sia uno dei compiti più altino questa.
Condivido che sia la società a contribuire infatti questa si chiama partecipazione.
La lotta alle povertà è autentica laddove la politica è davvero coraggiosa.Oggi le politiche o meglio i politicanti che strumentalizzano la povertà per fini elettorali danneggiano la politica.
Per esempio a Pistoia abbiamo una realtà nell'associazionismo importantissima I raggi di speranza in stazione ogni giorno si occupano di persone dimenticate.Ecco occorre valorizzare questi esempi di civiltà.
Vede se ci impegnano tutti ognuno nelle sue capacità e disponibilità se ognuno di noi prova a fare la sua parte io sono convinto che riusciamo a costruire più giustizia più equità.
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In risposta a: risposta del 16/7/2015 - 16:57
Risposta numero due a "Nazionalità..."
AUTORE: Laura Baldi
email: -

20/7/2015 - 15:18

Non per paura degli stranieri le rispondo oggi, ma per quel che ha scritto alla mia risposta.

"Siamo nell'era della globalizzazione occorre strutturare e organizzare le società del futuro con modelli che sappiano rispondere alle criticità da ridurre.
La politica questo deve fare altrimenti non svolge il suo servizio supremo al bene comune alla pace e alla civile convivenza degli individui."

Che cos'è la globalizzazione? Attualmente solo una parola, soprattutto per ciò che riguarda le persone. Gli esseri umani son trattati come schiavi ovunque. Chi è povero e bisognoso fugge per poter sopravvivere. E gli italiani danno, danno tutto quel che possono. Anche il peggio di sé.
Danno un'elemosina, vestiario, cibo, assistenza sanitaria. Poi c'è chi se ne approfitta e sfrutta la situazione per il proprio tornaconto. Sia elettorale, sia di profitti e prebende più o meno lecite ma che in nome dell'emergenza, hanno la priorità.

No, non ho timore dei poveri, tra i quali, secondo l'istat, ormai mi annovero o son fortemente candidata, ma di quel che ha scritto lei, forse senza rendersene conto in piena coscienza, ho pieno terrore.

Perché la politica non deve strutturare e organizzare la società, casomai è la società che deve strutturare la politica. Poiché la prima è caratteristica delle dittature di ogni colore politico, mentre la seconda è lo stampo di ogni vera democrazia.

Lei potrebbe ribattermi che anche Hitler fu eletto nel 1933. Ed io le ripeto che una democrazia può anche suicidarsi, se ha nella sua società certi caratteri di un malcelato autoritarismo finanziario, che costringe tutti, noi italiani compresi, a far fagotto e a tentar fortuna separandosi da famiglie e affetti.
D'altronde, se il capitale finanziario va dove può pagare di meno l'operaio, anche l'operaio emigra dove lo pagano di più.

La politica su questi argomenti? Attualmente N.P. Non Pervenuta.
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In risposta a: Risposta a dare la nazionalità.... del 16/7/2015 - 11:19
risposta
AUTORE: massimo alby
email: [protetta]

16/7/2015 - 16:57

Laura la ringrazio per il contributo tuttavia mi permetto di dissentire,poiché avverto più paura che altro nelle sue parole.
Paura che è coltivata a dovere anche da taluni mass media.
Siamo nell'era della globalizzazione occorre strutturare e organizzare le società del futuro con modelli che sappiano rispondere alle criticità da ridurre.
La politica questo deve fare altrimenti non svolge il suo servizio supremo al bene comune alla pace e alla civile convivenza degli individui.
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In risposta a: Dare la nazionalità a chi nasce nel nostro paese del 27/6/2015 - 8:08
Risposta a dare la nazionalità....
AUTORE: Laura Baldi
email: -

16/7/2015 - 11:19

Appunto...i nostri figli, non quelli di tutto il mondo che si piazzano qui.
Sorry, glielo scrivo in inglese, che fa tanto figo al giorno d'oggi. L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Art.1 della Costituzione italiana.
Ora siccome qui il lavoro scarseggia per motivi che ormai cominciano a essere svelati ad alcuni (ma ancora son troppo pochi e spero che la massa non se ne renda conto dalla sera alla mattina), le ribadisco il concetto. Se l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro (e di lavoro ce n'è pochissimo) che razza di paese ha in mente lei? Perché se c'è poco lavoro, (variabile indipendente dal flusso immigratorio al quale siamo soggetti dal 1991) non le viene in mente che vi siano anche minori possibilità di lavorare per chi rimane qui, ossia gli italiani? Non le viene in mente che i nostri figli (ma facciamo pure i nostri padri, i nostri fratelli e le nostre sorelle) siano sostanzialmente privati di un diritto a sostegno di persone certamente bisognose di tutto ma estranee a tutta una serie di caratteristiche che sono a volte intrinsecamente soggette a non integrarsi con il nostro modo di vivere e di pensare?
Lei sostiene che ci sia nel mondo un clima di odio e di razzismo. Sono d'accordo su questo punto, mentre sono in totale disaccordo sulla sua soluzione. Dare la cittadinanza italiana ad un figlio di immigrati nato in Italia significa anche dare la cittadinanza europea, partecipando come soggetto attivo al voto sia del parlamento nazionale che europeo. Questa conseguenza, alla luce dei fatti di Ventimiglia, dovrebbe farle accendere una lampadina.
Vi è poi da considerare un altro fattore, ossia la possibilità per i minori figli di immigrati non nati in Italia di ottenere una doppia cittadinanza. Ad esempio, un bambino figlio di una coppia etiope può ottenere la doppia cittadinanza etiope e italiana? Dobbiamo vedere se nella legislazione dei paesi di origine è prevista questa possibilità.
Come vede, la situazione è complessa e di non facile soluzione. Percepire però la concessione di cittadinanza a immigrati e rifugiati come soluzione al problema del razzismo è come tirare una secchiata d'acqua gelata a un malato di polmonite. Aggraverebbe solo il problema. Soprattutto agli occhi della popolazione italiana apparirebbe come l'ennesima imposizione "dall'alto" di uno status quo nuovo al quale si "deve adattare altrimenti viene tacciata di razzismo". E' bene invece ribadire che le imposizioni dall'alto, nella storia, hanno sempre presentato il conto e molto salato.
Potrei dilungarmi con esempi a rovescio, come lo splendido fenomeno di convivenza pacifica tra slovacchi e sudeti rovinato dal pasticcio della conferenza di Monaco del 1938 (causa della II guerra mondiale e al quale abbiamo assistito in revival ellenico proprio in questi giorni).
La saluto e spero di averle dato alcuni spunti di riflessione.
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In risposta a: Dare la nazionalità a chi nasce nel nostro paese del 27/6/2015 - 8:08
Migranti
AUTORE: Giovanni
email: -

4/7/2015 - 18:53

Sono poco italiano ma toscano ,voglio bene a questa terra dove ci sono nato 75 anni orsono,detto questo non condivido le sue "bacchettare"nei riguardi di chi ne farebbe volentieri a meno di avere queste continue migrazioni di gente che starà in vacanza da noi in qualche albergo serviti e riveriti.
Lei pensa che l'italia sia veramente la loro terra promessa oppure sia la nazione scelta ,non a caso,abitata da gente bonacciona e permessivista in costante e inarrestabile regresso economico,la Grecia è vicina.
Sarebbe l'ora di pensare anche a noi oppure chiederei troppo?
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AUTORE: Massimo Alby
email: -

27/6/2015 - 8:08

Ieri al giardino ascoltando le ragioni e le peripezie per i permessi da rinnovare di una signora extracomunitaria Albanese che ha partorito qui i propri figli e che studiano qui,che giocano qui nei nostri giardini,che paga le tasse come noi,mentre parlava non ho potuto non provare sgomento.
Noi siamo il paese della BossiFini siamo il paese della paura siamo il paese del tutti contro tutti e se poveri e disgraziati tanto meglio.
Dobbiamo diventare più civili dobbiamo dare la nazionalità a chi nasce nel nostro paese,dobbiamo pensare addirittura di dare possibilità di voto a chi paga le tasse (per lo meno amministrativo).
Anche questo è riformismo!!Costruiamo, proprio oggi che tira un vento di odio di guerra di disperazione,costruiamo il nostro futuro di pace e di convivenza.
Oggi che l'odio sembra essere l'ingrediente preferito delle politiche xenofobe di destra noi abbiamo il dovere di costruire il domani per i nostri figli di pace e convivenza fraterna.
Massimo Alby
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In risposta a: del 1/1/1970 - 1:00
il lavoro moderno
AUTORE: Lorenzo
email: -

12/5/2015 - 5:55

La nuova frontiera del lavoro targato PD del sig.Renzi &C. Prevede contratti a tempo indeterminato per tutti...che bello! Peccato che il dipendente può essere licenziato senza giusta causa e senza reintegro...
MA come è stato bravo, ma che trovata geniale.
Ci sono poi i demansionamenti ed il controllo a distanza del dipendente.

SI CHIAMANO "NUOVI SCHIAVI""

Complimenti PD....e si definiscono pure di sinistra!
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In risposta a: del
Attenzione
AUTORE: un lettore
email: -

7/4/2015 - 17:03

Ho trovato su internet, in alcuni siti di lingua inglese, collegati a varie parti del mondo, alcune notizie riguardanti una nuova sostanza in circolazione. In particolare si tratterebbe di una sostanza ad alto contenuto di metalli disciolti, proveniente dai paesi dell'est, simile al polonio, e che provocherebbe tutta una serie di danni fisici con il passare del tempo.
A differenza del polonio che uccide nel giro di 3-4 giorni questo nuovo veleno - secondo quanto viene scritto - provocherebbe la morte nell'arco di 10 - 15 anni. Se somministrato a persone giovani fino a 25 anni di età l'effetto sarebbe molto più grave rispetto alla somminisitrazione agli adulti. I sintomi principali sono: lacrimazione all'occhio sinistro dopo i pasti o durante la giornata e in caso di concentrazione molto intensa, poi isolameno sociale, e chiusura rispetto a tutte le relazioni umane. Altro sintono, una specie di di psoriasi molto particolare che appare a chiazze grandi sulla pelle.
Solo dopo un periodo di 10-15 anni in cui il veleno è stato somministrato in modo discontinuo apparirebbero i sintomi più gravi dovuti al danneggiamento del sistema nervoso periferico e centrale, al danneggiamento del midollo spinale, del cervello e cambiamenti nella fluidità del sangue.
Altri sintomi sarebbero: prurito in varie parti del corpo, comparsa di lividi sulla pelle, perdita dei capelli nella parte centrale e superiore sinistra della testa, debolezza delle gengive, e sangue misto a saliva durante gli sforzi fisici, aumento delle ore di sonno notturne, si dorme fino a 10-12 ore, stanchezza cronica e attacchi di riso incontrallato, forti stati d'ansia anche dopo l'assunzione di modiche quantità di alcol. Impossibilità di fissare un punto fermo con continuità.
La morte sopraggiungerebbe dopo una quindicina di anni. La somministrazione di questa sostanza dovrebbe avvenire per via orale, disciolta nelle bevande, o per endovena. La morte dovrebbe avvenire per arresto cardiaco a causa dell'incapacità di condurre gli umpulsi del sistema nervoso, oppure per emorragia cerebrale, ictus o embolo.
Se il veleno viene somministrato in età più avanzata gli effeti sono più leggeri e si ha perdita di capelli, lacrimazion dall'occhio sinistro e a volte anche un ictus.
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AUTORE: Giuliano Tonarelli
email: [protetta]

8/3/2015 - 11:36

a 4 giorni dall'inizio dell'emergenza, sentito e visto l'ultime notizie,
a Cutigliano tutto sommato non è andata male.

Questo cose però devono e ci fanno riflettere:
"chi deve salvaguardare la Montagna Pistoiese e Tutte le zone Montane in generale"
"siamo Figli e Cittadini di questo Stato Italiano
o Noi residenti Montanari siamo Figli e Cittadini di un altro Stato"
-annunciano l'emergenza mal tempo, nevica, fortunatamente poche decine di cm.,
e la viabilità, Tutta, va in crisi;
-annunciano ancora l'emergenza mal tempo, vento forte raffiche che superano i 100 km/ora,
e tutto un sistema va in crisi;
-va via la corrente elettrica su tutta la Montagna,
lo strano è che la corrente c'è a macchia di leopardo, una casa si e 500 no,
e tutto va in crisi.

Sono anni che in Italia si parla di Protezione Civile;

in un paese a rischio sismico,
dove ogni volta viene affrontata l'emergenza con grande efficenza,

in un paese a rischi idrogeologico e idraulico,
e ancora una volta si interviene con efficenza,

ormai siamo un paese, anche, a rischio vento,
dove cadono costantemente grossi alberi (in particolare pini isolati)
dove le raffiche scoprano tetti di capannoni e di fabbricati a uso abitazione e non,
e, in particolare, costantemente si interrompe la fornitura di corrente elettrica
e bisogna aspettare ore se non giorni per ripristinarla.

Si parla, anche, tanto di prevenzione,
ma nessuno si prende la briga di prevenire e fare
e sarebbe tanto semplice ma soprattutto tanto, ma tanto meno costoso per Tutti.

I danni di questi ultimi giorni,
mal gestiti,
evidenziano proprio la mancanza di prevenzione,
BASTEREBBE tagliare le piante tutto lungo le linee elettriche
e non solo sotto la linea, ma per una larghezza su entrambi i lati che
la caduta di alte piante non cadano sopra i fili,
quello che ora non stà succedendo.
BASTEREBBE tagliare tutte le piante, in particolare quei grossi pini,
lungo le strade, nei giardini privati, nei parchi,
e ripiantare nuove piante diverse che non creano i disagi dei pini.

BASTEREBBE ripristinare le Squadre di emergenza,
e farli fare la famosa prevenzione,
che un tempo c'èra, all'Abetone a San Marcello e su tutto il territorio Montano
in modo di avere sempre quella conoscenza del territorio, delle linee,
che solo vivendo e stando sul territorio si hanno.

Se RICORDATE il 22 Luglio 2014 ho fatto un tavolo di concertazione presso la sala del Tennis Club di Cutigliano
dove, per altri problemi, ma rientrano sempre nello stesso calderone, parlavo dei problemi della Montagna,
in quella occasione si era partiti dalla non vendita di un semplice quotidiano di € 1,30
per arrivare dopo un percorso a cerchio chiuso al dissesto idrogeologico della Nostra Montagna
guarda caso, questa settimana si è avverato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Come dicevo in quella riunione
ogni anno, ogni qualvolta succede qualcosa, si torna a parlare di EMERGENZA,
e guarda caso, sempre dopo che è accaduto il fatto,
non è mai successo che si faccia una riunione o si prenda atto di fare qualcosa prima
LA FAMOSA PREVENZIONE E MANUTENZIONE,
magari se ne parla, si fanno anche i finanziamenti, si spendono soldi, NOSTRI,
ma Tutto rimane sopra a una scrivania o in un faldone dentro un archivio.

Allego,
per ricordare a chi non ricordasse,
quel disegno schematizzato che racchiude tutti i problemi della Nostra Montagna.

Credo che sia arrivato il momento di smetterla di tagliare la dove serve,
le squadre di soccorso distribuite sul territorio,ti tutti igeneri,
e di iniziare un'era dove si taglia la dove c'è troppa gente,
e qui mi riferisco a quella categoria di persone che sono i Dirigenti i Funzionari,
di chi sta dietro a una scrivania, a chi prende più di 150.000,00 euro l'anno,
e non sa nemmeno distinguer un PINO da un FAGGIO, o dove è la località LA CILIEGIA o CILIEGIOLA.

Un esempio di inefficenza:
*emergenza di giovedì 05 Marzo 2015:
-paese di Cutigliano:
--località le Cavi c'è la corrente elettrica,
--fabbricato, ex scuole elementari e caserma dei Carabinieri,
in via Carega prospicente il piazzale Sant Antonio e altri pochi c'è la corrente elettrica,
--giovedì pomeriggio a Pistoia fanno un tavolo di emergenza,
il Sindaco Braccesi Tommaso mi comunica, erano le ore 17,30 circa,
che fra 4 ore arriva a Cutigliano un generatore che alimenterà la cabina elettrica che fornisce solo il paese centro storico,
ore 23,00 circa arriva il generatore viene messo in funzione, torna la corrente in parte del paese centro storico,
ore 7,30 circa del 06/03/2015, si ferma il generatore, si fanno varie supposizioni, è finito il gasolio, non si sa bene,
gli Operai del Comune, l'elettricista, non sa dove mettere le mani, si chiama l'ENEL, dopo qualche ora arrivano due operai dell'ENEL,
non sanno dove mettere le mani, il generatore non riparte,
ore 15,30 circa, arrivano altri operai dell'ENEL o tecnici che sanno manovrare il generatore,
riescano a metterlo in moto, era bloccata la pompa del gasolio,
GUARDA CASO, per colpa di una pompa del gasolio e di un dipendente che non si trova,
abbiamo il generatore ma dalle ore 07,30 della mattina fino alle ore 15,30 del pomeriggio
Cutigliano paese centro storico e non tutto è senza corrente.

Questa è una semplice storia, una delle tante, che è successa in questa EMERGENZA
sulla Nostra Montagna Pistoiese
ma il peggio è che oggi a distanza di 4 giorni dall'inizio dell'emergenza ci sono ancora località, case,
abitazioni di famiglie con bambini, anziani, anziani soli, che non hanno ancora la corrente
Domenica 08 Marzo 2015 Festa della Donna.

E allora PRESIDENTE MATTARELLA, PRESIDENTE RENZI, PRESIDENTE ROSSI, SINDACI, POLITICI TUTTI, DIRIGENTI, FUNZIONARI,
datevi una mossa,
ogni giorno che passa siamo sempre più incazzati, ci state portando all'esasperazione,
per fortuna siamo MONTANARI e noi MONTANARI ci sappiamo arrangiare,
ma la pazienza ha un limite.

ciao, saluti
Giuliano Tonarelli
----------------  RISPONDI





AUTORE: Massimo Alby
email: -

17/2/2015 - 10:35

La mia posizione sulla questione Ceppo è molto semplice.
Il Vecchio Ceppo sia valorizzato per usi chiaramente utili alla comunità pistoiese.
Il museo è secondo me una idea già vecchia perché abbiamo molti spazi dove poter fare questo.
Ho invece in mente l'esempio del Dinamo Camp dove un'intera struttura è stata riqualificata con funzioni importantissime per il bene comune della comunità del territorio.
Pistoia ha davvero l'occasione anticipare le altre città con la creazione di un antico e prestigioso edificio interamente destinato alla solidarietà.
Penso ad un luogo dove tutte le energie positive del settore della solidarietà abbiano possibilità di incontrarsi con le istituzioni con la scuola con l'università.
Sono un sognatore ma stento ancora a comprendere quanto poco si faccia per intercettare i finanziamenti europei è davvero un limite molto serio,infatti credo che l'uso di ipotetici finanziamenti europei permetterebbe davvero di evitare il ricorso a speculazioni edilizie e darebbe più margini economici.
Riqualificazione degli edifici più nuovi e delle così chiamate "piscine".
Qui aprirei una riflessione seria;infatti ricordando le promesse elettorali di non aumentare la cementificazione e ricordando anche la forte presa in carico di questa amministrazione sulla questione della partecipazione cittadina, nelle scelte urbanistiche importanti;davvero metterei tre quattro proposte in una discussione allargata alla città.
La mia posizione è nuovamente un po' diversa; buttare giù la parte nuova e dare inizio ad un enorme spazio verde dedicato ai Giovani e agli anziani.
Un luogo dove per esempio si abbia la città dello sport con impianti che rappresentino più discipline dello sport che ancora non trovano spazi opportuni; un luogo che sia di ristoro e accoglienza un luogo che sia anche strumento importante delle scuole e che garantisca davvero lo svilupparsi di tutte le discipline sportive.
In alternativa alla non demolizione mi chiedo se un progetto di riqualificazione ad edilizia popolare non sia davvero utile alla nostra comunità.
Massimo Alby
----------------  RISPONDI





In risposta a: del 1/1/1970 - 1:00
cambiare con i fatti
AUTORE: Stefano
email: -

14/2/2015 - 17:52

La verità a mio avviso non si cerca, nn è un tartufo o un fungo, bensì ci sono punti di vista differenti.
E' però innegabile che sussiste un distacco importante/impressionante tra la politica e la vita reale della gente comune.
Abbiamo assistito e continuiamo ad assistere a politici showman che utilizzano la politica per aumentare il loro ego, la sete di potete e di soldi, gonfiando i petti all'inverosimile!
Quanto altro deve aspettare la popolazione per vedere fatti concreti /reali che migliorino la loro vita?
Per quanto tempo saremo costretti ad ascoltare chiacchere sterili ?

...si ricordi che alla fine delle chiacchere devono esserci i fatti... altrimenti i ns cari politicanti se ne possono andare al bar dello sport!
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In risposta a: del 1/1/1970 - 1:00
chiacchere
AUTORE: Giorgio
email: -

7/2/2015 - 18:37

Il tempo delle chiacchere è finito da tempo...basta con i discorsi filosofici.
Guardate chi abbiamo nei posti di potere, a livello nazionale ma anche a livello comunale : giovani già vecchi!
dichiarazioni come ""antifascista sempre e comunque..."" frasi spese per attirare l'attenzione, ma che oramai hanno perso di significato, al pari di chi si ritiene fascista! Che tenerezza!
Che tenerezza i ns bravi politicanti che professano sobrietà e austerità mentre intascano migliaia di euro....!

Come diceva il buon Martin Luter King.....cosa rimane da fare agli inascoltati...
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AUTORE: Massimo Alby
email: [protetta]

1/2/2015 - 11:15

UN NUOVO MODELLO SOLIDALE A PISTOIA
Ho l'impressione che mai come oggi la nostra comunità sia distante da una cosciente e coerente quanto aggiornata visione di come costruire un domani realmente solidale.Immagino infatti un approccio diverso alle criticità; meno ideologico più pragmatico, capace di mettere in campo le giuste energie della società civile.Questo comporta uno straordinario passo politico culturale; io dico riformista!
Questo comporta il superamento di tutte quelle vecchie logiche che oggi rallentano fortemente l'assistenza ai più deboli. Solo alcune parole, molto usate e poco praticate: Sussidiarietà, Decentramento,Qualità,Merito.
Proprio il caso Barli deve assolutamente farci riflettere( ma non è il solo!!). Occorre assolutamente costruire sulle parole sopracitate un nuovo approccio alle criticità.
Dobbiamo assolutamente comprendere che non è più sostenibile mantenere il vecchio approccio dobbiamo costruire tutti insieme un walfaire cittadino capace di essere funzionale, veloce facilmente raggiungibile.
La politica abbia la forza autorevole di cogliere veramente le eccellenze del suo territorio superando limiti clientelari ideologici o di altro genere.(qualità e merito)
Serve qualità non fedeltà!Sussidiarietà e decentramento, oggi i nostri quartieri sono troppo isolati. Il territorio ha bisogno di luoghi istituzionali che funzionino come veri nervi scoperti capaci di intercettare le quotidianità ma soprattutto capaci di ascoltare il cittadino;dove la parte forte e importante la devono fare volontariato e università che coadiuvano sanità, servizi sociali e amministrazione stessa.
Stop a soldi a pioggia, uso di vaucer con progetti di impegno socialmente utile per contrastare le povertà diffuse.I più deboli devono essere inclusi non compatiti, è della politica il compito di restituirgli la dignità nella comunità.
Occorre avere la forza e il coraggio occorre soprattutto la gioia di riportare la politica al suo compito più importante il servizio al bene comune.
Massimo Alby
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In risposta a: Non basta... del 4/1/2015 - 20:24
buon senso
AUTORE: Giorgio
email: -

19/1/2015 - 17:59

Cosa significa essere antifascista o cosa significa essere comunista... Qualcuno sa cosa significa oggi?
Qualcuno mi indichi a livello nazionale o anche nel NS territorio un nominativo corrispondente a tali ideologie.
La verità è che non esistono piu ne fascisti ne tanto meno comunisti, ma
Politicanti , finti comunisti che esprimono riprovazione e sdegno contro chiunque .
Il potere, il denaro facile, senza tanta fatica é l'ideologia comune e più diffusa tra i NS politicanti!
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AUTORE: Errigo Carbone
email: [protetta]

13/1/2015 - 8:49

complimenti a tutti per l'alto senso civico e la compostezza dimostrata nella manifestazione di ieri mattina con un alto numero di partecipanti del Pacini.
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In risposta a: del 1/1/1970 - 1:00
Non basta...
AUTORE: Francois Pesce
email: [protetta]

4/1/2015 - 20:24

Sono d'accordo, credo sia necessario mantenere viva la memoria anche con finanziamenti e rinnovi di tessera, ma non è sufficiente. Se lo fosse, altro non sarebbe che una sorta di "lavacoscienza".
Di rigurgiti fascisti (legalizzati e dalla parvenza democratica) ce ne sono, eccome. E solidarietà, ascolto ed educazione, tanta educazione, sono le uniche battaglie antifasciste che dobbiamo alimentare quotidianamente.
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In risposta a: Acqua, amianto, allarmismo e approssimazione del 9/12/2014 - 14:34
Risposta a Sguazzoni sul tema acqua e amianto
AUTORE: Alberto Zoppi
email: -

15/12/2014 - 13:13

Leggo un articolo del sig.Sguazzoni ma una domanda preliminare la sua è una ricerca su internet, oppure sulla base di confronti e documenti in suo possesso? Secondo, io per oltre ventanni mi sono occupato di sicurezza sul lavoro, sono un docente-formatore alla sicurezza sul lavoro ed ho dovuto studiare, leggere e confrontarmi con studi scientifici, esperti, medici, genisti, epidemiologi nel corso del tempo per farmi un idea di come si approccia la salute dei lavoratori e la tutela ambientale, così come sulle sostanze pericolose che possono venire in contatto con le persone. Con Marco Vettori poi (sono stato anche un sindacalista che seguiva in segreteria confederale queste cose) ci siamo dovuti fare una cultura su questa materia... fatta di studi, confronti pubblici e privati con medici, genisti, epidemiologi, lavoratori, medici del lavoro, ecc, ecc ecc...sulla rete e sui social network oltre sulla stampa, abbiamo già avuto modo di leggersi vari documenti scientifici, che per brevità rimando alla lettura, la tanto richiamata linee guida del OMS sulla presenza di amianto è vecchia di oltre 20 anni (ricordiamo ora sotto accusa per EBOLA per la sua sottovalutazione) nel frattempo gli studi son proseguiti, persino nella legislazione italiana degli anni 90, negli allegati si richiamano questi studi scrivendo letteralmente "esistono studi che aprono alla pericolosità della presenza dell'amianto nelle acque potabili..." quindi non esiste certezza anche in questi studi oramai datati, sono successivamente arrivati ulteriori studi e una Raccomandazione della Commissione Europea che invita alla sostituzione di tali tubature. Mi scusi se semplifico, ma io applicherei la direttiva europea sul "Principio di precauzione" cioè se esistono dubbi su una sostanza o lavorazione che possa arrecare danni alle persone e all'ambiente devo dismettere quella sostanza e rimuovere il possibile rischio... (ripeto semplifico molto...) la medicina del lavoro in Italia è stata forse la migliore del mondo e non si è mai voluto inserire dei valori limite per definire se una sostanza come l'amianto (all'inizio per il riconoscimento dell'esposizione all'amianto degli operai, l' INAIL indicava un valore limite di fibre presenti in aria!!!) è pericolosa per la salute umana. Chiara la differenza rispetto ai valori USA che indicano in acqua un valore limite. Esistono studi di 20 anni orsono in Toscana, dove veniva già allora trovata presenza di fibre di amianto in acqua, in Emilia nei comuni di Carpi, Reggio Emilia ecc idem; si è trovato traccie di amianto nelle tubature di acqua potabile, e quindi sono state decise le sostituzioni di quelle tubature già da almeno tre anni. Il comune di Firenze lo scorso Novembre idem ha approvato un ordine del giorno che obbliga Publiacqua alla sostituzione di tali tubazioni. Siccome la faccio lunga e non volevo, oppure che affermi castronerie, mi fermo qui consigliando alcune letture: la storia del Cappellaio matto, (molto utile) i libri e gli studi del Ramazzini, il libro di Baldasseroni e Carnevale...buona lettura per le feste di Natale e scusate per la lunghezza.
Alberto Zoppi
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AUTORE: Giacomo Sguazzoni
email: -

9/12/2014 - 14:34

Una recente campagna mediatica su facebook e sui giornali è riuscita a toccare le
giuste corde della paura irrazionale e a ottenere dai gestori vaghe promesse di analisi e di
sostituzione delle tubature incriminate. In questi giorni è partita anche una petizione. Niente di
male. Anzi bene procedere alla verifica quantitativa e all’ammodernamento degli impianti.
Ma quanta confusione e quanta approssimazione in questo tipo di denunce che si
vantano di essere serie e scientifiche e invece la verità la raccontano a metà, dicendo solo ciò
che fa comodo. Vorrei riassumere quello che ho trovato cercando da inesperto. Giusto per
capire che il contesto è piuttosto articolato, e, più importante, non c’è veramente da essere
allarmati. A cosa servono colpi di teatro come il presentarsi alla stampa con bottiglie di acqua
e amianto invitando i presenti a bere? Come se chiedessi a qualcuno di bere candeggina…
eppure è proprio l’ipoclorito di sodio che si usa per la disinfezione dell’acqua che beviamo.
Non vorrei che, gridando al lupo (o all’amianto), le persone decidano che è meglio bere acqua
in bottiglia con le conseguenze che potete immaginare sulla salute pubblica (trasporto,
plastica). Non sarebbe questo un bel risultato per chi si professa verde, ecologista e a favore
dell’acqua pubblica!
Le prime contraddizioni si notano subito nell’articolo di denuncia [1]. Si dice che
l’amianto nell’acqua è rischioso perché nell’uso domestico si trasferisce all’aria e quindi può
essere inalato con i noti rischi di tumore ai polmoni e di mesiotelioma. Una corretta
osservazione, peraltro già studiata nel 1988 [2]. Però viene citato un articolo che parla di
tumore al tratto intestinale [3]. Quest’ultimo studio, piuttosto recente, è anche citato nel
corposo ‘Handbook of the water analysis’ [4] (965 pagine, ed. 2013) che dedica all’amianto il
cap. 14, per un totale di cinque (su 965!) pagine che riassumono lo stato della conoscenza
dei rischi per la salute per l’amianto in acqua. Accanto alla sopra citata referenza [3], secondo
cui esiste una connessione tra amianto nell’acqua e alcuni tipi di tumori, c’è un altro studio
che afferma l’opposto [5] basato su una accidentale contaminazione da amianto nel 1985
nella cittadina di Woodstock (proprio quella del leggendario concerto). L’incidenza dei tumori
sui 2500 abitanti è stata valutata dopo molti anni senza rilevare aumenti significativi di
patologie gastrointestinali o polmonari. Per avere una idea dell’entità dell’incidente basti dire
che docce e rubinetti erano intasati dalle fibre di amianto! Strano che si sia omesso di citare
questo macroscopico precedente. La conclusione, condivisa da altri articoli di review (si veda
ad esempio [6]) è che non c’è ancora evidenza di un legame tra problemi alla salute e
amianto ingerito.
Infatti se da un lato l’OMS afferma testualmente che ‘non è necessario stabilire linee
guida per l’amianto in acqua potabile’ [7], l’EPA (US Environmental Protection Agency) ha
precauzionalmente fissato il limite di contaminazione a 7milioni di fibre per litro [8] sulla base
di studi effettuati sui ratti che hanno sviluppato tumori benigni all’intestino una volta ingerita
acqua contaminata. Anche queste importanti determinazioni non sono state portate
all’attenzione dell’opinione pubblica.
Un’ultima osservazione riguarda Risoluzione del Parlamento Europeo 2012/2065(INI)
che accenna ai rischi legati all’amianto ingerito, pur in un ambito di sicurezza sul lavoro e non
di sicurezza domestica. Il parlamento europeo non è una istituzione scientifica e infatti nella
bibliografia del documento manca qualsiasi accenno ai rischi da ingestione di amianto. A titolo
di esempio in questo atto parlamentare [9] si parla di viaggi nel tempo; non per questo i viaggi
nel tempo esistono.
L’aspetto profondamente triste e grave di questa vicenda è lo sfruttamento implicito e
spregiudicato di quei lavoratori che per aver inalato fibre d’amianto sono morti. Il fine è la
piccola rivendicazione politica o la guerra a Publiacqua che su altri fronti e con altri argomenti
dovrebbe essere contestata. È un vero peccato che, sia da chi ne ha i titoli, sia dai mezzi di
informazione, sia mancato, tranne alcune sporadiche eccezioni [10], un approccio serio,
obiettivo e scientifico al problema.
L’unica cosa da fare adesso è analizzare le acque alla ricerca di fibre d’amianto e
valutare i risultati rispetto alla normativa statunitense che è l’unica al mondo che fornisce
valori di confronto. Per il resto sarebbe meglio abbassare i toni, per rispetto di chi è morto e di
chi ha combattuto battaglie vere e autentiche sul problema dell’amianto che si respirava nelle
fabbriche.
9 Dicembre 2014, Giacomo Sguazzoni


[1]http://www.perunaltracitta.org/2014/10/22/publiacqua225chilometriditubatureallamiantoloscandalodellassenzadelleanalisi/
[2] Webber JS, Syrotynski S, King MV. Asbestoscontaminated
drinking water: its impact on
household air. Environmental research, 1988, 46:153167.
[3] K.Kjærheim, B.Ulvestad, J.I.Martinsen, A.Andersen Cancer of the gastrointestinal tract and
exposure to asbestos in drinking water among lighthouse keepers (Norway) Cancer Causes &
Control June 2005, Volume 16, Issue 5, pp 593598.
[4] Handbook of water analyses, 3rd edition, CRC Press 2013.
http://www.crcpress.com/product/isbn/9781439889640
[5] New York State Department of Health. Bureau of Environmental and Occupational
Epidemiology, Investigation of Cancer Incidence among the Woodstock Asbestos Exposure
Registry Population, http://www.health.state.ny.us/nysdoh/asbestos/woodstockreport.pdf,
2004; Browne, M.L.,Varadarajulu, D., LewisMichl,
E.L., and Fitzgerald, E.F. Cancer
incidence and asbestos in drinking water, Town of Woodstock, New York, 1980–1998.
Environ. Res., 98(2), 224, 2005.
[6] Kim et al., J Gastroint Dig Syst 2013, 3:3 http://dx.doi.org/10.4172/2161069X.
1000135
[7] World Health Organization. Asbestos in Drinking Water, WHO/SDE/WSH/03.04/02, 2003.
[8] United States Environmental Protection Agency. Drinking water criteria document for
asbestos, EPA600/
X84/
1991,
1985.
[9]http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=005123
03&part=doc_dc&parse=no
[10]http://valdarnopost.it/news/amiantonelletubaturedellacqua50chilometriinvaldarnoso
stituirlilaleggenonloimponemasarebbeopportunoeauspicabile
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In risposta a: del 1/1/1970 - 1:00
Basterebbe,,,
AUTORE: Gianluca da Pistoia
email: [protetta]

8/12/2014 - 10:28

E sostituire le piante con esemplari più giovani e robusti? E magari più adatti al nostro tempo...

Ne spende tanti il comune di soldi anche inutilmente che se investisse in alberature non sarebbe male con tutti i soldi che si prendono dalla tasi!
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In risposta a: del
Il territorio sottovoe
AUTORE: Furio Morucci
email: -

5/12/2014 - 13:19

"Il territorio sottovoce"
Il distacco dalla politica appare chiaro, le ultime elezioni regionali hanno creato una voragine fra la volontà di rappresentare e chi deve essere rappresentato.

Troppi proclami a soluzioni immediate evidentemente hanno fatto perdere la voglia di andare a votare anche ai cosiddetti "fedeli" ... evidentemente chi "urla di più" (vedi Salvini), anche nel male riesce ad ottenere il risultato che si esprime in una visibilità molto spesso adombrata da un "tendone politico " soffocante ...

Il nostro territorio ha necessità di dialoghi strettissimi e di soluzioni velocissime per far si di annullare tutto l'incaglio sociale ed economico che si è venuto a creare nei vari settori.
Partecipando a vari eventi politici, noto la volontà da parte dei vari amministratori, e soprattutto locali, di un cambiamento teso a semplificare riguardo i servizi, e risparmiare riguardo gli impegni economici che servono per portare avanti il territorio e le sue necessità.

Vorrei far notare però che esistono categorie che non hanno "la forza di urlare"...sono chiamati anziani e sono chiamati portatori di handicap...
Queste "categorie" non hanno mezzi ridondanti o risorse necessarie per arrivare in maniera immediata e costante con la loro comunicazione, che niente altro è che la necessità di sopravvivere ed avere una dignità tale da potersi sentire vivi, utili, e non dimenticati.

In questi incontri, relativi alla zona di Monsummano, ed ai quali ho partecipato...vero pubblici...non ho intravisto "ai tavoli" un coinvolgimento dei rappresentanti di queste categorie deboli...ho sentito, ascoltato, ed apprezzato vari rappresentanti politici molto preparati su ciò che dovevano esprimere, facendolo per altro molto bene.

Ciò che non ho visto è stato il cosiddetto "rovescio della medaglia"...bene risparmiare...fondere...unire servizi...ma i cosiddetti deboli hanno potuto avere un confronto al tavolo pubblico per dire la loro? Chi ha potuto portare i cosiddetti "problemi semplici",cioè il semplice vivere quotidiano, sui tavoli di dialogo per poter capire come far divenire il quotidiano non più un problema per i più deboli, ma un vivere dignitoso?

...nessuno...
Non vi era alcun rappresentante di alcuna associazione che potesse contribuire al dialogo per i più deboli.
Certamente, per chi ha organizzato gli incontri, è stata sicuramente una mera dimenticanza scavalcata dall'euforia nel voler proporre soluzioni, raccontare e spiegare a "tutti" i cittadini la possibile vittoria del territorio e dell'uomo su questi tempi grigi...ed io penso che chi fa, debba essere sempre e comunque lodato e spronato nel fare ancora e meglio.

Detto ciò ...
Chi vi scrive è da poco Presidente della Associazione per i Diritti degli Anziani (ADA) per il territorio di Pistoia, e vi chiede senza urlare...ma sottovoce, un coinvolgimento per poter dare voce a chi voce non ha, o ne ha poca.
Troppo importante è la necessità di sveltire le pratiche quotidiane, troppo importante è la necessità di potersi muovere liberamente e senza ostacoli sul territorio, troppo importante è far si che le attuali periferie non si allontanino ancora di più tagliando fuori completamente i più deboli annullando loro di fatto la semplice dignità ad un vivere il territorio già di per sé complicato...

Quindi; nel ringraziarvi per tutta la volontà che ci mettete, nello spronarvi ancora di più a fare...siccome "io non posso urlare"...per cortesia cercate di coinvolgerci e di coinvolgere chi il territorio lo vive con i cosiddetti "semplici problemi"o "problemi semplici".
Certo di una vostra comprensione a "questo sfogo"; saluto cordialmente ed attendo futuri, certi, e sicuri coinvolgimenti.
Furio Morucci
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In risposta a: del
Sfratto coniugi Barli
AUTORE: Massimo Alby
email: -

12/11/2014 - 14:23

Sfrattati i coniugi Barli non sto zitto sono indignato!!
Siamo nella città che chiude la giostra alla morte di due cavalli e che serenamente mette alla porta due persone fragili in difficoltà ???
La stessa città che vanta di organizzare eventi come Dialoghi sull' Uomo e che vanta eventi sotto il nome di personaggi dello spessore di Giorgio La Pira???
Due aspetti, separati, ma che alla fine si intrecciano: la questione della casa e la questione dei figli. Aspetti separati perché quello della casa riguarda il rapporto con l'amministrazione; quello dei figli, attiene all'essere genitori. Tuttavia aspetti intrecciati perché è più che probabile che dopo aver perso la casa, i Barli perderanno anche i figli. Senza dubbio è un caso difficile, senza dubbio i genitori Barli avranno creato anche tensioni e in più occasioni avrebbero fatto meglio a tacere o stemperare, insomma, hanno le loro responsabilità . Ma la vera questione non è questa. La vera questione riguarda i loro figli, il vero grande valore presente in questa vicenda. Ebbene, io penso che lo sfratto doveva essere evitato in tutti i modi, proprio in considerazione del particolare momento decisivo per la possibilità di non perdere i figli. Mi chiedo se gli arretrati non potevano essere rateizzati, mi chiedo se non poteva essere fatta una sottoscrizione, ma soprattutto mi chiedo se per il momento non si poteva attendere in vista della decisione del tribunale sui figli. Una brutta vicenda. Ma soprattutto dispiace che Pistoia balzi alle cronache per vicende che riguardano bambini come vittime: cip e ciop, la vicenda di Mattia e adesso il rischio dei piccoli Barli che oltretutto si trovano ancora in un istituto, cosa che nel 2014 non dovrebbe mai più accadere.
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AUTORE: Gabriele Buccino
email: -

12/11/2014 - 14:18

Buongiorno cari conterranei montanini.
Io mi chiamo Gabriele Buccino e vivo quassù, a Popiglio, sono nato quassù, a San Marcello…e ci sto proprio bene!
Ultimamente, per motivi di salute piuttosto gravi di mia sorella, sono dovuto ricorrere all’assistenza delle istituzioni: USL n°3 (ospedale Pacini e ospedale S. Jacopo) al servizio di Volontariato della C.R.I. e ai Servizi Sociali Associati dei nostri Comuni.
Inizialmente ero molto preoccupato, perché le informazioni generali sull’efficienza di tutti questi apparati sociali erano pessime (qualcuno fa terrorismo?!)
Nel mio caso invece è stato ottimo il lavoro di sostegno svolto dalle sopra indicate istituzioni; bisogna avere fiducia nell’operato delle stesse e dell’impegno quotidiano, 24 ore su 24, di chi opera nel loro ambito; io lo posso testimoniare.
Voglio anche ringraziare il Sindaco del Comune di San Marcello Pistoiese per la sensibilità e l’attenzione dimostratami in questo triste e delicato momento.
Chi continua a muovere accuse a destra e a manca, farebbe bene a pensare a ciò che dice e a verificare, prima di sputare sentenze.
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