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La Voce di Pistoia
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GINNASTICA ARTISTICA

La stagione agonistica 2017 della ginnastica volge al termine con le competizioni a squadre della categoria allievi, chiamate per l’ultima volta “Serie C”. 

HOCKEY

Lunedì 30 ottobre nella sala del Gonfalone di Palazzo di Giano si è svolto un incontro diplomatico tra l'Amministrazione comunale per la quale erano presenti il Sindaco Alessandro Tomasi e l'assessore allo sport Gabriele Magni e la delegazione del ministero malese rappresentata dal Dr. Subramaniam Rasamanickam.

CICLISMO

Nel 2017 che sta per concludersi, la società ciclistica amatoriale Avis Bike Pistoia, oltre ad avere organizzato la Granfondo cicloturistica della Toscana con più partecipanti, si è resa protagonista nei  vari circuiti granfondistici.

TENNIS

Sconfitta casalinga con onore (4-2) per il Tennis Club Pistoia contro i campioni italiani in carica del Campionato di Serie A maschile, il Park Tennis Genova.

SCHERMA

Il podio del trofeo Pegaso si tinge di arancione. Questa la bella sensazione cromatica che ha accompagnato i ragazzi della Chiti Scherma alla prima prova del circuito interregionale che da qualche anno viene organizzato con successo dal comitato regionale. 

SCHERMA

Interessante debutto stagionale per gli under 14 della Chiti che a La Spezia, alla prima prova interregionale, hanno portato a casa diversi risultati di prestigio. Su tutti, spicca la vittoria di Anna Bernini nella categoria bambine (2007)

MTB

Domenica 29 ottobre, gli stradisti e i bikers del gruppo pistoiese si sono dati appuntamento per disputare la tradizionale gara sociale. Questa volta il percorso portava tutti in cima all’impegnativa salita di Sanmommé

TENNIS

Sul campo dei Canottieri Aniene arriva la terza sconfitta consecutiva per il Tennis Club Pistoia, che rimane in coda del proprio girone del campionato di Serie A maschile alla fine delle partite di andata.

TEATRO

Un cartellone di 7 appuntamenti in programma dal 26 novembre al 9 aprile, che ospita compagnie altamente qualificate e, in parte, attive non solo sul fronte del teatro per l’infanzia

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

FESTIVAL DELLA MAGIA

Sabato 18 novembre doppio appuntamento al Moderno per la quarta edizione del Festival della Magia di Pistoia: divertimento e tante sorprese fra maghi, prestigiatori, ventriloqui e illusionisti 

MOSTRA

Si parte sabato 11 novembre con una conferenza di Riccardo Spinelli. Dal 18 novembre al 30 dicembre visite guidate alla chiesa di Santa Maria degli Angeli e all'Oratorio del Santissimo Crocifisso

DENTRO PISTOIA
di Simone Magli

Con questa nuova rubrica, “Dentro Pistoia”, vi accompagnerò nella parte più intima di Pistoia, con le mie poesie visive. Armato di Iphone ed entusiasmo, immortalerò segreti e tradizioni della nostra città

CINEMA

Il ciclo di film, che va da novembre 2017 a febbraio 2018, affronta l’analisi del fenomeno dell’immigrazione e del rispetto dei diritti umani, mettendo in luce aspetti poco conosciuti e riflessioni su un tema di estrema attualità

ISRPT

Approvata all'unanimità dal Consiglio Direttivo dell'Istituto la composizione della nuova Redazione della nostra rivista quadrimestrale, Quaderni di Farestoria  (QF).

LIBRI


L’iniziativa, con autori ed esperti, si svolgerà nella sala Maggiore venerdì 3 novembre. Ci sono i verbali inediti del monuments man Deane Keller. La drammatica descrizione della città e del suo patrimonio dopo la Liberazione

Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
lasciai .....
Dal libro
"PER MIA FORTUNA, AMANDO, MI SONO ROVINATO .....
Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
dove .....
Una vasta prateria
campi e prati incolti
un ex soldato .....
Vorrei segnalare un disservizio sul portale internet ASL Pistoia. .....
Per importante evento Wella cerchiamo su Pistoia e provincia .....
Vendo 1 bancale di pellet di abete di produzione locale (in sacchetti .....
Giovedì 30 Marzo 2017 ore 21 presso Caffetteria Il Moderno ad .....
PISTOIA
San Jacopo, non si sblocca la situazione del Pronto Soccorso. Quanta responsabilità hanno i medici di famiglia?1

6/1/2017 - 10:53

PISTOIA

Non si sblocca la situazione del Pronto Soccorso del San Jacopo, ancora ingolfato dal totale sovraffollamento.

La maggior parte dei casi riguarda codici gialli ma il picco influenzale e l’allarme meningite, hanno portato la stuazione al limite dell'ingestibilità.

Dall'Ausl Toscana Centro tengono a sottolineare che dalla fine di dicembre ad oggi si è registrato un incremento di accessi nei pronto soccorso di tutti gli ospedali dell’Asl Toscana Centro di circa il 10-15% rispetto alla media e che soprattutto nell’ospedale di Pistoia in questi giorni si è verificato un importante afflusso al pronto soccorso, con casi quasi sempre complessi: si è verificato un incremento del 31% di codici rossi e del 22% di codici gialli.

Allo stesso tempo la direzione sanitaria del San Jacopo assicura di essere in grado di monitorare e di mettere in campo interventi giorno per giorno proprio per offrire le più appropriate risposte ai cittadini.

La responsabilità di questa situazione potrebbe essere in parte dei medici di famiglia che, per leggeri malanni o anche per una normale influenza, non visitano i propri clienti ma a volte li mandano subito al pronto soccorso.

 
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6/1/2017 - 15:02

AUTORE:
Saffi Giustini

Una trama che si volge in dieci “scene”:
1. I cittadini hanno un problema: piccolo trauma, disturbo intestinale, attacco di sciatica, leggera dolenzia precordiale…
2. Al di fuori dell’ospedale non ci sono risposte adeguate per una parte preponderante di tali problematiche.
3. In ospedale ci sono strumenti e medici e li è sempre aperto, anche di notte, sabato e domenica.
4. La persona va al pronto soccorso; molti PS, in particolare nei centri urbani e nelle metropoli, sono sovraffollati, specie in alcuni periodi dell’anno (influenza, molto freddo etc.).
5. I medici del PS non sono in grado di “smaltire” le richieste e gestire rapidamente all’interno del PS i percorsi diagnostici.
6. I reparti non sono disponibili ad accogliere pazienti, perché pieni o, in alcuni casi, con posti prenotati per il giorno successivo (un tumore del colon da operare; un impianto di pacemaker che deve essere effettuato; uno scompensato che è instabile etc.).
7. I pazienti restano in barella per ore e ore; la disponibilità di barelle si esaurisce e si ricorre pertanto a quelle da lungo tempo accantonate in attesa di riparazione.
8. Qualcuno telefona ad un quotidiano, il giornalista arriva, vede casi “eclatanti” e effettua un servizio. La televisione riprende la notizia e la tematica viene dibattuta anche nei talk show della settimana.
9. I parlamentari passano (nel senso che vanno al pronto soccorso, non che ritornano alla precedente occupazione); il Ministro fa alcune dichiarazioni e manda i Nas; i medici di famiglia dichiarano che non è certo per causa loro, è inutile che gli si chieda di lavorare a turno di giorno prefestivo; i medici del pronto soccorso fanno presente che non possono certo mandare via chi arriva e che sono necessarie ulteriori risorse (personale, tecnologie); i manager assumono alcuni impegni; i supposti responsabili (non è ben chiaro di cosa…) sono sospesi dall’incarico (la formula usata nel copione è generalmente “a titolo cautelativo”).
10. La sceneggiatura viene poi riposta nel cassetto pronta per la prossima occasione.

Vi sono – ovviamente – tre ambiti, temporali e spaziali, su cui intervenire, che provo a descrive in termini semplicistici:
• A monte del pronto soccorso: rispondere ai bisogni necessari al di fuori dell’ospedale; ridurre pertanto l’afflusso e aumentare l’appropriatezza degli accessi al pronto soccorso.
• All’interno del pronto soccorso: selezionare in modo adeguato le problematiche in modo da indirizzare il paziente nel percorso idoneo e rendere così più fluidi i percorsi .
• A valle del pronto soccorso: assicurare un adeguato flusso verso i reparti di degenza per quei pazienti (che, a seconda della tipologia di PS oscillano fra il 15% e il 20% degli accessi) che necessitano di ricovero.

Per ciascuno di questi “comparti” vi sono politiche sanitarie e strategie gestionali efficaci, ma non è possibile che il sistema funzioni, se non si agisce, contestualmente, su tutti e tre i punti.
Se ci si limitasse a “rafforzare l’assistenza territoriale in carico ai medici di famiglia”, tuttavia, si intercetterebbe una fascia minimale dei casi che si rivolgono, impropriamente, al pronto soccorso e si rischierebbe solo di ampliare gli orari utili per… farsi misurare la pressione, ritirare una ricetta, farsi prescrivere le analisi raccomandate dallo specialista.
La chiave di volta è realizzare strutture territoriali che raggruppino un consistente numero di medici di base, ma che nel contempo siano dotate di una presenza infermieristica, siano in grado di effettuare alcuni esami, siano equipaggiate di strutture diagnostiche, siano connesse con l’ospedale al fine di trasmettere immagini, ecg e avere una refertazione e una consulenza.
Vi è ormai, anche qui, un’ampia letteratura e vari confronti internazionali evidenziano come investimenti in tal senso, realizzando strutture in cui attuare la sanità di iniziativa, riescono a ridurre gli afflussi al pronto soccorso e a diminuire la ospedalizzazione, grazie anche alla capacità di prevenire – con una adeguata gestione delle cronicità – il ripetersi di episodi acuti che portano al ricovero.
A valle del pronto soccorso è indispensabile far si che il flusso dei pazienti sia continuo, con i necessari provvedimenti di riorganizzazione della attività di degenza, aggregando i pazienti in aree omogenee, per utilizzare al meglio le disponibilità di posti letto.
È inoltre necessario che il flusso delle attività non si interrompa, di fatto, dal venerdì, ma che – almeno il sabato – sia giornata di “ordinarie dimissioni”.

Ciò vuol dire non solo ripensare all’organizzazione dei reparti di degenza, ma anche al sistema esterno. Inoltre, se i reparti devono funzionare per accogliere i pazienti in urgenza e per effettuare una attività di high care, come è previsto negli ospedali dotati di pronto soccorso, è indispensabile un potenziamento del sistema di cure intermedie, in cui collocare quei pazienti che necessitano di un livello assistenziale inferiore, ma che non possono essere indirizzati direttamente a domicilio.

In un Paese che ha oltre il doppio di Tac del Canada (13,9), il triplo dell’Olanda (11,3) e della Francia (11,1); che presenta analoghi dati per le RM (Canada 8,0; Olanda 11,0) e circa il quadruplo della dotazioni della Francia (6,4)[10], possiamo pensare ad una riconversione di risorse verso le strutture territoriali e la sanità di iniziativa, oppure verremo fuori da questa crisi dei pronto soccorso con un potenziamento delle tecnologie?