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La Voce di Pistoia
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SCHERMA

Le medaglie d’oro sono state una questione di...famiglia, visto che i titoli regionali se li sono aggiudicati Anna e Giacomo Bernini, rispettivamente nella categoria bambine (2007) e ragazzi (2005)

MTB

La nona edizione della Granfondo Pissei Edita Pucinskaite  in programma il 17 Giugno, ha una nuova immagine.  A realizzarla Vanessa Falasca, studentessa della 3 I del Liceo Artistico P. Petrocchi: la sua armoniosa opera è stata la più votata al concorso di pittura, promosso dall’Avis Bike Pistoia

SCHERMA

Grande soddisfazione in casa Chiti Scherma per Claudio Pavel, ventunenne spadista che a Moedling in Austria ha conquistato un lusinghiero 11° posto nel circuito europeo under 23. 

FERRUCCI LIBERTAS

Con la fase Nazionale delle competizioni a squadre della categoria allievi, ovvero il campionato di Serie C, tenutosi a Modena, si è conclusa la stagione agonistica 2017 della ginnastica

BASKET

E’ un presidente Maltinti a tutto tondo quello che, in occasione della sosta del campionato per le partite della Nazionale, fa il punto della situazione in casa biancorossa.

TENNIS

E’ un’andata di play-out molto amara per il Tennis Club Pistoia, sconfitto in casa per 5-1 dal Tennis Club Crema e vicino alla retrocessione: per ribaltare un punteggio così negativo e ottenere la permanenza nel Campionato di Serie A.

ATLETICA CARIPIL

Dopo la vittoria nel 2016, piazza d’onore nell’edizione 2017. Successo singolo per Sofia Corsini (classe 2006) e secondo posto conquistato da Matteo Squarcini (2008)

CHITI SCHERMA

A Ravenna, al termine di una gara assai intensa, ha portato a casa un significativo 3° posto su un lotto di partecipanti che ha sfiorato le 200 unità. Nella stessa categoria, i ragazzi (2005), ottima prestazione anche di Giacomo Bernini

STORIA

Progetto Scenari XX Secolo in collaborazione con la Provincia di Pistoia. In occasione del Giorno della Memoria lezione agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado a cura di Matteo Stefanori  "Ordinaria amministrazione. Gli ebrei e la Repubblica sociale italiana”

FONDAZIONE TRONCI

Giovedì 23 gennaio sempre in corso Gramsci 37 alle 21.30 toccherà alla Fabrizio Berti Jug Band confrontarsi con il repertorio musicale degli anni 1940-1950 che prendendo le mosse da jazz e blues si approssima al Rock and Roll.

TEATRO

Nuovo appuntamento della stagione di prosa del Teatro Manzoni di Pistoia dal 12 al 14 gennaio con una coppia di attrici di rango, amatissime dal pubblico del teatro e del cinema

STORIA

La  ricerca  storica  è  stata  indirizzata  su  più  aree  e  ha  portato  alla  realizzazione  di  quattro convegni,  quattro  mostre  e  sette  pubblicazioni.  

MUSICA

Fondazione Luigi Tronci e Associazione Culturidea, sotto la supervisione del poliedrico maestro Ivano Saltastrano, hanno allestito un autentico corso professionalizzante per diventare esperti di jazz

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

TEATRO

Daniel Pennac, Serge Nicolaï, Claudia Marsica, Silvia Gallerano, Mario Biagini, The Blind Summit Theatre sono alcuni dei nomi del cartellone, cui si affiancheranno la formazione, il teatro e le attività per i bambini.

LIBRI

Giovedì 14 dicembre alle 17 nella sala Gatteschi della biblioteca Forteguerriana sarà presentato il libro “Tesori in guerra. L'arte di Pistoia tra salvezza e distruzione”, di Alessia Cecconi e Matteo Grasso

Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
lasciai .....
Dal libro
"PER MIA FORTUNA, AMANDO, MI SONO ROVINATO .....
Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
dove .....
Una vasta prateria
campi e prati incolti
un ex soldato .....
Vorrei segnalare un disservizio sul portale internet ASL Pistoia. .....
Per importante evento Wella cerchiamo su Pistoia e provincia .....
Vendo 1 bancale di pellet di abete di produzione locale (in sacchetti .....
Giovedì 30 Marzo 2017 ore 21 presso Caffetteria Il Moderno ad .....
PISTOIA
San Jacopo, non si sblocca la situazione del Pronto Soccorso. Quanta responsabilità hanno i medici di famiglia?1

6/1/2017 - 10:53

PISTOIA

Non si sblocca la situazione del Pronto Soccorso del San Jacopo, ancora ingolfato dal totale sovraffollamento.

La maggior parte dei casi riguarda codici gialli ma il picco influenzale e l’allarme meningite, hanno portato la stuazione al limite dell'ingestibilità.

Dall'Ausl Toscana Centro tengono a sottolineare che dalla fine di dicembre ad oggi si è registrato un incremento di accessi nei pronto soccorso di tutti gli ospedali dell’Asl Toscana Centro di circa il 10-15% rispetto alla media e che soprattutto nell’ospedale di Pistoia in questi giorni si è verificato un importante afflusso al pronto soccorso, con casi quasi sempre complessi: si è verificato un incremento del 31% di codici rossi e del 22% di codici gialli.

Allo stesso tempo la direzione sanitaria del San Jacopo assicura di essere in grado di monitorare e di mettere in campo interventi giorno per giorno proprio per offrire le più appropriate risposte ai cittadini.

La responsabilità di questa situazione potrebbe essere in parte dei medici di famiglia che, per leggeri malanni o anche per una normale influenza, non visitano i propri clienti ma a volte li mandano subito al pronto soccorso.

 
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6/1/2017 - 15:02

AUTORE:
Saffi Giustini

Una trama che si volge in dieci “scene”:
1. I cittadini hanno un problema: piccolo trauma, disturbo intestinale, attacco di sciatica, leggera dolenzia precordiale…
2. Al di fuori dell’ospedale non ci sono risposte adeguate per una parte preponderante di tali problematiche.
3. In ospedale ci sono strumenti e medici e li è sempre aperto, anche di notte, sabato e domenica.
4. La persona va al pronto soccorso; molti PS, in particolare nei centri urbani e nelle metropoli, sono sovraffollati, specie in alcuni periodi dell’anno (influenza, molto freddo etc.).
5. I medici del PS non sono in grado di “smaltire” le richieste e gestire rapidamente all’interno del PS i percorsi diagnostici.
6. I reparti non sono disponibili ad accogliere pazienti, perché pieni o, in alcuni casi, con posti prenotati per il giorno successivo (un tumore del colon da operare; un impianto di pacemaker che deve essere effettuato; uno scompensato che è instabile etc.).
7. I pazienti restano in barella per ore e ore; la disponibilità di barelle si esaurisce e si ricorre pertanto a quelle da lungo tempo accantonate in attesa di riparazione.
8. Qualcuno telefona ad un quotidiano, il giornalista arriva, vede casi “eclatanti” e effettua un servizio. La televisione riprende la notizia e la tematica viene dibattuta anche nei talk show della settimana.
9. I parlamentari passano (nel senso che vanno al pronto soccorso, non che ritornano alla precedente occupazione); il Ministro fa alcune dichiarazioni e manda i Nas; i medici di famiglia dichiarano che non è certo per causa loro, è inutile che gli si chieda di lavorare a turno di giorno prefestivo; i medici del pronto soccorso fanno presente che non possono certo mandare via chi arriva e che sono necessarie ulteriori risorse (personale, tecnologie); i manager assumono alcuni impegni; i supposti responsabili (non è ben chiaro di cosa…) sono sospesi dall’incarico (la formula usata nel copione è generalmente “a titolo cautelativo”).
10. La sceneggiatura viene poi riposta nel cassetto pronta per la prossima occasione.

Vi sono – ovviamente – tre ambiti, temporali e spaziali, su cui intervenire, che provo a descrive in termini semplicistici:
• A monte del pronto soccorso: rispondere ai bisogni necessari al di fuori dell’ospedale; ridurre pertanto l’afflusso e aumentare l’appropriatezza degli accessi al pronto soccorso.
• All’interno del pronto soccorso: selezionare in modo adeguato le problematiche in modo da indirizzare il paziente nel percorso idoneo e rendere così più fluidi i percorsi .
• A valle del pronto soccorso: assicurare un adeguato flusso verso i reparti di degenza per quei pazienti (che, a seconda della tipologia di PS oscillano fra il 15% e il 20% degli accessi) che necessitano di ricovero.

Per ciascuno di questi “comparti” vi sono politiche sanitarie e strategie gestionali efficaci, ma non è possibile che il sistema funzioni, se non si agisce, contestualmente, su tutti e tre i punti.
Se ci si limitasse a “rafforzare l’assistenza territoriale in carico ai medici di famiglia”, tuttavia, si intercetterebbe una fascia minimale dei casi che si rivolgono, impropriamente, al pronto soccorso e si rischierebbe solo di ampliare gli orari utili per… farsi misurare la pressione, ritirare una ricetta, farsi prescrivere le analisi raccomandate dallo specialista.
La chiave di volta è realizzare strutture territoriali che raggruppino un consistente numero di medici di base, ma che nel contempo siano dotate di una presenza infermieristica, siano in grado di effettuare alcuni esami, siano equipaggiate di strutture diagnostiche, siano connesse con l’ospedale al fine di trasmettere immagini, ecg e avere una refertazione e una consulenza.
Vi è ormai, anche qui, un’ampia letteratura e vari confronti internazionali evidenziano come investimenti in tal senso, realizzando strutture in cui attuare la sanità di iniziativa, riescono a ridurre gli afflussi al pronto soccorso e a diminuire la ospedalizzazione, grazie anche alla capacità di prevenire – con una adeguata gestione delle cronicità – il ripetersi di episodi acuti che portano al ricovero.
A valle del pronto soccorso è indispensabile far si che il flusso dei pazienti sia continuo, con i necessari provvedimenti di riorganizzazione della attività di degenza, aggregando i pazienti in aree omogenee, per utilizzare al meglio le disponibilità di posti letto.
È inoltre necessario che il flusso delle attività non si interrompa, di fatto, dal venerdì, ma che – almeno il sabato – sia giornata di “ordinarie dimissioni”.

Ciò vuol dire non solo ripensare all’organizzazione dei reparti di degenza, ma anche al sistema esterno. Inoltre, se i reparti devono funzionare per accogliere i pazienti in urgenza e per effettuare una attività di high care, come è previsto negli ospedali dotati di pronto soccorso, è indispensabile un potenziamento del sistema di cure intermedie, in cui collocare quei pazienti che necessitano di un livello assistenziale inferiore, ma che non possono essere indirizzati direttamente a domicilio.

In un Paese che ha oltre il doppio di Tac del Canada (13,9), il triplo dell’Olanda (11,3) e della Francia (11,1); che presenta analoghi dati per le RM (Canada 8,0; Olanda 11,0) e circa il quadruplo della dotazioni della Francia (6,4)[10], possiamo pensare ad una riconversione di risorse verso le strutture territoriali e la sanità di iniziativa, oppure verremo fuori da questa crisi dei pronto soccorso con un potenziamento delle tecnologie?