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La Voce di Pistoia
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BASKET

In una situazione oggettivamente molto difficile, sarà importante per Pistoia riuscire a controllare anche l'aspetto emotivo: "E' una delle cose che ci sono mancate contro Torino -spiega Moretti- dal momento che per non aver saputo controllare i nervi abbiamo regalato ai nostri avversari tre possessi e sette tiri liberi"

BASKET

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BASKET

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BASKET

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Si è conclusa in Toscana all’Abetone sotto uno splendido sole la Fase Internazionale della 37° edizione di Pinocchio Sugli Sci, la rassegna giovanile di sci alpino fondata nel 1981 in onore del celebre burattino collodiano, la più amata d’Italia e tra le 5 più importanti al mondo.

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Ivan Raversi è un quarantenne ancora costretto a vivere con i genitori, a mendicare affetto e a barcamenarsi nella ricerca di un’occupazione. Un nuovo impiego è l’occasione per risolvere tutti i suoi problemi. Ma a che prezzo?

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Sabato 6 e 27 aprile vanno in scena al Teatro Moderno di Agliana due commedie avvincenti per la regia di Dora Donarelli e prodotte dalla Compagnia Il Rubino

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In occasione della Giornata Mondiale  Unesco della Poesia, il 22 marzo al Consiglio Regionale della Toscana, la poeta Kathleen Jamie terrà la Ceppo Piero Bigongiari Lecture 2019 alla presenza di Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana in Palazzo Bastogi a Firenze

Non ho bisogno di te, ho voglia di te. vita mia
Non .....
Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
lasciai .....
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Esiste una favola vera
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Dossier Caritas 2018, più di 1600 accessi ai centri di ascolto di Pistoia

3/12/2018 - 9:09

Un esercito silenzioso che vive sempre più ai margini della società, sempre più povero, che si barcamena ogni giorno tra lavoretti di fortuna, quasi sempre non in regola, nella costante ricerca di una casa, di una residenza, in una estenuante corsa ad ostacoli per la ricerca della normalità, in un paese che sembra ancora molto, molto lontano dall’aver imboccato la strada per l’abolizione della povertà. Questa, in estrema sintesi la foto scattata dai volontari e dagli operatori delle Caritas diocesane nel Dossier Caritas 2018.

Un scenario complesso e preoccupante, che racconta un «incancrenirsi o cronicizzarsi delle situazioni di povertà – secondo il vescovo Tardelli – come l’innalzarsi dell’età del disagio, l’aumento consistente dei “senza dimora”e di chi non può permettersi una casa, la diminuzione del numero di chi si rivolge ai centri, cosa che però, nel contesto, non appare una diminuzione del disagio bensì un aumento dello scoraggiamento; l’aumento infine di situazioni di solitudine e di “smarrimento” sociale».


I DATI

Gli accessi ai centri di ascolto nel primo semestre del 2018 sono stati 1664: un dato in calo nelle presenze ma non sufficiente per ipotizzare una controtendenza rispetto a quanto rilevato negli anni precedenti.

 

«I nuovi contatti (ovvero coloro che hanno effettuato il primo accesso) nel primo semestre 2018 per i centri della Caritas Diocesana di Pistoia sono stati 241 – si legge nel rapporto – pari al 14,5% del totale delle persone accolte. Nonostante questo una buona parte di queste persone aveva già avuto rapporti e contatti con altre Caritas, infatti il 39,2% in passato si era già rivolto ad altre Caritas Diocesane della Toscana (principalmente le diocesi di Firenze, Prato e Pescia).

Spesso si tratta di persone senza dimora, abituate a muoversi e spostarsi continuamente che hanno avuto accesso alla mensa don Siro Butelli arrivando principalmente dalle mense dei poveri presenti sui territori limitrofi: la mensa Baracca della Caritas Diocesana di Firenze e la mensa dell’Associazione La Pira che collabora con la Caritas Diocesana di Prato».

Leggendo i dati sul numero delle persone accolte emerge che la diminuzione delle presenze è registrata soprattutto nelle zone al di fuori della città di Pistoia, nella periferia e nei comuni limitrofi.

I centri operativi della città, infatti, presentano variazioni minime rispetto ai dati del primo semestre 2017, o addirittura vedono aumentare le proprie presenze con valori percentuali anche importanti.

L’età media delle persone accolte è di 47,1 anni, la maggior parte delle persone si attesta nella fascia tra 35-44. Gli stranieri sono mediamente più giovani degli italiani, il 66,4% delle persone straniere ha meno di 45 anni, mentre il 75,9% degli italiani ha 45 o più anni. L’età media degli italiani infatti continua progressivamente ad aumentare di anno in anno.

Anche in questa edizione del rapporto si evidenzia la sostanziale parità numerica degli accessi tra italiani (47,4%) e stranieri (52,6%), che si rivolgono alle Caritas non come singoli ma sempre più come nucleo familiare. In generale la maggior parte degli stranieri proviene dal continente africano (51,9% del totale degli stranieri, il 33,4% proveniente dal Nord Africa ed il 18,5% dall’Africa Sub-Sahariana) e da quello europeo (42,4% del totale degli stranieri, il 32,6% non comunitari ed il 9,8% comunitari).

IL DRAMMA DELLA POVERTA' ECONOMICA

I problemi che spingono a ricorrere ai Centri di Ascolto sono quelli di sempre: mancanza di reddito, di lavoro e di una casa, anche se il dramma emergente è «un netto e deciso aumento delle problematiche legate alla povertà economica. la quasi totalità delle persone accolte manifestino difficoltà legate alla ristrettezza del proprio reddito (addirittura il 93,9% delle persone incontrate). Le problematiche legate all’assenza di reddito superano addirittura un terzo di tutte le problematiche economiche rilevate (35,6%), nel primo semestre 2017 erano appena un quarto del totale».

La mancanza di reddito, dovuta all’assenza di lavoro, cronicizza le situazioni e incide pesantemente sulla ricerca di un’abitazione stabile:« in uno scenario di disoccupazione e irregolarità lavorativa, la casa, in entrambi i casi, diventa il problema dei problemi: per chi ce l’ha, spesso in affitto, è molto difficile mantenerla, ma per chi si trova senza è quasi impossibile ritrovarla – si afferma nel rapporto -. Le persone ci raccontano dell’impossibilità di accedere al mercato privato per reddito insufficiente, mancanza di garanzie rispetto alla possibilità di pagamento del canone e questo, ovviamene, anche per le persone che lavorano in situazione di precarietà e irregolarità. Ci sembra anche riduttivo parlare di accesso all’edilizia popolare in quanto le dimensioni del fenomeno “casa” sembrano suggerire la necessità di una revisione totale della questione, di nuove forme di abitare che naturalmente le persone, in mancanza di alternative, trovano. Le nuove forme di abitare che rileviamo riguardano la condivisione di alloggi in situazioni di sovraffollamento presso parenti e amici, occupazione di case abbandonate, affitto di posti letto o camere».


IL “PATTO MORALE”

«Con coloro che varcano la soglia dei nostri centri di ascolto, oltre che provare a dare sollievo ai loro bisogni, stipuliamo in un certo senso una sorta di patto “morale” – afferma il direttore Caritas Suppressa – nel quale ci impegniamo a portare nelle sedi opportune le loro istanze perché possano trovare accoglimento per la riflessione ma soprattutto per il loro superamento. Il dossier Caritas è una grande opportunità che abbiamo per rimanere fedeli all’impegno preso. La complessità dei fenomeni di povertà che le persone incontrano, la fatica dei loro percorsi, il protrarsi delle loro situazioni di solitudine impone un ripensamento complessivo del nostro welfare.

«Dalla fotografia che emerge in questo dossier Caritas c’è la necessità di dotarsi di risposte sistematiche, plurali, multitarget e animate dalla comunità – conclude Suppressa – ovvero non solo risposte nuove, ma uno stile nuovo di ascolto e di presa in carico, che interroga nel profondo l’agire di tutti gli attori presenti sui nostri territori. Uno stile diverso di approccio che consente ai poveri di dire la loro e di partecipare attivamente, come soggetti pienamente coinvolti nei percorsi di riscatto dalle situazioni di fragilità».

«Come si può ben vedere – afferma ancora mons. Tardelli – il Dossier della Caritas testimonia l’attenzione della comunità cristiana della diocesi di Pistoia, concretizzata nell’impegno di tante persone. Esso è anche un invito, un appello a tutta la società e particolarmente a chi in essa ha responsabilità istituzionali, politiche, imprenditoriali e bancarie perché si creino posti di lavoro. Non però lavoro qualsiasi dai “caporali” a 4 euro l’ora, senza contributi e senza sicurezza per la salute, bensì un lavoro “libero, creativo, partecipativo e solidale”.

Fonte: Diocesi di Pistoia
 
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