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La Voce di Pistoia
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PODISMO

Continua il momento positivo della “SILVANO FEDI” che marcia alla grande per un 2019 già denso di successi (giunti a quota 45). All’Abetone, biancorossi in grande spolvero alla “Snow Run”, con vittoria di società, 1^ piazza di Manuela Bacci fra le “Ladies”

CHITI SCHERMA

Si è infatti classificata al 9° posto su un lotto di oltre 100 partecipanti provenienti da molti paesi, compresi Giappone, Hong Kong, Stati Uniti e Australia. Il girone di qualificazione chiuso senza sconfitte le ha consentito di ottenere la seconda testa di serie nel tabellone ad eliminazione diretta

BASKET

"La squadra è stata fin da subito informata, ma ha immediatamente compreso che, non potendo avere nessun tipo di controllo su questa situazione, non aveva senso stare a pensarci. E così onestamente è stato -prosegue il coach- e non ho visto da parte dei ragazzi nessun condizionamento sul piano mentale".

CHITI SCHERMA

lla terza prova del circuito nazionale disputatasi a Bologna gli atleti della Chiti hanno portato a casa due vittorie nelle gare di spada. Nella categoria under 40, una sorta di categoria “ponte” fra gli under 23 e gli over 40, si è imposto Marco Gori

BASKET

Alessandro Ramagli con i suoi ragazzi, sarà atteso lunedì sera dal difficilissimo esame contro la capolista Armani Milano. "Sarà una partita in cui servirà grande forza mentale per vivere il match possesso dopo possesso"

MTB

In partenza la griglia d’onore sarà riservata alla partecipazione femminile. Sul palco Premio Speciale alla società con maggior numero di cicliste al via

BASKET

Giornata di vigilia in casa OriOra. I biancorossi completano oggi la preparazione in vista della difficilissima sfida di domani in casa della Reyer Venezia, in un match che sulla carta appare davvero proibitivo

HC PISTOIA

I ragazzi mostrano di aver fatto notevoli progressi grazie alle cure di Mister Treno, sono cresciute le loro capacità tecniche ma soprattutto ampi passi avanti nella tenuta mentale. Grande emozione e soddisfazione nel settore femminile: il gruppo è composto da atlete appassionate e che non si tirano indietro sul lavoro da fare

LIBRI

Nel giorno della Candelora, quando per tradizione il Vescovo  di Pistoia benedice i  pellegrini che si preparano a partire per Santiago di Compostella, c'è stato un incontro nella Libreria "Terra Santa" di Milano

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

POESIA

Il poeta Fabio Strinati dedica alcuni appassionati versi alla nostra città

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

PREMIO CEPPO

Nell’ambito del 63° Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia (patrocinio Mibac), Paola Zannoner è la vincitrice del Premio Ceppo per l’Infanzia e l’Adolescenza 2019. Premiazione l’8 febbraio 2019 a Pistoia

STORIA

Notizie dall'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea di Pistoia e tutte le prossime iniziative

PISTOIA MINIMAL
di Simone Magli

Con "Pistoia Minimal" si rinnova la missione di scoprire di valorizzare le bellezze artistiche 'della porta accanto'. L'obiettivo è far scoprire piccoli dettagli di Pistoia, dando ogni volta un'indicazione sul luogo dello scatto

MOSTRA

Inaugurazione domenica 27 gennaio alle 16.30 al secondo piano di Villa Bertelli, in collaborazione con la Fondazione Villa Bertelli e con Laura Tartarelli Contemporary Art. Ingresso gratuito. Seguirà il concerto ”Il mio pianoforte”

Non ho bisogno di te, ho voglia di te. vita mia
Non .....
Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
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La buona politica per la pace: le parole di Mons. Tardelli alle autorità civili della Diocesi

2/1/2019 - 11:04

Martedì 1 gennaio, presso la Chiesa di San Leone, mons. Tardelli ha consegnato ai sindaci del territorio diocesano e alle altre autorità civili il messaggio per la 52 Giornata Mondiale della Pace di Papa Francesco. Mons. Vescovo ha rivolto ai presenti un discorso di presentazione del messaggio che pubblichiamo di seguito per intero.

Alle ore 18 ha quindi presieduto l’eucarestia della solennità di Maria SS. Madre di Dio in Cattedrale.
 
1° gennaio 2019
Discorso in occasione della consegna del messaggio per la 52 giornata mondiale della Pace – Chiesa di San Leone (Pistoia)

Buon pomeriggio e buon anno.

Ringrazio di cuore per aver accettato il mio invito ed essere qui a ricevere per le mie mani, il messaggio di Papa Francesco in occasione della giornata mondiale della pace che ha come titolo: «La buona politica è al servizio della pace».

Questo mio invito è stato motivo di qualche polemica e c’è chi ha ritenuto di non poterlo accettare. Me ne dispiaccio e rispetto le scelte e le opinioni di ognuno e non voglio entrare – perché non mi compete – in questioni di carattere politico – partitico. Mi permetto soltanto di fare due precisazioni, che ho già avuto modo di esprimere in privato a chi mi aveva scritto. La prima è che il mio era ed è un invito alla riflessione, niente di più. Il messaggio del Papa del resto vuole essere esattamente questo: una occasione di riflessione e di confronto. Cosa quanto mai necessaria oggi, quando assistiamo a un modo di affrontare i problemi più a livello emotivo che razionale e ponderato. Mi pare che anche il nostro Presidente della Repubblica ieri sera abbia auspicato un clima di comunità e di attenzione reciproca. Sono fermamente convinto anch’io, che proprio di questo ci sia bisogno oggi, per poter affrontare i complessi problemi che sono davanti a tutti e che richiedono pertanto pazienza, tenacia, confronto rispettoso e approfondito e – come mi piace chiamarlo – il coraggio del pensiero pensante.

La seconda precisazione riguarda il rapporto tra Chiesa e politica. Sono necessarie distinzioni e chiarificazioni. Trovo illuminanti le parole della Congregazione della Dottrina della fede che nel 2002 emanava una Nota Dottrinale su «L’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica» (n.3): «Non è compito della Chiesa formulare soluzioni concrete — e meno ancora soluzioni uniche — per questioni temporali che Dio ha lasciato al libero e responsabile giudizio di ciascuno, anche se è suo diritto e dovere pronunciare giudizi morali su realtà temporali quando ciò sia richiesto dalla fede o dalla legge morale… La legittima pluralità di opzioni temporali mantiene integra la matrice da cui proviene l’impegno dei cattolici nella politica e questa si richiama direttamente alla dottrina morale e sociale cristiana. È su questo insegnamento che i laici cattolici sono tenuti a confrontarsi sempre per poter avere certezza che la propria partecipazione alla vita politica sia segnata da una coerente responsabilità per le realtà temporali».

In questa precisa prospettiva si muove anche il messaggio di Papa Francesco per il capodanno 2019, quando afferma che la buona politica è al servizio della pace.

 

Fatte queste doverose precisazioni, passerei ora alla consegna del messaggio ai rappresentanti delle istituzioni e della politica qui presenti. Tutti gli altri potranno al termine dell’incontro prendere il testo del messaggio che è a disposizione. Dopo la consegna, cercherò brevemente di presentare il messaggio papale, lasciando poi spazio a chi intenderà dare il suo saluto o esprimere qualche considerazione in merito. Concluderemo con lo scambio degli auguri per il nuovo anno e una foto ricordo.  Chi vorrà potrà quindi partecipare in Duomo alla S. Messa per la pace che celebrerò alle ore 18.

L’augurio di Pace che il Papa rivolge al mondo, ogni primo dell’anno, si riallaccia direttamente all’annuncio degli angeli ai pastori di Betlemme: Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati dal Signore. La pace è il dono del Natale a tutti gli uomini. La pace, del resto, è una delle aspirazioni più profonde dell’uomo e sicuramente ogni uomo e ogni popolo desidera vivere in pace. Se da una parte, la pace piena e profonda dell’uomo può venire soltanto dalla misericordia di Dio che ci libera dal peccato e ci fa entrare nella comunione con lui, dall’altra questa stessa pace ha bisogno di essere accolta da ciascuno di noi e di trovarci attivi nel costruirla, già su questa terra. Come ama dire spesso Papa Francesco e come ripete anche nel messaggio di quest’anno, «oggi più che mai, le nostre società necessitano di artigiani della pace» perché «ognuno può apportare la propria pietra alla costruzione della casa comune».

Nel messaggio, il Santo Padre si sofferma a considerare che la politica, quando è “buona”, è un «veicolo fondamentale per costruire» la pace. Anzi, essa è “buona” quando costruisce la pace e costruendo la pace, è anche una «forma eminente di carità» cristiana. Prima di addentrarmi un poco nel testo – è scontato dirlo ma è bene ricordarlo: il Papa non scrive soltanto per l’Italia ma per il mondo intero.

Sottolineando l’importanza della politica per la costruzione della pace, il Santo Padre ci ricorda che la pace «si basa sul rispetto di ogni persona, qualunque sia la sua storia, sul rispetto del diritto e del bene comune, del creato che ci è stato affidato e della ricchezza morale trasmessa dalle generazioni passate»; che essa è «frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca e sull’interdipendenza degli esseri umani e che è una sfida che chiede di essere accolta giorno dopo giorno». Come uomini, prima ancora che come politici. Perché la pace è innanzitutto – è bene evidenziarlo – «una conversione del cuore e dell’anima» che si snoda in tre fondamentali capitoli: pace con se stessi; pace con l’altro; pace con il creato. Tre capitoli che chiamano in causa direttamente ciascuno di noi e chiedono di metterci in discussione nel profondo della coscienza.

La “buona politica” di cui il Papa parla è quella che è al servizio della pace e che promuove la partecipazione dei giovani, a cui è affidata la speranza di un mondo di pace, e la fiducia nell’altro, cemento indispensabile del vivere in pace. Essere al servizio della pace è dunque il “discrimen” che il Papa pone per l’impegno diretto in politica; il criterio di discernimento. Se non si ponesse al servizio della pace non sarebbe una buona politica.

La “buona politica” però la fanno gli uomini e le donne, che allora debbono unire  virtù umane come il senso della giustizia, l’equità, il rispetto, la sincerità, l’onestà, la fedeltà a quelle “beatitudini” che il Papa cita dal Cardinale vietnamita François-Xavier Nguyễn Vãn Thuận, morto nel 2002, che è stato un fedele testimone del Vangelo: Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo. Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità. Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse. Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente. Beato il politico che realizza l’unità. Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale. Beato il politico che sa ascoltare. Beato il politico che non ha paura.
 

Tutto bene allora? No certo. Il Santo Padre non si nasconde i “vizi” della politica, nella drammatica consapevolezza che essa può «diventare strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione». I vizi della politica tolgono credibilità ai sistemi entro i quali essa si svolge, così come all’autorevolezza, alle decisioni e all’azione delle persone che vi si dedicano. Tali vizi creano sfiducia nella popolazione, alimentano la paura e il senso di insicurezza, creano barriere tra le persone e fanno diventare la società – mi vien da dire – una giungla.

Quali sono questi “vizi”? Il Papa li elenca: la corruzione – nelle sue molteplici forme di appropriazione indebita dei beni pubblici o di strumentalizzazione delle persone –, la negazione del diritto, il non rispetto delle regole comunitarie, l’arricchimento illegale, la giustificazione del potere mediante la forza o col pretesto arbitrario della “ragion di Stato”, la tendenza a perpetuarsi nel potere, la xenofobia e il razzismo, il rifiuto di prendersi cura della Terra, lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali in ragione del profitto immediato, il disprezzo di coloro che sono stati costretti all’esilio, atteggiamenti di chiusura o nazionalismi che mettono in discussione quella fraternità di cui il nostro mondo globalizzato ha bisogno. “Vizi” questi, dai quali occorre preservarsi e liberarsi.

Il ricordo infine dei cento anni dalla fine della prima guerra mondiale e del settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, offrono al Papa l’occasione di ricordare a tutti da una parte, come «l’escalation in termini di intimidazione, così come la proliferazione incontrollata delle armi siano contrarie alla morale e alla ricerca di una vera concordia e dall’altra, citando San Giovanni XXIII°, che «Quando negli esseri umani affiora la coscienza dei loro diritti, in quella coscienza non può non sorgere l’avvertimento dei rispettivi doveri».

Ecco la mia parziale e limitata presentazione del Messaggio del Santo Padre Francesco. Ognuno, dalla sua personale lettura potrà trarre molti altri spunti di riflessione e di confronto.

Fonte: Diocesi di Pistoia
 
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