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La Voce di Pistoia
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Non ho bisogno di te, ho voglia di te. vita mia
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Sindaco ad Ordine Architetti: "Nessuna logica emergenziale né per piazza della Resistenza né per il verde pubblico"

18/12/2014 - 13:13

L'amministrazione comunale, tramite una nota del portavoce del sindaco, risponde all’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Pistoia sul progetto di riqualificazione del Parco di Piazza della Resistenza:
 
"Gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori pistoiesi dovrebbero sapere bene quanto sia distante la cultura dell’emergenza dall’azione di questa Amministrazione e quanto sia invece propria di questa giunta la cultura della prevenzione e manutenzione costante dell’ambiente, del patrimonio idrogeologico e del suolo. Ne sono un esempio le previsioni di estensione del servizio di depurazione delle acque, di ampliamento a tutto il territorio comunale della raccolta differenziata sospinta dei rifiuti, di pianificazione strategica della mobilità cittadina attraverso lo strumento del Pum, di investimenti su un trasporto pubblico efficiente. Investimenti, questi, già consistentemente avviati e che permetteranno progressivamente, nei prossimi mesi, di colmare deficienze e ritardi che Pistoia, come purtroppo gran parte d’Italia, sta scontando.


Certamente l’Ordine conosce, almeno, le politiche urbanistiche di questa Amministrazione, volte ad una drastica riduzione delle capacità edificatorie e del consumo di suolo e all’incentivazione della ristrutturazione edilizia. La salvaguarda del territorio, fatta non solo a parole, non può infatti prescindere – secondo questa Amministrazione - da una regolamentazione esigente – per l’Italia, forse, fin troppo tardiva - che ponga limiti alla nuova edificazione e tuteli le aree non ancora urbanizzate.
L’intervento di riqualificazione di piazza della Resistenza, attualmente in corso di realizzazione, è soltanto un’ulteriore conferma di questa politica previdente e tutt’altro che emergenziale portata avanti dall’Amministrazione, la quale raccoglie volentieri la disponibilità dell’Ordine degli architetti ad un confronto, dovendo però registrare che – a proposito di azioni poco meditate - tale esigenza viene presentata adesso per la prima volta e che, nonostante le molte occasioni di confronto, l’Ordine non abbia mai proposto la questione di piazza della Resistenza come oggetto di riflessione.


Eppure, che il parco dovesse essere ripensato era noto da tempo – almeno per gli addetti ai lavori, quali i membri dell’Ordine -, non solo per le indicazioni della Sovrintendenza volte a stimolare una valorizzazione, liberandone la visuale, del bene architettonico – che come tale sarà sicuramente d’interesse per gli architetti – della Fortezza Santa Barbara, ma anche per i rilievi tecnici formulati già nel 2007 nelle due perizie di valenti professionisti allegate alla proposta di progetto per la realizzazione di un parcheggio interrato sotto Piazza della Resistenza – opzione nemmeno contemplata in ipotesi da quest’Amministrazione – che evidenziavano in particolare la scarsa qualità e la breve prospettiva di vita di gran parte delle alberature del parco.
Rispondendo proprio ad una esigenza di prevenzione e di pianificazione degli interventi, il sindaco, all’inizio del mandato, ha chiesto agli uffici di mettere per scritto quali fossero le piante che – su tutto il territorio – avrebbero dovuto essere potate, curate o abbattute per motivi di sicurezza. A tale richiesta gli uffici hanno risposto nell’agosto dell’anno scorso – dunque ben prima delle cadute dei due rami di pino che si sono verificate nell’agosto e nel settembre di quest’anno – con una relazione che indicava la necessità di intervenire, tra gli altri, su numerosi alberi di piazza della Resistenza.


Gli uffici hanno infatti accertato che i pini sistemati lungo il viale alberato non erano più sicuri, in quanto piante scelte, al momento della creazione del giardino a metà degli anni Cinquanta (fino ad allora lo spazio era uno spiazzo a verde utilizzato nel tempo per esercitazioni militari, come ippodromo, superficie per spettacoli viaggianti e – in ultimo - come deposito di macerie derivanti da eventi bellici) senza particolare attenzione alla loro qualità trattandosi principalmente di scarti di vivaio o esemplari di recupero e senza considerare debitamente le caratteristiche del terreno, il quale, dopo un primo strato superficiale di terra, è composto di detriti e materiali di riporto, che hanno portato molte alberature a sviluppare un apparato radicale superficiale che ne compromette la stabilità.

 

A questo elemento si è aggiunta, è vero – ma non può essere imputata a questa Amministrazione -, una manutenzione che non sempre nei decenni passati è stata oculata e che ha favorito una crescita in altezza e in larghezza delle chiome rendendole più soggette a rotture. Le piante, posizionate molto vicine le une alle altre, hanno finito per indebolirsi reciprocamente e hanno creato ampissime zone d’ombra che impedivano, addirittura, la crescita dell’erba in alcuni punti. Gli alberi, inoltre, così collocati, nascondevano quasi interamente la Fortezza Santa Barbara, tant’è che, come detto, la stessa Sovrintendenza ha a più riprese sollecitato il recupero di una prospettiva visuale del monumento.
Si è dunque chiesto agli uffici di redigere un progetto specifico per il parco della Resistenza, che – anche alla luce dei necessari abbattimenti – conferisse al giardino una nuova armonia e prevedesse una più adeguata ripiantumazione, in qualità e quantità.
Nel luglio, dunque ben prima delle cadute dei rami avvenute nel parco in agosto e in settembre, si è comunque provveduto agli interventi indicati come più urgenti dagli uffici (59 su tutto il territorio comunale, compresi 6 pioppi in piazza della Resistenza).
La previsione del progetto del parco, dunque, si radica in un lavoro di molti mesi ed è stata infatti inserita nel piano triennale degli investimenti, approvato dal consiglio comunale il 19 maggio di quest’anno, insieme al bilancio previsionale. Il progetto è stato poi approvato dalla giunta comunale nella sua stesura preliminare con la deliberazione dello scorso 11 settembre 2014.


Adesso l’intervento è sostanzialmente a conclusione per quanto riguarda la fase di abbattimento delle piante e vedrà a breve l’avvio dell’opera di piantumazione di 73 piante ad alto fusto (aumentate rispetto al progetto preliminare) e 352 tra cespugli e arbusti, oltre alla sistemazione di un impianto illuminotecnico lungo il perimetro a sud del parco e di un adeguato impianto d’irrigazione a goccia. È questa la prima parte di un investimento pluriennale che proseguirà con la progressiva risistemazione dei camminamenti pedonali, la sostituzione e ricollocazione dei giuochi per i bambini, l’estensione del giardino sino all’ingresso della Fortezza Santa Barbara, affinché possa rafforzarsi quella naturale connessione tra il parco e la Fortezza stessa.

 

Non a caso, come abbiamo potuto apprezzare nel corso della mostra Oltre il giardino a Palazzo Fabroni, il grande paesaggistica toscano Pietro Porcinai, nel 1935 aveva immaginato una sistemazione a verde estremamente semplice, con un uso assai parco di alberature, proprio per non interrompere, ma anzi rafforzare, la relazione tra la città e la Fortezza. Il progetto prevede anche la riconfigurazione, con una siepe di leccio, del confine tra il parco e il fossato difensivo della Fortezza. Saranno posti, inoltre, a carico del nuovo concessionario del chiosco (il nuovo bando per la gestione dovrà essere pubblicato il prossimo anno) interventi di ristrutturazione del chiosco stesso. Il progetto che l’Amministrazione sta realizzando, dunque, migliorerà la qualità del parco e ne favorirà l’utilizzo da parte dei cittadini, alternando spazi ombreggiati a zone aperte e soleggiate, e prevedendo rigogliose macchie di colore – finora totalmente assenti -, grazie alla piantumazione di diverse specie di alberi e cespugli da fiore.
Quello su piazza della Resistenza non è che una parte del lavoro che l’Amministrazione sta svolgendo sul verde cittadino, rispetto al quale è in corso un dialogo positivo con l’Ordine provinciale dei dottori agronomi e dei dottori forestali, anche al fine di redigere un disciplinare per la realizzazione e la cura di spazi verdi.


E’ inoltre in fase di avvio uno specifico incarico per il censimento e la definizione di una apposita carta delle vulnerabilità di tutte le alberature del territorio comunale e, dopo aver assunto già due giardinieri, entro il 2015 è prevista un’ulteriore assunzione. Inoltre, dopo aver esperito nel 2012 e nel 2013 – come prescritto dalla legge – due procedimenti di mobilità, purtroppo senza esito, per l’assunzione di un dottore agronomo, sarà attivato quanto prima un concorso pubblico per tale figura.
Nessuna logica emergenziale, dunque, né per piazza della Resistenza né per nessun altro intervento sul verde pubblico (si ricordano, tra i molti, gli interventi sul giardino di Villa Capecchi, sul parco del Villone e sul giardino di viale Arcadia, la previsione – che sarà realizzata – di un altro grande parco urbano nell’area del Ceppo), ma anzi, un’attenta, meditata opera di pianificazione e di progettazione che sta gettando le premesse necessarie per una gestione dei giardini e dei parchi all’altezza di una città che ambisce ad essere – davvero - la Capitale europea del verde".

Fonte: Comune di Pistoia
 
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