Skin ADV
La Voce di Pistoia
  • 09:05 - 21/5/2019
  • 748 utenti online
  • 25184 visite ieri
  • [protetta]
  • Cerca:
In evidenza:  
SCHERMA

Resta comunque un 4° posto di tutto rispetto che lascia la compagine pistoiese ai vertici nazionali. E ora tocca alle ragazze, che a giugno a Palermo dovranno lottare per conquistare la salvezza in serie A/1.

BILIARDO

Si ritorna in Italia e più precisamente a Pistoia. Il palazzetto dello sport cittadino, il PalaCarrara, ospiterà i biliardi sui quali si disputeranno le fasi finali della rassegna Iridata, giunta alla sua 24° edizione

CALCIO

È con profonda amarezza che dobbiamo purtroppo prendere atto che il calcio a Pistoia sta vivendo uno dei periodi più bui della sua storia quasi centenaria: eppure siamo nella terza serie professionistica nazionale e, almeno finora, non abbiamo corso seri pericoli di retrocessione

BASKET

"Con i giocatori ho toccato spesso il tasto dell'amor proprio: la situazione è difficilissima, ma finire al meglio la stagione, anche sul piano individuale, può per ognuno di loro essere importante anche per il futuro. Proverò a far sì che i ragazzi prendano questo aspetto di natura personale per mettere insieme una buona prova di squadra"

ATLETICA

I migliori lanciatori over 35 d'Italia si sono dati appuntamento al campo scuola il 27 e 28 aprile scorsi. Pistoia sede di fiducia della FIDAL 

BASKET

Anche se virtualmente poi dovremo aspettare i risultati di domenica, non sono abituato a buttare la palla in tribuna: mi sembra evidente che per la situazione in cui siamo, per la classifica e per i numeri, domani è la nostra ultima chance

BASKET

In una situazione oggettivamente molto difficile, sarà importante per Pistoia riuscire a controllare anche l'aspetto emotivo: "E' una delle cose che ci sono mancate contro Torino -spiega Moretti- dal momento che per non aver saputo controllare i nervi abbiamo regalato ai nostri avversari tre possessi e sette tiri liberi"

BASKET

Finisce 81-78 al termine di una gara combattutissima: Pistoia, condannata anche dagli episodi, vede allontanarsi la salvezza.

Fernando Aramburu ai Dialoghi sull'Uomo

La difficoltà di convivere, l’odio, la vendetta sono da sempre temi centrali della letteratura di tutti i tempi. Lo sono anche del romanzo Patria e dei racconti di Dopo le fiamme di Fernando Aramburu, uno degli scrittori più amati degli ultimi anni

ARTE

Domenica 12 maggio dalle ore 17, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, verrà inaugurata la mostra di disegni di Alessandro Sarteschi, "Imprendibile orizzonte".

TEATRO

Asciutto e sincero, empatico e semplice, costruito con l'amichevole supervisione de Gli Omini, Passo dopo arriva in Segheria, con una chitarra, una voce e un pianoforte

POESIA

Venerdì 10 maggio SassiScritti organizza a Pistoia Le cose illuminate una passeggiata poetica e musicale per ricordare Sergio Salabelle che, attraverso la libreria Les Bouquinistes ha costruito un centro di cultura e aggregazione importante per la città

STORIA

25 APRILE 2019 Festa di Liberazione, omaggio alla Resistenza Ore 11 - Piazza della Resistenza – Pistoia - Cerimonia al monumento ai caduti. Ore 12 – Piazza del Duomo – Pistoia - Concerto Bande. Organizzata da CUDIR Pistoia.

MOSTRA

Proseguirà nel Battistero di San Giovanni in Corte fino a domenica 2 giugno 2019 (apertura tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 18) l'esposizione del Crocifisso di Jorio Vivarelli, insieme alle fotografie di Aurelio Amendola

TEATRO

La compagnia de Gli Omini lancia gli ultimi appuntamenti che completeranno la micro-stagione di spettacoli cominciata a gennaio 2019 in Segheria, lo spazio pistoiese in zona Sant’Agostino

MOSTRA

Venerdì 12 aprile alle ore 18 la Fondazione Marino Marini di Pistoia inaugura la personale della fotografa cinese Gao Yuan. La mostra rimarrà aperta fino al 16 giugno e propone laboratori per bambini condotti dalla stessa Yuan

Non ho bisogno di te, ho voglia di te. vita mia
Non .....
Mai sarebbe andata,
ma in qualche modo
lasciai .....
Dal libro
"PER MIA FORTUNA, AMANDO, MI SONO ROVINATO .....
Il consenso delle stelle

Esiste una favola vera
dove .....
Il mio amico francesco Nesci, reduce da un ischemia nel 2017, .....
Il mio amico francesco Nesci, reduce da un ischemia nel 2017, .....
Pescia, centro storico, 3° piano.
Tre vani e ½ di mq. 60 .....
Randstad Italia Spa

Ricerca

per ALIA Servizi Ambientali .....
SAMBUCA PISTOIESE
L'intervento di Rosalba Bonacchi a nome del Cantiere dell'Ulivo di Pistoia

4/6/2013 - 19:30

L'intervento di Rosalba BONACCHI
venerdì 31 maggio a Bologna, all'iniziativa
"Ascoltare il Paese, servire la democrazia"
a nome del "Cantiere dell'Ulivo" di Pistoia
 
Vengo da Pistoia. Sono una nativa del Partito Democratico ed ho contribuito attivamente e tenacemente a farlo nascere attraverso la "Rete dei Cittadini per l'Ulivo", la terza componente dell'Ulivo, quella dei cittadini con le loro realtà associative, che doveva costituire il valore aggiunto del Partito Democratico dell'Ulivo, almeno nelle intenzioni di Romano Prodi e di Pietro Scoppola. Con la nascita del PD, nell'ottobre 2007, parecchie associazioni della Rete si sciolsero, ritenendo esaurito il loro compito: i loro militanti confluirono nel PD e molti si collocarono nelle "correnti" originate dalle liste delle  primarie del 14 ottobre (il peccato originale del PD), finendo per assimilarsi ai vecchi iscritti dei DS e della  Margherita.

 

Altri Cittadini per l'Ulivo, delusi, si ritirarono dall'impegno politico.  Altri ancora -pochi in verità- mantennero in piedi sui territori le loro associazioni e all'interno di queste, formate da iscritti e non iscritti al PD, continuarono a lottare localmente per correggere gli errori del PD e per intercettare gli elettori del centrosinistra disamorati dalla politica.
Quelli di noi che, rimasti dentro il PD, non si sono omologati alle "correnti" e soprattutto non si sono legati ad  un capo tribù sono rimasti per lo più militanti di base e ancora oggi vengono considerati con sospetto, o con aria di fastidio. Con alcune delle associazioni rimaste attive in ambito locale, rincuorati dalla intenzione manifestate da Bersani nella sua mozione congressuale di voler riaprire il Cantiere dell'Ulivo", nel 2010 abbiamo costituito una nuova rete, denominata "Cantiere dell'Ulivo- Un PD dei cittadini", proseguendo la nostra azione in maniera collegata e organizzata. Malgrado le resistenze e l'indifferenza degli organismi del partito, nell'autunno 2011 abbiamo contribuito a raccogliere il milione e duecentomila firme per il referendum che voleva ripristinare la legge Mattarella.


A Pistoia il "Cantiere dell'Ulivo" da solo ne ha raccolte e inviate al Comitato Referendario oltre tremila; poi le cose sono andate come sapete. Come "Cantiere" ci siamo impegnati a sostegno di Bersani in tutto il suo percorso di segretario, dal congresso del 2009 alle elezioni politiche dello scorso febbraio, con la speranza che attraverso di lui si aprisse nel PD una riflessione approfondita sul rapporto fra il progetto dell'Ulivo e il PD, andando oltre la foto di Vasto, ma anche in questo siamo rimasti delusi.
Non entro nel merito di quanto è accaduto dal 24 febbraio ad oggi, che è stato adeguatamente delineato e commentato nel corso di questo pomeriggio. Oggi siamo qui, un gruppo di ulivisti pistoiesi, con la speranza di una ripartenza, di una nuova prospettiva, dentro o fuori il PD, e con l'intento di offrire il nostro contributo, soprattutto di memoria. Nella relazione di apertura del seminario di Orvieto (6 ottobre 2006), che diede inizio al percorso costituente del "Partito Nuovo", Pietro Scoppola si chiedeva se l'Ulivo-Partito Democratico fosse una decisione  contingente e artificiosa, presa dal gruppo dirigente di partiti in declino, o se avesse ragioni profonde nella vicenda nazionale e fosse quindi una necessità storica. La sua risposta fu che le ragioni del Partito Democratico stanno nella missione storica di portare a compimento il processo fondativo della democrazia italiana, iniziato con la Resistenza e con la Costituzione del '48, ma rimasto incompiuto per quanto concerne il senso di appartenenza ad una cittadinanza democratica, il tessuto etico collettivo, il patriottismo costituzionale. Tutto questo era rimasto incompiuto in seguito alla Guerra fredda e alla divisione del Paese in due blocchi contrapposti.  Secondo Scoppola, il Partito Democratico dell'Ulivo avrebbe dovuto essere lo strumento per superare le barriere ideologiche del secolo scorso e realizzare la "democrazia dei cittadini", ossia una identità  nazionale democratica più robusta , senza peraltro negare il ruolo dei partiti.
La crisi italiana e i processi di integrazione europea e internazionali richiedevano il superamento delle vecchie identità partitiche separate e la realizzazione di partiti nuovi, in cui il rapporto tra le istituzioni e i cittadini fosse molto più forte e diretto.

 

Il PD doveva dunque essere lo strumento per avviare questo profondo rinnovamento della politica, di fronte al logoramento della democrazia, al calo della passione civile, del senso dello Stato e della legalità, al distacco tra cittadini e istituzioni, già in atto negli ultimi decenni del secolo scorso. Solo con un partito nuovo, che fin dalla sua fase fondativa si fosse aperto alla partecipazione della base e si fosse dato una identità e regole condivise e veramente democratiche, che avesse superato i personalismi, i nepotismi, il sistema delle cooptazioni e l'autoreferenzialità della partitocrazia, sarebbe stato possibile rafforzare la democrazia del Paese e recuperare il consenso degli elettori di Centrosinistra, evitando il rischio del ritorno della destra al Governo del paese (cosa avvenuta dopo la caduta del secondo Governo Prodi, con le conseguenze di cui il  Paese soffre oggi) Il Partito dell'Ulivo doveva anche rispondere all'esigenza di dare governabilità al Paese attraverso un grande  partito di popolo, che divenisse motore e timone di una grande coalizione, riducendo la frammentazione, i particolarismi,le derive separatiste e la necessità di trattative estenuanti per salvare l'unità delle coalizioni.

 

Il "Manifesto per il Partito Democratico" opera della commissione dei 45 "Saggi" presieduta da Scoppola, che vide la luce nel dicembre 2007, doveva mettere in moto sul territorio nazionale il processo costituente  del PD,dandogli una identità condivisa da tutti coloro che lo avessero condiviso e sottoscritto, divenendo fondatori del nuovo partito.
Questo Manifesto non venne mai diffuso per la caduta del secondo governo Prodi e per l'accelerazione  con cui si costituì il Partito, con il solo assemblaggio dei ceti politici e la spartizione delle cariche secondo i  metodi della vecchia politica. 

 

Nel Manifesto si afferma che l'Ulivo PD è necessario anche di fronte alle sfide della globalizzazione e alla  rivoluzione tecnologica in atto. La politica deve infatti interpretare e rispondere ad assillanti e urgenti interrogativi, poiché le ricette dei vecchi partiti non rispondono più di fronte al deterioramento dell'ambiente e del clima, all'esaurimento delle risorse naturali, alla contrapposizione tra la questione ambientale e la questione sociale, ai conflitti internazionali, alle dinamiche demografiche squilibrate, ai flussi migratori difficilmente controllabili, alle grandi disuguaglianze tra diverse aree del mondo e ad un modello di sviluppo  che condanna intere aree del pianeta alla povertà, di conseguenza,alla necessità di civilizzare il capitalismo trovando un punto di mediazione tra democrazia e mercato.

 

Di fronte a queste sfide, a cui nessuna delle famiglie politiche del centrosinistra europeo riusciva a trovare, da sola, risposte adeguate, c'era bisogno di una diversa visione del mondo, di cercare come intelligenze  collettive un pensiero nuovo ( non una riorganizzazione di vecchi modelli di pensiero, o la loro compresenza conflittuale),un'identità politica che governasse i processi nuovi, dall'ambito mondiale a  quello locale. Convinto della propria autosufficienza, il ceto politico proveniente dai DS e dalla Margherita si è invece ripiegato in se stesso, nelle proprie nicchie culturali, ed ha progressivamente allargato la distanza fra partito e cittadini, chiamati solo a partecipare alle primarie sulle leadership nel partito o nelle istituzioni e subito dopo lasciati ai margini.


Il successo elettorale del Movimento 5 Stelle, populista e distruttivo, grazie al voto di tanti elettori del PD delusi, è la conseguenza della mancata realizzazione del Partito Democratico.

Gli avvenimenti successivi alle elezioni di febbraio si sono conclusi con l'implosione, il collasso del PD, dovuto,come ha scritto Walter Tocci, a due forze contrastanti tutte interne al partito: quella centripeta della chiusura e quella centrifuga delle divisioni tra fazioni e identità che non sono arrivate a sintesi.  Il risultato positivo delle ultime elezioni amministrative è solo un pannicello caldo e non deve creare  l'illusione che il problema del PD sia in via di soluzione, né rinviare la questione ad un congresso affrettato, in cui si ripetano le divisioni tra possibili leader e i notabilati che li sosterranno, anche per meri motivi di calcolo. Dopo oltre 6 anni, alla domanda se le necessità storiche, politiche, culturali e sociali che sono alle radici del PD siano state soddisfatte, o se per lo meno siano state affrontate con approccio non propagandistico, non possiamo che rispondere con un diniego.  Se poi ci chiediamo se la necessità di rafforzare la democrazia attraverso il rinnovamento della politica, di  dare governabilità al Paese attraverso la democrazia dell'alternanza, di trovare risposte nuove ed efficaci alla crisi dell'Italia e dell'Europa di fronte alle sfide della globalizzazione è ancora viva e incombente, o se è stata superate dagli eventi, non possiamo che prendere atto della gravità della situazione e reclamare una urgente rifondazione del Partito Democratico.  Siamo ad una svolta storica per il Paese e per il PD.


E' finita definitivamente la Seconda Repubblica e siamo tornati alle nostalgie del tripolarismo e del centrismo proporzionale,con annessa politica dei due forni. Anziché cambiare la politica, si pensa di risolvere i problemi cambiando l'Ordinamento della Repubblica e auspicando un "timoniere solitario "che prenda il comando della nave alla deriva. Il congresso che si aprirà in autunno può rappresentare l'ultima opportunità, a condizione che prevalga la volontà di ripartire dai valori e dai principi di fondo e dalla necessità di darsi un profilo identitario riformatore e democratico, nettamente alternativo alla Destra e di definire un progetto di lungo periodo, che non possa  essere modificato in base ai sondaggi o ai risultati elettorali e che non vada confuso con i programmi politici, i quali possono invece cambiare in base alle contingenze e alle alleanze. Dovrà aprirsi una nuova fase costituente rivolta ai cittadini alla ricerca di una casa politica, dal momento  che la passione politica non è morta e che,come afferma Nadia Urbinati, esiste un bisogno insoddisfatto di politica che i partiti non sanno intercettare per assenza di idee, progetti, credibilità, coraggio, ovvero di politica.

 

Dovrà essere evitato il leaderismo senza principi, a caccia di voti indifferenziati e prevalere il confronto  pubblico delle idee. Penso ad un congresso diviso in due fasi: Una prima fase congressuale a tesi, o temi, preparati da un'apposita commissione composta da rappresentanti di tutte le "componenti politiche", aperta al contributo di personalità della cosiddetta  società civile, che apra e animi la discussione sui territori e la votazione su tutti i temi ( per fare alcuni esempi: i valori identitari e le radici del PD, le regole del Partito democratico, Il PD e i Partiti europei, il ruolo dell'Italia in Europa, l'Europa soggetto Politico, lo Stato Italiano e le riforme costituzionali, i rapporti fra Stato e Chiesa, la legge elettorale, la riforma dello stato sociale, i diritti civili, l'ambiente, il lavoro, lo sviluppo, l'immigrazione, la scuola, la salute , i beni comuni). I cittadini che vorranno partecipare, sia online che nei circoli o in appositi seggi potranno scegliere l'identità del partito e partecipare così alla realizzazione di un nuovo Manifesto Politico. Solo in seguito ci sarà la competizione e l'elezione del Segretario nazionale e degli organismo territoriali, aperta agli iscritti e a coloro che si registreranno in un albo pubblico degli elettori. A tale proposito, dovrà essere predisposta una apposita "Carta dei diritti degli elettori e degli iscritti, con ruoli ben definiti e non ambigui, da consegnare al momento della registrazione nell'Albo: una sorta di patto fra  Partito ed elettori.  Se non prevarranno le resistenze conservatrici dell'apparato, con l'intento di mantenere le rendite di posizione, forse questo momento di crisi potrà diventare un'opportunità di rinascita. Diversamente il Partito rinuncerà al proprio ruolo fondamentale per la Democrazia italiana e diverrà inesorabilmente un participio passato.  La nostra speranza che il PD diventi quello che doveva essere, ossia la realizzazione del progetto dell'Ulivo, non è morta,nonostante i numerosi disinganni subiti nel corso degli anni.  Tuttavia la speranza non basta, ma è necessario ricorrere ai suoi due figli, come afferma Sant'Agostino:  l'indignazione nei confronti del presente e il coraggio per guardare al futuro.



 
+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

codice di sicurezza Cambia immagine

Inserisci qui il codice di sicurezza
riportato sopra: